È molto importante depurare il corpo dall’accumulo di sostanze nocive. Un approccio utile per favorire la perdita di peso e il benessere complessivo è quello di riattivare il sistema linfatico.
Importanza dell'idratazione e del movimento
Un punto fondamentale per il benessere è bere acqua a sufficienza. La maggior parte delle persone beve molto poco e in modo inadeguato per permettere alla linfa di fluire e svolgere le sue funzioni. Almeno 1,5 l di acqua al giorno sono essenziali. Il movimento della linfa è favorito dai movimenti muscolari e dalla respirazione.
Il ruolo dell'acqua nel corpo
L'acqua costituisce la maggior parte del peso corporeo e non è presente solo nel sangue, ma anche nei muscoli, negli organi e perfino nelle ossa. In alcuni casi, l'acqua corporea aumenta in maniera anomala e si concentra negli interstizi (soprattutto sotto il tessuto adiposo), costituendo la cosiddetta ritenzione idrica.
Ritenzione idrica: cosa sapere
La ritenzione idrica come inestetismo è più frequente nelle persone con difficoltà nella circolazione sanguigna e/o linfatica, in particolare nel ritorno venoso degli arti inferiori. Soprattutto nei soggetti di sesso femminile, età adulta o terza età e in sovrappeso, con prevalenza negli arti inferiori sul resto del corpo, le prime fasi della cellulite sono strettamente correlate con la ritenzione idrica.
La ritenzione idrica, provocata soprattutto da complicazioni capillari, disagi del ritorno venoso e insufficienza linfatica, è alla base del processo di formazione della cellulite (visibile con l'effetto a buccia d'arancia). Iniziamo specificando che per combattere la ritenzione idrica NON bisogna diminuire l'assunzione di liquidi.
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Equilibrio tra sodio e potassio
Il sodio è un minerale necessario per la salute e per la sopravvivenza di ogni individuo. Per molti anni si è ipotizzato che l'eccesso di sodio, accumulandosi nei compartimenti extracellulari, possa scatenare o aggravare la ritenzione idrica. Tuttavia, l'esubero del minerale viene facilmente compensato dal sistema di filtrazione renale, principale via di eliminazione dei composti indesiderati circolanti nel sangue.
Il potassio (K+) è un altro minerale indispensabile che svolge un ruolo importante nella regolazione della pressione sanguigna ma, a differenza del sodio, modula i liquidi intracellulari. Anche se nessuno dei due può essere considerato un nutriente "cattivo", il potassio può contrastare gli effetti collaterali dell'eccesso di sodio. Per questo motivo, si crede che la ricchezza di potassio sia un requisito fondamentale per la dieta contro la ritenzione idrica.
Alimenti diuretici e drenanti
Non spendiamo parole sull'importanza dell'acqua per la salute e iniziamo sottolineando che si tratta del fattore nutrizionale diuretico per eccellenza. All'inizio dell'articolo abbiamo specificato che la ritenzione idrica è causata da un ristagno dei fluidi extracellulari, a sua volta potenzialmente determinato dalla compromissione del circolo sanguigno e linfatico. In base a questo principio, sfruttando i nostri "filtri naturali", ovvero i reni, aumentando l'effetto diuretico incrementiamo anche la funzione renale e l'efficienza nello smaltire le molecole indesiderate.
Sono tutti quei cibi di origine vegetale che, per un motivo o per un altro, aumentano il drenaggio di liquidi dai compartimenti di ristagno al circolo sanguigno e da qui, tramite i reni, alle urine. Sono drenanti i diuretici: tarassaco, carciofo, finocchio, indivia, cicoria, cetrioli, ananas, melone, anguria, pesche, fragole ecc.
Aumentare il consumo di verdura ricca di clorofilla (rucola, verze, lattuga, spinaci). In ambito erboristico sono note anche diverse piante dotate di potere drenante. Molte piante hanno proprietà fitoterapiche protettive sulle pareti dei capillari; rinforzandoli, queste migliorano il circolo prevenendo anche le varici e la cellulite.
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Omega 3 e vasodilatazione
Gli unici nutrienti che hanno un effetto vasodilatante auspicabile sono gli omega 3. Acido alfa linolenico, ma soprattutto eicosapentaenoico e docosaesaenoico, aumentano la sezione vasale promuovendo la circolazione sanguigna.
Importanza dell'attività motoria
Aumentando l'attività motoria si inducono vasodilatazione, incremento del circolo sanguigno, ossigenazione dei tessuti normalmente meno irrorati, pompaggio del sangue venoso dagli arti inferiori verso il cuore ecc. L'attività motoria è sempre benefica per la ritenzione idrica nel soggetto sano.
Ecco spiegato perché le persone che praticano un lavoro in posizione seduta (ad esempio gli impiegati) sono più portate a soffrire di ritenzione idrica. Gli angoli formati dalle articolazioni delle gambe e l'applicazione del peso sulle cosce compromettono il flusso e promuovono la stasi. Allo stesso modo, chi rimane per lunghi periodi in piedi (ad esempio gli operai alla catena di montaggio, tecnici di cucina ecc) devono fare i conti con la forza di gravità, che di certo non facilita il flusso dai piedi verso il cuore. L'attività ideale è invece quella mista, dinamica, che non permette di rimanere immobili a lungo.
Abbigliamento adeguato
E' doveroso spendere qualche parola anche sull'abbigliamento, sul quale spesso governa il caos. Indumenti contenitivi e capi di abbigliamento stretti NON sono la stessa cosa. Esistono dei capi studiati per facilitare il riassorbimento, contenitivi per l'appunto, che esercitando una pressione costante ed uniforme e possono per questo migliorare la ritenzione idrica. All'opposto, pantaloni (soprattutto jeans) molto stretti, cinture "impiccate", stivali alti ecc tendono a serrare nei punti sbagliati la coscia (nell'inguine) e la gamba (appena sotto il ginocchio) creando una "strozzatura" nei vasi e peggiorando la ritenzione idrica.
Fattori ormonali e farmaci
Alle donne è importante far notare che i flussi ormonali fisiologici e responsabili della fertilità sono responsabili di ritenzione idrica in alcuni giorni prima, durante o dopo il ciclo mestruale. Questo è fisiologico e non dev'essere in alcun modo contrastato. La ritenzione idrica è anche un effetto collaterale di molti farmaci. Le patologie responsabili di ritenzione idrica non possono essere contrastate con la dieta.
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Alimenti e nutrienti per la circolazione sanguigna
Una delle abitudini più importanti su cui concentrarsi per la salute delle vene è rimanere idratati e, questo è noto, la migliore fonte di idratazione è l’acqua. Il sedano è un’ottima fonte di vitamina K, essenziale per la coagulazione del sangue e un flusso sanguigno sano. Gli avocado contengono un antiossidante chiamato glutatione ottimo per i vasi sanguigni e la prevenzione delle vene varicose.
Gli agrumi, alimenti antinfiammatori naturalmente dolci che contengono fibre solubili fondamentali per il cuore e il sangue. Spesso usato per aiutare la digestione o alleviare la nausea, lo zenzero è anche noto per aumentare la circolazione sanguigna.
Il crescione, fonte di vitamina K, è ricco di B1, B2, B6, C, E, manganese e caroteni oltre a ferro, calcio, rame e fibre. Gli asparagi, ortaggio eccellente per la salute delle vene, aiuta a prevenirne la rottura. Le barbabietole, verdure colorate che contengono betacianina, un composto fitochimico che può abbassare drasticamente i livelli di omocisteina, un amminoacido che può danneggiare i vasi sanguigni. Il rosmarino è spesso consigliato per il trattamento delle vene varicose perché stimola la circolazione, contiene acido rosmarinico, un composto che può aiutare a prevenire i danni ai tessuti causati dai radicali liberi.
Sistema linfatico e perdita di peso
“Il sistema linfatico - spiega il prof. Pier Luigi Rossi - è una complessa rete di nodi, vasi, dotti e ghiandole pieni di liquidi che bagnano le nostre cellule e portano vie le “acque reflue” del nostro corpo lontano dai tessuti e le neutralizzano. La linfa, inoltre, agisce come una sorta di “ponte” attraverso il quale le molecole che entrano nel nostro corpo con l’alimentazione e l’ossigeno che respiriamo passano dal sangue alle cellule. Ha, quindi, un ruolo importante anche nella gestione della perdita di peso e della ritenzione idrica.
Un’alimentazione ricca di vegetali freschi, verdure crude e cotte, alimenti marini e frutta secca (semi oleosi) ricca di Omega-3 contribuisce al “lavaggio linfatico”, cioè a pulire la linfa per garantire una riattivazione della circolazione linfatica. Per riattivare un sistema linfatico compromesso, consiglio una alimentazione ovo- pesco-vegetale con esclusione di tutti gli alimenti contenenti acidi grassi saturi (presenti nei cibi di origine animale), in particolare salumi e formaggi a pasta dura, con eccezione del pesce. Anche il sale da cucina e ogni alimento contenente livelli elevati di sodio andrebbe ridotto drasticamente”.
Estratti e centrifugati
Sì invece al consumo di estratti o centrifugati misti di verdura (80%) e frutta (20%) di stagione realizzati attraverso un estrattore a basso giro. “L’effettivo e reale lavaggio linfatico si può constatare misurando con un comune metro la circonferenza della radice e della mediana della coscia. Con una alimentazione ovo-pesco-vegetale si può ottenere una riduzione netta di alcuni centimetri nella coscia dovuta a una rimozione di liquidi per riattivazione del sistema linfatico”, suggerisce il prof.
Linfedema e alimentazione
Quando il sistema linfatico non funziona correttamente la circolazione linfatica viene compromessa e la linfa non viene più drenata, accumulandosi nei tessuti e negli arti. L’alimentazione svolge un ruolo cruciale sia nella prevenzione sia nella gestione terapeutica del linfedema. Per coloro che soffrono di linfedema è fondamentale adottare un regime alimentare mirato a evitare l’accumulo eccessivo di fluido linfatico e a ridurre lo stato di infiammazione cronica delle cellule.
Una dieta equilibrata, che privilegi frutta, verdure e cereali integrali, evitando però eccessi di fibre che potrebbero infiammare il colon. È importante integrare le proteine di alto valore biologico, cha aiutano a contrastare la lacerazione dei tessuti. I grassi non vanno eliminati, ma è essenziale bilanciarli correttamente. Mi riferisco ai grassi “buoni”, ovvero gli omega 3 e 6. Potrebbe, inoltre, essere consigliabile integrare la dieta con sali minerali e vitamine che favoriscono lo sviluppo cellulare e la formazione del collagene, come la vitamina A, la vitamina C, la vitamina D e lo zinco.
Per mantenere un corretto bilanciamento degli ormoni insulina e glucagone, fondamentale per evitare che la linfa si accumuli, è cruciale regolare il consumo di carboidrati. È bene limitare il consumo di sale poiché contribuisce al gonfiore agli arti. Come abbiamo visto, è meglio evitare carboidrati ad alto indice glicemico, così come moderare il consumo di carni rosse, bevande zuccherate e alcoliche.
Una delle diete più efficaci nel trattamento del linfedema è la dieta chetogenica, in quanto incide non solo sul calo ponderale, ma anche sullo stato infiammatorio del paziente e sul mantenimento di livelli di glicemia stabili, fondamentali nel corretto drenaggio dei liquidi.
Effetti della dieta sul linfedema
L’obiettivo della dieta nel trattamento del linfedema è quello di aiutare il sistema linfatico a far defluire più efficacemente la linfa (liquido linfatico). La dieta rappresenta un tassello importante per permettere al paziente affetto da linfedema agli arti inferiori e superiori di ridurre lo stato di infiammazione cronico delle cellule.
Organi colpiti e alimentazione
L’alimentazione in un paziente affetto da linfedema influisce su diverse parti del corpo tra queste troviamo:
- Il sistema linfatico intestinale: In caso di linfedema è importante seguire una dieta povera di grassi.
- Il fegato: In caso di linfedema e fegato grasso è importante assumere: verdure crucifere, pesce ricco di omega 3, alimenti che contengono inulina.
- La glicemia: Nel linfedema è importante controllare i valori glicemici per: regolare l’accumulo di acidi grassi nel fegato, ridurre il rischio di diabete, ridurre i fattori di rischio cardiovascolare.
- Il microbiota: Diversi studi hanno evidenziato come il linfedema agli arti inferiori e superiori, sia legato alle disbiosi intestinali, alterazioni gravi del microbiota.
Inoltre è importante ridurre il sale, massimo 2 cucchiaini al giorno. Infine bisogna bere molta acqua almeno 1 litro e mezzo al giorno.
Supplementi giornalieri
Tra i supplementi giornalieri più indicati per combattere il linfedema vi sono:
- La vitamina D: aiuta a ridurre l’infiammazione e a sostenere il sistema immunitario
- L’estratto di rusco o pungitopo: aumenta il drenaggio dei fluidi linfatici riducendo il linfedema
Cibi da consumare con moderazione
La dieta per il linfedema dovrebbe comprendere anche questi cibi ma dovrebbero essere consumati solo 2-3 volte alla settimana:
- Latticini, in particolare quelli di latte vaccino
- Pesce, specialmente quello ricco di Omega 3 come: salmone, merluzzo, tonno o pesce spada
- Uova, meglio se biologiche da galline allevate a terra
- Vino: 150ml al massimo
Cibi da evitare o consumare raramente
Le persone affette da linfedema dovrebbero invece evitare questi cibi o consumarli raramente:
- Grani con glutine e prodotti senza glutine
- Cibi fritti industriali
- Carni trasformate o sostituti della carne
- Birra, liquore e superalcolici
Attenzione, questo esempio di dieta per il linfedema non è adatta a tutte le tipologie di pazienti. Per questo è importante consultare l’opinione di un nutrizionista esperto.
Dieta per insufficienza venosa
Oltre al movimento e all’utilizzo di calze a compressione graduata, per la salute delle vene è importante anche l’alimentazione. In caso di patologie del sistema venoso, come l’insufficienza o l’infiammazione venosa, puoi raggiungere ottimi risultati scegliendo gli alimenti adatti.
Una dieta ricca di nutrienti ed equilibrata è un elemento importante per la salute delle vene. E questo non vale solo per la prevenzione: se ti è già stata diagnosticata un'insufficienza venosa o una specifica malattia delle vene, una dieta sana ti aiuterà ad alleviare i sintomi e potrà persino contribuire a rallentare la progressione della tua condizione venosa.
Consigli per rinforzare le vene
- Alimentazione equilibrata, ricca di fibre
- Farina integrale al posto della farina bianca
- Molta frutta e verdura fresca
- Limitare grassi e zuccheri
- Pesce, noci, avocado e semi di lino per gli Omega 3
- Cioccolato fondente al posto del cioccolato al latte
- Consumare poca carne (in particolare carne rossa)
- Limitare molto, o ancora meglio evitare del tutto, il consumo di alcol
- Niente nicotina!
Con una buona dieta per insufficienza venosa fai già molto per rinforzare le tue vene. Ma puoi fare di più: in caso di disturbi venosi, non ci stancheremo mai di dire quanto sia importante il movimento.
Dieta drenante
Una dieta squilibrata, accompagnata da stress, poco esercizio fisico e sedentarietà può causare diverse conseguenze per l’organismo, tra cui, più frequentemente, il ristagno di liquidi, che causa a sua volta ritenzione idrica, gonfiore di gambe e addome, cellulite e inestetismi dovuti ad una cattiva circolazione. Ma se la dieta può causare questi danni, con la dieta è anche possibile correre ai ripari.
Curare l’alimentazione per contrastare ritenzione idrica e cellulite è sì fondamentale, ma deve essere fatto con criterio, di modo da risolvere a monte il cattivo funzionamento del sistema linfatico che alla lunga potrebbe portare a problematiche ben più gravi, e depurare l’organismo, consentendo di riprendere la sua naturale funzione detossinante.
Una dieta drenante è dunque una dieta che aiuta ad eliminare i liquidi in eccesso e le tossine dai tessuti corporei, che contribuisce a smaltire i grassi o ad evitare che questi si accumulino nei tessuti, causando l’infiammazione delle cellule che porta poi alla cellulite, e soprattutto che stimola e protegge anche gli organi depuratori.
Una dieta anticellulite non richiede quindi di saltare i pasti, ma di capire quali sono gli errori che normalmente si commettono e provare a cambiare le proprie abitudini per migliorare la funzionalità del sistema linfatico.
Regole generali per una dieta drenante
La dieta drenante deve essere bilanciata a livello di proteine e grassi, e non necessita l’eliminazione di una classe di cibi in toto.Un altro elemento molto importante è il potassio, un nutriente con una forte azione sulla ritenzione idrica. Il potassio è molto presente nel liquido intracellulare, e controlla lo scambio di liquidi tra interno ed esterno della cellula. Il potassio contrasta l’azione del sodio, che crea invece ritenzione idrica, andando a smaltire i liquidi in eccesso.
Cellulite: cause e alimentazione
La cellulite, spesso considerata come un semplice inestetismo, è in realtà una malattia vera e propria di origine infiammatoria, provocata da un difetto del microcircolo.
Consigli alimentari per contrastare la cellulite
- Acqua, almeno 1,5-2 litri al giorno (preferibilmente acqua oligominerale naturale).
- Verdura cruda o cotta, almeno una porzione ad ogni pasto.
- Frutta. Tre porzioni al giorno preferibilmente con la buccia.
- Pesce, importante fonte di acidi grassi polinsaturi Omega 3.
- Spezie per insaporire gli alimenti e per ridurre il consumo di sale.
Altre raccomandazioni
- Praticare esercizio fisico regolare, minimo 150 minuti (ottimali 300) a settimana, a bassa intensità e lunga durata.
- Mantenere un corretto peso corporeo.
- Indossare calzature comode (non strette) e della giusta altezza.
- Non fumare.
- Controllare la postura.
I contenuti di questo articolo sono esclusivamente a fini informativi ed educativi. L’autore non esprime direttamente e/o indirettamente avvisi medici, né prescrive alcun rimedio, né si assume responsabilità su chi deciderà di auto-curarsi. Le informazioni contenute in questo blog non intendono sostituire i consigli del medico, al quale spetta qualsiasi indicazione e prescrizione terapeutica.
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