La Dieta Molecolare di Rosanna Lambertucci: Schema della Prima Settimana

La dieta social si fonda sul metodo molecolare dell’”Alimentazione consapevole” del Dott. Pierluigi Rossi, specialista in scienza dell’alimentazione e medicina preventiva. Inoltre, la giornalista e presentatrice TV di “Più Sani più belli” Rosanna Lambertucci è la co-creatrice della Dieta Social.

I Fondamenti Scientifici della Dieta Social

Contrariamente alla maggior parte delle diete “fai da te”, la dieta social fa riferimento a fondamenti e ricerche scientifiche. È una dieta che comprende alimenti naturali e genuini e può contare sul supporto del gruppo e di esperti, suo grande punto di forza. La dieta social sta riscontrando grande successo, soprattutto perché si avvale di uno strumento che è diventato parte integrante della nostra vita: il social network. Prof. La dieta social non prevede prodotti sostitutivi dei pasti, shakes, pillole, prodotti dimagranti o beveroni, ma un’alimentazione con cibi veri. Infatti, promette di instaurare soprattutto un corretto rapporto con il cibo.

La nutrizione molecolare non si basa sul conteggio delle calorie, ma sul principio che il nostro corpo, per poter fare il suo lavoro metabolico, non utilizza il suo calore ma l’energia chimica chiamata ATP. Uno dei pionieri della ricerca del metodo molecolare è il ricercatore belga Johan Auwerx, direttore del centro di ricerca a L’Ecole Plytechnique Fédérale di Losanna. Secondo il prof Rossi sono proprio le molecole degli alimenti che determinano una specifica reazione del nostro corpo. Le molecole sono le componenti più piccole che formano gli alimenti. Esse, una volte ingerite, entrano nell’intestino, che le digerisce e assorbe. Poi, vanno nel sangue e di conseguenza influenzano ogni organo del nostro corpo. È così che queste molecole possono avere anche un effetto sul nostro DNA. Ecco perché contare le calorie non ha senso secondo questo metodo. Infatti, secondo il dottore “noi non mangiamo le calorie ma mangiamo le molecole”.

Come Funziona la Dieta Social?

L’iscrizione al gruppo permetterà anche di scaricare l’app. Questi percorsi partono periodicamente e sono di durata limitata. L’intero programma dura 4 settimane, seguito poi da una dieta di mantenimento. Così è possibile innanzitutto testare il programma e soprattutto valutare i risultati conseguiti. Oltre al percorso gratuito, esiste anche il percorso Master Club con abbonamento di 3, 6 o 12 mesi. E’ un metodo che evita il conteggio delle calorie. Inoltre, esercita il suo effetto soprattutto grazie alla combinazione di determinati alimenti e al loro apporto molecolare.

Infatti, è provato che la condivisione con altre persone porta a raggiungere un obiettivo più facilmente. E’ un programma di rieducazione alimentare e prevenzione tramite l’alimentazione. Mangi cibi di stagione e abbandoni cattive abitudini e integri nuove abitudini più salutari. In questo modo, aiuti il corpo a controllare la glicemia e a non avere quindi picchi glicemici durante la giornata.

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Chi Sono i Creatori della Dieta Social?

Rosanna Lambertucci è una conduttrice televisiva, classe 1945, romana, nota soprattutto per il programma e rivista “Più sani più belli” e “La salute vien mangiando”. È anche divulgatrice scientifica e giornalista.

Il dott. Pierluigi Rossi, altro creatore della dieta social e presidente del suo comitato scientifico, è laureato in Medicina e Chirurgia. È inoltre specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Igiene e Medicina Preventiva. Il prof. Rossi è conosciuto soprattutto per il suo metodo molecolare e la sua ricerca sulla nutrigenomica ed epigenetica.

Secondo il Dott. Rossi stiamo perdendo il rapporto tra cibo e corpo, poiché le moderne tecnologie stanno raffinando e cambiando troppo il cibo che mangiamo. Sperimentiamo così una regressione sensoriale.

Uno dei pilastri di pensiero del dott. Rossi è che non si mangia per dimagrire, infatti è attraverso ciò che mettiamo nel nostro piatto ogni giorno che influenziamo la nostra salute. La nutrizione ha un ruolo fondamentale nel prevenire moltissime malattie e patologie.

Schema della Prima Settimana della Dieta Lambertucci

La prima colazione sarà a base proteica. La prima settimana è caratterizzata da una riduzione netta di diversi tipi di carboidrati: cereali, pane, pasta, pizza, patate, polenta, riso, e dall’assunzione di alimenti proteici già all’inizio della giornata. Il giusto apporto di carboidrati, tuttavia, è fornito anche dalla verdura cruda e cotta, e qui colgo l’occasione per ricordare che tutti gli alimenti che nascono dalla terra sono comunque da considerarsi “carboidrati”. Inizialmente mangiare prosciutto al mattino, e soprattutto senza pane, potrà sembrarvi improponibile, ma poi ci si abitua!

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Esempio di Colazione

  • Bevanda calda: tè, o orzo, o tisana o caffè non zuccherato o limonata calda.
  • Alimento proteico: prosciutto crudo magro o prosciutto cotto sgrassato o fesa di tacchino arrosto o ricotta vaccina.

Alternative per la Colazione

  • Bevanda calda: tè, o orzo, o tisana, o caffè non zuccherato
  • Alimento glucidico: Fiocchi di frumento integrali, o fiocchi di avena, o fiocchi di mais, o biscotti secchi, o muesli, o biscotti integrali, o frutta fresca di stagione.
  • Alimento proteico: Yogurt da latte scremato, o una tazza di latte di soia o latte vegetale ( riso, avena, farro, miglio..) o latte vaccino scremato, o un vasetto di yogurt da latte intero, o di capra o di soia.
  • Frutta secca.
  • Frutta fresca di stagione oppure centrifugati, soprattutto combinare frutta e verdura.

Pranzo

Iniziare il pranzo con una porzione di verdura cruda e mista di stagione a piacere, finemente tritata per agevolare la digestione gastrica.

  • Pasta o riso o cereali interi come farro, mais, orzo, riso integrale, grano saraceno, miglio, con pesce come tonno, gamberetti ecc. o formaggio. Se scegli il piatto glucidico non accompagnare con il pane.

Oppure:

  • pescecarne bianca o rossaprosciutto crudobresaolauovaformaggi. Inoltre, con il piatto proteico, puoi mangiare una porzione di pane perché ha una dose di carboidrati glicemici inferiore alla pasta o ai cereali interi o legumi o patate.

Cena

  • verdura cruda
  • alimento PROTEICO ANIMALE (pesce o carne bianca o prosciutto crudo magro, oppure uova o bresaola o formaggio fresco e molle) o PROTEICO VEGETALE (lenticchie, ceci, fagioli, soia. E’ importante combinare legumi e creali integrali cotti.
  • Una porzione di pane integrale oppure cereali in grano cotti ma non ridotti in farina (farro, orzo, avena, miglio, quinoa, riso integrale, riso Venere, riso rosso ecc.).
  • Verdura cotta (un passato o crema vegetale, dove puoi inserire, se gradita, piccola porzione di cereali cotti, da consumarsi in sostituzione del pane), olio extra vergine di oliva. Preferire sempre l’olio EVO, ed erbe aromatiche.

Ricette Consigliate

Filetti di Cernia

  • filetti di cernia 4
  • fumetto di pesce (preparato con gli scarti della cernia o brodo di pesce) 1 l
  • carota 1
  • costa di sedano 1
  • piccolo porro 1
  • foglie di alloro 3
  • falde di peperone sottaceto tritate finemente 2
  • filetti di acciuga sott’olio 6
  • cipolla 1/2
  • capperi sotto sale 20 g
  • aglio 1 spicchio
  • prezzemolo tritato 1 ciuffo
  • aceto di vino bianco 1 cucchiaio
  • olio extravergine di oliva
  • zucchero un pizzico
  • pepe in grani q.b.

Lavare e tagliare la carota, il sedano, la cipolla e il porro. Dissalare i capperi sotto acqua corrente, sgocciolare le falde di peperone. Versare il fumetto in una pentola per la cottura a vapore, assieme alla carota, al sedano e al porro. Portare a ebollizione, coprire con il cestello in cui saranno adagiati i filetti di cernia. Lasciar cuocere per circa 8 minuti. Nel frattempo, preparare la salsa. In una padella antiaderente, sciogliere le acciughe in un fondo di olio caldo. Unire lo spicchio d’aglio intero, i capperi, la cipolla, i peperoni, lo zucchero, il prezzemolo e il cucchiaio di aceto. Far insaporire a fiamma bassa per una decina di minuti. Adagiare i filetti di cernia in un contenitore a chiusura ermetica o su un piatto. Versare la salsa, chiudere il contenitore e lasciare in frigo per alcune ore, in modo che si insaporisca per bene.

Trofie al Pesto con Noci

  • farina 0 400g
  • basilico 80g
  • parmigiano DOP 50g
  • pecorino stagionato 30g
  • spicchi d’aglio 2
  • noci 1 cucchiaio
  • olio extravergine di oliva
  • grano di sale grosso q.b.

Su un piano da lavoro, setacciare la farina e comporre una fontana. Versare un pizzico di sale e aggiungere acqua a sufficienza da avere un composto abbastanza morbido, senza che sia appiccicoso nel momento in cui si realizzano le trofie (circa 250-300 ml). Lasciare riposare l’impasto per mezz’ora. Staccare un pezzetto d’impasto, porre sul piano da lavoro e formare degli spaghettoni, facendo rotolare l’impasto sotto la mano mentre si imprime una pressione decisa ma delicata, per non schiacciare le trofie. Preparare il pesto con le noci: usare basilico molto fresco. Lavare le foglie molto delicatamente facendole asciugare all’aria, su un panno di cotone ben pulito. Spellare le noci: in questo modo, riesci ad eliminare la componente amarognola. Versare le foglioline del basilico nel bicchiere del frullatore, assieme all’aglio, alle noci e al sale. Lavorare fino a ottenere una crema abbastanza liscia, ma che non sia come un omogeneizzato. Aggiungere i formaggi e infine un filo di olio EVO. Mettere da parte. Lessare le trofie e scolarle al dente.

Considerazioni Importanti

Come tutte le diete ipocaloriche, ha però le sue contrindicazioni, sia fisiche sia psicologiche. Bisogna quindi saper mantenere il peso perduto mangiando in modo sano, con moderazione, anche al termine della dieta. C’è grande scetticismo sui fondamenti di questa dieta poiché non ha nessuna base solida medico-scientifica. Inoltre, gli esperti sono scettici per quanto riguarda diete iperproteiche che durano per più di 2 settimane, effettuati senza un controllo del medico. Infatti, senza integrare un buon stile di vita alla propria quotidianità, tutti i progressi andranno perduti e soprattutto, rischi di recuperare tutto il peso perso, entrando in un circolo vizioso di abbuffate e restrizioni.

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Non è una dieta personalizzata che guarda ai bisogni del singolo, ma segue menu standardizzati per tutti. Quindi, il consiglio, per dimagrire in salute è di preferire una dieta personalizzata.

La dieta Melarossa si ispira alla dieta mediterranea riconosciuta come patrimonio dell’Unesco nel 2010. E’ un modello nutrizionale equilibrato e ricco di benefici per la salute. insegna a mangiar sano responsabilizza mette in condizione di nutrirti in maniera consapevole, per tutta la vita.

Per dimagrire in modo sano ed efficace non devi fare attenzione alle calorie, ma alla composizione di quello che porti in tavola. Ne è assolutamente convinto il dottor Pier Luigi Rossi, specialista in Scienza dell’alimentazione e in Igiene e medicina preventiva ad Arezzo e ideatore del metodo molecolare, chiamato così per sottolineare l’importanza dei nutrienti contenuti nei cibi rispetto all’energia che forniscono.«70 g di parmigiano e 80 g di pasta valgono entrambi 280 calorie, ma sono costituiti da molecole molto differenti, ognuna delle quali ha un impatto diverso sull’organismo», puntualizza il nostro esperto.

Il Metodo Molecolare: Ripartire i Nutrienti

Troppi carboidrati “raffinati” e grassi saturi mandano in tilt il metabolismo. Se il metabolismo va in tilt dipende da quello che inseriamo nel menu. «La dieta moderna è esageratamente ricca di pane bianco, pasta e riso raffinati (fonti di carboidrati di facile assimilazione) e di carne rossa, formaggi e uova (pieni di grassi saturi)», spiega il dottor Rossi. «Tutti questi cibi favoriscono l’aumento di peso, sia perché gli zuccheri in eccesso presenti nel sangue vengono trasformati dall’insulina in adipe, sia perché infiammano l’organismo e squilibrano la flora batterica intestinale dalla quale dipende la capacità delle cellule di bruciare calorie».

Fibre solubili e lipidi “buoni” spronano le cellule a utilizzare più calorie. Il metodo molecolare prevede un apporto molto ridotto dei cibi messi sotto accusa. «La dieta è equilibrata ed è basata su una precisa sequenza degli alimenti all’interno del pasto. Nel menu abbondano i carboidrati a basso indice glicemico, cioè quelli che non fanno aumentare eccessivamente il livello di zuccheri nel sangue ma anzi lo mantengono stabile, prolungando il senso di sazietà. Tra questi ci sono i cereali a chicco intero, i legumi e le verdure: sono ricchi di fibra idrosolubile, che rallenta l’assorbimento del glucosio e dei lipidi.Quanto ai grassi presenti, si tratta quasi esclusivamente di quelli monoinsaturi (forniti in particolare dall’olio di oliva) e di quelli polinsaturi (che abbondano nella frutta secca e nel pesce)», dice il nostro esperto.

Le Fasi della Dieta Molecolare

La dieta si articola in due fasi. «La prima dura 2 settimane: serve a limitare la quantità di lipidi saturi circolanti nel corpo e a ripristinare l’integrità del microbiota intestinale. Sono previsti 3 cicli da 5 giorni, di cui 4 a base di soli alimenti vegetali e il quinto con l’aggiunta di uova e pesce.La fase successiva, invece, consiste di 7 cicli da 5 giorni, per un totale di 5 settimane. L’obiettivo è attivare il consumo dei grassi accumulati all’interno delle cellule, con conseguente riduzione dei rotolini.

Fase 1: Riequilibra la Flora Intestinale

Con 4 giorni vegan + 1 vegetariano riduci l’infiammazione, resetti il microbiota e riattivi il metabolismo. Ripeti il menu 3 volte.

Fase 2: Snellisci i Punti Critici

Segui lo schema per 7 volte di seguito: nei 4 giorni proteici il ridotto apporto di carboidrati e grassi spingerà l’organismo a bruciare i rotolini.

Linee Guida

Linee Guida per la Fase 1

  • Prevedi sempre una bevanda calda a colazione: favorisce lo svuotamento dell’intestino e, quindi, l’eliminazione delle tossine con benefici per l’equilibrio della flora batterica. Per la stessa ragione, assumi acqua prima, durante e dopo ogni pasto.
  • A colazione combina cereali e semi oleosi per assicurarti un’adeguata proporzione di carboidrati e proteine.
  • Inizia ogni pasto con un piatto di verdura cruda di stagione. L’ideale è l’insalata a foglia verde mischiata con ortaggi fibrosi come il sedano o le carote (i vegetali devono essere tutti finemente tritati per agevolare la digestione).
  • Per condire, usa 3 cucchiaini di olio extravergine d’oliva a pranzo e 2 a cena.
  • Concludi ogni pasto con un piatto di verdura cotta o di minestrone caldi.
  • Come spezza-fame puoi assumere estratti o centrifugati misti di verdura (80%) e frutta di stagione.

Regole per la Fase 2

  • Anche durante la fase 2 prevedi sempre una bevanda calda a colazione e bevi acqua prima, durante e dopo ogni pasto per favorire i movimenti fisiologici dell’intestino.
  • Nei giorni proteici concediti uno spuntino a base di frutta e/o verdura a metà mattina e a merenda per assicurarti il corretto introito di carboidrati.
  • Vale anche in questa fase la regola di iniziare ogni pasto con una porzione di verdura cruda, a maggior ragione nella giornata glucidica: la fibra idrosolubile rallenta l’assorbimento del glucosio.
  • Sminuzza finemente le verdure crude per esaltare il loro potere antiossidante e la loro azione alcalinizzante e non appesantire la digestione.
  • Concludi ogni pasto con un piatto di verdura cotta: la cottura favorisce l’assorbimento dei caroteni, essenziali per il metabolismo cellulare.
  • La sera, opta per una crema di vegetali e/o taglia finemente la verdura prima di mangiarla.

Obiettivo Microbiota

La qualità del cibo influenza la composizione dei batteri intestinali che, fra le loro molte funzioni, hanno anche quella di regolare il metabolismo.«Se il numero dei germi patogeni aumenta e diminuiscono, invece, le colonie di batteri benefici, si possono generare molecole infiammatorie in grado di rallentarlo. Per difendere l’integrità del microbiota sono indispensabili gli alimenti fermentati, come i crauti, il pane con pasta madre, lo yogurt arricchito di probiotici, il kefir, l’aceto, il tempeh, il miso e il tè kombucha. Il kefir è fra i più efficaci perché questa bevanda contiene oltre quindici specie diverse di microrganismi vivi e vitali. Non meno preziose sono le verdure latto-fermentate, come i crauti: forniscono notevoli quantità di fibra alimentare e di lattobacilli.

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