Aneurisma dell'Aorta Addominale e Psoriasi: Consigli e Dieta

Cosa accomuna la psoriasi e l’aneurisma dell’aorta addominale? Una è una malattia infiammatoria a manifestazione prevalentemente cutanea, l’altra è una malattia vascolare subdola ma che nei casi più complessi (la rottura dell’aneurisma) può risultare fatale.

Il dato emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista Arteriosclerosis, Thrombosis and Vascular Biology da un gruppo di ricercatori danesi. Utilizzando i registri nazionali, gli studiosi hanno identificato quasi sessantamila pazienti affetti da psoriasi lieve e 11.566 da psoriasi grave, con diagnosi effettuate tra il 1997 e il 2011.

Durante il periodo di follow-up, hanno registrato le nuove diagnosi di aneurisma dell’aorta addominale: complessivamente pari a 23.986. Di conseguenza, in maniera retrospettiva, hanno incrociato i dati per valutare quale correlazione esista tra le due malattie. Risultato? L’aneurisma dell’aorta addominale - una dilatazione spesso asintomatica della parete dell’arteria che, in caso di rottura, può provocare un’emorragia fatale - è più frequente nelle persone che già soffrono di psoriasi, soprattutto se di forma di grave.

L’incidenza annua registrata nel campione dello studio, su una base di diecimila persone, è stata la seguente:

  • 3,72 casi nella popolazione generale
  • 7,3 nei pazienti con una forma di psoriasi lieve o moderata
  • 9,87 in chi è affetto da una psoriasi grave

Il dato, a prima vista, sembrerebbe privo di un nesso di causa (la psoriasi) ed effetto (l’aneurisma dell’aorta addominale). Ma la realtà è diversa. Entrambe le malattie condividono infatti alla base un processo di infiammazione cronica.

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Nella psoriasi questa è responsabile delle chiazze rossastre ricoperte dalle squame che caratterizzano la pelle (soprattutto su gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, mani e piedi) del paziente. Quanto all’aneurisma dell’aorta addominale, invece, l’infiammazione della parete dei vasi è considerata il primo passo verso la malattia, che colpisce soprattutto gli uomini e quasi sempre dopo i 65 anni (ipertensione e fumo sono considerati i primi fattori di rischio).

Ad «avvicinare» le due condizioni sarebbero tre molecole coinvolte nei processi infiammatori: l’interleuchina 17, la proteina C reattiva e il fattore di necrosi tumorale (TNF-alfa). Alti livelli di questi marker risultano presenti al momento della diagnosi tanto nei pazienti psoriasici quanto in chi soffre di aneurisma dell’aorta addominale.

Sbaglia dunque chi considera la psoriasi (in Italia ne soffrono almeno due milioni di persone) una malattia esclusivamente a carico delle pelle. «Serve una maggiore consapevolezza dei più alti rischi cardiovascolari a cui risultano esposti questi pazienti, compreso quello di sviluppare un aneurisma dell’aorta addominale», dichiara Usman Khalid, ricercatore nel dipartimento di scienze cardiovascolari del Gentofte Hospital di Hellerup e prima firma della pubblicazione.

Ampio è lo spettro di malattie che negli anni sono state correlate alla psoriasi, fino alla pronuncia ufficiale giunta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2013: dall’artrite psoriasica al morbo di Crohn, dall’ipertensione fino alla depressione.

Molto resta da indagare, ma un aspetto appare chiaro. Visto l’ampio spettro di legami tra la psoriasi e altre malattie, adottare uno stile di vita corretto e una dieta equilibrata appare cruciale anche per questi pazienti. Non è un caso che uno studio pubblicato nel 2013 su Jama Dermatology, condotto su pazienti psoriasici in sovrappeso, abbia evidenziato che il calo ponderale migliora non solo i parametri ematochimici generali, ma la severità dei sintomi cutanei e la risposta ai trattamenti.

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Alimentazione e Psoriasi

Una dieta ricca di alimenti ultra-processati potrebbe peggiorare l’attività della psoriasi. A suggerirlo è uno studio pubblicato alcuni mesi fa su JAMA Dermatology, che ha analizzato il legame tra consumo di questi cibi -ricchi di zuccheri, grassi e additivi- e l’infiammazione tipica della malattia.

Cos'è l'Aneurisma dell'Aorta Addominale?

L'aorta addominale rappresenta la seconda delle due grandi sezioni in cui è diviso questo vaso. Aneurisma dell'aorta addominale: nota semplicemente con la sigla AAA, si tratta di una dilatazione anomala permanente di un tratto di questa arteria, con diametro superiore a 3 cm (in condizioni fisiologiche l'aorta misura un diametro di 2 cm in un individuo di corporatura media).

Dal momento che, specialmente nel caso dell'aneurisma, questa patologia tende a rimanere del tutto asintomatica, è necessario tenere sotto controllo la salute di questo grande vaso, tramite lo svolgimento di alcuni esami specifici.

A questo punto, la sonda viene fatta scorrere lentamente sulla linea centrale dell’addome, in modo da ottenere le immagini complete di tutto il tratto addominale dei grossi vasi. Il centro dispone di tutti gli strumenti per eseguire ecocolordoppler con macchinari avanzati, in grado di fornire immagini ad altissima risoluzione, in maniera confortevole per il paziente.

Cosa Significa Avere l’Aorta Dilatata?

La dilatazione dell’aorta può verificarsi in qualsiasi parte dell’arteria, ma è più frequente a livello dell’aorta ascendente, la parte di questo grosso vaso che si trova più vicino al cuore. Quando l’ampliamento dell’aorta supera il 50% si parla di aneurisma aortico. Frequentemente i due termini si utilizzano come sinonimi.

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Un quarto degli aneurismi aortici sono rappresentati dagli aneurismi all’aorta toracica (sopra al diaframma). È stato osservato che quando l’aneurisma all’aorta toracica raggiunge i 6 cm di diametro il rischio di rottura aumenta rapidamente.

Esistono vari tipi di aneurisma, in base alla posizione e alla forma.

Quali Sono i Sintomi di un Aneurisma Aortico?

Identificare i sintomi di un’aorta dilatata può essere complesso, poiché in molti casi la condizione rimane asintomatica fino a quando non si verifica una complicanza, come una dissecazione aortica o una rottura.

I sintomi possono includere:

  • dolore toracico o alla schiena: il dolore è di solito a esordio improvviso, intenso e persistente, lancinante.
  • dispnea (descritta dal paziente con difficoltà nella respirazione).

È fondamentale sottolineare che l’assenza di sintomi non esclude la possibilità di avere una dilatazione aortica, soprattutto in fase iniziale.

Quali Sono le Cause di una Dilatazione Aortica?

La dilatazione aortica può avere diverse cause, che possono essere congenite o acquisite.

Tra le cause acquisite troviamo:

  • infiammazioni: vasculiti o arteriti sono infiammazioni che interessano le pareti dei vasi sanguigni, e anche dell’aorta in particolare, che di conseguenza si irrigidisce, perde elasticità e diventa più fragile.
  • infezioni: si tratta di cause rare.

Cosa Succede con l’Aorta Dilatata? Rischi e Conseguenze

Un’aorta dilatata può comportare gravi conseguenze che richiedono immediato trattamento, per prevenire esiti potenzialmente fatali.

Tra le complicazioni più gravi:

  • dissecazione aortica: si verifica in presenza di una lacerazione nella parte più interna dell’aorta (l’intima), e di conseguenza il sangue si infiltra tra le pareti dell’arteria, separandole. Si tratta di una emergenza medica che richiede un trattamento immediato. In questo caso infatti può intervenire una rottura dell’aorta stessa.
  • rottura dell’aorta: è la più pericolosa tra le complicazioni, può portare a un emorragia interna massiva e spesso è fatale.
  • insufficienza aortica: si verifica nei casi in cui la radice dell’aorta (la parte dell’aorta più vicina al cuore) si dilata. Questa condizione può interferire con la funzione della valvola aortica, che diventa “incontinente”. Questo causa un flusso anomalo di sangue verso il ventricolo sinistro.

Come si Diagnostica l’Aneurisma dell’Aorta?

La diagnosi è fondamentale per prevenire complicazioni potenzialmente letali come la dissecazione aortica o la rottura dell’aorta. La raccolta di una dettagliata anamnesi familiare e personale, accompagnata da un esame fisico completo, è essenziale per guidare l’approccio diagnostico.

Cosa Fare in Caso di Aorta Dilatata?

La tempistica dei controlli sono stabiliti in base alla dimensione dell’aorta e progressione della dilatazione.

È importante:

  • astenersi assolutamente dal fumo: il fumo, noto fattore di rischio cardiovascolare, aumenta il rischio di formazione di lesioni aterosclerotiche.

Come si Cura un Aneurisma dell’Aorta?

Intervento chirurgico: quando si opera l’aorta? la dilatazione raggiunge una dimensione critica che aumenta significativamente il rischio di dissecazione o rottura. Il tipo di intervento chirurgico varia in base alla localizzazione e all’estensione della dilatazione. Le opzioni possono includere la riparazione dell’aorta o la sostituzione con un graft sintetico.

Fondamentale è ribadire il ruolo della prevenzione cardiovascolare. Fondamentale, inoltre, sottoporsi periodicamente a visita cardiologica a partire da 40 anni (per gli uomini) o 45-50 anni (per le donne).

Cosa Non Fare con un Aneurisma all’Aorta?

È bene anche evitare sforzi fisici intensi, come ad esempio il sollevamento pesi; al contrario, un’attività fisica leggera ma costante è consigliata (camminate, bicicletta, nuoto…).

Quanto si Vive con un Aneurisma Aortico?

Come abbiamo visto, l’aneurisma aortico può determinare numerose complicazioni, dunque ogni situazione deve essere valutata nella sua specificità. Nel caso in cui un aneurisma all’aorta toracica di grandi dimensioni non venga trattato, il tasso di sopravvivenza è di circa il 54% a 5 anni.

Nella maggior parte dei casi, l'impianto di una protesi endovascolare non preclude la possibilità di tornare a condurre una vita normale.

Il fumo danneggia le arterie, contribuisce alla loro ostruzione e promuove l'ipertensione, favorendo la potenziale formazione di aneurismi.

È bene seguire una dieta povera di grassi saturi e di colesterolo.

Passeggiare, nuotare, andare in bici sono tutte attività consigliate; il sollevamento di pesi, per contro, è da evitare.

Un’attività fisica regolare aiuta a mantenere sotto controllo la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo.

I rischi a lungo termine associati all'impianto di endoprotesi vanno tenuti sotto controllo, ragione per cui i pazienti sottoposti a tale procedura dovranno eseguire un check-up almeno una volta all'anno, con strumenti di imaging come l'ecografia (o eco-color-doppler) o la tomografia computerizzata (nota anche con il nome di TC o TAC).

Alimentazione e Aterosclerosi

Quando le arterie si restringono, e il flusso sanguigno verso il cuore ed altri organi vitali è limitato dall'ostruzione delle "autostrade" dell'organismo, si parla di aterosclerosi. Una patologia infiammatoria cronica a carico del sistema cardiocircolatorio che si verifica quando i depositi di grasso si accumulano lungo le pareti delle arterie, per questo spesso viene definita come indurimento delle arterie, o arterie ostruite.

Una corretta alimentazione, ricca di alimenti antiossidanti in grado di contrastare i radicali liberi, e di grassi buoni (e abbassare il colesterolo cattivo), è il primo passo nella lotta contro l'aterosclerosi.

Alimenti consigliati per combattere l'aterosclerosi:

  • Frutti di bosco: riducono gli stati infiammatori e sono un toccasana per il cuore.
  • Cipolle: prevengono l'infiammazione dei vasi sanguigni, inibiscono l'aggregazione delle piastrine nel sangue, e aumentano la disponibilità di ossido nitrico.
  • Verdure a foglia verde: offrono nutrienti in abbondanza in grado di proteggere le arterie.
  • Pesce: ricco di grassi omega-3 che aiutano a ridurre l'espressione delle molecole di adesione cellulare.
  • Semi di lino: possono aiutare a prevenire la formazione di placche lungo le pareti delle arterie.
  • Avena: contiene fibre e antiossidanti che possono aiutare a inibire le proteine infiammatorie.
  • Noci, noci brasiliane e mandorle: migliorano significativamente i fattori di rischio di arterosclerosi.
  • Cioccolato fondente: associato a una minore placca aterosclerotica nelle arterie coronarie.
  • Olio d'oliva: migliora significativamente la funzione dei vasi sanguigni e riduce i marcatori infiammatori.

Come Migliorare la Dieta per la Salute del Cuore

Non è solo questione di predisposizione. Età, sesso maschile e familiarità sono solo una parte di fattori (quella non modificabile) che possono influenzare l’insorgenza delle malattie cardiovascolari, prime fra tutte l’infarto del miocardio, l’angina pectoris o l’ictus.

Spesso però, dicono gli esperti, il cuore che fa le bizze è anche responsabilità personale: l’ipertensione arteriosa e il diabete mellito trascurati, i trigliceridi alti, il rapporto fra colesterolo ‘cattivo’ (LDL) e colesterolo 'buono' (HDL), e il fumo - che sono i peggiori nemici del cuore - dipendono anche da uno stile di vita scorretto e sregolato.

Non c’è una dieta ad hoc in caso di convalescenza da malattia cardiaca, ma esistono invece delle buone regole alimentari, da mettere in pratica con regolarità e costanza, che aiutano a proteggere o a controllare il rischio di malattia.

Consigli utili:

  • Ridurre il consumo di sale.
  • Preferire cotture al vapore, ai ferri, alla griglia e al cartoccio per carni e pesci; a lesso, al vapore o al forno per le verdure.
  • Se si è in terapia con anticoagulanti potrebbe esservi consigliato di prestare attenzione agli alimenti ricchi di vitamina K (broccolo, cavolo, verza, crauti, cavolfiore, lattuga, insalate, cavolini di Bruxelles, soia, maionese, fegato bovino, tè verde, lenticchie, spinaci, prezzemolo). Questo perché la vitamina K svolge una blanda azione coagulante che potrebbe contrastare l’azione dei farmaci.
  • attività fisica, da definire con il medico curate e/o lo specialista, facendo particolare attenzione a un programma graduale nelle 3-6 settimane successive alla dimissione dopo un episodio cardiaco, e alla presenza di concomitanti patologie.

Prevenzione dell'Aneurisma: Consigli Utili

Pur trattandosi di una condizione quasi sempre asintomatica, che si manifesta solo a ridosso dell’emergenza medica che segue la sua rottura, un aneurisma è spesso il frutto di uno stile di vita scorretto o di determinate patologie e condizioni mediche, tutti fattori di rischio sui quali si può intervenire. Con le dovute accortezze, quindi, in alcuni casi è possibile prevenire la formazione di un aneurisma.

  1. Seguire una corretta alimentazione: Le diete ricche di calorie, grassi saturi, grassi trans e sodio possono portare a pressione alta, colesterolo alto, aterosclerosi e obesità, tutti fattori di rischio per gli aneurismi.
  2. Tenere sotto controllo la pressione: La pressione alta è uno dei fattori di rischio alla base della formazione di un aneurisma, quindi in una strategia preventiva è fondamentale tenerla sotto controllo.
  3. Abbassare il colesterolo alto: Il colesterolo è una sostanza di cui il nostro corpo ha bisogno per costruire le cellule, ma una sua concentrazione elevata nel sangue può portare all’arteriosclerosi o all’indurimento delle arterie, che a sua volta rappresenta un fattore di rischio per la formazione di un aneurisma.
  4. Fare esercizio fisico: L’esercizio fisico è una delle armi più efficaci nel prevenire la formazione di un aneurisma, ma anche in generale per la prevenzione di numerose patologie metaboliche, cardiovascolari e muscolo scheletriche.
  5. Ridurre lo stress: Ad oggi non è ancora chiaro quale sia il legame tra stress e ipertensione, ma è noto che quando si è sotto stress il nostro corpo produce più adrenalina, un ormone che fa aumentare la respirazione, la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna.
  6. Curare l’apnea ostruttiva del sonno: Chi soffre di apnea ostruttiva del sonno potrebbe essere a rischio di aneurisma.
  7. Smettere di fumare: Il fumo è uno dei fattori di rischio principali per le patologie cardiovascolari, ecco che per prevenire la formazione di una aneurisma - ma anche per la salute in generale - è fortemente raccomandato smettere di fumare.

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