La "Planetary Health Diet" è il nome del nuovo concetto nutrizionale che si concentra sulla salute globale e sul benessere del pianeta. A differenza delle diete convenzionali, qui l'attenzione non è rivolta solo alle persone, ma anche al benessere del nostro pianeta. L'idea alla base è semplice: la nostra dieta ha un impatto significativo sia sulla nostra salute che sull'ambiente.
Una dieta che faccia bene alle persone e al pianeta: è questo il senso della Dieta della Salute Planetaria. Secondo gli esperti, potrebbe essere la panacea per i mali delle persone (malnutrizione, obesità) e dell'ambiente (perdita di biodiversità, emissioni di gas serra, degradazione del suolo e spreco alimentare).
Le Sfide del Sistema Alimentare Globale
La produzione alimentare mondiale deve affrontare la sfida di tenere il passo con la crescita della popolazione e di fornire cibo sufficiente al maggior numero possibile di persone. L'industria alimentare globale è una delle maggiori minacce alla stabilità del nostro prezioso ecosistema. Mentre alcune persone non mangiano abbastanza e soffrono per la mancanza di cibo, altre ne mangiano troppo e/o di scarsa qualità. Questo tipo di malnutrizione e il costante consumo eccessivo portano inevitabilmente all'aumento delle malattie e dei tassi di mortalità.
Come già detto, la nostra popolazione è in costante crescita. L'allevamento gioca un ruolo particolarmente importante in questo senso. Per nutrire il bestiame, sono necessarie enormi aree agricole per la coltivazione di mangimi. Di conseguenza, la natura si sta ritirando sempre di più e l'equilibrio del nostro ecosistema, finemente regolato, sta venendo stravolto.
I Principi Fondamentali della Dieta della Salute Planetaria
Se dovessimo immaginare la “Dieta della Salute Planetaria” in un piatto, metà di esso sarebbe pieno di frutta e verdura. L'altra metà sarebbe costituita per lo più da prodotti integrali e da fonti proteiche di origine vegetale, oltre che da oli e grassi sani di origine vegetale. In breve, la “Dieta della Salute Planetaria” è una forma di alimentazione flexitariana.
Leggi anche: Dieta contro la carenza di ferritina
Tenendo conto di queste circostanze, l'obiettivo principale è quello di aumentare il consumo di alimenti di origine vegetale come frutta, verdura, noci, semi e cereali integrali e di ridurre notevolmente gli alimenti di origine animale. Nei paesi industrializzati più ricchi, ad esempio, è necessario ridurre il consumo eccessivo di alimenti non salutari come la carne rossa e lo zucchero. Con la Dieta della Salute Planetaria non esiste un'UNICA soluzione per tutte le persone del mondo. Bisogna piuttosto tenere conto delle circostanze e delle possibilità locali.
Obiettivi e Benefici della Dieta Planetaria
- Promozione della salute umana: Attraverso una dieta equilibrata che riduce il rischio di malattie croniche come obesità, diabete e malattie cardiovascolari. La dieta planetaria incoraggia il consumo di alimenti ricchi di nutrienti e limita gli zuccheri, i grassi saturi e le proteine animali, che, se assunti in eccesso, possono contribuire a problemi di salute.
- Riduzione dell’impatto ambientale: Attraverso una maggiore attenzione al consumo di risorse e alla sostenibilità della produzione alimentare. La produzione di alimenti vegetali richiede meno risorse naturali e contribuisce a una significativa riduzione delle emissioni di gas serra rispetto agli allevamenti intensivi.
- Miglioramento della sicurezza alimentare globale: Poiché favorisce un uso più equo e sostenibile delle risorse alimentari. Una dieta equilibrata e sostenibile permette di destinare più risorse alla produzione di alimenti vegetali, che sono più accessibili e nutrizionalmente adeguati per una popolazione in crescita.
L'Importanza della Qualità e della Sostenibilità
L'obiettivo principale dell'industria alimentare è quello di produrre abbastanza calorie per nutrire una popolazione in crescita. In futuro, però, l'attenzione si concentrerà maggiormente sulla varietà e sulla qualità. Utilizzare in modo efficiente i fertilizzanti e l'acqua, promuovere la biodiversità e proteggere l'habitat naturale degli animali selvatici. L'agricoltura biologica offre già un importante contributo in tal senso, ad esempio evitando l'uso di pesticidi chimici e fertilizzanti artificiali. Anche noi di VERIVAL lavoriamo costantemente per ottimizzare i nostri processi produttivi con la minore impronta ecologica possibile. Nel farlo, ci concentriamo consapevolmente su ingredienti biologici di alta qualità e salutari che fanno bene all'uomo e alla natura. Questo perché ci siamo impegnati a trattare il nostro ambiente con rispetto grazie alla nostra responsabilità sociale a 360 gradi.
La Dieta EAT-Lancet: Un Riferimento Globale
A gennaio la dieta «Eat-Lancet» ha conquistato le prime pagine dei giornali per le potenzialità di soddisfare le esigenze dietetiche e di sostenibilità. Per salvare noi e permettere al Pianeta di sfamare i 10 miliardi di individui attesi per il 2050, occorrerebbe raddoppiare i consumi di frutta e verdura, legumi e noci e dimezzare quelli di zuccheri e carni rosse.
Il documento presentato a gennaio - in calce le firme di 37 esperti di nutrizione e sostenibilità provenienti da università di tutto il mondo, oltre che dalla Fao e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità - puntava a essere un riferimento globale per proporre una dieta universale di riferimento basata su criteri scientifici e potenzialmente in grado di ridurre il numero dei morti che si registra ogni anno a causa di malattie legate alle correnti abitudini alimentari.
La dieta proposta prevede l’assunzione di 2.500 chilocalorie al giorno: dando ampio spazio ai cereali integrali (230 grammi), alla frutta e alla verdura (2-600 grammi), al latte e ai derivati (200-250 grammi) e ai legumi (75 grammi) e meno agli zuccheri (31 grammi), alla carne di pollo (29 grammi), al pesce (28 grammi), alle carni rosse e alle uova (14 grammi). Condimenti consigliati gli oli vegetali: extravergine di oliva o di colza.
Leggi anche: Alimentazione e Disbiosi: Guida Completa
Il sistema agro-alimentare dovrebbe essere in grado di proteggere la biodiversità, fornendo al contempo cibo sufficiente a tutte le generazioni presenti e future. Al momento, invece è considerato una delle più grandi minacce per la natura e per il clima, nonostante miliardi di persone siano ancora malnutrite.
Ostacoli e Sfide alla Sostenibilità Economica
Oltre a cambiare i consumi, riducendo gli sprechi del 50 per cento, i promotori della dieta «planetaria» avevano fissato dei limiti nell’utilizzo di terra e acqua e indicato una grande varietà di aree di intervento per raggiungere questi risultati: dall’educazione all’informazione, dal miglioramento dell’etichettatura all'introduzione di tasse sul cibo. Fino al sostegno economico per incentivare la produzione di alimenti sani. Misure articolate che prevederebbero il varo di un'azione articolata tra governi, industrie e società.
Confrontando i prezzi di 744 prodotti rilevati nel 2011 e il fabbisogno nutrizionale degli abitanti di 159 nazioni, nel nuovo studio gli esperti hanno stimato che a ogni persona servirebbero quasi 3 dollari al giorno per mangiare rispettando la persona e l'ambiente. Nessun problema invece nei Paesi ad alto reddito, dove la scelta di seguire la dieta «planetaria» inciderebbe per il 6 per cento del reddito pro capite. A rimanere fuori, immaginando che la dieta possa essere sposata su larga scala a partire da domani, sarebbe gran parte della popolazione dei Paesi dell'Africa subsahariana e dell'Asia orientale. Ovvero coloro che da sempre pagano il prezzo più alto della malnutrizione e che, da qualche anno, hanno iniziato a prendere confidenza anche con risvolti prima peculiari dei Paesi occidentali: come il sovrappeso e l'obesità.
Per «avvicinare» le esigenze di quelli che sembrano essere abitanti di due pianeti diversi, secondo gli autori dell'ultima ricerca, nei Paesi in via di sviluppo occorrerebbe aumentare gli stipendi, abbassare i prezzi degli alimenti di origine vegetale e incrementare la produttività del suolo. Questo perché «lo schema proposto risulta mediamente più costoso del 60 per cento rispetto a una dieta che contenga gli alimenti necessari per essere considerata comunque adeguata». A far schizzare in alto la borsa della spesa nei Paesi in via di sviluppo è il costo degli alimenti di origine animale. Una leggera revisione della dieta «Eat-Lancet» potrebbe inoltre renderla più accessibile.
Tabella: Alimenti Ricchi di Fibre
| Alimento | Fibre per 100g |
|---|---|
| Fagioli secchi | 17,5 grammi |
| Lenticchie secche | 13,8 grammi |
| Mandorle secche | 12,7 grammi |
| Orzo perlato | 9,2 grammi |
| Lamponi | 7,4 grammi |
| Fichi secchi | 13 grammi |
| Pasta integrale | 6,4 grammi |
| Pane integrale | 6,5 grammi |
| Farro | 6,8 grammi |
| Carciofi | 5,5 grammi |
(tutti i dati sono tratti dalla tabella di composizione degli alimenti dell'Inran)
Leggi anche: Benefici di una dieta sana
Dieta Planetaria: Un Modello Alimentare per il Futuro
La dieta planetaria è un approccio alimentare basato su principi scientifici, progettato per promuovere la salute e ridurre l’impatto ambientale delle abitudini alimentari umane. La dieta planetaria è stata sviluppata per affrontare sia la salute umana che la sostenibilità ambientale, mirando a ridurre l’impatto ecologico delle abitudini alimentari e a migliorare il benessere della popolazione globale.
Oggi più che mai, le nostre scelte alimentari hanno un impatto che va oltre la nostra salute personale. Con la crescente consapevolezza delle sfide ambientali, è diventato fondamentale che ciò che mettiamo nel piatto sia anche sostenibile per il nostro pianeta. Ma è possibile conciliare una dieta sana con un basso impatto ambientale? La Dieta EAT-IT è la versione italiana della più ampia "Dieta per la Salute Planetaria" (Planetary Health Diet), elaborata dalla prestigiosa Commissione EAT-Lancet, un team internazionale di 37 scienziati.
I Benefici Dimostrati dalla Ricerca Scientifica
Un recente studio italiano ha messo a confronto le classiche diete ipocaloriche, spesso prescritte per la perdita di peso, con i principi della dieta EAT-IT. I risultati sono stati illuminanti: solo il 44% delle indicazioni alimentari delle diete ipocaloriche tradizionali era in linea con la dieta EAT-IT. Le principali discrepanze riguardavano l'eccessivo consumo di carne rossa e pesce rispetto alle raccomandazioni EAT-IT, e il sottoutilizzo di legumi, frutta secca e oli vegetali.
Lo studio dei ricercatori di Cambridge non stabilisce un rapporto di causa-effetto, ma si limita a rafforzare l'idea che una dieta equilibrata, ricca di vegetali e moderata nel consumo di carne, rappresenti una strategia vincente per la prevenzione del diabete.
"Abbiamo osservato che una maggiore aderenza alla PHD, ricca di cereali integrali, frutta e verdura e povera di carne rossa e bevande zuccherate, era collegata a una minore incidenza di diabete e a emissioni più contenute”, ha spiegato il professor Solomon Sowah, autore principale dello studio, pubblicato sulla rivista Plos Medicine.
Al contrario, un consumo eccessivo di alimenti ultra-processati e di proteine animali, soprattutto provenienti da allevamenti intensivi, è associato sia a un aumento del rischio di malattie croniche sia a un forte impatto ambientale. Gli alimenti di origine vegetale, come cereali integrali, legumi, frutta e verdura, non solo forniscono fibre, vitamine e minerali, ma richiedono anche meno risorse naturali e producono minori emissioni rispetto alla carne bovina o ai latticini industriali. L’idea alla base della dieta planetaria è semplice: i cibi che fanno bene all’uomo sono in larga parte gli stessi che fanno bene alla Terra.
Come Iniziare ad Adottare la Dieta Planetaria
Iniziare a seguire la dieta planetaria non significa stravolgere le proprie abitudini alimentari. È sufficiente un po' di attenzione in più quando si fa la spesa per sposare questo modello alimentare senza fatica: scegliere più spesso legumi, cereali integrali, frutta e verdura di stagione, limitare la carne rossa e preferire fonti proteiche alternative come pesce, pollame o derivati vegetali.
Non è necessario stravolgere le tue abitudini da un giorno all'altro. Modera la carne: riduci la frequenza e le porzioni di carne rossa e lavorata.
La dieta “della salute planetaria” (o alimentazione planetaria, dall’inglese Planetary Health Diet) è una “ricetta” per un’alimentazione globale con buone prospettive per il futuro. Per raggiungere questi obiettivi però, sono necessari notevoli cambiamenti, sia sulla nostra tavola sia nella produzione alimentare.
“Per superare questi problemi, la dieta planetaria punta su un’alimentazione prevalentemente vegetale a base di molta frutta, verdura, prodotti integrali, legumi e noci”, spiega Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti, “integrata da una quantità moderata di pesce, frutti di mare e carni di pollame. Se sulla tavola giungono più prodotti vegetali e meno animali, per la produzione di generi alimentari è sufficiente una superficie più contenuta e viene emessa una minore quantità di gas a effetto serra nocivi per il clima”. In questo menu ottimale si riduce notevolmente il consumo di carne rossa, latticini, zuccheri, grassi animali e verdure ricche di amido.
In tal modo - secondo un calcolo puramente matematico - in una popolazione mondiale di dieci miliardi di persone ciascuna di esse potrà assumere ogni giorno 2.500 chilocalorie e una quantità sufficiente di tutte le sostanze nutritive necessarie. Altri propositi o cambiamenti importanti riguardano l’ecologizzazione dell’agricoltura e il dimezzamento dello spreco di generi alimentari.
La Dieta EAT-IT non è solo un modello alimentare, ma una visione per un futuro più sano e sostenibile.
Il primo passo è rendere il cibo sano accessibile a tutti. Con le nostre creazioni per la colazione VERIVAL, deliziosamente bilanciate e variegate, è proprio questo l'obiettivo che vogliamo raggiungere: Colazioni sane che fanno bene alla natura, per tutti!
tags: #dieta #della #salute #planetaria #cos'è