L'epilessia è una patologia che colpisce circa 50 milioni di persone al mondo e in Italia interessa circa 1 persona su 100. È un disturbo che influenza negativamente la qualità della vita delle persone affette, soprattutto se queste sono resistenti al trattamento farmacologico.
Tuttavia, vi sono dei soggetti farmacoresistenti. Questo termine indica che il soggetto continua ad avere crisi pur avendo provato almeno due farmaci specifici e somministrati alla massima dose per un adeguato periodo di tempo.
Una possibile soluzione per questi pazienti è la dieta chetogenica, un regime alimentare particolare basato sull’induzione di uno stato metabolico chiamato chetosi, in cui il corpo utilizza principalmente grassi come fonte di energia anziché carboidrati, come avviene in uno stato metabolico fisiologico.
Cos'è la Dieta Chetogenica?
La dieta chetogenica è un regime alimentare nel quale la maggior parte dell’apporto energetico viene dai grassi e che ha mostrato di essere efficace nell’epilessia farmacoresistente.
Barbara Mostacci, neurologa ed epilettologa, spiega che "dal punto di vista del metabolismo del cervello questa dieta permette di ottenere risultati simili al digiuno".
Leggi anche: Dieta contro la carenza di ferritina
È “un’alimentazione normalmente normo-proteica da cui vengono esclusi i carboidrati a favore dei grassi, cercando sempre di privilegiare i grassi “buoni” (come l’olio extravergine di oliva e le noci). È vero però che anche burro e panna possono essere presenti in quantità decisamente alte rispetto a una dieta classica. Può essere normo-calorica, ma anche ipo-calorica per pazienti che devono perdere peso”.
Come Funziona la Dieta Chetogenica nell'Epilessia?
La dieta chetogenica è un regime alimentare basato sull’assunzione di un’alta percentuale di grassi (dal 60 e fino al 90 per cento) a scapito di carboidrati e proteine. Questo regime alimentare induce una condizione metabolica nota come chetosi fisiologica.
I corpi chetonici sintetizzati dal fegato - acetone, acetoacetato, D-Beta-idrossibutirrato - vengono utilizzati per «nutrire» il cervello. Quando gli zuccheri vengono ridotti a un livello troppo basso, infatti, le cellule traggono energia dai grassi. Tutte, tranne i neuroni, che hanno bisogno per l'appunto dei corpi chetonici.
Alla base del meccanismo d’azione dello schema alimentare nell’epilessia, sembrano esserci proprio i corpi chetonici prodotti per sopperire alla mancanza di glucosio. ll meccanismo d’azione vero e proprio resta però ancora parzialmente sconosciuto.
In esperimenti in vivo è stato osservato che la dieta chetogenica può modificare il microbiota intestinale aumentando così i livelli del GABA e riducendo le crisi attraverso un’attenuazione generale dell’eccitabilità neuronale. *Il GABA, o acido gamma-aminobutirrico, è il principale neurotrasmettitore inibitorio del nostro organismo. La sua azione è di limitare l’attività elettrica dei neuroni, contrapponendosi all’effetto, opposto, dei neurotrasmettitori eccitatori.
Leggi anche: Alimentazione e Disbiosi: Guida Completa
Effetti della Dieta Chetogenica sui Componenti Neuronali
| Componente | Effetto |
|---|---|
| Acidi grassi a catena media (MCT) | Effetti anti-convulsivanti pleiotropici, modulazione del metabolismo degli astrociti, inibizione dell'attività del recettore ionotropico AMPA del glutammato |
| Acidi grassi polinsaturi (PUFA) | Riduzione dell’eccitazione neuronale e neuroprotezione |
| Ridotto apporto di proteine | Aumento della produzione del fattore 21 di crescita dei fibroblasti (FGF21), riduzione dei livelli ematici di glucosio |
A Chi è Consigliata la Dieta Chetogenica?
La dieta chetogenica è particolarmente efficace in età pediatrica ma può risultare utile anche nell’adulto. Sicuramente è indicata per i pazienti che hanno il deficit Glut 1. Ma la dieta chetogenica può avere una grande efficacia contro l’epilessia farmaco-resistente indipendentemente dalla causa.
A essere candidati al trattamento sono spesso quei pazienti che hanno alle spalle una storia clinica caratterizzata dal fallimento della terapia farmacologica e dall'impossibilità di ricorrere alla soluzione chirurgica.
Benefici Osservati
Secondo uno studio della McGill University del 2019, la dieta chetogenica ricca in grassi permette una riduzione delle crisi epilettiche fino all’85% dei casi. Una riduzione delle crisi epilettiche fino all’85% dei casi e una remissione totale degli attacchi nel 55% dei pazienti.
Ad esempio, nell’epilessia mioclono-astatica dell’infanzia è stata dimostrata l’efficacia della dieta chetogenica con un forte effetto anticonvulsivante nell’86% dei pazienti. In questi casi, è di oltre il 70% la riduzione delle crisi epilettiche dopo due mesi di dietoterapia.
Nell’epilessia farmacoresistente riduce le crisi del 50%, in circa il 50% per cento dei pazienti che la seguono. In più la dieta chetogena porta altri benefici, li fa sentire meglio, può aumentare la lucidità e la partecipazione in pazienti con encefalopatia. Altro aspetto importantissimo è, quando possibile, la riduzione del carico dei farmaci e dei loro effetti collaterali. E poi per i pazienti che devono dimagrire, fa anche dimagrire.
Leggi anche: Benefici di una dieta sana
Durata e Monitoraggio
Non esiste una tempistica standard identica per tutti i soggetti ma l’alimentazione per l’epilessia deve essere monitorata costantemente per la valutazione dei rischi e dei benefici. Si consiglia tuttavia di non superare i due anni di trattamento consecutivo anche in assenza di effetti collaterali importanti e di valutare periodicamente la possibilità di reinserimento dei principali alimenti della dieta mediterranea.
Per i bambini che ottengono un controllo delle crisi maggiore del 50%, la dieta può essere proseguita per un periodo anche di due anni, a meno che non si verifichino effetti collaterali che richiedano la sospensione del trattamento.
Limitazioni e Considerazioni
“Si tratta di una terapia dietetica non adatta a tutti i pazienti”, ha sottolineato Oriano Mecarelli. “Le persone con epilessia candidate al trattamento hanno spesso una storia clinica complessa ed è necessario eseguire uno screening preliminare clinico e biochimico per escludere un problema congenito del metabolismo che possa essere aggravato dalla dieta. Più precoce è l’inizio del trattamento con la dieta chetogenica maggiore è la possibilità di successo.
Sul lungo periodo serve una grande convinzione perché nelle persone con epilessia e farmacoresistenti questo deve diventare un regime alimentare praticamente definitivo o almeno a lunghissimo termine. Inoltre, perché le cose possano funzionare nel tempo, è bene che tutta la famiglia si regoli su questo tipo di alimentazione.
È ovvio che siamo in un paese e in una società dove alimenti come pasta e pizza hanno un ruolo centrale, quindi già per questo è difficile seguire la dieta chetogenica, però oggi c’è molto interesse sulla questione e stanno entrando in commercio alimenti che imitano i prodotti da forno e che non contengono il glucosio.
Ricordiamo che è una dieta in cui non si può assolutamente improvvisare. Bisogna sempre essere seguiti e sotto controllo perché se fatta bene, non ha delle conseguenze negative a lungo termine.
tags: #dieta #chetogenica #epilessia #farmacoresistente