Le malattie croniche renali sono patologie che, nella loro evoluzione progressiva, portano alla condizione irreversibile di insufficienza renale, cioè all’incapacità delle reni di svolgere la funzione di ‘filtro’, depurando l’organismo dalle scorie e dai sali minerali in eccesso. Nelle condizioni più serie, il cattivo funzionamento delle reni rende necessario un trattamento sostitutivo, rappresentato dalla dialisi o dal trapianto di organo.
Un ruolo fondamentale, nell’alleviare il lavoro dei reni già compromessi, è svolto dalla dieta che è, dunque, la prima prevenzione. L’apporto calorico deve essere di circa 35 Kcal per kg (riferito al peso ideale della persona) al giorno in caso di età inferiore ai 60 anni e di 30 Kcal con età uguale o superiore a 60 anni.
Alimenti da Evitare per la Salute Renale
Il sodio è presente in molti alimenti e in grandi quantità. Ecco i dieci alimenti che contengono più sodio:
- Salsa di soia: Si tatta di un condimento che nasce in cina, ma oggi risulta diffuso in tutta la cucina orientale (giapponese, filippina, coreana e indiana). La salsa è ottenuta mescolando soia, grano tostato, acqua e sale. Il contenuto di sale e glutammato non ne rende consigliabile l'uso in diete povere di sodio.
- Minestrone liofilizzato: Ma i prodotti liofilizzati hanno un contenuto di sale che spesso trascuriamo, perché non vediamo. Prodotti surgelati e liofilizzati risultano spesso addizionati in sale al fine di garantire una maggiore sapidità al palato del consumatore.
- Prosciutto crudo di Parma: Ma in ragione del suo contenuto di sale, necessario al fine di evitare contaminazioni batteriche, il Prosciutto crudo di Parma va consumato con parsimonia.
- Salame Brianza: Il Salame Brianza viene prodotto con carni suine provenienti da allevamenti della Lombardia, dell'Emilia Romagna e del Piemonte.
- Caviale: Anche in questo caso, però, negli anni si è riusciti a realizzare un prodotto con quantità di sale (e dunque di sodio) più contenute. Anzi: oggi il caviale di maggiore qualità è considerato proprio quello meno salato.
- Salmone affumicato: A premiarlo è la sua versatilità: si può usare dalle tartine alla pasta, per imbottire torte salate e preparare carpacci.
- Pecorino: Il sale ha funzione di salatura, selezione della flora batterica e conservazione dell'umidità in superficie.
- Salame Felino: Come accade per tutti i salami, anche il Felino riceve un trattamento di salagione e speziatura.
- Salame Napoli: A dispetto del nome, si tratta di una produzione diffusa in tutta la Campania.
- Prosciutto crudo disossato, privo di grasso visibile: Il prosciutto crudo è in assoluto il salume col maggior contenuto di sale. E, di conseguenza, di sodio (pari al 40 per cento del quantitativo di sale).
Una malattia renale, secondo gli esperti, richiede una diagnosi precoce e un trattamento mirato per prevenire o ritardare sia una condizione di insufficienza renale acuta o cronica, sia la comparsa di complicanze cardiovascolari a cui spesso è associata. Sono infatti l’ipertensione e il diabete, non adeguatamente controllati dalla terapia farmacologica, l’ipertrofia prostatica, i calcoli renali o i tumori voluminosi a favorirne l’insorgenza in quanto riducono il normale deflusso di urina, aumentano la pressione all'interno dei reni e ne limitano la funzionalità.
O ancora il danno renale può essere determinato da processi infiammatori (pielonefriti, glomerulonefriti) o dalla formazione di cisti all'interno dei reni (malattia renale policistica) o dall’utilizzo cronico di alcuni farmaci, da alcool e droghe consumate in eccesso.
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Cos'è la Dieta Chetogenica?
La dieta chetogenica è un trattamento dietetico a forte restrizione calorica. Nella dieta chetogenica si consumano meno grassi e carboidrati, accuratamente dosati e distribuiti in modo uniforme nei vari pasti della giornata, mentre l’apporto di proteine è normale: i valori di insulina nel sangue si abbassano e si stabilizzano, evitandone i picchi dannosi per la salute.
Come Funziona la Dieta Chetogenica?
La carenza di carboidrati attiva il processo di chetogenesi: l’organismo inizia a consumare le proprie riserve di grasso e immette nel sangue i corpi chetonici, che diventano una fonte energetica, inibiscono il senso di fame, hanno un effetto drenante e diuretico e svolgono un’importante azione psicotonica. In questo modo si evitano fame e stanchezza (gli effetti collaterali principali della restrizione calorica) e si raggiunge più facilmente e più velocemente un peso corporeo ottimale.
Per indurre lo stato metabolico della chetosi è necessario un regime alimentare in cui il 60%-80% delle calorie giornaliere deve provenire dai grassi. L’apporto di carboidrati deve essere compreso tra i 20 e i 50 grammi al giorno. La chetosi permette al corpo umano di funzionare utilizzando un “carburante” diverso dal glucosio, utilizzato in condizioni normali a scopo energetico. La chetosi consente di sopprimere i livelli degli ormoni che aumentano l’appetito, mentre mantiene inalterati quelli degli ormoni che inducono sazietà.
Esempi di Dieta Chetogenica
Il programma alimentare della dieta chetogenica è personalizzato e deve essere messo a punto dal medico. In generale l’alimentazione prevede alcuni tipi di frutta secca, semi, formaggio intero e altri prodotti caseari, yogurt, oli, insieme a piccole quantità di carne, uova e pesce. Tra le verdure sono consentite quelle non amidacee e fibrose, come le verdure a foglia.
Sono fortemente limitati invece i cereali (pasta, pane e prodotti da forno) e la frutta. La chiave di volta di questa dieta risiede nel taglio netto dell'apporto di carboidrati, un elemento cruciale per il successo dei suoi obiettivi. Infatti selezionare cosa mangiare in chetogenica è a dir poco fondamentale!
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Alimenti Vietati nella Dieta Chetogenica
Nella dieta chetogenica sono generalmente vietati:
- alimenti zuccherati, come succhi di frutta, frullati, bibite, dolci, budini, gelati;
- prodotti a base di grano, riso, pasta, cereali;
- la frutta, salvo piccole porzioni di frutti di bosco, fragole o altri frutti poco zuccherini;
- legumi;
- verdure amidacee, come patate, carote cotte, barbabietole;
- bevande alcoliche, come birra, vino, liquori;
- salse e condimenti che contengono zucchero, come ketchup, salsa di soia, aceto balsamico.
Sgarrare anche minimamente con i carboidrati può bloccare lo stato di chetosi e di conseguenza rallentare la perdita di peso. Gli alimenti vietati in dieta chetogenica sono certamente quelli contenenti carboidrati. Questi alimenti, insieme ai prodotti da forno, sono ricchi di carboidrati e possono interrompere rapidamente lo stato di chetosi, essendo trasformati dall'organismo in glucosio.
Sebbene la frutta sia ricca di vitamine, minerali e fibre, molte varietà hanno anche un alto contenuto di zuccheri naturali (fruttosio), il che le rende incompatibili con una dieta chetogenica rigorosa. I legumi, pur essendo una buona fonte di proteine e fibre, contengono anche una quantità significativa di carboidrati. Alcune verdure, come carote e pastinache, presentano un contenuto più elevato di zuccheri rispetto ad altre opzioni più compatibili con la dieta chetogenica. Le bevande alcoliche possono interrompere la chetosi, poiché il corpo dà priorità alla metabolizzazione dell'alcool rispetto ai grassi.
Per Chi È Indicata?
La dieta chetogenica è normalmente scelta da chi desidera perdere peso ma, per via delle sue caratteristiche, è molto efficace anche negli stati patologici caratterizzati da:
- insulinoresistenza;
- sindrome metabolica;
- diabete mellito di tipo 2;
- in alcune patologie neurologiche come emicrania e cefalea.
Controindicazioni della Dieta Chetogenica
La dieta chetogenica è fortemente controindicata in alcuni casi, che comprendono:
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- gravidanza e allattamento;
- infanzia e adolescenza;
- presenza di patologie come l’insufficienza cardiaca, renale, epatica;
- diabete di tipo 1;
- presenza di patologie psichiatriche (disturbi psichici o del comportamento);
- alcolismo;
- disfunzioni del metabolismo dei grassi.
Poiché la dieta chetogenica è definita da una composizione biochimica molto specifica, deve essere sempre eseguita su indicazione e controllo medico.
Cos'è la Dieta Oloproteica?
La dieta oloproteica è un regime alimentare che si basa sul protocollo Blackburn. Conosciuta anche come liposuzione alimentare, questa dieta è povera o totalmente priva di carboidrati e ricca di proteine, per favorire il mantenimento della massa magra. Viene utilizzata frequentemente per il trattamento di individui in stato di grave obesità oppure da pazienti che vogliono ridurre le adiposità localizzate.
Come Funziona la Dieta Oloproteica?
Si divide in tre fasi: nella prima fase, detta di restrizione, l’impegno è indirizzato verso la reale perdita di peso con un programma di circa 21 giorni che prevede l’incremento delle proteine ingerite nell’organismo, mentre nelle due fasi successive (di transizione e di mantenimento) si punta alla graduale introduzione degli altri principi nutritivi fino ad arrivare a seguire una dieta mediterranea equilibrata. Trattandosi di una dieta ipocalorica, la dieta oloproteica deve essere sempre pianificata insieme a un medico o nutrizionista tenendo conto di una serie di fattori personali e fisici.
A livello generale, possiamo comunque riassumere il funzionamento della dieta oloproteica con questo schema:
- consumo ridotto di carboidrati, compreso tra 10 e 20 grammi al giorno e derivanti esclusivamente da fruttosio contenuto nella frutta o nella verdura;
- consumo limitato di lipidi, in misura massima di 10 grammi provenienti dall’olio extra vergine di oliva;
- introduzione di proteine provenienti per il 50% dal regime alimentare (proteine animali o proteine vegetali) e per il restante 50% da integratori;
- utilizzo di aminoacidi e proteine purificate,
- integrazione di sali minerali alcalinizzanti e di specifici sali minerali come magnesio, potassio e calcio;
- integrazione con omega-3.
La durata massima della dieta oloproteica, come abbiamo precisato, è di 21 giorni per la prima fase e 42 giorni per la seconda. Lo svolgimento deve avvenire previa consultazione e prescrizione medica.
Alimenti Consentiti nella Dieta Oloproteica
Alcuni degli alimenti consentiti nella dieta oloproteica sono:
- carne, a scelta tra manzo magro, vitello magro, coniglio magro, pollo senza pelle, tacchino senza pelle, maiale magro;
- pesce, a scelta tra alici, aragosta, carpa, cefalo, cernia, corregone, dentice, gamberi, luccio, merluzzo, nasello, palombo, pesce persico, pesce spada, razza, rombo, salmone fresco, salpa, sarda, San Pietro, sarago, sgombro, sogliola, spigola, tonno fresco;
- molluschi, a scelta tra calamaro, seppia, polpo;
- 100g di affettato, a scelta tra bresaola, prosciutto cotto magro, prosciutto crudo magro, affettato di pollo o tacchino arrosto. Da usare, ad esempio, come spuntini proteici;
- uova o albume d’uovo;
- verdure a scelta tra agretti, asparagi, bieta, broccoletti, broccolo a testa, carciofi, cavolfiore, cavolo broccolo verde, cavolo cappuccio o verza, cetrioli, cicoria, finocchi, fiori di zucca, foglie di rapa, funghi, indivia o scarola, lattuga, melanzane, radicchio, ravanelli, rucola, scarola, sedano, spinaci, zucchine.
Alimenti da Evitare in una Dieta Oloproteica
Sono invece da evitare, o ridurre drasticamente, i seguenti alimenti:
- pane, pasta, riso;
- patate, frutta e legumi;
- dolci (da eliminare completamente);
- bevande zuccherate e alcol (da eliminare completamente);
- formaggi grassi.
Vantaggi e Controindicazioni della Dieta Oloproteica
L’applicazione di tutte le regole sino a qui descritte consente agli individui che adottano una dieta oloproteica di stimolare la distruzione dei grassi agendo a livello ormonale. L’obiettivo di questo regime alimentare è diminuire la sintesi di insulina e aumentare la sintesi di GH, l’ormone della crescita che stimola la mobilizzazione dei grassi e il loro utilizzo come fonte energetica.
I principali vantaggi della dieta oloproteica riguardano proprio la perdita di peso e soprattutto la riduzione delle adiposità localizzate. Questa dieta è utile anche per ridurre la ritenzione idrica e i problemi legati alla sindrome premestruale, aiuta a contenere il senso di fame e previene le condizioni patologiche legate all’obesità o alla sindrome metabolica.
La dieta oloproteica, per il suo regime particolarmente restrittivo, non è indicata per le donne che si trovano in stato di gravidanza o allattamento. Non è indicata nemmeno per le persone che soffrono di insufficienza renale, cardiaca o epatica, per i soggetti diabetici e per coloro che sono affetti da disturbi psichiatrici.
Esempio di Menù per la Dieta Oloproteica
Stilare un menù di esempio di una dieta oloproteica non è affatto semplice, considerando che ogni singolo individuo ha delle esigenze particolari e personali. Il piano nutrizionale “ideale” non esiste ed è quindi compito del medico definire le giuste proporzioni di alimenti tenendo conto delle specificità del paziente: per esempio, la sua attività lavorativa, lo stato di salute iniziale, le eventuali patologie, il fabbisogno energetico e il risultato che si intende raggiungere nel tempo.
Il seguente menù esemplificativo e generico della prima fase della dieta oloproteica prende in considerazione un uomo adulto, alto 175 cm e dal peso iniziale di 100 kg. Sulla base di queste indicazioni, possiamo calcolare il suo fabbisogno proteico che sarà pari a 150 grammi (1,5*100). Le proteine andranno assunte secondo due modalità: 70 grammi derivano dall’alimentazione distribuita in tre pasti (colazione, pranzo e cena); e gli altri 70 grammi derivano da integratori alimentari consigliati dal medico o nutrizionista.
Un pasto completo e ideale per la dieta oloproteica potrebbe includere un piatto di bresaola di 60 grammi per la colazione; una fettina da 100 grammi di petto di pollo ai ferri per pranzo; un filetto di merluzzo da 100 grammi per cena. Verdure ed eventuali carboidrati si possono integrare secondo le indicazioni del medico.