L’obesità è uno dei problemi socio-sanitari più critici dei nostri tempi. Ad oggi l’obesità rappresenta una condizione patologica diffusa nei paesi industrializzati, colpendo circa il 20-30% della popolazione, in aumento. Gli studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolineano che l’86% delle morti e il 75% della spesa sanitaria in Europa e in Italia sono determinate da patologie croniche, che hanno come minimo comune denominatore 4 principali fattori di rischio: fumo, abuso di alcol, scorretta alimentazione e inattività fisica.
La ‘Chirurgia bariatrica’ è la branca medica destinata specificamente al trattamento chirurgico della grande obesità. La chirurgia bariatrica è attualmente il trattamento più efficace per l’obesità. Spesso le persone che non riescono a dimagrire con una dieta si rivolgono al chirurgo, optando per questa soluzione drastica.
Il Ruolo della Dieta Chetogenica Prima della Chirurgia Bariatrica
Prima di sottoporsi a un intervento di chirurgia bariatrica, come il bypass gastrico, la sleeve gastrectomy o altre procedure, è consigliabile seguire una dieta specifica. Dunque, la dieta pre-intervento è uno dei trattamenti più efficaci. Questo cambiamento alimentare è necessario per diverse ragioni. In particolare, un regime alimentare mirato può ridurre il grasso viscerale, quello che si accumula intorno agli organi interni, e in particolare il grasso che circonda il fegato. Questa riduzione facilita notevolmente il lavoro del chirurgo durante l’operazione, rendendola meno complessa e potenzialmente più sicura.
È per questo che nei pazienti bariatrici, con controindicazioni alla preparazione nutrizionale chetogenica, abbiamo pianificato una serie di trattamenti dietetici alternativi. In tutti gli interventi bariatrici è necessario sollevare il lobo sinistro del fegato per poter esporre lo stomaco nella sua interezza e renderlo totalmente accessibile alle manovre chirurgiche. Qualora non sia possibile esporre lo stomaco adeguatamente, il chirurgo deve desistere dal proseguire l’intervento chirurgico.
In previsione di un intervento di chirurgia bariatrica o metabolica, è sempre raccomandabile perdere almeno il 5-10% del peso iniziale, in genere utilizzando - sotto stretto monitoraggio - una dieta chetogenica, o una Very Low Calorie Diet o una Low Calorie Diet. In un gruppo di pazienti obesi, la dieta chetogenica è risultata significativamente più efficace di una dieta standard a basso contenuto calorico.
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Benefici della Dieta Chetogenica Pre-Operatoria
Le motivazioni [per la dieta pre-operatoria] sono fondamentalmente due: la prima è chirurgica, in quanto ridurre il peso consente un intervento più agevole, in primis per il paziente e poi per tutta l’equipe chirurgica coinvolta. Dimagrendo, il fegato del paziente - che in caso di obesità patologica è molto ingrossato (epatomegalia) - riduce le sue dimensioni e i chirurghi possono operare in un campo operatorio migliore.
La seconda motivazione è quella di poter valutare quanto il paziente sia davvero intenzionato ad affrontare il percorso bariatrico, quanto sia il suo reale impegno; una sorta di prova anticipata - quella del dimagrimento preoperatorio, e - in caso di successo - anche una prima vittoria che predispone bene il paziente e tutto il team.
Un altro studio “Very low-carbohydrate ketogenic diet before bariatric surgery: prospective evaluation of a sequential diet” ha valutato l’efficacia di un regime dietetico chiamato dieta preoperatoria in pazienti con obesità patologica con e senza diabete mellito di tipo 2 .Il gruppo esaminato è stato programmato per la chirurgia bariatrica. I risultati sono stati molto interessanti: il peso corporeo, l’indice di massa corporea, la circonferenza della vita e la circonferenza del collo erano significativamente inferiori. Nei pazienti con diabete di tipo 2, i livelli di glucosio plasmatico a digiuno sono diminuiti in modo significativo. Una VLCKD, se correttamente prescritta e monitorata, assicura in tempi ridottissimi, un importante dimagrimento a tutto vantaggio della riuscita dell’intervento.
Oltretutto, poiché la statosi non alcool correlata è una tra le molteplici indicazioni della dietoterapia chetogenica, anche i pazienti con “fegato grasso” trarrebbero da questa dietoterapia notevoli benefici vedendo migliorare la performance dell’organo. Pazienti obesi in procinto di affrontare un intervento di chirurgia bariatrica che, nel periodo immediatamente precedente all’intervento, seguissero un efficace protocollo di VLCKD trarrebbero un duplice vantaggio, migliorando tanto la composizione corporea quanto la performance epatica.
Come Seguire una Dieta Chetogenica Pre-Operatoria
Le strategie che si mettono in atto sono diverse sulla base della singola condizione di ciascun paziente, cercando di ottenere un dimagrimento in un tempo relativamente breve (2-12 settimane): si va dalla dieta ipocalorica, strettamente ipocalorica alla dieta chetogenica o a strategie combinate. La dieta chetogenica è una dieta a basso contenuto di carboidrati (da 5 a 40 gr), in genere normoproteica (circa 80 gr) e con relativo aumento dei grassi (20-40 gr) che favorisce uno stato di chetosi e assicura un introito di proteine adeguato al mantenimento della massa magra.
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Logicamente il protocollo di chetosi deve essere scritto da un nutrizionista esperto della materia poiché questa “dieta”, pur molto nota, è in realtà molto spesso scarsamente conosciuta e, anche molti addetti ai lavori, rimangono ancora legati a concetti obsoleti e tutto sommato errati come quello del “peso ideale”. Scrivere un efficace e salutare protocollo chetogenico non è semplice e non è da tutti. Non è sufficiente il taglio calorico ne’ il basso apporto di carboidrati per rendere efficace un protocollo di chetosi. Non è sufficiente (anzi è decisamente sbagliato) stimare l’apporto proteico puntando al “peso ideale”. Tutto è molto più complesso.
L’apporto proteico deve essere valutato con cura e proporzionato alla massa magra stimabile soltanto con adeguata strumentazione, l’apporto lipidico deve essere scelto in funzione del valore del dispendio calorico totale e deve essere qualitativamente elevato e dalle elevate proprietà antinfiammatorie, per preparare al meglio il paziente al successivo insulto operatorio. È necessario valutare poi l’eleggibilità del paziente al protocollo (non tutti possono essere in grado di sostenerlo) la contemporanea, eventuale, presenza di patologie, l’assunzione di farmaci, e molte altri variabili.
Come sempre, quindi, in caso di dieta chetogenica è sconsigliato il fai da te, viceversa è buona norma rivolgersi ad un professionista qualificato, formato ed esperto di chetosi per massimizzare gli effetti minimizzando i rischi anche, e soprattutto, in caso di chirurgia bariatrica.
Dieta Chetogenica Post-Bariatrica
La chirurgia bariatrica è attualmente il trattamento più efficace per l’obesità, ma spesso il recupero del peso rappresenta una sfida importante. La dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico è nota per la sua capacità di favorire una rapida perdita di peso e per i suoi effetti positivi sul metabolismo. Tuttavia, sebbene sia stata studiata in vari contesti, il suo impatto sui pazienti post-chirurgia bariatrica non è stato ancora approfondito a fondo.
L’utilizzo di una dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico rappresenta una promettente strategia complementare nella gestione dell’obesità, sia per chi ha subito la chirurgia bariatrica sia per chi è in attesa dell’intervento.
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Dopo l’intervento, l’alimentazione del paziente segue un percorso graduale. Nei primi due giorni, si limita l’assunzione a liquidi come acqua, tè deteinato, camomilla o caffè d'orzo. A partire dal terzo giorno, vengono introdotti alimenti più nutrienti ma leggeri, come omogeneizzati proteici, centrifugati di verdure, latte scremato e frullati di frutta. Con il passare del tempo, il paziente può reintrodurre gradualmente tutti i tipi di alimenti, pur mantenendo un’attenzione particolare alla qualità e quantità del cibo.
Il supporto del nutrizionista e dello psicologo continua fino al raggiungimento del peso ideale, aiutando il paziente a mantenere uno stile di vita sano e ad evitare le tentazioni di tornare a vecchie abitudini alimentari.
Studio sull'Efficacia della Dieta Chetogenica Post-Bariatrica
Pubblicati i risultati di uno studio su pazienti trattati con un protocollo di dieta chetogenica. Dopo circa 6.5 anni dall’intervento bariatrico (mini bypass gastrico, MGBP, o sleeve gastrectomy, SG) e aver escluso le controindicazioni per la VLCKD» riporta Di Stasi «sono stati reclutati 22 pazienti (15 donne e 7 uomini), 10 che avevano avuto IWL e 12 WR.
«In termini di perdita di peso non vi sono state differenze significative in relazione al tipo di intervento (MGBP o SG) o al tipo di risposta insufficiente al pregresso intervento (IWL o WR). I pazienti con WR hanno perso circa lo stesso peso che avevano ripreso dopo la chirurgia bariatrica, mentre i pazienti con IWL hanno raggiunto un peso statisticamente inferiore rispetto a quello raggiunto dopo la chirurgia bariatrica. Con la perdita di peso si sono statisticamente ridotti anche BMI, circonferenza vita, circonferenza fianchi e massa grassa.
I parametri glico-metabolici sono migliorati dopo la fase attiva, senza peggioramento della funzione epato-renale ed elettroliti. La forza muscolare non ha subito significative variazioni tra inizio e fine protocollo.
Questo studio pilota suggerisce che la VLCKD può essere un’opzione efficace e sicura sia per chi ha già subito la chirurgia bariatrica sia per chi non l’ha ancora fatta. Tuttavia, a causa dei cambiamenti anatomici e fisiologici che seguono l’intervento chirurgico, le risposte metaboliche e le modifiche del microbiota possono essere meno marcate nei pazienti post-bariatrici.
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