Dieta Mima Digiuno: Schema e Principi

La dieta mima digiuno è tra gli argomenti più discussi da tempo. Si tratta di un regime alimentare che è stato oggetto di interesse mediatico, specialmente per alcuni risultati scientifici considerati controversi e contrastanti. In molti, infatti, evidenziano il fatto che questa dieta non sembrerebbe trovare molte conferme tra la comunità scientifica.

Cos'è la Dieta Mima Digiuno

La Dieta Mima Digiuno (DMD) è un programma alimentare ipocalorico dalla durata di 5 giorni che può essere fatto 3-6 volte all’anno. Ideato dal professor Valter Longo, ricercatore in biochimica e neurobiologia, professore di Biogerontologia all’University of Southern California, direttore del programma di Oncologia e longevità dell’IFOM (Istituto di Oncologia Molecolare di Milano), questa dieta ha l’obiettivo di fare in modo che le cellule del nostro corpo possano rigenerarsi e proteggere quest’ultimo da obesità e da altre malattie croniche legate all’invecchiamento.

Questo modello alimentare non è pensato solo per favorire la perdita di peso, ma anche per ridurre notevolmente colesterolo, trigliceridi, glicemia, pressione sanguigna e infiammazione. La Dieta Mima Digiuno, si basa sul concetto di bilanciare in maniera equilibrata i diversi macro-nutrienti - proteine, grassi, zuccheri e fibre - ed i micro-nutrienti - vitamine e minerali - in modo da riuscire ad “ingannare” l’organismo simulando uno stato di digiuno, senza però dover rinunciare al cibo. Il nostro corpo, quindi, si comporterà esattamente come se stesse a digiuno, dando poi inizio ad un processo di rinnovamento cellulare, tramite il quale si eliminano elementi non necessari, sostituendoli con delle cellule sane.

La restrizione calorica, dunque, serve a far diminuire l’attività del recettore dell’ormone della crescita, ma soprattutto di alcuni geni responsabili dell’invecchiamento e delle malattie che ne derivano. Per far sì che tutto funzioni alla perfezione, le proteine di origine animale vengono completamente eliminate per tutta la durata della dieta, promuovendo invece il consumo di quelle vegetali. Anche i carboidrati dei cereali raffinati e della frutta fanno spazio a quelli delle verdure e dei legumi.

Alimenti Consentiti e Vietati

Questo regime alimentare è basato sull’eliminazione di quei cibi che stimolano la produzione di insulina e dell’ormone della crescita, con un apporto calorico molto basso. Oltre ai cibi di origine animale, inoltre, sono assolutamente vietati tutti gli alimenti lavorati e gli zuccheri semplici. C’è però una concessione per quanto riguarda il pesce, che va comunque consumato in quantità moderate.

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Cosa mangiare, dunque? Le regole di base sono: poche proteine, tanti carboidrati complessi provenienti però preferibilmente dalle verdure, poca frutta, tanti legumi, tanto olio di oliva.

Nei cinque giorni prescelti i cibi consentiti sono zuppe, verdure, olive, frutta secca, acqua e tè. Lo scopo di questo regime è ripulire l’organismo: secondo gli studi di Longo la restrizione calorica (si ingeriscono tra le 750 e le mille calorie al giorno) aiuta gli organi a liberarsi delle cellule danneggiate o malate e promuove il rinnovamento cellulare.

Longo si è appoggiato a una società, la L-Nutra, per mettere a punto dei kit mima-digiuno che includono anche integratori a base di alghe, crackers e chips al costo di 199 euro l’uno. Non è comunque necessario acquistarli, la dieta mima-digiuno si può anche riprodurre in casa.

Come Seguire la Dieta Mima Digiuno

Periodicamente (da 30 giorni a 4 mesi, in base al soggetto), seguire 5 giorni di alimentazione programmata: il dott Longo ha raccolto in una scatola tutti i cibi da consumare nell'arco di tempo in questione.

Il sesto giorno si può tornare ad un regime alimentare normale, ma sempre in maniera graduale, in quanto il nostro stomaco ha bisogno di riabituarsi ad un’alimentazione tradizionale. Cominciate, dunque, con cibi liquidi e soffici, come ad esempio minestrone, frullati e succhi di frutta, associaci a riso, legumi o pesce azzurro.

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Benefici e Rischi

Innanzitutto, si rileva una riduzione dei fattori di rischio delle malattie cardiovascolari e del diabete. Alcuni studi, infatti, affermano che tramite la dieta mima digiuno le cellule del pancreas addette alla produzione di insulina si possano riparare. Vi è anche un significativo miglioramento dei valori collegati al colesterolo e alla pressione in soggetti che già avevano presentavano problemi in precedenza.

Come si può evincere dal menu della dieta mima digiuno, questi cinque giorni di dieta possono risultare piuttosto provanti dal punto di vista fisico, portando ad un significativo calo di energie ed inevitabilmente ad un senso di fame costante. Oltre a questo, vanno considerati anche altri aspetti negativi, tra cui la sensazione di fatica e di spossatezza, accompagnate da lievi nausee o da vomito, specialmente in soggetti più sensibili.

Secondo Longo si tratta di un regime vegetariano in grado di rallentare l’invecchiamento, rigenerare le cellule e, solo come effetto collaterale, permettere la perdita di peso. L’inventore precisa in tutte le interviste che il modello alimentare non va gestito in autonomia, ma va adottato con il supporto di un dietologo o di un nutrizionista. La maggior parte di queste calorie deve provenire da grassi (noci, per esempio) e vegetali, e solo in quantità ridotta da zuccheri e proteine.

Longo nelle interviste rilasciate precisa che gli studi sono stati condotti in colture di lievito, di topi e anche nell’uomo, attraverso un trial che ha coinvolto 100 individui (numero molto limitato che da un punto di vista scientifico ha scarso valore). Per la maggior parte delle persone relativamente sane la frequenza della dieta mima digiuno dovrebbe essere una volta ogni 3-4 mesi, negli altri casi ogni 30 giorni.

Critiche e Considerazioni

Enzo Spisni, ricercatore nutrizionista dell’Università di Bologna è abbastanza critico sulla mima-digiuno e precisa che «Molti studi arrivano alla conclusione che la restrizione calorica è un modo per allungare la vita. Il concetto è corretto ma solo negli organismi utilizzati in laboratorio. Negli esperimenti condotti sulle colture di lievito la lunghezza della vita triplica in condizioni di restrizione calorica, raddoppia nelle prove condotte sui vermi, mentre nei topi aumenta quasi del 30%.

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«La dieta del digiuno - continua Spisni - non va bene per tutti e non deve essere un alibi per le persone che si sentirebbero legittimate a mangiare di più dopo il periodo di restrizione». Il regime alimentare non è adatto alle persone obese, a chi soffre di malassorbimento intestinale, così come ai diabetici. Nelle situazioni di sovrappeso e obesità, adottare questo modello alimentare significa fare la guerra alle conseguenze e non cercare di eliminare le cause. Il primo compito di chi segue pazienti obesi o in forte sovrappeso è individuare gli sbagli del pasto quotidiano e gli errori nello stile di vita.

Secondo Spisni «la condizione di lavoro attivo si coniuga male con la dieta mima digiuno: si rischiano situazioni di ipoglicemia che possono influire negativamente su concentrazione e attività fisica. Lo sanno benissimo gli sportivi, che mai affronterebbero allenamenti in condizioni di digiuno. I nostri avi, quando praticavano i digiuni tradizionali, lo facevano in una condizione di riposo.

Valter Longo affianca all’attività di ricercatore, quella di fondatore (oltre che presidente del board scientifico) della società L-NUTRA che si occupa di “nutritecnologia”. La società ha sviluppato e ha programmato l’inizio della vendita negli Usa e in Italia di due kit per seguire la dieta mima-digiuno denominata ProLon®. Longo sottolinea che le sue azioni saranno assegnate a un’associazione no profit e non riceverà alcun compenso, anche se questo aspetto non preclude una sorta di conflitto di interessi.

Una delle ambiguità della dieta mima digiuno è quella di estendere al grande pubblico e di proporre i modelli e gli esiti dell’esperienza scientifica maturata su pazienti con patologie anche gravi. La sensazione è quella di una nuova dieta “vegetariana” quasi miracolosa che, oltre a fare dimagrire, agisce contro l’invecchiamento ed è in grado di rigenerare e resettare le cellule. Il percorso risulta simile a quello di molte diete modaiole che durano lo spazio di qualche stagione e promettono di perdere chili senza fatica.

Chi Dovrebbe Evitare la Dieta Mima Digiuno

La dieta mima digiuno è adatta soprattutto per gli adulti sani tra i 18 ed i 70 anni non denutrite e sane, senza particolari tipi di malattie. Questi, possono praticare con tranquillità la dieta mima digiuno, anche fino a due volte all’anno. Per quanto riguarda gli ultrasettantenni, questo modello alimentare è consigliato a patto che siano obesi oppure in sovrappeso, affidandosi sempre e comunque ad un medico nutrizionista specializzato, ma questa raccomandazione vale per tutti.

La dieta mima digiuno, è invece sconsigliata alle donne in stato interessante o durante l’allattamento. Inoltre, anche soggetti che usano farmaci o che hanno la pressione sanguigna bassa, dovrebbero prima consultare il proprio dottore.

Esempio di Menu

Ecco un esempio di cena durante i cinque giorni della dieta:

  • Tè all’ibisco
  • Minestrone con quinoa
  • Barretta al cioccolato
  • 1 Capsula NR-3

Digiuno e Difesa Immunitaria

Un team di ricerca internazionale ha dimostrato che il digiuno migliora l’azione anticancro delle cellule immunitarie chiamate Natural Killer (NK), globuli bianchi specializzati nel dare la caccia e eliminare patogeni, cellule tumorali e agenti tossici. Le cellule Natural Killer sono progettate, infatti, per attaccare e uccidere direttamente quelle tumorali.

Oggigiorno sappiamo con certezza, dati alla mano, che il digiuno è in grado di potenziare la difesa immunitaria favorendone l’azione contro il cancro. Il digiuno, come evidenziato dagli autori di questo studio recentissimo, è in grado di riprogrammare le cellule immunitarie più letali rendendole meglio attrezzate per sopravvivere nel microambiente tumorale ostile e combattere così le cellule cancerose.

Prima di curarsi con radio o chemioterapia, i pazienti dovrebbero sottoporsi ad un periodo di digiuno di 24 - 48 ore. I ricercatori hanno notato che le cellule sane utilizzavano tutte le forme di energia disponibile per la sopravvivenza, diventando quindi più resistenti ai chemioterapici rispetto a quelle cancerose.

Il Parere degli Esperti

(Adnkronos) - "Oggi noi mangiamo assolutamente troppo, mangiamo esageratamente. Siamo affetti da obesità, da diabete, da patologie croniche legate al cibo E per tutti va bene ridurre l'apporto calorico giornaliero". L'interesse anche della ricerca scientifica per la restrizione calorica "è cresciuto negli anni". Lo spiega all'Adnkronos Salute l'epidemiologo Franco Berrino, che approfondisce da anni il ruolo dell'alimentazione nella salute umana e gli stili di vita associati alle malattie croniche.

In generale, continua Berrino, "da più di 100 anni si sa che riducendo il cibo che diamo agli animali questi vivono di più, si ammalano meno di cancro e di malattie di cuore. Gli ultimi grandi studi condotti su questo fronte hanno puntato a ridurre del 20-25% la quantità di cibo" somministrata agli animali. "Quello che si è osservato è che" questi modelli animali "dimezzano il rischio di infarto e di cancro e azzerano il rischio di diabete".

Quando si parla genericamente di digiuno, si fa riferimento a diversi schemi alimentari, come spiega anche l'Airc sul suo sito approfondendo il tema 'digiuno e cancro'. Le evidenze scientifiche più solide riguardano tre forme di digiuno: la dieta 'mima-digiuno', la restrizione calorica, il digiuno intermittente.

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