Dieta Chetogenica ed Effetti sulla Serotonina: Un'Analisi Approfondita

La dieta chetogenica si basa su un apporto molto basso o nullo di zuccheri (o carboidrati), un normale apporto di proteine ed è ricca di grassi. Tale regime alimentare induce nell’organismo la “chetosi”, una condizione che porta il cervello e quindi l’organismo ad utilizzare i “corpi chetonici” insieme ai lipidi come fonte di energia.

Principi Fondamentali della Dieta Chetogenica

Un altro mito di sfatare è quello che afferma che la dieta chetogenica sia un regime alimentare che non può essere seguito per troppo tempo. In realtà non esiste competizione tra metabolismo di zuccheri e grassi: quando si va in chetosi, l’organismo utilizza i grassi per produrre energia. In questo modo le richieste di glucosio diminuiscono e non occorre intaccare le proteine muscolari per generarne altro.

Benefici della Dieta Chetogenica

La dieta chetogenica sembra essere più efficace rispetto ad una dieta ipocalorica bilanciata nel mantenere il peso una volta interrotto il programma nutrizionale. Tuttavia è molto importante la fase in cui vengono reintrodotti i carboidrati. Vediamo nel dettaglio alcuni dei vantaggi più significativi:

  • Perdita di grasso corporeo: In condizioni di bassi livelli di insulina e alti livelli di glucagone, l’attivazione della lipolisi e lo stato di chetosi forniscono gli acidi grassi e i corpi chetonici come fonte di combustibile preferite per la maggior parte dei tessuti.
  • Mantenimento del tessuto muscolare: Come abbiamo appena accennato, l’organismo si rifornisce di energia a partire dagli acidi grassi di riserva. Le diete chetogeniche non causano una perdita della massa muscolare, anzi il loro effetto è decisamente opposto.
  • Vantaggio metabolico: L’utilizzo, a fini energetici, di substrati diversi dai carboidrati sembra essere un processo “costoso” per l’organismo e può portare a un maggiore consumo calorico. Il ruolo del dispendio energetico per la gluconeogenesi, sommato all’effetto termico delle proteine, è stato confermato da diversi autori.
  • Effetto anti-infiammatorio: Il ruolo dell’alimentazione nella gestione di un’infiammazione è determinante: la dieta chetogenica è infatti nota per i suoi effetti anti-infiammatori. Sembra infatti che il BHB, il principale chetone, possa attivare i geni che migliorano la funzione mitocondriale e diminuire lo stress ossidativo.
  • Miglioramento del microbiota intestinale: In un recente articolo pubblicato Cell Host Microbiome sono stati identificati i cambiamenti specifici apportati dalle diete chetogeniche sul microbiota intestinale. Sappiamo che il microbiota è un complesso di funghi, virus e batteri che si alimentano con il cibo che gli forniamo. La maggior parte dei patogeni, ovvero i microrganismi responsabili dell’insorgenza di una malattia, si ciba di zuccheri ovvero carboidrati.

La Dieta Chetogenica e le Malattie Neurologiche

La maggiore applicazione clinica di tale dieta attualmente si ritrova nell'epilessia farmacoresistente e nel deficit di trasporto di glucosio. I primi studi risalgono agli anni 20 dal lavoro del dottor Paterman. La dieta chetogenica come anche in altre malattie neurologiche ha un effetto protettivo per le patologie legate a una anomalia nell’utilizzazione dell’energia cellulare.

I chetoni aumentano i livelli di ATP e riducono la produzione di specie reattive dell’ossigeno nei tessuti neurologici insieme ad un aumento della biogenesi mitocondriale e questo rinforza la regolazione della funzione sinaptica. I chetoni aumentano la produzione degli acidi grassi polinsaturi e di conseguenza l’ eccitabilità della membrana neuronale bloccando ad esempio i canali sodio voltaggio dipendenti.

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Questa dieta può quindi ridurre i sintomi del morbo di Alzheimer e rallentare la progressione della malattia. Visto gli effetti illustrati all’inizio nei pazienti con epilessia o emicrania, molti studi si sono focalizzati sull’utilizzo della dieta chetogenica nei pazienti affetti da altre malattie neurologiche e neurodegenerative.

La dieta chetogenica come agisce a livello intestinale? E può avere effetti anche sul sistema nervoso? Alcuni ceppi batterici producono fattori neurotrofici che attraverso il nervo vago vengono trasportati al sistema nervoso centrale. La dieta chetogenica modifica il microbiota aumentando ceppi batterici specifici come Akkermansia e Lactobacilli.

In questa infografica c’è un riassunto degli effetti della dieta chetogenica nelle malattie neurologiche descritte.

Dieta Chetogenica e Serotonina

L’effetto della dieta chetogenica è dovuto alla normalizzazione del rapporto tra due neurotrasmettitori dall’effetto opposto (GABA e glutammato) all’aumento del rilascio di serotonina e al miglioramento del metabolismo energetico cellulare cerebrale. La dieta chetogenica e quindi in grado regolare i meccanismi alla base dell’equilibrio tra iper e ipo eccitabilità neuronale.

La serotonina è il cosiddetto ormone della felicità in grado di stabilizzare l'umore e rendere, quindi, più sereni e tranquilli. È stato provato, infatti, che questo ormone è in grado di avere effetti positivi sull'umore e sul senso di serenità promuovendo una vita equilibrata e soddisfacente.

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Come fare per aumentare i livelli di serotonina sfruttando il cibo? Bisognerebbe scegliere cibi che contengono il triptofano in grandi quantità, cioè un amminoacido che contribuisce alla sintesi della serotonina aumentando quindi la sua capacità eccitatoria.

Tra i cibi che sono in grado di alzare i livelli di serotonina ci sono le uova. Le proteine contenute in questo alimento, infatti, sono in grado di aumentare i livelli del triptofano.

Dieta Chetogenica e Salute Mentale

Diversi studi hanno mostrato una correlazione tra obesità ed emicrania e dieta chetogenica. La chetogenica è infatti un valido protocollo per migliorare la cefalea cronica e a grappolo sia in frequenza sia in gravità degli attacchi.

I membri dei forum online sul disturbo bipolare riportano spesso esperienze di stabilizzazione dell’umore a seguito di una dieta chetogenica, che è stata tradizionalmente utilizzata nel trattamento dell’epilessia. Nonostante le intrinseche limitazioni dei dati osservativi basati sui self-report pubblicati online, la forza dell’associazione e le relazioni sui benefici sostenuti supportano l’ipotesi che una dieta chetogenica si associ ad effetti benefici sulla stabilizzazione dell’umore.

Le segnalazioni degli effetti positivi di una dieta chetogenica sulla stabilizzazione dell’umore nel disturbo bipolare sono coerenti con una ridotta formazione di acetil-coA dal piruvato che viene bypassata da questa fonte alternativa di acetil-CoA dai chetoni.

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Dieta Chetogenica e Depressione

Nell’ambito della depressione, attualmente la ricerca sta cercando di dimostrare come la dieta chetogenica possa avere benefici per la depressione. La base solida su cui si pone questa evidenza è quella di ridurre i fenomeni infiammatori (dovuti ad alimentazioni ricche di carboidrati o situazioni pregresse) grazie alla restrizione di certi tipi di alimenti.

Inoltre la dieta chetogenica potrebbe aumentare i livelli di alcuni neurotrasmettitori, come la serotonina e la dopamina, che sono implicati nella regolazione dell'umore. Tuttavia, la ricerca è ancora in corso e quindi non ci sentiamo di riportare delle teorie come se fossero definitive.

Rischi ed Effetti Collaterali della Dieta Chetogenica

Prima di scoprire se la dieta chetogenica ha effetti collaterali, è importante comprendere cosa succede quando si entra in chetosi. I motori principali della perdita di peso sono la produzione dei corpi chetonici e il deficit calorico. Una credenza errata sugli effetti collaterali della chetosi sostiene che la chetosi possa influire anche sulla perdita di massa muscolare, ma non è così.

Esistono particolari rischi per chi decide di praticarla? Non tutti lo sanno, ma la dieta chetogenica veniva utilizzata già negli anni Venti del secolo scorso per controllare gli attacchi di epilessia nei bambini resistenti ai farmaci. Il principio basilare di una dieta chetogenica è il concetto di “chetosi”. La chetosi, dal punto di vista fisiologico, si innesca quando, in seguito a una forte riduzione dell’apporto di carboidrati, il corpo brucia i grassi del tessuto adiposo per produrre i corpi chetonici che serviranno come fonte energetica alternativa ai carboidrati.

Ecco alcuni degli effetti collaterali più comuni:

  • Ketoflu (Keto Influenza): Si manifesta entro 24-48 ore dall'entrata in chetosi con sintomi simili a quelli di un'influenza stagionale. I sintomi includono mal di testa, tachicardia, affaticamento, confusione mentale, aumento dell'appetito, alitosi, disturbi del sonno, nausea, diminuzione della performance fisico-sportiva e crampi muscolari.
  • Alterazioni dell'umore: La riduzione dei carboidrati può causare stress e alterazioni dell'umore, soprattutto all'inizio della dieta chetogenica.
  • Problemi intestinali: La dieta chetogenica può causare problemi intestinali, come stitichezza e diarrea.
  • Disidratazione: La disidratazione è un rischio comune nella dieta chetogenica. L'aumento della minzione, causato dall'espulsione dei chetoni, porta alla perdita di liquidi e elettroliti come sodio, magnesio e potassio.
  • Carenza di elettroliti: La carenza di elettroliti può rappresentare una minaccia per il funzionamento del cuore.
  • Carenze vitaminiche: Seguire una dieta chetogenica può portare a carenze vitaminiche, specialmente se l'alimentazione non è sufficientemente varia.

È consigliabile consultare un dietologo o un medico per valutare la necessità di integratori vitaminici e nutrienti necessari.

Controversie e Miti Sulla Dieta Chetogenica

Esistono molte diete keto fai-da-te, ma risultano senza dubbio più rischiose. In questo capitolo, ci proponiamo di esplorare e chiarire i numerosi luoghi comuni associati alla dieta chetogenica. Ecco alcuni dei miti più comuni:

  • La chetosi è pericolosa: Nei soggetti sani, la chetosi indotta dalla dieta chetogenica non è pericolosa e non deve essere confusa con la chetoacidosi.
  • La dieta chetogenica è dannosa per il fegato: In realtà, soprattutto se associata a riduzione calorica, e sotto il controllo di un professionista della nutrizione, la dieta chetogenica può essere una buona strategia, ad esempio in caso di steatosi epatica.
  • La dieta chetogenica è iperproteica: No, la dieta chetogenica non è iperproteica, difatti la quantità di proteine assunte con la chetogenica non è superiore a quella richiesta da altri protocolli nutrizionali, ma tarata sul fabbisogno proteico del singolo individuo.
  • La dieta chetogenica danneggia i reni: Contrariamente a quanto si crede, non ci sono prove scientifiche che la dieta chetogenica danneggi i reni in soggetti sani.
  • La dieta chetogenica causa perdita di massa muscolare: Quando il corpo è in chetosi, utilizza i grassi come fonte di energia, riducendo così la necessità di glucosio e preservando le proteine muscolari.
  • Dopo la dieta chetogenica si prende più peso: Se seguita correttamente e con la guida di un professionista, la dieta chetogenica può essere più efficace di una dieta ipocalorica bilanciata nel mantenimento del peso a lungo termine.

Il percorso nutrizionale chetogenico deve essere individualizzato e monitorato da un professionista, adattandosi alle esigenze fisiche, età, sesso, attività lavorativa e fisica del paziente.

Alimenti Antidepressivi per Ritrovare il Buonumore

Ecco 8 alimenti che possono aiutarti a comprendere meglio come un certo tipo di alimentazione sia correlata a migliorare l'umore e combattere la depressione:

  1. Pesci grassi: salmone, sgombro, tonno e sardine, sono tra i pesci grassi più famosi in quanto ricchi di acidi grassi omega-3, fondamentali e noti effetti benefici per tutto l’organismo e di conseguenza (per come detto prima) anche sull'umore e sulla salute mentale.
  2. Frutta e verdura: Frutta e verdura sono per antonomasia gli alimenti delle diete. Ma ogni tipo di dieta dovrebbe prevederli in quanto ricchi di vitamine, minerali e antiossidanti che possono aiutare a rinforzare e difendere il nostro organismo…cervello compreso
  3. Cioccolato fondente: Il cioccolato fondente contiene flavonoidi, degli elementi ad azione antiossidante che possono anche migliorare i livelli di serotonina.
  4. Uova: Le uova sono una buona fonte di proteine, vitamine del gruppo B e colina (nutriente importante per la salute del cervello).
  5. Noci e semi: Insieme al pesce grasso anche questi contengono acidi grassi omega-3 e proteine. Inoltre sono ricchi in fibre e vitamine del gruppo B.
  6. Yogurt: Lo yogurt è un'ottima fonte di probiotici, che sono batteri vivi che possono migliorare la salute intestinale (ed ora sai, se sei arrivato fin qui, come questo influenzi il buonumore)
  7. Legumi
  8. Tè verde: Il tè verde contiene L-teanina, un aminoacido che può aiutare a rilassare la mente e migliorare l'umore.

Ricorda che oltre a questi alimenti, è importante seguire una dieta sana e bilanciata che includa tutti i nutrienti di cui l'organismo ha bisogno.

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