Con l’aumentare dell’età, spesso aumentano anche i fastidi con cui il corpo deve fare i conti. Tra questi, ci sono i diverticoli, che interessano almeno il 10% della popolazione dopo i 40 anni e oltre la metà degli individui over 60. Una condizione quindi piuttosto comune e, nella maggior parte dei casi, asintomatica, che riguarda la formazione di piccole “cavità” a forma di sacchetto in più punti lungo la parete dell’apparato digerente, in particolare del colon.
Diverticolosi e Diverticolite: Cosa Sono?
Innanzitutto, occorre distinguere tra diverticolosi e diverticolite. I diverticoli sono delle estroflessioni: una sorta di minuscoli sacchetti della mucosa intestinale, che si presentano sotto forma di prominenze arrotondate, interessando soprattutto il sigma e il tratto discendente del colon. Di dimensioni variabili, possono presentarsi singoli, oppure, molto più spesso, multipli.
La diverticolosi descrive la presenza di queste tasche. La diverticolite rappresenta l’infiammazione o le complicazioni di queste tasche ed è un problema che riguarda circa la metà della popolazione occidentale con più di 60 anni e la quasi totalità degli ottantenni.
I diverticoli sono aree della parete intestinale che si indeboliscono e cedono, formando delle specie di piccole “tasche”.
Come si Manifesta la Diverticolite?
La chiamano "appendicite sinistra": può essere asintomatica, come accade nella maggior parte dei casi, o manifestarsi con spasmi e dolori addominali, anticipati o seguiti da gonfiore e/o sintomi sovrapponibili ad altre patologie del colon. Gli specialisti li chiamano anche "appendicite sinistra": può essere asintomatica o manifestarsi con spasmi e dolori addominali, anticipati o seguiti da gonfiore.
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Quando uno o più di essi si infiamma, si parla di diverticolite che dà segni di sé con un dolore localizzato nel quadrante inferiore sinistro dell’addome accompagnato talvolta da febbre, nausea o vomito o anche da scariche diarroiche.
Possono causare vari disturbi intestinali, come dolore o fastidio addominale (generalmente localizzato nel fianco sinistro), crampi alla pancia, gonfiore o meteorismo, alternanza di stipsi e diarrea, ecc.
Cause e Fattori di Rischio
Una delle principali cause dei diverticoli è un’alterazione della motilità intestinale, associata in particolare all’invecchiamento. Infatti, con l’avanzare dell’età, il colon perde progressivamente la sua elasticità e si indebolisce: questo comporta un aumento della pressione interna che, durante l’espulsione delle feci, determina una fuoriuscita della mucosa nei punti in cui lo strato muscolare dell’intestino è meno resistente, tendendo a cedere.
Probabilmente, lo sviluppo dei diverticoli è correlato ad un’alterazione della motilità intestinale. Alcuni fattori predisponenti non dipendono da noi, come la genetica o il fisiologico invecchiamento, ma altri fattori, come l’alterazione della flora batterica intestinale, l’eccesso di peso e le cattive abitudini alimentari dipendono anche dalle nostre scelte di vita.
I diverticoli si sviluppano per lo più a causa di “un’alterazione della motilità intestinale, con un aumento locale della pressione, che determina una fuoriuscita della mucosa nei punti più deboli”, spiega l’esperto. Possono contribuire anche abitudini alimentari non idonee, in cui è eccessivo il consumo di alimenti raffinati (carni, grassi, cibi conservati) e un basso consumo di alimenti ricchi di fibre (come frutta, verdura e legumi, cereali integrali).
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Raccomandazioni Dietetiche Generali
Purtroppo, una volta comparsi, i diverticoli non regrediscono: in questo caso, quindi, è importante rivolgersi al proprio medico, che saprà indicarvi la terapia più adatta e anche il tipo di alimentazione. Infatti, gli esperti sottolineano come la dieta incida fortemente sul loro sviluppo. Ecco perché, dunque, per prevenire la diverticolosi - ma anche per evitare l’infiammazione di diverticoli già presenti - e quindi l’insorgenza di diverticolite - alcuni alimenti sono più indicati di altri.
Obiettivo della dieta, quando i diverticoli non sono infiammati (fase di quiescenza), è la corretta funzionalità intestinale.
Molti pazienti si chiedono come modulare la dieta a seguito della diagnosi. Una delle informazioni più ricorrenti porta a suggerire uno schema alimentare povero di fibre.
È vero, però, che un’alimentazione scorretta può essere la causa di questo disturbo intestinale. Una revisione del 2021 sul ruolo delle abitudini alimentari nelle complicanze dei diverticoli conclude che un elevato apporto di fibre era associato a un ridotto rischio di diverticolite o di ospedalizzazione a causa della malattia diverticolare.
Aumentare l'Apporto di Fibre
Aumentare l’apporto di fibra nella dieta che dovrebbe ammontare a circa 30-40 grammi giornalieri. Per rispettare questa dose è possibile ricorrere a delle bustine di crusca e di altre fibre a base di psyllium, glucomannano, inulina anche associati ai fermenti lattici. Per rispettare questa dose, spiega l’esperto, è possibile ricorrere a delle bustine di crusca e di altre fibre, disponibili in commercio che possono essere assunte da sole, con acqua o latte.
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Idratazione Adeguata
Occorre poi idratare l’organismo, bevendo almeno un litro e mezzo di acqua al giorno.
Bere ogni giorno almeno 1,5 L di liquidi, preferibilmente acqua oligominerale naturale o acqua del rubinetto, ma, per chi fa fatica a restare idratato/a, vanno bene anche tisane o infusi non zuccherati e piatti in brodo. Ad esempio, a pranzo si può consumare pastina in brodo vegetale e a cena un minestrone di verdure, da condire con un cucchiaio di Grana Padano DOP grattugiato al posto del sale.
Cucinare Magro
Cucinare magro, ovvero senza l’aggiunta di grassi. Vanno quindi privilegiate le cotture al vapore, al microonde, alla griglia o alla piastra, con la pentola a pressione o in padella antiaderente. Infine, cercare di cucinare senza l’aggiunta di grassi, privilegiando le cotture al vapore, al microonde, alla griglia o alla piastra, con la pentola a pressione o in padella antiaderente.
Ma quali sono i consigli degli esperti? Cucinare magro: evitare l’aggiunta di grassi, privilegiando le cotture più leggere, come quelle al vapore, al forno, alla griglia o alla piastra, con la pentola a pressione o in padella antiaderente.
Verdura e Frutta
Verdura: con l’indicazione di apportare più fibra all’organismo. Vanno quindi privilegiati le specie più ricche: quindi agretti, asparagi, cavolfiore, carciofi, funghi, broccoli, melanzane, cicoria, patate. Ma c’è anche un altro elemento da curare: l’acqua che aiuta ad aumentare il volume delle feci. Le verdure che la trattengono meglio sono lattuga, radicchio, sedano e carote, zucchine e cipolle. Sono indicati anche i centrifugati di verdure.
Quindi per rispondere al duplice obiettivo di accumulare fibre e acqua, non solo è consigliato il consumo di almeno una porzione di verdura a pranzo o cena, cruda o cotta, ma anche di minestroni e passati di verdure, meglio se messi in tavola la sera. Verdura: andrebbe consumata due volte al giorno, di cui almeno una volta cruda e variandola il più possibile. Le verdure più indicate sono quelle più ricche di fibra, come agretti, asparagi, sedano, cavolfiori, funghi, broccoli, melanzane, cicoria, cavoli, patate, indivia e legumi. Altre, invece, aiutano ad aumentare il volume delle fibre perché trattengono più acqua, come lattuga, radicchio, sedano e carote, zucchine e cipolle.
Un’ottima soluzione poi è rappresentata anche dai centrifugati di verdure. L’ideale, in quest’ottica, è il consumo di almeno una porzione di verdura a pranzo o cena, cruda o cotta, ma anche di minestroni e passati di verdure, meglio se messi in tavola la sera.
Frutta: la scelta anche per la frutta può essere molto varia fra prugne, mele, mele cotogne, pere, arance, mandarini, albicocche e frutta secca. Frutta: è preferibile mangiarla cruda, lontano dai pasti e con la buccia; ma è consigliata anche la consumazione cotta e sotto forma di centrifuga filtrata.
Passando alla frutta, la scelta può ricadere su prugne, mele, mele cotogne, pere, arance, mandarini, albicocche e frutta secca. È preferibile consumarla cruda, con la buccia, ben lavata, ma anche cotta o sotto forma di centrifuga filtrata.
Alimenti da Evitare o Limitare
Esistono poi una serie di alimenti che sarebbe meglio non consumare, all’interna di una dieta per i diverticoli. Non sono esclusi totalmente dagli esperti, ma sarebbe preferibile consumarli davvero in ridotte. Si tratta delle frutta con semini, come fragole, kiwi, frutti di bosco, fichi d’india, ma anche di pomodori e verdure con fibre molto dure e filamentose, come finocchi, carciofi e fagiolini. Con moderazione vanno assunte le spezie piccanti come pepe e peperoncino, poi ancora curry e cacao. I legumi andrebbero consumati prevalentemente passati o centrifugati per eliminare le bucce, così come molto raramente andrebbero assunti gli insaccati.
Si è sempre pensato che i semini dei vegetali possano incastrarsi tra queste “piccole tasche” e causare un’infiammazione del diverticolo, chiamata diverticolite. In realtà, i dati pubblicati in letteratura scientifica non hanno mai dimostrato un nesso di causa-effetto tra il consumo di cibi contenenti semini e la comparsa dei sintomi tipici della malattia (dolore, gonfiore, ecc.). Più tardi, nel 2008, uno studio pubblicato su Jama affermò che non esiste alcuna correlazione tra consumo di semi, semini e frutta secca e diverticoli o diverticolite.
Latte e latticini vanno assunti in quantità ridotte, o ancora meglio, evitati temporaneamente per poi essere reintrodotti gradualmente dopo alcune settimane dalla remissione dei sintomi. Tuttavia, è bene specificare che si tratta di misure drastiche che vanno mantenute solo per periodi limitati di tempo, e di conseguenza, portate avanti sotto controllo medico, fino a quando la situazione non sarà migliorata.
Consigli Comportamentali e Stile di Vita
Gli esperti, in abbinamento a questo tipo di dieta, consigliano poi di introdurre stili di vita legati ad una regolare attività fisica, per cui sono sufficienti 20 o 30 minuti al giorno che aiutano a mantenere tonici i muscoli della parete addominale e a migliorare la motilità intestinale, oltre a ridurre il ristagno di feci nei diverticoli.
È raccomandato praticare una regolare attività fisica; sono sufficienti 20-30 minuti al giorno e un po’ di ginnastica che aiutano a mantenere tonici i muscoli della parete addominale, a migliorare la motilità intestinale e a ridurre il ristagno di feci nei diverticoli.
Praticare regolarmente attività fisica, ad esempio camminare o andare in bicicletta per 20-30 minuti al giorno, oppure anche fare esercizi di ginnastica a corpo libero o con i pesi (adeguati alla propria persona e condizione fisica) per mantenere o formare una buona muscolatura.
Va evitato il fumo che è nemico (anche) dei diverticoli sia in fase di quiescenza sia soprattutto quando sono infiammati.
Diverticolite: Fase Acuta
Attenzione: durante la fase infiammatoria, quindi in presenza di diverticolite, le raccomandazioni dietetiche cambiano! È consigliabile, sotto indicazione del gastroenterologo, prediligere una dieta liquida o semiliquida e a ridotto tenore in fibra.
In presenza di diverticolite, è raccomandabile prediligere una dieta liquida o semiliquida a tenore molto ridotto in fibra e scorie.
Altre Raccomandazioni
- Perdere i chili in eccesso se si è in sovrappeso o obesi, qui puoi trovare una dieta gratuita che ti aiuta a controllare il peso, con menu equilibrati in nutrienti e calcolati per le tue calorie giornaliere. Se preferisci non mangiare carne né pesce, puoi provare, sempre gratuitamente, la dieta L.O.Ve.
- Assumere la giusta quantità di vitamina D. Questa vitamina è stata studiata a lungo nella malattia diverticolare e valori ottimali sono necessari per la prevenzione del disturbo. Pertanto, è buona regola esporsi al sole per 10-15 minuti al giorno senza protezione (passati i quali è assolutamente necessario applicare la protezione solare), in inverno esponendo più pelle possibile, come viso e mani. È importante anche mangiare quei pochi alimenti che contengono vitamina D, come uova e fegato.
- Valutare la possibilità di assumere dei probiotici, poiché possono avere un ruolo protettivo nella prevenzione delle recidive di diverticolite.
In generale, però, anche per chi non soffre di diverticolosi, è sempre importante garantire una buona motilità intestinale, così da prevenire l’insorgenza di altri disturbi. Come abbiamo visto, la prevenzione è la migliore cura.
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