Dieta Dopo Pancreatite: Cosa Mangiare per una Ripresa Ottimale

La pancreatite è una patologia di natura infiammatoria che colpisce il pancreas. Le cause scatenanti della pancreatite possono essere molto varie, ma sono tutte caratterizzate da una specie di “auto-digestione” della ghiandola che, a seconda del punto in cui rimane danneggiata, perde la sua tipica capacità secretiva. È quindi abbastanza logico pensare che la dieta per la pancreatite risulti indispensabile al miglioramento dello stato di salute e ad una prognosi migliore.

Pancreatite Acuta e Cronica: Differenze e Approcci Dietetici

Esistono due forme principali di pancreatite:

  • Pancreatite acuta: esordio improvviso ed alto pericolo di morte; le cause più frequenti sono: farmacologiche, traumatiche, per abuso alcolico e per calcolosi biliare (nel caso in cui ostruisca il coledoco); più raramente, infettive o venefiche. Il sintomo principale della pancreatite acuta è il dolore (localizzato o irradiato) ma compaiono anche nausea, vomito, febbre e aumento del battito cardiaco. La diagnosi deve tenere in considerazione la presenza nel sangue di enzimi pancreatici, l'aumento di certi elettroliti e del glucosio. La terapia (se necessaria) è finalizzata alla rimozione dell'agente scatenante. Risultano di grande importanza il mantenimento dei parametri vitali ed il compenso delle complicanze; talvolta, si rende necessario l'intervento chirurgico (rimozione di cisti, calcoli, tessuto necrotico ecc).
  • Pancreatite cronica: ha un'eziologia frequentemente correlata a: abuso alcolico (70% dei casi), autoimmunità, utilizzo di certi farmaci e familiarità. Si manifesta prevalentemente in seguito ad una mancata o parziale risoluzione della pancreatite acuta.

La pancreatite acuta (PA) è una patologia molto frequente. L’incidenza negli Stati Uniti varia tra i 4,9 e i 73,4 casi per 100.000 abitanti e rappresenta una delle principali cause di ospedalizzazione, con un costo complessivo di 2,6 bilioni di dollari. La causa più frequente è la litiasi del coledoco, associata alla litiasi della colecisti, che fa seguito ad abuso alcolico, ipertrigliceridemia e obesità.

La diagnosi è posta in presenza di almeno due delle seguenti tre condizioni: dolore addominale tipico della patologia, aumento di almeno 3 volte rispetto al valore massimo normale di amilasi e lipasi, caratteristico quadro radiologico di danno parenchimale edematoso o necrotico alla TC, che va eseguita dopo 48-72 ore dall’esordio della sintomatologia. In relazione al tipo di danno ghiandolare, la PA può essere di tipo interstiziale/edematoso o necrotico-emorragico. Dal punto di vista clinico si distinguono: una forma lieve, caratterizzata da assenza d’insufficienza d’organo e di complicanze locali o sistemiche, precoci e tardive, una forma moderatamente severa, caratterizzata da presenza di insufficienza d’organo transitoria, con complicanze sistemiche o locali, e una forma severa caratterizzata da insufficienza d’organo persistente. La concomitanza di pancreatite severa con insufficienza d’organo e Sindrome da Risposta Infiammatoria Sistemica (SIRS) aumenta il rischio di mortalità fino al 36-50%.

P.A.N.E. Pancreatite Acuta Necrotico Emorragica

Nella forma severa, sono necessari il ricovero, la sospensione dell'alimentazione per os e la somministrazione di una nutrizione artificiale, con progressiva rialimentazione alla dimissione, in relazione alla presenza di complicanze. Nella PA di grado moderato non è necessario ricorrere alla nutrizione artificiale, per cui il paziente può tornare, dopo circa 5-7 giorni di digiuno e idratazione, a un'alimentazione per os. La rialimentazione, in questi casi, deve essere ripresa in maniera graduale appena possibile, alla scomparsa del dolore e della nausea.

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Dieta Pancreatite Acuta: Cosa Mangiare e Cosa Evitare

La dieta durante l’attacco di pancreatite acuta varia molto in base alla gravità della malattia. Nelle forme più gravi è meglio evitare qualunque forma di alimentazione orale, sia a base di cibi, sia a base di soluzioni per via enterale (sondino naso gastrico). L’unica forma di nutrizione consentita è quella parenterale totale. Ciò è assolutamente necessario per tenere a riposo l’organo che, in buona parte dei casi, non è in grado di svolgere in maniera adeguata né la sua funzione endocrina, né la sua funzione esocrina.

La nutrizione per la pancreatite acuta grave si svolge prevalentemente per via endovenosa e spesso viene associata a farmaci di tipo: analgesico, antibiotico, ormonale (insulina) ecc.

Sacche per nutrizione parenterale totale Nutrizione parenterale per la pancreatite acuta grave:

  • Alto contenuto d’acqua
  • Concentrazione di glucidi proporzionale alla glicemia
  • Basso contenuto lipidico, composto prevalentemente da acidi grassi a catena media
  • Porzione media di amminoacidi essenziali
  • Sali e vitamine in quantità normali.

Nelle forme più lievi, invece, quando la risoluzione è stimata approssimativamente in 24 o 48 ore, è possibile rinunciare alla somministrazione nutrizionale endovenosa, limitandosi al compenso idrico; in certi casi, è possibile iniziare la dieta a base di alimenti in maniera precoce. Per entrambe le situazioni, dal momento in cui i livelli degli enzimi pancreatici rientrano nell’ordinario, è possibile iniziare con la dieta solida.

I requisiti fondamentali di questa dieta sono:

  • Eliminazione completa degli alcolici (compreso il vino ai pasti) e delle bevande con altri nervini (caffè, tè, energetiche ecc)
  • Alto frazionamento dell'energia totale, con almeno 6 pasti di dimensioni contenute
  • Alto contenuto d'acqua
  • Elevato tenore di carboidrati, soprattutto a basso indice glicemico-insulinico
  • Bassa concentrazione di glucidi ad alto indice glicemico-insulinico (soprattutto in caso di diabete mellito)
  • Basso contenuto lipidico
  • Modesto contenuto proteico di origine animale, da aumentare progressivamente.

Cenni nutrizionali

Quindi, parlando di dieta nella pancreatite acuta, s’intende parlare dei nutrienti che è opportuno somministrare alla ripresa dell’alimentazione per bocca. Le evidenze riguardanti la ripresa dell’alimentazione per os dopo la dimissione sono scarse. È noto che il processo infiammatorio, seppure acuto, così come i meccanismi di autodigestione ghiandolare, può causare una riduzione momentanea della digestione e dell’assorbimento dei nutrienti (insufficienza pancreatica esocrina temporanea), che persiste dopo un mese solo in circa il 10-12% dei Pazienti, determinando carenze nutrizionali per brevi periodi di tempo. Un peggioramento dello stato nutrizionale nella fase acuta può anche essere causato dallo stato ipermetabolico, dall’aumentata gluconeogenesi e sensibilità periferica all’insulina, come risposta alla maggiore richiesta di energia e da un bilancio azotato negativo, con perdita di proteine, che devono essere reintegrate.

Dopo un attacco di pancreatite acuta, è importante seguire una dieta a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di proteine, includendo alimenti come pesce, pollame, tofu, fagioli, lenticchie e altri legumi. È necessario evitare alimenti grassi, fritti o piccanti, nonché eliminare gli alcolici. Sono consentiti anche pasta di grano duro e riso (da preferire il parboiled).

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Grassi (25-30%): preferire alimenti contenenti acidi grassi monoinsaturi (olio extravergine di oliva) o polinsaturi (oli vegetali), da usare a crudo.

Proteine (0,8-1,2 g/Kg di peso corporeo). Preferire alimenti che contengono proteine ad alto valore biologico: uova (in particolare l’albume, meno ricco di grassi e colesterolo), pesce, carni bianche e legumi, possibilmente passati nel passatutto per ridurre l’apporto di fibra e quindi facilitarne l’assorbimento. Ridurre il consumo di formaggi magri freschi. Assumere verdure, preferibilmente cotte. Assumere frutta di stagione, specialmente cotta o grattugiata, spremute e centrifugati. In particolare, assumere mirtilli e uva rossa, ricchi di antiossidanti.

Successivamente la dieta dovrà essere normocalorica, normoproteica e ipolipidica. Per la reintegrazione di micronutrienti e vitamine, si consigliano alimenti ricchi di vitamine liposolubili e oligoelementi:

  • Vitamina A: alimenti di origine animale, come fegato, latte, formaggi e uova
  • Vitamina D: fegato di merluzzo, filetto di pesci grassi (aringa, salmone), latte intero, alcuni formaggi a pasta dura e uova
  • Vitamina E: alimenti di origine vegetale come foglie e parti verdi delle piante (clorofilla) e oli vegetali (anche se ne perdono una buona parte con l’ossidazione e la cottura)
  • Vitamina K: soprattutto ortaggi a foglia verde, ma se ne trovano tracce nella frutta, nei cereali, nelle carni e nei latticini
  • Magnesio: vegetali verdi, legumi, cereali integrali, frutta secca, banane
  • Selenio: discrete quantità nella carne, nei cereali e latticini; nella frutta e negli ortaggi il contenuto dipende dal terreno di produzione
  • Zinco: carne, pesce, frutti di mare, cereali e leguminose
  • Calcio: latte e formaggi, molluschi e crostacei, legumi e frutta secca, carciofi, indivia, spinaci

Alimenti dubbi

L’assunzione dei seguenti alimenti deve essere ridotta anche durante la dieta normocalorica, normoproteica e normolipidica:

  • Prodotti integrali ricchi di fibre insolubili (es. crusca), che possono interferire con l’assorbimento di alcuni nutrienti
  • Carboidrati raffinati, per aumentato rischio di diabete e ipertrigliceridemia (caramelle, dolci, saccarosio)

Alimenti da evitare

L’assunzione dei seguenti alimenti deve essere evitata anche durante la dieta normocalorica, normoproteica e normolipidica:

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  • Alcol (abolire totalmente)
  • Grassi saturi di origine animale: burro, carne rossa, strutto, maionese, besciamella, formaggi stagionati, parmigiano, pecorino
  • Prodotti di pasticceria a base di crema e panna
  • Grassi idrogenati e saturi: margarina, olio di palma, fritture
  • Panna montata

Esempio di programma nutrizionale settimanale

Ecco un esempio di programma nutrizionale settimanale, adattabile alle esigenze individuali e da seguire sotto controllo medico/nutrizionale:

Lunedì

  • Colazione: Una tazza di latte parzialmente scremato, o di riso, con due fette biscottate integrali con la marmellata senza zucchero
  • Spuntino: Una mela grande
  • Pranzo: Zuppa di legumi (ceci e fagioli bianchi), con una manciata di pasta corta integrale
  • Merenda: Un vasetto di yogurt magro, ed alla frutta, con due/ manciate di cornflakes, o fiocchi di crusca
  • Cena: Petto di pollo, o petto di tacchino, alla griglia (120 gr)
  • Cena alternativa: Scaloppina di petto di pollo, o petto di tacchino, ai funghi, o agli agrumi e zenzero (120 gr)
  • Contorno: Zucchine lesse o grigliate, condite con olio extra vergine di oliva (un cucchiaio e mezzo)
  • Contorno alternativo: Verza lessa, condita con olio extra vergine di oliva (un cucchiaio e mezzo)
  • Contorno alternativo: Funghi trifolati, conditi con olio extra vergine di oliva (un cucchiaio e mezzo) e prezzemolo
  • Una fetta piccola di pane integrale

Martedì

  • Colazione: Una tazza di latte parzialmente scremato, o di riso, con tre/quattro manciate di cornflakes, o fiocchi di crusca
  • Spuntino: Una banana
  • Pranzo: Riso basmati (80 gr), venere, o rosso, con il tonno al naturale, con i funghi, con gli spinaci, con gli asparagi, allo zafferano, o ad insalata, con olio extra vergine di oliva (un cucchiaio e mezzo) ed un cucchiaio di parmigiano
  • Merenda: Una spremuta di arance ed un pacchetto di crackers Riso su Riso, o di mais, della galbusera
  • Cena: Pesce arrosto (120 gr) (orata, spigola, branzino, scorfano, tonno, pesce spada, triglie, rombo)
  • Contorno: Un bel piatto di cicorie lesse, condite con olio extra vergine di oliva (un cucchiaio e mezzo)
  • Contorno alternativo: Cavolfiore bianco o nero lesso, condito con olio extra vergine di oliva (un cucchiaio e mezzo)
  • Cena alternativa: Cavolfiore bianco o nero, stufato al forno, con alicette o sgombro al naturale (120 gr), condito con olio extra vergine di oliva (un cucchiaio e mezzo).
  • Una fetta piccola di pane integrale

Mercoledì

  • Colazione: Una tazza di latte parzialmente scremato, o di riso, con due fette biscottate integrali con la marmellata senza zucchero
  • Spuntino: Una centrifuga di frutta, sedano, carota ed una barretta ai cereali
  • Pranzo: Un piatto di farro (80 gr) con pomodorini e olio extra vergine (un cucchiaio e mezzo)
  • Pranzo alternativo: Cous Cous (80 gr) con le verdure
  • Merenda: Un grappolo di uva nera
  • Cena: Omelette, preparata con un uovo, una spruzzatina piccola di parmigiano
  • Contorno: Patate al forno al rosmarino
  • Contorno alternativo: Un piatto di verza lessa, condita con olio extra vergine di oliva
  • Cena alternativa: Frittata di patate o verdure, preparata con un uovo, una spruzzatina piccola di parmigiano
  • Contorno alternativo: Funghi cotti al vino, conditi con olio extra vergine (un cucchiaio e mezzo) e prezzemolo
  • Una fetta piccola di pane integrale

Giovedì

  • Colazione: Una tazza di latte parzialmente scremato, o di riso, con tre/quattro manciate di cornflakes, o fiocchi di crusca
  • Spuntino: Una banana
  • Pranzo: Spaghetti integrali (60 gr) con fagiolini (80/100 gr) lessi al pomodoro, conditi con olio extra vergine di oliva (un cucchiaio e mezzo) ed un cucchiaio di parmigiano
  • Pranzo alternativo: Insalata di pomodorini, songino, petto di pollo, o di tacchino, grigliati a striscette (120 gr), una carota, finocchi, conditi con olio extra vergine di oliva ed aceto balsamico (un cucchiaio e mezzo per entrambi)
  • Pranzo alternativo: Minestrone di verdura, con una manciata di riso basmati, o integrale
  • Merenda: Un vasetto di yogurt greco senza grassi
  • Cena: Spezzatino di vitello (o bocconcini di pollo o di tacchino) (120 gr), con i piselli
  • Cena alternativa: Straccetti di vitello (120 gr) con pomodorini e tanta rucola, olio ed aceto balsamico (un cucchiaio e mezzo)
  • Una fetta piccola di pane integrale

Venerdì

  • Colazione: Una tazza di latte parzialmente scremato, o di riso, con due fette biscottate integrali con la marmellata senza zucchero
  • Spuntino: Una centrifuga di frutta, sedano, carota
  • Pranzo: Trancio di pesce spada, o di salmone (120 gr), alla griglia
  • Pranzo alternativo: Trancio di tonno scottato al sesamo (120 gr)
  • Contorno: Un piatto di broccoli lessi, conditi con olio extra vergine di oliva (un cucchiaio e mezzo)
  • Una fetta piccola di pane integrale
  • Pranzo alternativo: Risotto integrale ai frutti di mare (80 gr), o alla zucca
  • Merenda: Una spremuta di arance ed una barretta ai cereali
  • Cena: Pesce arrosto (120 gr) (orata, spigola, branzino, scorfano, tonno, triglie, rombo)
  • Contorno: Un piatto di zucchine grigliate o al vapore, condite con olio extra vergine di oliva (un cucchiaio e mezzo)
  • Contorno alternativo: Bietole lesse, condite con olio extra vergine di oliva (un cucchiaio e mezzo)
  • Una fetta piccola di pane integrale

Sabato

  • Colazione: Una tazza di latte parzialmente scremato, o di riso, con tre/quattro manciate di cornflakes, o fiocchi di crusca
  • Spuntino: Una mela grande o un grappolo di uva nera
  • Pranzo: Polpette semplici, cotte al vino
  • Pranzo alternativo: Polpette con il tonno, con le alici, melanzane, o con gli spinaci
  • Contorno: Un’insalata di rape rosse, condite con olio extra vergine di oliva ed aceto balsamico (un cucchiaio e mezzo)
  • Contorno alternativo: Radicchio alla griglia, condito con olio extra vergine di oliva (un cucchiaio e mezzo)
  • Pranzo alternativo: Due pomodori giganti ripieni di riso
  • Pranzo alternativo: Insalata di songino, straccetti di salmone affumicato (80 gr), una carota grattugiata, finocchi, ceci o fagioli bianchi lessi (120 gr), due fette biscottate integrali tritate, condita con olio extra vergine di oliva (due cucchiai) ed aceto balsamico

Per curare la salute del pancreas in maniera naturale, è importante assumere sempre la giusta quantità di acqua, specialmente in caso di infiammazioni che possono portare disidratazione. Mirtilli, ciliegie e gli altri frutti di bosco, ricchi di antiossidanti, necessari per prevenire i danni cellulari.

Se desideri approfondire l’argomento oppure porre semplicemente qualche domanda, contatta un professionista. Il pancreas è un organo fondamentale situato tra lo stomaco e la colonna vertebrale, che ha una lunghezza di circa 20 cm. È anche una ghiandola esocrina, poiché produce enzimi digestivi.

La pancreatite acuta è spesso causata dalla calcolosi della colecisti o dall’abuso di alcolici. Il sintomo principale è il dolore alla parte superiore dell’addome, che può irradiarsi a cintura alla schiena sotto forma di fitte. Il primo sintomo di allarme è il dolore addominale intenso. Successivamente, la diagnosi viene confermata attraverso esami del sangue, che mostrano un aumento dei livelli di amilasi e lipasi, due enzimi coinvolti nel processo digestivo.

Il trattamento per la pancreatite acuta varia in base alla gravità della malattia. Nel caso di forme più gravi, può essere necessario il ricovero in terapia intensiva e, in alcuni casi, possono essere richiesti interventi endoscopici, radiologici chirurgici. Si tratta di una ghiandola, lunga e piatta, posta nella parte superiore e posteriore della cavità addominale.

La fase acuta è responsabile di crisi dolorose e violente nella parte superiore dell’addome, con irradiazioni sulla schiena. Il dolore è spesso seguito da nausea e vomito biliare (di colore verde - scuro). Nel caso della pancreatite cronica i sintomi sono meno intensi, tanto che a volte l’infiammazione decorre senza produrre sintomi rilevanti. Il paziente lamenta tuttavia dolore all’altezza del pancreas, con perdita di peso, inappetenza e difficoltà digestive.

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