Dieta della Terra: Cos'è e Perché è Importante

Il cambiamento climatico è ormai un’emergenza innegabile e, secondo alcune stime, il 30% delle emissioni globali di gas serra sarebbe causato dalla produzione alimentare. Data la gravità della situazione climatica e l’importante ruolo che i sistemi alimentari hanno nel determinare il cambiamento climatico, appare logico e necessario fare alcune considerazioni riguardo all’impatto dei modelli alimentari sul Pianeta, al fine di trovare la dieta più sostenibile.

Ed è proprio su questo che punta la dieta della Terra: un insieme di buone norme a cui ispirarsi per stare bene e fare bene al nostro Pianeta. L’esigenza di una dieta della Terra nasce dalla crescente consapevolezza sociale sul tema. Giovani e adulti si stanno dimostrando sempre più sensibili e attenti al tema, ma anche pronti a cambiare le proprie abitudini per provare a contenere i danni oramai evidenti causati dai nostri consumi.

Cos'è una Dieta Sostenibile?

Secondo la FAO (2010), si definiscono sostenibili: “diete a basso impatto ambientale che contribuiscono alla sicurezza alimentare e nutrizionale nonché a una vita sana per le generazioni presenti e future.

Per poter valutare quanto uno stile alimentare sia impattante a livello ambientale, si utilizza l’analisi dell’impronta ecologica, un parametro che tiene conto di tutta la filiera produttiva dei cibi che lo caratterizzano. Dunque, per poter essere il più sostenibile possibile, la dieta dovrebbe essere costituita da alimenti che, per essere prodotti, distribuiti e consumati, richiedano il minor utilizzo possibile di suolo (o mare), la minor richiesta di acqua e la minor emissione di CO2.

Caratteristiche della Dieta Sostenibile

Frutta, verdura, cereali e legumi sono in assoluto gli alimenti la cui produzione richiede un minor utilizzo di suolo, acqua e una minor emissione di CO2, ma sono anche cibi salutari, nutrizionalmente densi ed economici su cui basare la propria alimentazione quotidiana.

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Come illustrato, circa metà del piatto ideale dovrebbe essere costituita da ortaggi, di cui solo un piccolo spicchio amidacei (come patate e castagne); la componente di carboidrati complessi è costituita principalmente da cereali integrali e quella proteica dai legumi, dalla frutta a guscio e dai loro derivati.

La Dieta Planetaria

Mangiare bene, restare in salute e rispettare l'ambiente allo stesso tempo? Gli scienziati sono sempre più convinti che sia possibile. La soluzione arriva dalla cosiddetta dieta planetaria, un modello alimentare che privilegia alimenti vegetali, riduce drasticamente il consumo di carne rossa e lavorata e limita le bevande zuccherate.

L’idea alla base della dieta planetaria è semplice: i cibi che fanno bene all’uomo sono in larga parte gli stessi che fanno bene alla Terra. Gli alimenti di origine vegetale, come cereali integrali, legumi, frutta e verdura, non solo forniscono fibre, vitamine e minerali, ma richiedono anche meno risorse naturali e producono minori emissioni rispetto alla carne bovina o ai latticini industriali.

Al contrario, un consumo eccessivo di alimenti ultra-processati e di proteine animali, soprattutto provenienti da allevamenti intensivi, è associato sia a un aumento del rischio di malattie croniche sia a un forte impatto ambientale.

Iniziare a seguire la dieta planetaria non significa stravolgere le proprie abitudini alimentari. È sufficiente un po' di attenzione in più quando si fa la spesa per sposare questo modello alimentare senza fatica: scegliere più spesso legumi, cereali integrali, frutta e verdura di stagione, limitare la carne rossa e preferire fonti proteiche alternative come pesce, pollame o derivati vegetali.

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L'Importanza di Evitare gli Sprechi Alimentari

Evitare gli sprechi alimentari: questo è un inaccettabile paradosso del nostro tempo. Infatti da un lato vi è la necessità nei prossimi anni di incrementare la produzione alimentare del 60-70% per nutrire una popolazione sempre crescente. Infatti se fosse possibile recuperare gli sprechi, questi sfamerebbero 2 miliardi di persone al mondo.

Nel nostro Paese, gli sprechi a livello domestico sono i più rilevanti, il 42% del totale e costano oltre 25 euro al mese a famiglia. Con il cibo buttato vengono sprecati anche la terra, l’acqua, i fertilizzanti, le emissioni di gas serra che sono stati necessari per la sua produzione.

Per ridurre gli sprechi in casa è buona norma preparare una lista della spesa e attenersi ad essa, controllando le date di scadenza al momento d’acquisto e riponendo gli alimenti in frigo massimo un’ora dopo.

Dieta Mediterranea e Sostenibilità

Il modello alimentare mediterraneo è salutare anche per l’ambiente. Ma il modello alimentare mediterraneo, come già sottolineato dall’UNESCO, va oltre il concetto di cibo. Il termine stesso dieta deriva dal greco antico diaita (stile di vita) proprio ad indicare la valenza sociale e culturale della dieta mediterranea.

  • Stagionalità: La dieta mediterranea prevede il consumo degli alimenti rispettando la stagionalità degli stessi.
  • Biodiversità.
  • Frugalità: La dieta mediterranea prevede porzioni moderate e consumo di alimenti integrali e freschi, poco trasformati.
  • Salute: La dieta mediterranea, insieme all’attività fisica, aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari, il diabete e alcuni tipi di tumore (colon retto, mammella, prostata, pancreas, endometrio).
  • Consapevolezza.
  • Convivialità.
  • Identità: La dieta mediterranea è espressione del sistema storico e culturale del Mediterraneo.

La doppia piramide alimentare e ambientale dimostra una strettissima relazione tra due aspetti di ogni alimento: il valore nutrizionale e l’impatto ambientale generato nelle fasi di produzione e consumo. I risultati mostrano che la dieta mediterranea ha un impatto ambientale inferiore del 60% rispetto alla tipica dieta occidentale, ricca di prodotti di origine animale e zuccheri.

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“I dati mostrano che, mangiando meno carne e riducendo lo spreco alimentare, i consumatori europei potrebbero ogni anno ridurre il consumo di acqua di due milioni di metri cubi, e produrre circa 5.300 tonnellate di emissioni di CO2 in meno” ha spiegato Riccardo Valentini.

Principi Fondamentali della Dieta della Terra

A fare la rivoluzione, l’intenzione di scegliere cibi caratterizzati da una bassa impronta ecologica e che allo stesso tempo siano sani, con due eccezioni: il pesce che non è molto sostenibile ma fa bene all’organismo e le bevande zuccherate, che hanno un impatto piuttosto ridotto sull’ambiente e non sono salutari.

Gli alimenti che hanno catturato l’attenzione degli scienziati sono in particolare frutta, verdura, cereali integrali, legumi, noci e olio d’oliva, ovvero cibi già presenti nella Dieta Mediterranea (spesso citata come a basso impatto ambientale) e la cui produzione ha un impatto contenuto rispetto ad altre.

Più complesse le argomentazioni legate al consumo di pesce che è un alimento sano e nutriente, ma il cui largo consumo ha un impatto ambientale sfavorevole.

“Gli alimenti che compongono la nostra dieta hanno un grande impatto sia su noi stessi che sul nostro ambiente. Scegliere un regime alimentare sostenibile ha anche delle ricadute positive sul nostro corpo e aiuta a contrastare malattie e fattori di rischio per patologie come l’obesità e il sovrappeso, di cui soffre ben il 38% della popolazione globale (si parla di 2,6 miliardi di persone al mondo).

Strumenti per Misurare l'Impatto Ambientale

  • Carbon Footprint: l’impronta carbonica calcola le emissioni di anidride carbonica legate alla alla produzione di un cibo, di un prodotto industriale o di un servizio.
  • Water Footprint: l’impronta idrica esprime il consumo di acqua impiegata per la realizzazione di un cibo, di un prodotto industriale o di un servizio.
  • Ecological Footprint: l’impronta ecologica misura lo spazio necessario per produrre determinate risorse includendo i metri quadrati occupati sulla superficie terrestre, ma anche i metri cubi d’acqua consumati o sfruttati.

Conclusioni

L’idea di mangiare a basso impatto ambientale è solo un tassello di un puzzle molto grande e complicato da completare, ma sul quale non possiamo più rifiutarci di lavorare. In pratica comprare meno e meglio, puntando su prodotti di origine certificata, freschi e biologici quando è possibile, provenienti da filiere etiche e sostenibili, così preziosi da non poter essere sprecati.

Il nostro cibo è la nostra salute.

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