Dieta per l'Epatite B Cronica: Una Guida Completa

Un’alimentazione sana per il fegato è importante perché questo organo svolge molte funzioni fondamentali per l’organismo. Molte malattie del fegato possono infatti essere prevenute con una dieta corretta, come la steatoepatite non alcolica (o malattia del fegato grasso non alcolico), che colpisce 1 persona su 4. Il fegato è il secondo organo più grande del corpo umano dopo la pelle: pesa un chilo e mezzo. Di colore bruno, ha la forma di un cono e si trova nella parte superiore destra della cavità addominale.

Circa un terzo della popolazione mondiale è stato infettato dal virus HBV, compresi i 240-350 milioni di casi cronici. La malattia è diffusa soprattutto in Asia Orientale ed in Africa Sub Sahariana, dove tra il 5 e il 10% degli adulti cronicizza. Dopo il contagio, nella fase iniziale, molte persone non presentano sintomi mentre altre sviluppano una sintomatologia caratterizzata da: vomito, ittero, stanchezza, urine scure e dolore addominale (per circa due settimane - raramente i disturbi dell'epatite acuta portano al decesso). Il virus HBV viene trasmesso con l'esposizione a sangue o fluidi corporei infetti (sperma, liquido vaginale ecc.), soprattutto al momento della nascita o durante l'infanzia; non avviene tenendosi per mano, condividendo posate, baciandosi, abbracciandosi, con colpi di tosse, starnuti o con l'allattamento al seno. Nelle zone in cui la malattia è rara, le cause più frequenti sono l'uso di droghe per via endovenosa ed il rapporto sessuale non protetto.

Principi Generali della Dieta per Epatite

Sia in caso di epatite acuta che di epatite cronica, la dieta si pone l’obiettivo di:

  • Ridurre l’affaticamento dell’organo.
  • Compensare un’eventuale carenza delle sue funzioni metaboliche.
  • Eliminare le cause predisponenti (se dietetiche).
  • Prevenire un peggioramento della patologia.

In molti casi non è possibile perseguire tutti i suddetti obbiettivi contemporaneamente; si rende quindi necessaria una scelta tra le varie possibilità. Questa decisione va svolta in funzione di alcuni fattori primari, che sono: gravità dell’epatite, funzionalità ed insufficienza dell’organo, altre comorbilità, prognosi e caratteristiche soggettive del Paziente, ecc.. Perciò, non esiste una sola dieta per l’epatite, poiché questa va stabilita in base alle condizioni cliniche; alcune diete per l’epatite possono essere molto diverse l’una dall’altra.

Regole Fondamentali

Ecco, tuttavia, alcune regole condivisibili:

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  • Abolizione dell’alcol.
  • Abolizione di farmaci e integratori alimentari non necessari.
  • Abolizione o marcata riduzione di nutrienti "nervini": caffè, tè, cioccolato… , del sale e dello zucchero aggiunto.
  • Abolizione di cibi grassi o ricchi di zuccheri raffinati.
  • Regolazione dei pasti ed equilibrio nutrizionale (abolire sia il digiuno che l’eccesso calorico, mai oltre il 10% della dieta normo-calorica).

Alimenti Consigliati e Da Evitare

È raccomandato assumere una dieta ricca di verdure, cereali integrali, frutta, legumi, pesce e carni bianche, assumendo solo saltuariamente carni rosse, cibi pesanti, zuccheri semplici e grassi. L’alcol è molto dannoso per il fegato in qualsiasi quantità, per cui è raccomandato assumerne il meno possibile, preferibilmente per nulla.

Alimenti Consigliati

  • Verdure a foglia verde: Assumere almeno 5 porzioni al giorno di verdura e frutta.
  • Caffè: Diversi studi hanno infatti dimostrato che quantità moderate di caffè aiutano a proteggere da forme come cirrosi e cancro.
  • Tè verde: Ricca di antiossidanti, questa bevanda migliora i livelli degli enzimi epatici e abbassa la possibilità di sviluppare l’epatocarcinoma.
  • Olio d’oliva: In particolare, sono consigliati al massimo 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva oppure olio di lino al giorno.
  • Frutta secca: Grassi buoni, antiossidanti e vitamina E, di cui la frutta secca è ricchissima, proteggono dalla steatosi epatica non alcolica.
  • Fiocchi d’avena integrali: Con il loro contenuto in fibre, favoriscono la digestione, aiutano a sentirsi sazi e prevengono il rischio di alcuni disturbi.
  • Pesce: Salmone, sgombro o alici sono ricchi di grassi buoni e bilanciano omega 3 e omega 6.
  • Pompelmo: Questo frutto, grazie alle sue proprietà antiossidanti e ricco di vitamina C, favorisce i processi di depurazione del fegato e, allo stesso tempo, riduce i rischi di fibrosi epatica.
  • Mirtilli: le antocianine sono una tipologia di antiossidanti contenuti in questo frutto di bosco. Oltre a fornire un’adeguata protezione epatica, rallentano lo sviluppo di fibrosi.
  • Uva: in tema di frutta, tra i dieci alimenti per mantenere il fegato in salute troviamo in particolare l’uva rossa che, grazie al resveratrolo (una sostanza che viene prodotta da varie piante a scopo protettivo nei confronti di agenti patogeni come batteri o funghi), migliora la funzionalità epatica.
  • Barbabietole e carote: entrambe ricche di flavonoidi e betacarotene, aiutano a ridurre l’infiammazione del fegato e a depurarlo dalle sostanze tossiche.
  • Broccoli e cavolfiori: consumare questi due alimenti, compresi i cavoletti di Bruxelles, incrementa la presenza di glucosinolati, enzimi naturali che sarebbero responsabili dell’eliminazione di tossine e della riduzione del rischio di esposizioni a patologie tumorali.

Alimenti da Limitare o Evitare

  • Limitare cibi processati, grassi, molto salati, che possono infiammare e portare disturbi al fegato.
  • Alcol, fritture, formaggi grassi, bevande zuccherine.
  • Evitare di assumere cibi con molta vitamina C (come kiwi, pomodori e agrumi) nello stesso pasto con alimenti ricchi di ferro non emico, poiché la vitamina C ne facilita l’assorbimento.
  • I cibi processati, grassi, molto salati, ricchi di zuccheri e le carni rosse risultano pesanti per il fegato e possono favorire infiammazioni e altri disturbi.

Esempio di Piano Alimentare

Di seguito è riportato un esempio di piano alimentare che può essere adattato alle esigenze individuali, tenendo conto delle raccomandazioni generali per la dieta in caso di epatite B cronica.

Pasto Alimenti Consigliati Alimenti da Evitare
Colazione Fiocchi d'avena integrali con frutta fresca, tè verde Cereali zuccherati, dolci confezionati
Spuntino Frutta secca (noci, mandorle), yogurt naturale Snack confezionati, patatine fritte
Pranzo Pesce al forno con verdure miste, olio d'oliva Fritture, carni rosse grasse
Spuntino Pomeridiano Frutta fresca (pompelmo, mirtilli) Succhi di frutta confezionati, dolci
Cena Carni bianche (pollo, tacchino) con legumi e verdure Formaggi grassi, salumi

Cenni sui fabbisogni nutrizionali dell’insufficienza epatica

L’insufficienza epatica può essere lieve, moderata o grave, e presentarsi, durante un’epatite, sotto forma acuta o cronica. L’insufficienza epatica si caratterizza per una riduzione delle funzioni dell’organo. Nelle forme lievi, può essere mantenuta l’alimentazione tradizionale e non occorre la nutrizione artificiale. Sono consigliati pasti leggeri, con porzioni moderate, senza trascurare l’apporto nutrizionale complessivo.

Nell’insufficienza epatica moderata e ancor più nella grave, laddove necessitano talvolta nutrizione enterale o parenterale, si richiedono i seguenti accorgimenti:

  • Esclusione del sale dalla dieta, per ridurre la tendenza all’edema e all’ascite.
  • Moderazione della quota proteica, con un supplemento di amminoacidi ramificati, i quali non richiedono metabolizzazione epatica, prima dell’ossidazione cellulare, e hanno un bassissimo livello di scorie azotate (a loro volta responsabili dell’insorgenza di encefalopatia epatica).

Non si deve ridurre eccessivamente l’apporto di amminoacidi, poiché si altererebbe ulteriormente la protidosintesi del fegato; la conseguente riduzione delle proteine plasmatiche determinerebbe: il crollo della pressione oncotica, con tendenza agli edemi e all’ascite, e minor capacità di coagulazione, con rischio di emorragie.

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Alcuni Autori suggeriscono una dieta più ricca di energia, rispetto a quella normale, cioè ipercalorica. È necessario che queste calorie extra siano apportate prevalentemente da glucosio.

Dieta per epatite cronica

Uno stile di vita adeguato, insieme a un’adeguata terapia farmacologica, se necessaria, è alla base della riduzione dei danni di un’epatite cronica. Nell’ambito delle misure igieniche, che un Paziente può adottare, una dieta ipocalorica è fondamentale. Si tratta di un regime alimentare con un controllo calorico, che mantenga il Body Mass Index (BMI) entro un adeguato limite. Questa è una misura importante, non solo nell’ambito delle patologie epatiche su base metabolica (NAFLD Non Alcoholic Fatty Liver Disease e NASH Non Alcoholic Steato Hepatitis), ma anche in quello delle forme virali o alcoliche. Una dieta bilanciata, volta a ottenere un normopeso, è la base per un’adeguata gestione della patologia. Il BMI, indicato per questo soggetti, per non incorrere in un incremento del danno epatico e per migliorare la loro qualità di vita, è intorno a 25.

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