La colangite biliare primitiva (CBP), precedentemente nota come “cirrosi biliare primitiva”, è una patologia cronica del fegato caratterizzata da una distruzione immunomediata dei piccoli dotti biliari intraepatici con conseguente infiammazione, colestasi, sviluppo di fibrosi e possibile evoluzione in cirrosi. È la più comune tra le malattie autoimmuni del fegato (epatite autoimmune, colangite sclerosante primitiva e forme IgG4 relate) ed è predominante nel sesso femminile, con un rapporto femmine:maschi variabile, in base agli studi, tra 9:1 e 2,5:1.
Epidemiologia e Fattori di Rischio
È una malattia piuttosto rara, presente a livello globale ma non uniformemente distribuita: in Europa, Nord America, Asia e Australia la prevalenza varia da 19.1 a 492 casi per milione di abitanti e l’incidenza tra 0.33 e 5.8 casi per milione di abitanti l’anno con un trend apparentemente in aumento nel tempo. La predisposizione genetica è stata dimostrata da vari studi su famiglie e gemelli con evidenza di un aumentato rischio di sviluppare CBP in parenti di primo ma anche di secondo e terzo grado.
Patogenesi
Il 90-95% dei pazienti affetti da CBP presentano anticorpi anti-mitocondrio (AMA). Questi anticorpi riconoscono una famiglia di enzimi (principalmente PDC-E2) localizzati nella membrana interna dei mitocondri e che vengono “erroneamente” espressi sulla membrana delle cellule epiteliali dei canalicoli biliari (BECs). Ad oggi si sospetta inoltre che un importante ruolo patogenetico possa essere svolto dalle alterazioni del microbiota intestinale, secondarie alla dieta o alla alterata produzione di acidi biliari.
Diagnosi
L’algoritmo diagnostico della CBP si basa su l’elevazione degli enzimi colestasici (in particolare fosfatasi alcalina, ALP e gammaGT, GGT), il riscontro di positività per gli autoanticorpi antimitocondrio (AMA) o di altri autoanticorpi specifici (anti-sp100 e anti-gp210) e le alterazioni istologiche tipiche nella biopsia epatica. L’elevazione di ALP e la presenza di AMA sono indici abbastanza specifici, pertanto, il riscontro istologico si può utilizzare con scopo prognostico o identificativo/diagnostico nei casi complessi o dubbi. Quest'ultima metodica di misurazione della stiffness (rigidità) epatica tramite ultrasuoni è sicura, non invasiva e di semplice esecuzione.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
I pazienti con CBP possono essere asintomatici (nel 50% circa delle diagnosi) oppure riferire comunemente astenia ingravescente e prurito. La fatica non è predittiva di gravità della patologia, ed è variabile in funzione del sesso e dell’età del paziente. Fino al 60% dei casi si presenta in associazione ad altre patologie autoimmuni quali la tiroidite (Hashimoto e Graves), la sindrome di Sjögren, la sclerodermia e il lupus eritematoso sistemico.
Leggi anche: Dieta contro la carenza di ferritina
Nella maggior parte dei pazienti, durante le prime fasi di sviluppo, la cirrosi biliare primitiva non presenta sintomi di alcun tipo. Una delle complicazioni maggiormente diffuse nelle donne è l'osteoporosi.
Trattamento
La diagnosi precoce e il conseguente avvio della terapia specifica sono fondamentali. Ad oggi l’UDCA è considerato il trattamento di prima linea per questa patologia in tutto il mondo. Tale farmaco agisce riducendo la secrezione di acidi biliari idrofobici e stimolando la produzione di bicarbonato nella bile indi proteggendo i colangiociti e gli epatociti portali dagli effetti tossici della bile. Si prescrive con dosi di 13-15 mg/kg/die in cronico ed è ben tollerato.
È un agonista selettivo del recettore X farnesoide (FXR), un recettore nucleare espresso nel fegato e nell'intestino: l’attivazione di FXR inibisce negli epatociti la sintesi di acidi biliari e aumenta la clearance degli acidi biliari dagli epatociti. Viene considerato come trattamento di seconda linea per pazienti non responsivi a solo UDCA in dosi 5-10 mg/die. Il tasso di risposta a OCA è circa del 50%. I fibrati, noti agenti ipolipemizzanti quali bezafibrato e fenofibrato, sono molecole agoniste dei recettori nucleari PPAR (recettori attivati dal proliferatore del perossisoma), la cui stimolazione diminuisce la produzione di acidi biliari e aumenta l'escrezione di fosfolipidi nella bile. Anch’essi sono considerati come terapia di seconda linea. Si sono rivelati efficaci anche nel diminuire il sintomo del prurito.
Sono in corso, ad oggi, diversi studi sperimentali con nuove molecole terapeutiche (alcuni agonisti PPAR e di FXR o con altri meccanismi d'azione) che saranno disponibili nell’immediato futuro. Ad oggi, la richiesta di trapianto per pazienti con CBP è fortemente diminuita dopo l’introduzione della terapia con UDCA. Recenti studi in ambito europeo hanno dimostrato infatti che la proporzione dei trapianti per CBP su totale si è ridotta dal 20% nel 1986 al 4% nel 2015.
La terapia farmacologica della cirrosi biliare primitiva è basata essenzialmente sulla somministrazione di acido ursodesossicolico (Deursil®, Ursobil®). Inoltre, qualora lo ritenesse necessario, il medico può anche decidere di intervenire con una terapia farmacologica volta al trattamento dei sintomi della cirrosi biliare primitiva.
Leggi anche: Alimentazione e Disbiosi: Guida Completa
Purtroppo, nei pazienti affetti da cirrosi biliare primitiva è pressoché impossibile ripristinare completamente la funzionalità epatica.
Dieta e Stile di Vita
L'essere affetti da colangite biliare primitiva non comporta una dieta specifica. L'unica indicazione è quella di dimagrire se si è sovrappeso od obesi o di non ingrassare si è normo-peso, e questo perché ingrassare comporta anche un ingrassamento del fegato (chiamato steatosi), che è meglio evitare di avere se si hanno già altri problemi di fegato, come la CBP. Per questo lo specialista le ha giustamente suggerito di ridurre complessivamente la quantità di cibo, facendo attenzione soprattutto alla componente grassa della dieta (formaggi, salumi, condimenti, dolci, etc). Inoltre, è fondamentale ridurre il consumo di sale, limitando alimenti in scatola, salamoie, dadi ed estratti di carne e salse come la soia.
È buona norma seguire uno stile di vita equilibrato, con un’alimentazione sana, ricca di cereali integrali, frutta e verdura e povera di sale, grassi e alcolici (questi ultimi da eliminare totalmente in caso di diagnosi positiva).
Alimenti Consigliati
- Carboidrati complessi: pane, pasta, riso, polenta, orzo, farro (preferibilmente integrali).
- Frutta matura e verdura di stagione (variando i colori).
- Carni magre (sia rosse che bianche), private del grasso visibile.
- Pesce fresco magro.
- Latte e yogurt parzialmente scremati.
- Formaggi freschi magri (es. fiocchi di latte, ricotta, caciottina, crescenza) oppure formaggi stagionati con minor contenuto di grassi come il Grana Padano DOP (in porzioni contenute).
- Acqua: almeno 1,5-2 litri al giorno.
- Oli vegetali ricchi di acidi grassi polinsaturi o monoinsaturi (es. olio extravergine d'oliva, olio di riso).
Alimenti da Evitare o Limitare
- Carni grasse, affumicate, marinate e salate.
- Cibi da fast-food o junk food.
- Bevande zuccherate.
- Grassi transgenici (presenti in molti prodotti industriali).
- Dolci (torte, pasticcini, gelati, budini).
Consigli Comportamentali
- Riduzione del peso in caso di sovrappeso o obesità.
- Evitare diete troppo restrittive che possono causare calcoli biliari.
- Praticare attività fisica regolare (almeno tre volte a settimana).
- Non fumare.
Colangite Sclerosante Primitiva
La colangite sclerosante primitiva è una malattia rara dei dotti biliari intraepatici o extraepatici, i cosiddetti grandi dotti biliari. Insorge prevalentemente nei maschi tra i 25 e i 45 anni, ma può insorgere anche in età pediatrica. Si associa di frequente a malattie infiammatorie croniche intestinali (soprattutto rettocolite ulcerosa, raramente Morbo di Crohn). La colangite sclerosante primitiva è una malattia caratterizzata dall'infiammazione dei dotti biliari, i piccoli tubicini nei quali passa la bile, sostanza necessaria alla digestione dei grassi.
Progressivamente i dotti si induriscono e si restringono (sclerosi) a causa della cicatrizzazione (fibrosi) delle pareti dei dotti. Si parla anche di colangite idiopatica. Studi scientifici hanno dimostrato il legame con una disfunzione immunitaria, confermata dalla relazione con altre malattie autoimmuni dell'apparato digerente spesso concomitanti come la colite ulcerosa, il morbo di Crohn, la pancreatite cronica, la sarcoidosi.
Leggi anche: Benefici di una dieta sana
Non esistono terapie approvate per questa malattia, la cui unica soluzione è garantita dal trapianto di fegato. Tra i trattamenti più adoperati c’è l'acido ursodesossicolico (ursodiolo) che permette di ridurre il prurito, ma non frena la progressione della malattia.
Litiasi Biliare (Calcoli Biliari)
La litiasi biliare (calcoli biliari) è quella patologia, caratterizzata dalla presenza di calcoli nella colecisti o nelle vie biliari, intra- o extra-epatiche. La colelitiasi (litiasi biliare, calcoli biliari) è una delle più frequenti cause gastroenterologiche di ricovero ospedaliero. È molto diffusa nei paesi occidentali, a causa dello stile di vita sedentario e dell’alimentazione ipercalorica.
La litiasi colesterolica, cioè legata ad eccesso di colesterolo nella bile, rappresenta la manifestazione biliare della sindrome metabolica. La sindrome metabolica (detta anche sindrome X o da insulinoresistenza o sindrome di Reaven) è una condizione clinica, nella quale diversi fattori, fra loro correlati, concorrono ad aumentare la possibilità di sviluppare patologie a carico dell’apparato circolatorio e del metabolismo.
La prevalenza della malattia in Europa è stimata tra il 9% e il 19%. Fattori di rischio per lo sviluppo di questa patologia sono: il sesso femminile, l’età avanzata, la familiarità, il numero di gravidanze, un indice di massa corporea >28, l’ipertrigliceridemia, i bassi livelli di colesterolo sierico, una storia di diete ripetute e la sedentarietà.
Sulla base della loro composizione, i calcoli possono essere colesterinici o pigmentari (con un elevato contenuto di calcio). La calcolosi della colecisti è generalmente asintomatica. Se il calcolo si incunea nel dotto cistico, provocando ostruzione, causa la colica, sintomo tipico, caratterizzato da dolore all’ipocondrio destro e/o all’epigastrio, a volte irradiato posteriormente, della durata superiore ai 30 minuti. Si possono associare nausea e vomito.
Diagnosi e Trattamento
La diagnosi di colelitiasi asintomatica è ecografica e si basa sulla visualizzazione di formazioni iperecogene nella colecisti e/o nelle vie biliari. In corso di colica biliare, vi possono essere transitorie alterazioni degli indici di citolisi epatica e colestasi. La colecistite acuta, così come la colangite, si accompagnano ad alterazione degli indici bio-umorali di flogosi e d’infezione.
Cenni Nutrizionali
Un pattern alimentare regolare, aumentando la contrazione della colecisti, riduce la stasi di bile, fattore di rischio per la formazione di cristalli di colesterolo. Il dato più significativo è rappresentato dall’associazione tra dieta ipercalorica, ricca di proteine animali e grassi, e colelitiasi. Studi hanno evidenziato come un elevato consumo di grassi saturi sia associato a un maggior rischio di colelitiasi. Al contrario, i grassi poli- e monoinsaturi potrebbero avere un ruolo protettivo verso la formazione dei calcoli.
Ruolo di Fibre, Zuccheri e Vitamine
Una dieta ricca di fibre e di calcio ridurrebbe la quantità di acidi biliari idrofobici. Al contrario, una dieta ricca di zuccheri raffinati aumenterebbe il rischio di formazione di calcoli per l’aumento della sintesi di colesterolo, secondario a un aumento dei livelli di insulinemia. La supplementazione di vitamina C avrebbe un ruolo protettivo verso formazione di calcoli.
Effetti del Consumo di Caffè e Alcol
I dati sul consumo di caffeina sono controversi. Il consumo moderato di alcolici è stato correlato a un effetto protettivo verso la formazione di calcoli, ma in considerazione dell’effetto deleterio dell’alcol sulla salute in generale, la sua assunzione non può essere raccomandata per la prevenzione dei calcoli.
Raccomandazioni Finali
Seguire uno stile di vita sano, mantenere un peso adeguato e seguire le indicazioni del medico sono essenziali per gestire la colangite biliare primitiva e prevenire complicazioni.
| Gruppo Alimentare | Alimenti Consigliati | Alimenti da Evitare |
|---|---|---|
| Carboidrati | Pane integrale, pasta integrale, riso integrale, orzo, farro | Pane bianco, pasta raffinata, riso bianco, dolci |
| Proteine | Carni magre (pollo, tacchino, pesce), legumi, tofu | Carni grasse, insaccati, fritture |
| Grassi | Olio extravergine d'oliva, avocado, frutta secca | Grassi saturi (burro, lardo), grassi trans, cibi fritti |
| Frutta e Verdura | Ampia varietà di frutta e verdura di stagione | Nessuno in particolare (moderare il consumo di frutta molto zuccherina) |
| Latticini | Yogurt magro, formaggi freschi a basso contenuto di grassi | Formaggi grassi, latte intero |
| Bevande | Acqua, tè verde, tisane | Bevande zuccherate, alcolici |