Molti storcono il naso quando si parla di sumo, ritenendo che si tratti solo uno sport di persone grasse che si spingono. In realtà, permettimi di dirti che non è così e anzi, te ne parlo proprio per spiegarti ulteriormente come in determinati contesti la massa grassa sia incredibilmente rilevante.
L'Importanza della Massa Grassa nel Sumo
I lottatori di sumo sono grassi per lo stesso motivo per cui lo sono uno strongman o un powerlifter di alto livello: una forma fisica imponente è vantaggiosa in quanto può rendere più difficile per l’avversario spingere o sollevare il lottatore e può contribuire a una maggiore resistenza durante i combattimenti prolungati. Più un atleta è pesante, più tendenzialmente sarà difficile da buttar fuori.
Poi ovviamente entra in gioco la tecnica e ci sono lottatori pazzeschi di 90kg che battono atleti di oltre 200kg, ma quello è un discorso a parte. Inoltre, questo è altrettanto importante, il sumo è profondamente legato all’estetica culturale giapponese, dove la figura massiccia dei lottatori rappresenta la forza, la tradizione e la disciplina. Questi aspetti culturali e strategici hanno contribuito a mantenere l’importanza di una forma fisica imponente nel mondo del sumo. Se da noi gli addominali sono sinonimo di forza, nel paese del sol levante vale proprio l’opposto!
La Dieta dei Lottatori di Sumo
E sempre dai lottatori di sumo arriva un’altra analisi interessante. Sia i lottatori di sumo che i powerlifter sono esempi di atleti che per motivi specifici adottano un peso corporeo elevato, spesso al di sopra degli standard considerati “ideali” per la salute.
Per chi fosse interessato ad accumulare mostruose quantità di peso, eccovi la “sumo diet”.
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- Saltate la colazione e fate esercizio a stomaco vuoto: questo rallenta il metabolismo e rende più difficile bruciare grassi.
- Mangiate solo due volte al giorno ma in gigantesche quantità.
- Dopo i pasti, obbligatorio un lungo riposo, così da non bruciare grassi.
Il piatto tipico è il chanko-nabe: esistono molte varianti sulla ricetta, ma tra gli ingredienti più comuni ci sono brodo di pollo, cavolo, le parti più grasse del maiale, uova, germogli di soia, carote, cipolle, tofu fritto, patate, funghi, pollo e/o carne. Pollo fritto, riso e molta birra sono ottimi accompagnamenti.
Chanko-Nabe: Il Piatto Chiave della Dieta Sumo
Il chanko-nabe è un elemento fondamentale nella dieta dei lottatori di sumo, fornendo un mix di nutrienti essenziali per sostenere il loro intenso regime di allenamento e promuovere l'aumento di peso necessario per competere. La varietà degli ingredienti assicura un apporto calorico elevato e bilanciato.
Sumo e Salute: Un Equilibrio Precario
Tuttavia, questo aumento ponderale diventa salutare solo se accompagnato da una routine di allenamento intenso e da uno stile di vita attivo, che include non solo la preparazione specifica per la competizione ma anche allenamento cardio (spesso molto trascurato nel powerlifting) e di mobilità. L’esercizio intenso infatti stimola la produzione di un ormone chiamato adiponectina, che ha un effetto diretto sulla gestione del grasso corporeo: aumenta la sensibilità all’insulina e indirizza i lipidi lontano dagli organi e verso i depositi sottocutanei. In pratica, la loro routine impedisce al grasso di diventare pericoloso. Questo fa dei sumotori un caso unico: pur essendo obesi, il loro corpo si comporta come quello di una persona metabolicamente in forma.
Il problema emerge soprattutto dopo il ritiro o nei periodi di inattività prolungata, quando il disallineamento tra un corpo ancora “pesante” e una diminuzione dell’attività fisica favorisce l’accumulo di grasso viscerale e l’insorgenza di patologie metaboliche. Perciò, più che il peso in sé, è la qualità dello stile di vita e la costanza dell’allenamento a determinare la reale salute di questi atleti. Cosa succede infatti? Quando smettono di allenarsi, spesso i lottatori non riescono a modificare drasticamente l’alimentazione. Il risultato? Il grasso viscerale inizia ad accumularsi, il metabolismo rallenta, e in molti casi insorgono le stesse malattie metaboliche che prima riuscivano a evitare.
Sumo: Storia e Tradizioni
Il Kojiki, un antico testo giapponese, racconta che fu proprio un incontro di sumo a determinare il destino della nazione. Nella notte dei tempi, Takemikazuchi, il figlio della dea Amaterasu, sfidò un altro dio, Takeminakata. La posta in palio era il dominio sul Giappone. Takemikazuchi vinse l’incontro uccidendo l’avversario e fondò la famiglia imperiale da cui discenderebbe il moderno imperatore.
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Gli storici che non prendono i miti shintoisti alla lettera dicono che il sumo nacque come rito per gli dei, accompagnato da preghiere per buoni raccolti. Il ring dove si svolgono i combattimenti, infatti, è consacrato da un sacerdote shintoista. Una complicata serie di cerimonie prevede tra l’altro battiti di mani per richiamare l’attenzione delle divinità, braccia alzate al cielo per mostrare di non essere armati, un violento battere di piedi a terra per spaventare gli spiriti malvagi, e lanci di sale intorno al ring per scacciare gli spiriti maligni e purificare il luogo.
Nel sumo delle origini spesso uno dei contendenti moriva, poi però la corte imperiale impose una serie di regole per renderlo meno pericoloso. Pur mantenendo una forte componente rituale, durante il periodo di pace dell’era Tokugawa cominciata nel 1600, il sumo si trasformò in sport per intrattenere le folle.
Regole e Rituali del Sumo Moderno
Lo sport praticato oggi è piuttosto semplice. Due atleti entrano in un ring fatto di un cerchio coperto di sabbia. L’incontro tipico è un inno al minimalismo e non dura che pochi secondi: la spettacolarità al sumo non gliel’hanno mai presentata. Niente calci volanti, niente mosse acrobatiche. La vittoria si ottiene spingendo l’avversario fuori dal cerchio o squilibrandolo in modo da obbligarlo a toccare il terreno con qualsiasi parte del corpo che non siano i piedi.
Il calendario annuale è composto da sei tornei, dalla durata di 15 giorni l’uno. Ogni partecipante combatterà una volta al giorno e alla fine solo se otterrà un minimo di otto vittorie verrà promosso. che riflette la loro abilità. I livelli più bassi vanno dal Jonokuchi al Makushita; quando si raggiunge il livello di Juryo, la vita cambia notevolmente, perché il lottatore comincia a guadagnare bene. Le categorie più elevate sono Makkuchi, Komosubi, Sekiwake, Ozeki, e la più alta è Yokozuna (che si raggiunge con ventisette vittorie su trenta).
Gradi o Categorie nell’Arte del Sumo
- Yono kuchi: Entra come servitore nella scuola per impararne le norme.
- Yu ryo: Tre anni più tardi acconcia i capelli dei superiori di grado e continua il suo apprendimento.
- Mae-gashira: Ha a suo carico due Yono-kuchi e possiede un parrucchiere, può portare un costume con il suo nome regalatogli dal suo protettore.
- Seki-wake: Con gli stessi privilegi, ma con una maggiore paga e categoria sociale.
- Oozeki: Attualmente possono esserlo solo quattro persone in tutto il Giappone e la categoria non è fissa, poiché se un lottatore perde due stagioni torna a Seki-wake.
- Yoko-zuna: Solo quattro persone in tutto il Giappone; se il lottatore perde con frequenza non perde la categoria, però dovrà ritirarsi.
In ogni gara ci sono tre tipi di premi: il primo al campione, il secondo al più tecnico e il terzo ai casi speciali, quali per esempio: abbattere un avversario di categoria superiore o vincere due o tre avversari della stessa categoria.
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La Vita di un Lottatore di Sumo
L’aspirante professionista entra a fare parte di una scuola di Sumo - gestita da ex-campioni - intorno ai quindici anni. Vivrà qui per anni svegliandosi alle quattro del mattino e allenandosi più di otto ore al giorno, in una routine fatta di esercizi per sviluppare flessibilità e forza nelle anche e nelle gambe, stretching e incontri amichevoli.
Fino a che non raggiungono il rango di Juryo, gli atleti di livello minore non possono sposarsi e fanno da servi a quelli di livello più alto. Anche i lottatori più grossi devono possedere notevole flessibilità, tecnica e forti muscoli sotto gli strati di grasso, però è sempre la loro incredibile mole a fare notizia e intere leggende vengono tramandate sul loro appetito.
Sumo: Un Viaggio nella Cultura Giapponese
Il Sumo è lo sport nazionale del Giappone, e può essere definito senza esagerazione alcuna come un rito che unisce tradizione e forza spettacolare: assistere a un incontro significa diventare testimoni di una cultura che ha secoli di storia. Oltre a una storia millenaria, il Sumo ha inoltre un forte legame con lo shintoismo, la religione tradizionale giapponese.
La traduzione letterale della parola Sumo significa "strattonarsi uno con l’altro". L'incontro è una lotta a due tra autentici giganti, ma a dispetto delle apparenze oltre alla stazza conta anche molto la tecnica del lottatore. Fino all'inizio del XX° secolo, i tornei di sumo si tenevano all'aperto nei santuari e nei templi. Il tempio di Ekoin è considerato la casa spirituale del Sumo perché ha da tempo immemore ospitato molti tornei.
Luoghi Iconici del Sumo a Tokyo
- Ryogoku Edo Noren: L'ex stadio di sumo costruito nel 1929, riconvertito per far apprezzare la cultura culinaria del periodo Edo.
- Japanese Sword Museum: Mostra la storia e la tecnologia della fabbricazione delle spade in Giappone.
- Kyu-Yasuda Teien Garden: Giardini costruiti nel XVII secolo, ceduti alla città di Tokyo nel 1922.
- Museo di Edo-Tokyo: Edificio ispirato a un magazzino in stile Kurazukuri.
- Sumida River: Uno dei fiumi più famosi di Tokyo.
- Hokusai Museum: Dedicato a Katsushika Hokusai, famoso pittore e incisore ukiyo-e.
Nel quartiere di Ryogoku troverai i migliori ristoranti di Chanko Nabe. I tornei di quindici giorni si tengono a gennaio, maggio e settembre nel mitico stadio Ryogoku Kokugikan.