Dal suo primo utilizzo negli anni ’20, il trattamento dietetico basato sull’induzione della chetosi a scopo terapeutico ha subito una profonda evoluzione sia nelle modalità di elaborazione degli schemi dietetici sia nelle applicazioni cliniche. Attualmente le terapie chetogeniche sono diverse e con diverse applicazioni. L’utilizzo della dieta chetogenica classica nelle sindromi epilettiche nasce dall’osservazione che il digiuno ed i suoi correlati metabolici sedano le crisi epilettiche e la prima formulazione dietetica era mirata a riprodurre questo effetto. In seguito le modalità di implementazione della terapia sono state perfezionate ed il suo utilizzo si è diffuso a livello mondiale ed è stato oggetto di studi sperimentali e trials clinici.
Per migliorare l’aderenza al trattamento sono stati delineati protocolli dietetici alternativi alla dieta chetogenica classica come la versione integrata con MCT, la Modified Atkins diet e la Low-Glycemic Index Diet e sono stati messi a punto diversi sistemi computerizzati per l’elaborazione. La chetosi indotta da regimi di semidigiuno (Very Low Calorie Ketogenic Diet) è stata ampiamente studiata come possibile approccio all’obesità grave e nel paziente pre-bariatrico.
Il Laboratorio conduce ricerche mirate all’implementazione della terapia chetogenica nelle malattie neurologiche con un focus sul miglioramento della qualità dietetica dei protocolli e sulla valutazione dello stato di nutrizione dei pazienti. Sono presenti due ambulatori medici, in cui vengono effettuate le visite nutrizionali e i colloqui/incontri di educazione alimentare. L’ambulatorio è dotato della strumentazione necessaria per lo studio clinico della composizione corporea, tra cui una bilancia con altimetro, un plicometro e un bioimpedenziometro. Un ambulatorio è inoltre dotato dell’attrezzatura per effettuare la valutazione del metabolismo a riposo tramite calorimetria indiretta, attrezzato per rilevazioni computerizzate a breve e medio termine. Vyntus CPX Canopy PC con SeS.
La Dieta Chetogenica e la Sclerosi Multipla
La dieta chetogenica, a ridotto contenuto di carboidrati e un aumentato apporto di proteine, nota per favorire la perdita di peso, potrebbe offrire un supporto a pazienti con sclerosi multipla, riducendo la sintomatologia e migliorando il generale benessere fisico e mentale. In questi termini la dieta mediterranea, caratterizzata dall’alto consumo di frutta, verdura, legumi e cereali, rappresenta uno dei modelli di riferimento.
La popolazione in esame, affetta da sclerosi multipla recidiva-remittente, la forma più comune caratterizzata da fasi acute seguite da periodi di remissione senza sintomi o con sintomi lievi, è stata invitata a consumare per un periodo di 6 mesi una dieta chetogenica. Ovvero due o tre pasti al giorno ricchi di proteine, per lo più di derivazione animale da uova, carne o pesce, accompagnate da due-quattro cucchiaini di grassi, come burro, olio, avocado, panna, e da una o due tazze di verdure non amidacee (cetrioli, carote, broccoli, piselli), verdure a foglia o cavolfiore. Tra un pasto e l’altro erano concessi degli snack, ma sempre entro la soglia massima di 20 grammi di carboidrati al giorno.
Leggi anche: Dieta contro la carenza di ferritina
È stato così possibile osservare che l’83% dei partecipanti aveva correttamente aderito alla dieta per tutta la durata dello studio con benefici sia in termine di riduzione del peso sia della sintomatologia e delle implicazioni associate alla malattia. Nello specifico: ai test sulla salute fisica, il punteggio di 67 dell’inizio dello studio è salito a 79 al termine dei sei mesi di dieta, quello di salute mentale da 71 a 82. Infine in relazione alla progressione della malattia, ovvero alla misurazione del grado di disabilità, in una scala di valutazione da zero (minimo/assente) a 10 (massimo), si è passati da un. Suggerirebbero che la dieta chetogenica, seguita per almeno 6 mesi, potrebbe offrire dei vantaggi nel trattamento del paziente con sclerosi multipla.
Tuttavia molti sono ancora gli aspetti da indagare: in primis i potenziali rischi associati alle diete chetogeniche, quali calcoli renali, problemi digestivi e carenze nutrizionali specie se seguite per un periodo prolungato; l’esiguo numero di pazienti che non fornisce scientificità al dato; la mancanza di evidenze a lungo termine. Per questo spesso le persone con sclerosi multipla sono interessate a sapere se esiste una dieta specifica raccomandata per la sclerosi multipla.
Attualmente non esiste l’alimentazione ideale che da sola possa influire sulla sclerosi multipla. Mangiare in modo sano fa bene a tutti, ma è specialmente importante per le persone con sclerosi multipla. In generale, una dieta ben bilanciata fornisce energia e rinforza la capacità dell’organismo di combattere le infezioni e diminuisce il rischio di altre malattie come le cardiopatie, l’ictus e il cancro.
Nell’ambito di una dieta bilanciata alcuni cibi sono particolarmente utili a rinforzare il sistema nervoso centrale. I grassi polinsaturi (l’acido linoleico e alfalinoleico), presenti in cibi come sgombro, tonno, aringa, sardine e oli di girasoli, cartamo e soia, sono raccomandati per le persone con sclerosi multipla. Alcuni studi hanno, inoltre, evidenziato che la vitamina D, contenuta ad esempio nel salmone, sgombro, tonno e sardine, può avere un ruolo nel rallentare la progressione della malattia.
Alcuni studi hanno ipotizzato l’esistenza di una relazione tra dieta e sclerosi multipla (SM). Un regime dietetico equilibrato migliora lo stato di salute con impatto positivo sulla qualità di vita e sulla percezione di benessere. Al momento, raccomandazioni precise riguardo a un piano alimentare specifico per le persone con sclerosi multipla non esistono. Queste conclusioni sono state evidenziate anche da una review pubblicata a gennaio 2023 sulla rivista Neurology. Il lavoro di analisi si conclude affermando che gli elementi individuati supportano il ruolo degli interventi dietetici con la tendenza a ridurre la fatica e migliorare la qualità di vita.
Leggi anche: Alimentazione e Disbiosi: Guida Completa
Considerazioni Importanti
Alcune condizioni o sintomi che si presentano nel decorso della sclerosi multipla possono interferire con la scelta della propria dieta o con il modo di nutrirsi. Tutti gli aspetti legati alla propria alimentazione (fare la spesa, preparare i pasti e consumare i cibi) possono essere influenzati dalla presenza di alcuni sintomi: la fatica, il tremore e i problemi visivi, l’alterazione della sensibilità. Infine è importante sottolineare che anche l’umore può avere un impatto sull’appetito e sulla voglia di stare insieme con altre persone. È importante condividere con il proprio neurologo questi cambiamenti in modo che ci sia una tempestiva valutazione della situazione.
L’alimentazione, oltre ad avere un ruolo fondamentale per la propria salute, riveste una parte importante per il benessere anche emotivo e sociale. Sulla base di queste considerazioni molte diete sono state proposte come trattamento capace di modificare il decorso della malattia. Alcune sono ancora seguite, per esempio la dieta Kousmine e la dieta di Swank, benché non esistano dati scientificamente confermati al riguardo.
Altre diete proposte per la sclerosi multipla:
- Regime alimentare che elimina i cibi identificati come causa di allergie, che possano manifestarsi con eruzioni cutanee e attacchi di asma. L’efficacia di questa dieta non è stata dimostrata e di conseguenza il suo utilizzo è decaduto. Si basa sulla teoria che le lesioni della sclerosi multipla potrebbero essere “un tipo di reazione allergica” anche ai comuni allergeni ambientali e alimentari.
- Dieta priva di glutine e latticini e incoraggia anche a eliminare lievito, uova, carne rossa e soia.
- Dieta a basso contenuto di acido arachidonico e linoleico (massimo 1.800 mg/die), con integrazione di alcune sostanze: olio di pesce, vitamina E, selenio, estratto di mollusco arricchito di vitamine del gruppo B e del Coenzima Q10.
- La dieta inizia con un periodo di 2-3 giorni durante i quali si mangiano soltanto piccole quantità di frutta. Successivamente prevede una alimentazione a basso contenuto di zuccheri, grassi, ad alto contenuto di fibre, con integrazione di vitamine A, C, D, E, B.
- Nel 1940 il dottor Roy Swank sviluppò un approccio dietetico alla sclerosi multipla che prevedeva una diminuzione del consumo di acidi grassi saturi (meno di 15gr al giorno), la completa esclusione di prodotti ad alto contenuto di grassi, un aumento nel consumo di pesce, e una integrazione giornaliera di 10-15 grammi di oli vegetali e 5 grammi di olio di fegato di merluzzo.
- La dieta paleolitica o paleodieta si basa sull'ipotesi che la dieta moderna che si è diffusa dopo lo sviluppo dell'agricoltura non sia adatta al nostro organismo. È necessario seguire un’alimentazione molto ricca in proteine animali in cui si escludono completamente i carboidrati ad eccezione di quelli contenuti in frutta e verdura. Vanno evitati invece sono tutti i tipi di cereali, i legumi, latte e latticini, sale, zucchero, olio, burro, tutti i cibi lavorati e la birra.
La Dieta Chetogenica nella Medicina Funzionale
Negli ultimi anni, la dieta chetogenica ha guadagnato sempre più attenzione non solo nel mondo del benessere e della nutrizione, ma anche nell'ambito della medicina funzionale. Questo approccio nutrizionale, caratterizzato da un'elevata percentuale di grassi, un apporto normo proteico e una riduzione dei carboidrati, è studiato per il suo impatto sul metabolismo, sull'infiammazione e sulla regolazione ormonale.
La medicina funzionale si basa sulla personalizzazione delle strategie terapeutiche, considerando il paziente nella sua globalità e mirando a trattare le cause profonde delle patologie. In questo contesto, la dieta chetogenica si è rivelata un potente strumento per il trattamento e la prevenzione di numerose condizioni croniche.
Meccanismo d'Azione della Dieta Chetogenica
La dieta chetogenica induce uno stato metabolico noto come chetosi, in cui il corpo utilizza i chetoni, derivati dalla degradazione dei grassi, come principale fonte di energia anziché il glucosio. Questo cambiamento metabolico ha effetti profondi su diversi sistemi fisiologici, tra cui il metabolismo energetico, l'infiammazione, l'equilibrio ormonale e la funzione cerebrale.
Leggi anche: Benefici di una dieta sana
- Regolazione del Metabolismo e della Glicemia: La dieta chetogenica è particolarmente utile per il trattamento della resistenza insulinica e del diabete di tipo 2. La riduzione dell'apporto di carboidrati stabilizza i livelli di glucosio nel sangue, migliorando la sensibilità insulinica e riducendo la secrezione di insulina.
- Effetti Antinfiammatori e Supporto Immunitario: L'infiammazione cronica è alla base di numerose patologie, tra cui malattie autoimmuni, sindrome metabolica e neurodegenerazione. I corpi chetonici, in particolare il beta-idrossibutirrato (BHB), hanno dimostrato proprietà antinfiammatorie, riducendo la produzione di citochine pro-infiammatorie e modulando la risposta immunitaria.
- Salute Cerebrale e Prevenzione delle Malattie Neurodegenerative: La dieta chetogenica è nata originariamente come trattamento per l'epilessia farmaco-resistente, dimostrando un'elevata efficacia nella riduzione delle crisi. Oggi, le ricerche evidenziano il suo potenziale nella prevenzione e nel trattamento di malattie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson e sclerosi multipla.
- Controllo del Peso e Composizione Corporea: La dieta chetogenica è nota per la sua efficacia nella perdita di peso, in quanto favorisce la lipolisi e riduce l'appetito grazie agli effetti regolatori dei corpi chetonici sulle grelina e leptina, ormoni che controllano la fame e il senso di sazietà.
- Supporto alla Salute Ormonale: L'equilibrio ormonale è essenziale per il benessere generale, e la dieta chetogenica puó influenzare positivamente diverse condizioni endocrine come la Sindrome dell'Ovaio Policistico (PCOS) e la Menopausa e Osteoporosi.
- Effetti sulla Salute Cardiovascolare: Contrariamente ai timori iniziali, numerosi studi dimostrano che la dieta chetogenica puó migliorare i marker di rischio cardiovascolare, riducendo i trigliceridi, aumentando l’HDL (colesterolo buono) e migliorando il profilo infiammatorio.
Applicazioni Cliniche e Personalizzazione del Protocollo
Nella medicina funzionale, la dieta chetogenica viene personalizzata in base alle esigenze del paziente, considerando fattori come genetica, stato metabolico, microbiota intestinale e livelli ormonali.
Esistono diverse varianti della dieta chetogenica, tra cui:
- Chetogenica Standard (SKD): Utilizzata per il trattamento di obesità, diabete e disordini metabolici.
- Ciclizzato (CKD): Alterna periodi di chetosi con giorni a maggiore apporto di carboidrati, utile per atleti e persone con elevata attività fisica.
- Chetogenica con Alto Contenuto Proteico: Adatta a soggetti con necessità di mantenere la massa muscolare, come pazienti oncologici o anziani.
L'adozione della dieta chetogenica deve sempre avvenire sotto la supervisione di un professionista qualificato, in grado di personalizzare il piano nutrizionale in base alle esigenze individuali e di monitorare eventuali effetti collaterali o complicanze.
Uno degli aspetti più critici è la fase di transizione post-chetogenica, durante la quale è fondamentale un percorso guidato per reintrodurre gradualmente i macronutrienti, evitando il recupero del peso perso e il ritorno alle problematiche iniziali.
La Dieta Chetogenica e il Microbiota Intestinale
La dieta chetogenica modifica il microbiota aumentando ceppi batterici specifici come Akkermansia e Lactobacilli. Alcuni ceppi batterici producono fattori neurotrofici che attraverso il nervo vago vengono trasportati al sistema nervoso centrale.
Conclusioni
L’uso della dieta chetogenica, cioè la strategia nutrizionale basata sulla riduzione dei carboidrati che “obbliga” l’organismo ad aumentare il consumo dei grassi contenuti nel tessuto adiposo e a produrre autonomamente corpi chetonici, sta dando risultati “molto promettenti” per il trattamento dell’emicrania e della fatica nei malati di sclerosi multipla. Tuttavia, è fondamentale che il regime alimentare sia bilanciato e ricco di grassi sani, come olio extravergine di oliva, avocado e frutta secca, evitando grassi trans e oli raffinati. La terapia medica nutrizionale come la dieta chetogenica viene costruita sui fabbisogni individuali, a seconda della finalità che ci si prefigge e deve essere sempre supervisionata da un professionista.
tags: #dieta #chetogenica #sclerosi #multipla #studi #clinici