L’epidemia mondiale dell’obesità e del diabete mellito tipo 2 (DMT2) rappresenta un reale problema di sanità pubblica, anche nei paesi in via di sviluppo. Il DMT2 è una malattia metabolica e multifattoriale caratterizzata da uno squilibrio nei livelli circolanti di glucosio e da un’alterazione del profilo lipidico, che portano inizialmente ad una condizione di insulino-resistenza dapprima compensata da livelli insulinemici elevati, poi ad una progressiva carenza insulinica.
La riduzione ed il controllo del peso corporeo costituiscono un fattore determinante nel trattamento e nella gestione del paziente affetto da DMT2. Negli ultimi anni lo scopo principale dei ricercatori è stato quello di identificare un nuovo approccio terapeutico funzionale per i soggetti obesi affetti dalla malattia e, in questo contesto, la very low-calorie ketogenic diet (VLCKD) potrebbe rappresentare un’effettiva strategia di intervento.
Cos'è la Dieta Chetogenica?
La dieta chetogenica è un regime alimentare caratterizzato da un’assunzione molto bassa di carboidrati, moderata di proteine e alta di grassi. Questo approccio dietetico mira a indurre uno stato metabolico chiamato chetosi, in cui il corpo utilizza i grassi come principale fonte di energia anziché i carboidrati. In termini pratici, la dieta chetogenica si basa sul consumo prevalente di carne, pesce, uova, noci e oli sani.
Tipi di Dieta Chetogenica
- Dieta chetogenica standard: è simile a una dieta chetogenica standard, ma include più proteine.
- Dieta chetogenica ad alto contenuto proteico.
Benefici della Dieta Chetogenica
I sostenitori della dieta chetogenica affermano che questo modello alimentare aumenta la perdita di peso e l’energia fisica. Inoltre, rispetto alle diete povere di grassi, a quelle ipocaloriche e a quelle iperproteiche, la dieta chetogenica sembra più efficace (nel breve termine, entro i 6 mesi) per la perdita di peso, la riduzione della glicemia e il controllo di colesterolo e trigliceridi.
Uno dei benefici più noti della dieta chetogenica è la sua capacità di promuovere una rapida perdita di peso. Le persone che seguono una dieta chetogenica sperimentano inizialmente una rapida perdita di peso, fino a 5 kg in 2 settimane o meno. Questa perdita di peso precoce è dovuta alla perdita di acqua, seguita da una perdita di grasso.
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Le VLCKD inducono una perdita di peso e di grasso viscerale in modo più rapido rispetto alle diete a basso apporto di carboidrati.
La dieta chetogenica è conosciuta soprattutto come dieta dimagrante. Una meta-analisi ha concluso che le diete chetogeniche a bassissimo contenuto calorico sono una strategia molto efficace per il trattamento dell’obesità.
Diabete: La dieta chetogenica può aumentare la sensibilità all’insulina e favorire la perdita di grasso, portando a significativi benefici per le persone con diabete di tipo 2 o prediabete. Addirittura, i pazienti più fortunati che aderiscono alla dieta chetogenica per 6 mesi possono ottenere una remissione del diabete senza gravi complicazioni.
La dieta chetogenica è particolarmente benefica per le persone con diabete di tipo 2 o con insulino-resistenza. Riducendo l’assunzione di carboidrati, si osserva una significativa diminuzione dei livelli di zucchero nel sangue e una migliore sensibilità all’insulina.
Un marcato miglioramento dei parametri glicemici si ottiene sicuramente con diete a basso apporto calorico (VLCD) e VLCKD che prevedono una restrizione calorica drastica: una meta-analisi dimostra infatti un significativo miglioramento nei livelli di glucosio a digiuno e di HbA1c.
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Nei pazienti affetti da DMT2, grazie al rapido calo di peso accompagnato da una sensazione di sazietà e benessere ed alla maggiore semplicità, un regime di VLCKD della durata di tre mesi associato a un migliorato stile di vita ha garantito migliori risultati in termini di soddisfazione e di aderenza al protocollo rispetto a una dieta ipocalorica con sostituti del pasto.
Le VLCKD aiutano anche a ripristinare la funzionalità beta-cellulare in fase di iniziale deterioramento, tanto che L’American Diabetes Association (ADA) ha inserito le VLCKD tra i possibili trattamenti terapeutici utili per pazienti obesi affetti da DMT2.
Uno degli effetti collaterali positivi della dieta chetogenica è la riduzione dell’appetito. Le diete chetogeniche favoriscono la sensazione di sazietà grazie a cambiamenti positivi negli ormoni della fame, tra cui leptina e grelina. L’alto contenuto di grassi e proteine aiuta a mantenere la sazietà più a lungo, riducendo la tentazione di spuntini non salutari tra i pasti.
Durante la chetosi, il cervello utilizza i chetoni come fonte di energia alternativa, il che può portare a una maggiore chiarezza mentale e concentrazione.
La dieta chetogenica può avere effetti positivi sulla salute cardiovascolare. Uno degli effetti più evidenti della dieta chetogenica è la riduzione dei livelli di trigliceridi nel sangue. I trigliceridi elevati sono un noto fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, quindi la loro riduzione può contribuire a migliorare la salute del cuore. La dieta chetogenica può ridurre l’infiammazione e lo stress ossidativo, entrambi fattori chiave nello sviluppo delle malattie cardiovascolari. La dieta chetogenica può aiutare a ridurre la pressione sanguigna, un altro importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.
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Le evidenze presenti in letteratura mostrano come tale regime dietetico possa potenziare e migliorare la biodiversità del microbiota intestinale, un complesso ecosistema costituito da miliardi di cellule microbiche simbiotiche corrispondenti a diversi tipi di virus, funghi e batteri. Al contrario, le VLCKD migliorano la diversità batterica (a) contrastando i Proteobatteri della famiglia delle Enterobacteriaceae, Sinobacteriaceae e Comamonadaceae, agevolando così la perdita di peso; e (b) favorendo Firmicutes, Ruminococcaceae e Mogibacteriaceae. In tal modo esse si dimostrano un ottimo strumento per ampliare la varietà del microbiota intestinale, specialmente nei casi in cui si sostituiscono alle proteine della carne quelle derivanti dai piselli e dal siero di latte che aumentano la produzione di SCFA, noti per il loro effetto benefico sulla salute intestinale.
Sembra però che anche le proteine, in particolare quelle provenienti dal latte e dalla soia, inducano cambiamenti nella composizione del microbiota intestinale attraverso gli SCFA.
Rischi e Considerazioni
Gli effetti collaterali a breve termine più comuni e relativamente minori della dieta chetogenica includono una serie di sintomi come nausea, vomito, mal di testa, affaticamento, vertigini, insonnia, difficoltà nella tolleranza all’esercizio fisico e costipazione. Questi sintomi si risolvono entro pochi giorni o settimane. Garantire un’adeguata assunzione di liquidi ed elettroliti può aiutare a contrastare alcuni di questi sintomi.
Gli alimenti e le componenti alimentari che vengono frequentemente aumentate durante le diete chetogeniche “casalinghe” (come carne rossa, carne processata e grassi saturi), sono notoriamente causa di un aumento delle malattie croniche non trasmissibili, tra cui quelle cardiovascolari, cancro, diabete e malattie neurodegenerative al punto che i rischi nella somministrazione di questi approcci alimentari potrebbero superarne i benefici.
Teoricamente, le diete chetogeniche possono aumentare il rischio di alcune malattie croniche a causa degli alimenti consumati (come carne rossa, carne lavorata e grassi saturi). Ad esempio, un maggiore apporto di questi alimenti è collegato a un aumentato rischio di malattie renali croniche, malattie cardiovascolari, cancro, diabete e morbo di Alzheimer. Mancando studi a lungo termine, non sappiamo se questo rischio sia concreto o meno. Tuttavia, sappiamo che la restrizione calorica associata alla dieta chetogenica dovrebbe bilanciare o addirittura invertire questo ipotetico rischio.
Pertanto, le donne che pianificano una gravidanza dovrebbero evitare diete restrittive a basso contenuto di carboidrati come la dieta chetogenica.
La dieta chetogenica compromette anche l’omeostasi energetica e può quindi ridurre la capacità di eseguire esercizi ad alta intensità.
Inoltre, le diete chetogeniche hanno una bassa tollerabilità a lungo termine e per molti individui non sono psicologicamente sostenibili per lunghi periodi.
La dieta chetogenica è controindicata nei pazienti con pancreatite, insufficienza epatica, disturbi del metabolismo dei grassi, carenza primaria di carnitina, carenza di carnitina palmitoiltransferasi, carenza di carnitina translocasi, insufficienza renale, porfirie o carenza di piruvato chinasi.
Va notato che nella maggior parte degli studi analizzati, l’assunzione di carboidrati era superiore a quanto consentito dalla dieta chetogenica (che ne prevede meno di 50 g al giorno). Questa scarsa aderenza alla dieta chetogenica contribuisce verosimilmente a ridurre la sua efficacia nel tempo.
Il Ruolo del Microbiota Intestinale
Finora abbiamo trattato esclusivamente degli adattamenti metabolici legati agli effetti delle VLCKD, senza discutere nel dettaglio quanto concerne le modificazioni ad essi associati che intervengono a livello del microbiota intestinale. Dato che la composizione in macronutrienti è in grado di influenzare l’abbondanza e la diversità del microbiota intestinale, le VLCKD potrebbero rappresentare un’eccellente strategia per che desideri migliorare i parametri metabolici anche attraverso i cambiamenti nella composizione batterica delle feci.
La fibra alimentare ha un ruolo fondamentale nella produzione degli SCFA che rappresentano la prima fonte di nutrimento per i batteri intestinali ed hanno un ruolo protettivo nei confronti della mucosa enterica. L’integrità di quest’ultima è, infatti, messa a repentaglio dall’aumento del rapporto tra Firmicutes/Bacteroides (F/B) che si osserva tipicamente nei pazienti affetti da obesità e/o diabete, nei quali si associa, tra l’altro, anche ad un aumento dei livelli circolanti di lipopolisaccaride (LPS), un frammento della membrana esterna dei batteri Gram-negativi noto come un’endotossina in grado di indurre una risposta infiammatoria locale e generalizzata.
Gli SCFA influenzano anche la regolazione dell’appetito e il fabbisogno energetico interagendo con recettori accoppiati alle proteine G (GPR) -41 e -43 presenti su monociti e linfociti, in grado di stimolare la secrezione di GLP-1 e PYY.
D’altra parte, le diete chetogeniche, mentre riducono al minimo l’apporto glicidico, prevedono di per sé un aumento della componente lipidica. Tale aspetto ci suggerisce di analizzare in maggior dettaglio il ruolo dei diversi tipi di grassi alimentari sul microbiota intestinale e in particolare sul bilancio del rapporto Firmicutes/Bacteroides.
I Bacteroides sono batteri gram-negativi in grado di realizzare sul microbiota intestinale effetti sia benefici sia avversi. i Firmicutes, invece, sono batteri Gram-positivi la cui espressione nell’intestino umano è generalmente minore, pur variando con l’età.
Dieta Chetogenica e Sindrome Metabolica
Con sindrome metabolica si intende un insieme di fattori che aumenta il rischio di malattie cardiache e altri problemi di salute, come il diabete e l'ictus. La sindrome metabolica è un insieme di fattori di rischio che aumenta il rischio di malattie cardiache e altri problemi di salute, come il diabete e l'ictus. La sindrome metabolica è una patologia silenziosa che, quando si manifesta, può compromettere il benessere psico-fisico di un individuo.
La dieta per sindrome metabolica dovrebbe innanzitutto essere seguita sotto controllo medico. Tra sindrome metabolica e dieta esiste un legame diretto: il manifestarsi della sindrome è fortemente influenzato dall’alimentazione e dallo svolgimento di attività fisica. Scegliere una dieta per sindrome metabolica è fondamentale è fondamentale in presenza della patologia.
La dieta chetogenica si rivela una strategia nutrizionale vincente per chi è affetto da sindrome metabolica poiché, grazie alla perdita di peso, consente di apportare un miglioramento a tutti i parametri ematochimici e metabolici. La scelta della chetogenica come dieta per sindrome metabolica presenta anche il vantaggio di contrastare l'insulino-resistenza.
Uno studio effettuato utilizzando i prodotti Penta, ha evidenziato che il Metodo Pentadiet® agisce positivamente in presenza di sindrome metabolica. Il Metodo Pentadiet® è diverso dalle tradizionali diete chetogeniche fai-da-te e, con uno stile di vita sano e non sedentario, garantisce risultati migliori in minor tempo. La supervisione continua di un professionista è certamente tra le caratteristiche vincenti di questo percorso chetogenico.
Esempio di Dieta Chetogenica Settimanale
(l’aggiunta di spezie, olio e burro è libera)
[Inserire qui un esempio di dieta chetogenica settimanale]
Conclusioni
La dieta chetogenica, o VLCKD, offre numerosi benefici per la salute, dalla perdita di peso al miglioramento del controllo glicemico e della funzione cognitiva. È importante sottolineare che la dieta chetogenica non è adatta a tutti e deve essere seguita sotto la supervisione di un professionista della salute, soprattutto per individui con condizioni mediche preesistenti.
Se stai considerando la dieta chetogenica o vuoi saperne di più sui suoi benefici e sul suo impatto sul rischio cardiovascolare, ti incoraggio a consultare un professionista della salute qualificato.