Dieta con Solo Acqua: Rischi e Benefici

Da quasi due secoli la scienza medica moderna cerca la correlazione esistente tra dieta, miglioramento della salute e aumento dell'aspettativa di vita. Cosa hanno in comune queste popolazioni? Un maggior livello di attività motoria domestico e lavorativo (non parliamo quindi di sport, ma del movimento legato alla quotidianità), una dieta prevalentemente costituita da alimenti freschi del territorio - legata quindi alla loro stagionalità e disponibilità - e con alta importanza di quelli vegetali, una bassa densità energetica globale e la pressoché assenza di junk-food.

Il Digiuno: Un Approccio Dietetico in Crescita

Negli ultimi anni i risultati di alcuni studi hanno mostrato che brevi periodi di digiuno, seguendo strettamente le indicazioni mediche, sembrano portare giovamento alla nostra salute. I benefici sono stati osservati soprattutto in animali di laboratorio, ma anche negli esseri umani. Essi consistono in un generale aumento della longevità e nella riduzione della comparsa di malattie infiammatorie. In particolare includono un aumento delle capacità mnemoniche e di concentrazione; un miglioramento del profilo lipidico (colesterolo e trigliceridi), che riduce il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari (grazie anche a un effetto di riduzione della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca) e del diabete di tipo 2; una riduzione dell’infiammazione (con potenziali ricadute positive sul rischio di insorgenza di malattie infiammatorie croniche intestinali, autoimmuni, respiratorie, neurodegenerative e oncologiche); e un miglioramento delle performance fisiche (perdita di massa e aumento della resistenza).

Esistono diverse forme di digiuno:

  • La dieta "mima-digiuno", che prevede un basso apporto calorico (100-1.100 chilocalorie giornaliere) e di proteine (9-11%), ma elevato in grassi (44-46%) per i giorni 1-5 della settimana.
  • La restrizione calorica, che prevede la riduzione giornaliera dell’apporto energetico (-20/-40%) ottenuto tramite un minore apporto di tutti i macronutrienti (ma non di vitamine e sali minerali).
  • Il digiuno intermittente.

Più che a ciò che si mangia, il digiuno intermittente richiede di fare attenzione a quando lo si fa.

Nel concetto di digiuno intermittente sono racchiusi diversi tipi di dieta. Esempi sono la dieta “16:8” (che prevede di consumare i pasti di una giornata nell’arco di 8 ore) e quella “5:2” (che richiede di mangiare regolarmente 5 giorni alla settimana, limitando l’apporto calorico negli altri 2 giorni a 500-600 kcal).

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Cereali integrali, verdura, frutta e legumi devono rappresentare la spina dorsale dell’alimentazione di chi adotta un regime di digiuno intermittente, sostenuti dalle proteine di origine animale (optando prevalentemente per il pesce e le carni bianche) e da un occasionale consumo di dolci.

In generale possiamo dire che mangiando soltanto in determinati orari di una giornata (nelle ore di digiuno è consentito soltanto bere acqua e bevande prive di calorie, come il caffè e il tè), per diversi giorni alla settimana, si esauriscono le riserve di zucchero. In tali condizioni l’energia necessaria a svolgere i compiti quotidiani deriva dalla demolizione dei grassi di riserva.

Tuttavia, l’organismo può aver bisogno di diverse settimane per adattarsi al nuovo schema alimentare, con la comparsa di effetti collaterali quali fame frequente, affaticamento, insonnia, nausea e mal di testa.

Digiuno e Cancro: Cosa Dice la Scienza?

Le strategie nutrizionali adottate in oncologia riguardano la prevenzione dell’obesità (sia primaria sia secondaria) e la lotta alla malnutrizione. Visti i benefici per la salute riportati da diversi studi scientifici, sono stati indagati anche i potenziali effetti di uno schema di digiuno sia per prevenire il cancro, sia per rendere più efficaci le terapie. La ricerca in questo ambito è molto recente e ulteriori e più ampi studi sono necessari a consolidare risultati per ora preliminari.

La maggior parte dei dati, compresi alcuni prodotti dai ricercatori sostenuti da Fondazione AIRC, sono stati ottenuti da donne con un tumore del seno. Riscontri analoghi, sebbene con numeri più contenuti, sono emersi anche da altre ricerche condotte coinvolgendo pazienti affetti da un tumore dell’esofago, dell’ovaio, dell’utero e del polmone.

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Il Digiuno non è per Tutti

Per seguire uno degli schemi descritti sopra è comunque necessario confrontarsi con un medico nutrizionista, in grado di valutare e monitorare che il regime di digiuno adottato non arrechi danni alla salute. La comunità scientifica è concorde nel considerare una scelta di questo tipo non alla portata dei minori, delle donne in gravidanza o in allattamento, delle persone affette da diabete di tipo 1, di coloro che sono affetti da malattie croniche o che soffrono o hanno avuto esperienza di un disturbo del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata, sindrome da alimentazione notturna, pica, disturbo da ruminazione).

Rischi e Benefici del Digiuno Prolungato con Sola Acqua

Un recente studio condotto dai ricercatori in Australia, Italia e Stati Uniti ha esaminato l’impatto del digiuno prolungato (una dieta in cui le persone si astengono dall'assumere calorie e bevono solo acqua per più di quattro giorni consecutivi) sulla salute.

I ricercatori guidati dal professor Luigi Fontana hanno analizzato la proteomica di 20 volontari con un'età media di 52,2 anni, sottoposti a 10 giorni di digiuno con la possibilità di consumare solo acqua. Ebbene, il digiuno prolungato ha innescato una risposta infiammatoria acuta. Queste proteine sono associate a uno stato infiammatorio sistemico che, in caso di attivazione prolungata, può catalizzare il rischio di varie patologie come l'infarto del miocardio e condizioni metaboliche.

Il digiuno intermittente seguito sotto stretto controllo medico può comportare sicuramente dei benefici, mentre sessioni estreme di 10 giorni con sola acqua sono potenzialmente pericolose a causa dell'infiammazione acuta che determinano.

Tra i principali benefici del digiuno vi sono miglioramenti della salute metabolica (in particolar modo la regolazione del glucosio nel sangue); perdita di peso; controllo della frequenza cardiaca; e resistenza allo stress, come evidenziato dall'ISS.

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È stata osservata una significativa riduzione di determinate proteine beta-amiloidi nel sangue chiamate Aβ40 e Aβ42, che sono elementi alla base delle placche di beta-amiloide nel cervello strettamente associate al morbo di Alzheimer. Pertanto il digiuno potrebbe avere effetti protettivi contro la demenza.

Tabella riassuntiva dei risultati dello studio sul digiuno prolungato:

Effetto Descrizione
Perdita di peso Riduzione media del 7,7% del peso corporeo
Riduzione della circonferenza vita Diminuzione del 6%
Effetti collaterali Mal di testa, insonnia, pressione bassa
Aumento dell'infiammazione Elevati livelli di proteina C-reattiva (PCR) e interleuchina 8 (IL-8)
Potenziali benefici Riduzione delle proteine beta-amiloidi legate all'Alzheimer

L'Importanza dell'Acqua

Che l’acqua faccia dimagrire, d’altronde, non è certo una novità. La scienza ha da tempo acclarato che, pur essendo priva di calorie, l’acqua si deve considerare un vero e proprio nutriente, importantissimo per la crescita e per il rinnovamento delle strutture del nostro organismo, e quella di bere più acqua è da sempre una delle raccomandazioni dei nutrizionisti per raggiungere e mantenere un peso equilibrato.

Tuttavia, bere esagerate quantità di acqua nella speranza di dimagrire può addirittura rivelarsi pratica pericolosa per la salute.

Bere uno o due bicchieri di acqua prima dei pasti contribuisce a stimolare il senso di sazietà , diminuendo la quota di cibo ingerita.

Considerazioni Finali

Non tutte le forme di digiuno sono uguali; alcune risultano estremamente debilitanti ed immotivate, altre meno estenuanti e più razionali. Il digiuno, controllato o non controllato, terapeutico oppure no, risulta comunque molto stressante per il corpo e la mente. Tuttavia, la sua potenziale nocività dipende soprattutto dai parametri con i quali viene programmato, pertanto l’utilizzo indiscriminato su tutti i pazienti indipendentemente dal tipo e grado di malattia e dallo stato nutrizionale del paziente stesso, non può essere applicato. Un utilizzo non controllato può anche peggiorare lo stato di salute.

Il digiuno è un’arma straordinaria in prevenzione e non a caso è sempre stato praticato in tutte le culture tradizionali come strumento di depurazione. In terapia, invece, questa risorsa dovrebbe essere modulata caso per caso e mai adottata con un approccio fai da te o protocollata o standardizzata e sempre controllata da specialisti.

Pertanto, per le persone con problemi disalute preesistenti, in particolare problemi cardiaci e vascolari, consigliamo vivamente di consultare il proprio medico prima di provare diete basate sul digiuno.

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