Dieta per Ridurre il Muco Intestinale: Consigli e Alimenti Utili

Il corpo umano è rivestito esternamente dalla pelle ed internamente da un involucro più morbido ed elastico definito mucosa. La mucosa si chiama così poiché, per proteggere la propria integrità, genera costantemente un sottile film di muco che la difende dall’essiccamento e dagli agenti chimico-fisici.

All’interno dell’intestino si completa la digestione dei principi alimentari in nutrienti per far sì che questi vengano assorbiti. Una volta formatisi, infatti, i nutrienti (glucosio, aminoacidi, acidi grassi) attraversano la mucosa intestinale, passando così dal lume dell’intestino al sangue o alla linfa.

In una condizione fisiologica e sana, la mucosa funziona come una barriera selettiva: si fa attraversare dai nutrienti, ma non da altre sostanze che possono essere dannose per il nostro organismo (batteri, tossine, sostanze infiammatorie, ecc). Per fare questo, la mucosa è composta da più strati: muco, cellule epiteliali molto unite tra di loro da “giunzioni strette”, e sistema immunitario.

Può succedere però, che per motivi differenti, questa barriera non funzioni correttamente. A cosa porta tutto ciò? Quali sono le conseguenze di un intestino permeabile sulla nostra salute? E le cause?

L’efficacia dell’azione protettiva del muco è percepibile, ad esempio, bevendo un caffè bollente: il liquido non dà fastidio in bocca malgrado l’elevata temperatura. Tuttavia, se per sbadataggine dovessimo versarlo sulla mano, proveremmo un forte senso di bruciatura: la morbida mucosa è più resistente all’azione del calore rispetto alla pelle!

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Quando una struttura mucosa si infiamma, reagisce producendo enormi quantità di muco. È il caso delle mucose nasali infiammate durante il raffreddore (scolo nasale), delle mucose bronchiali (tosse produttiva), del colon (muco nella dissenteria), della mucosa vaginale infiammata (perdite mucose). Si tratta di una reazione fisiologica che, entro certi limiti, è molto utile per proteggere i tessuti e drenare le tossine.

Tuttavia, l’eccessiva produzione di muco può causare seri problemi clinici in campo otorino come l’intasamento dei seni paranasali (sinusite) e dell’orecchio medio (otite).

L’Alimentazione e il Muco

Non tutti sanno che ciò che mangiamo può avere enormi conseguenze sulla produzione di muco e, quindi, agevolare o ostacolare la guarigione delle malattie. Vediamo i cibi principalmente coinvolti.

La Carne di Maiale

La carne del maiale è molto particolare e, come tale, il suo consumo è oggetto di assoluto divieto in diverse religioni. In realtà, si tratta di una carne sicuramente saporita, che tuttavia nasconde alcune insidie. Il maiale è un animale selezionato da ormai migliaia di anni per uso e consumo umano, biologicamente dotato di scarsi sistemi di detossificazione.

Nel corso della vita tutti gli organismi viventi, noi compresi, assorbiamo un’enorme quantità di sostanze velenose, le tossine, che provengono dall’alimentazione, dall’aria che respiriamo, addirittura dal nostro metabolismo. Tali tossine tenderebbero ad accumularsi nel nostro corpo danneggiandolo seriamente se non fossimo dotati dei sistemi detox, strutture enzimatiche che neutralizzano ed eliminano i veleni. Il maiale ne è sostanzialmente privo.

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Per tale motivo la sua carne è molto tossica, carica di cosiddette sutossine. Inoltre la carne del maiale è ricca di una sostanza denominata istamina. Si tratta di un potente mediatore dell’infiammazione, presente anche nei nostri tessuti, che interviene anche nelle crisi allergiche. L’istamina causa edema dei tessuti ed aumento della produzione di muco.

Per tale motivo l’assunzione di carne di maiale è molto sconsigliata agli allergici che, infatti, di regola assumono antistaminici e, quindi verrebbero a peggiorare alimentandosi con un cibo che li “carica” di istamina.

Il Latte di Mucca

Il latte di mucca è uno degli alimenti più usati, per lo meno nelle culture occidentali. Il suo componente proteico principale è la caseina, contenuta in una percentuale del 400% rispetto al latte umano. La caseina è una sostanza collosa, usata come adesivo dall’industria (etichette, incollaggio di cartoni) o come addensante negli alimenti preconfezionati.

Nell’intestino umano il latte umano forma delle morbide strutture a fiocco che vengono rapidamente assorbite mentre il latte vaccino forma una massa mucillaginosa difficilmente digeribile, che non crea problemi ai quattro stomaci del vitello ma sovraccarica il nostro apparato digerente. Inoltre occorre ricordare che con l’avanzare dell’età si riducono i fattori che contribuiscono alla digestione del latte : l’acido cloridrico e l’enzima “rennina”.

Per tale motivo molti di noi da adulti si accorgono di digerire sempre peggio i latticini. L’assunzione del latte, per l’elevato contenuto di caseina, causa la liberazione di istamina e l’aumento della produzione di muco, come ben illustrato da Coehen [Cohen R., “Milk, A-Z”, Argus Publishing, ISBN: 0-9659196-8-4, 1999.].

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Raccomandazioni Dietetiche Generali

  • Buona idratazione (bere molto).
  • Ridurre il consumo di zuccheri semplici.
  • Ridurre il consumo di grassi saturi.
  • Ridurre il contenuto di lattosio e di fibre.
  • Preferire metodi di cottura come il vapore, il microonde, la griglia o piastra, la pentola a pressione, piuttosto che la frittura, la cottura in padella o bolliti di carne.
  • I primi piatti (pasta o riso) devono esser conditi semplicemente e a crudo.
  • Il riso, condito a crudo, è un alimento consentito.
  • Rispettare una corretta distribuzione dei pasti, evitando pranzo e cena abbondanti e consumare almeno 2 spuntini.

Alimenti Non Consentiti

  • Latte e formaggi freschi.
  • Insaccati.
  • Le verdure e la frutta fresca vanno evitate nella fase acuta.
  • Si possono assumere centrifugati e spremute d’agrumi filtrate, al fine di mantenere un adeguato apporto di liquidi e sali minerali, ma assunte con moderazione.
  • Frutta secca oleosa, sciroppata o disidratata, fichi, uva, ciliegie, prugne.
  • Superalcolici e alcolici.
  • Condimenti grassi come burro, lardo, margarine e altri alimenti grassi che possono rallentare la digestione (intingoli, fritture, ecc.).
  • Salse come maionese, ketchup, senape.
  • Peperoncino, pepe e spezie piccanti in generale perché possono irritare le mucose intestinali.
  • Prodotti integrali.
  • Pizza.
  • Prodotti da forno soffici (es. brioche, torta margherita, crescente, tigelle ecc.).
  • La pizza con pomodoro e mozzarella va evitata.
  • Dolci con cioccolato, torte, pasticcini, gelati, ecc.
  • Ragù, salse, paste farcite, minestroni di legumi, paste ricche in brodo come passatelli, tortellini.
  • Caffè, tè e bevande contenenti caffeina e teina (come la coca-cola). Queste spezie aumentano la peristalsi intestinale.
  • Bevande zuccherine come acqua tonica, tè freddo, succhi di frutta, perché contengono naturalmente zucchero, anche se riportano la dicitura “senza zuccheri aggiunti”.
  • Bevande fredde in generale.

Alimenti Consentiti con Moderazione

  • Latte delattosato o yogurt magro (non più di una porzione al giorno) e valutando la risposta dell’organismo.
  • Brodo di carne magra, non dadi per brodo.
  • Verdure quali: carote lessate (ricompongono le feci), pomodori pelati senza buccia e semi, aglio e cipolla in piccole quantità e non soffritti, foglie della bietola e spinaci, il cuore del carciofo (elimina le tossine perché diuretico) e del finocchio lessato, le gemme degli asparagi, zucchine e fagiolini; in ridotte quantità e successivamente alla fase acuta e/o in fase cronica.
  • Patate per il loro potere remineralizzante e protettivo delle mucose.
  • La frutta non deve essere superiore a 2 porzioni/die e sempre sbucciata, da scegliere tra: mela, melone, banana, limone, mele, pesche, pompelmo.
  • Succo di mela o arancia è permesso purché centrifugato e senza zucchero.
  • Centrifugati di frutta e verdure.
  • Pane fresco se ben cotto e privo di mollica.
  • Biscotti secchi non farciti.

Alimenti Consentiti e Consigliati

  • Riso, per la sua proprietà astringente.
  • Pasta da farina bianca 00, riso, semolino.
  • Pane tostato, fette biscottate, grissini o crackers senza grassi.
  • Carne magra (manzo, pollame, vitello).
  • Carni e pesci magri cucinati lessati, al vapore, ai ferri o al forno senza grassi.
  • Le uova in camicia non devono essere superiori a 2 la settimana.
  • Prosciutto magro crudo e bresaola sono i soli salumi permessi.
  • Legumi meglio evitarli o assumerli sotto forma di passati.
  • Olio extravergine di oliva per condire gli alimenti da usare al crudo.
  • Succo di limone per insaporire i piatti così come le erbe aromatiche (basilico, salvia, ecc). Il limone possiede anche un’azione battericida utile.
  • Brodo vegetale inizialmente solo di patate e carote senza verdure.
  • Acqua almeno 1,5 litri oligominerale naturale a temperatura ambiente.
  • Si possono assumere sali minerali, per reintegrare quelli persi con le scariche intestinali.
  • Formaggi freschi, non fermentati (crescenza, mozzarella, robiola).
  • Formaggi stagionati non piccanti, che hanno ridotto contenuto in lattosio grazie alla stagionatura e permettono un recupero di minerali.

Muco nelle Feci: Quando Preoccuparsi?

Può capitare che durante l’evacuazione compaia del muco nelle feci, ma se avviene in maniera sporadica non deve essere sempre motivo di preoccupazione. In genere, questa sostanza vischiosa non si nota sia per la trasparenza che per le ridotte quantità. Tuttavia, quando è visibile in grandi quantità o si associa a sintomi specifici, potrebbe indicare un problema di salute che richiede attenzione.

Il cambiamento delle feci va sempre monitorato ma, per non preoccuparsi inutilmente o in maniera eccessiva, è fondamentale valutare eventuali sintomi associati. Se il muco appare sporadicamente e senza altri sintomi, non devi allarmarti.

Avrai capito che il muco nelle feci può essere un fenomeno assolutamente normale. Tuttavia, bisogna considerare la causa sottostante quando la mucorrea è evidente e particolarmente abbondante. In caso di infezioni, per eliminare il muco nelle feci potrebbe essere necessario ricorrere ad antibiotici o antiparassitari.

L’utilizzo di probiotici, come quelli a base di Bifidobatteri, può aiutare a riequilibrare la flora intestinale, specialmente nei periodi di stress o dopo cure farmacologiche a base di antibiotici.

Se il muco nelle feci e il disagio digestivo ti preoccupano, è il momento di prenderti cura della tua flora batterica.

Consigli Aggiuntivi

  • Bere molta acqua è altrettanto importante, poiché una corretta idratazione aiuta a prevenire la stitichezza e favorisce il transito intestinale.
  • Sarebbe bene ridurre l’olio.
  • Bene evitare anche le solanacee (pomodori, peperoni, melanzane, patate), frutta tropicale o troppo zuccherina (come cachi, fichi).
  • L’infiammazione favorisce la secrezione di muco.

Dieta Mediterranea

Volete provare gli effetti del cibo sul Vostro corpo? Provate a seguire per 10 giorni un’alimentazione basata su cereali integrali in chicco, verdure (meglio a foglia verde), una piccola porzione di legumi (uno-due cucchiai): ovvero, provate per 10 giorni a seguire la Dieta Mediterranea! A questo punto, provate a mangiare un cucchiaino di zucchero e vedrete cosa succede!

Cereali e Muco

Le farine cotte al forno tendono a creare muco. Il cereale più indicato per ridurre l’infiammazione è il Riso Integrale (meglio in chicco). Questo magnifico cereale ci aiuta ad asciugarci. Inoltre, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, è il cereale ai Polmoni e all’Intestino Crasso.

Radice di Loto e Zenzero

Questa bevanda è molto efficace se si prepara con radici di loto fresche. Se si usa la radice di loto essiccata, è sufficiente far bollire 10 gr di radice in una tazza di acqua per circa 15 minuti. Negli ultimi 3 minuti aggiungete un cucchiaino di salsa di soia (tamari o shoyu). E alla fine qualche goccia di succo di zenzero. Lo zenzero ha effetto balsamico e vi aiuterà a far uscire lo Yin, agendo. Ha un sapore piccante equilibrato, che nutre il Polmone (diversamente da quello eccessivo, come ad esempio il peperoncino, che lo danneggia).

Dieta per la Diarrea

Per tenere sotto controllo la diarrea evitando peggioramenti e fastidi in più, ecco la dieta giusta. La dieta giusta aiuta a tenere sotto controllo la diarrea evitando peggioramenti e fastidi in più. Attenzione, però, ai falsi miti.

È bene sapere che, in nessuna delle sue forme (acuta, ricorrente o cronica) la diarrea può essere considerata una vera e propria malattia, bensì un sintomo di altre patologie o disturbi, per lo più a carico dell’apparato digerente. Pertanto, per guarire è necessario ricercare le cause scatenanti e curare queste.

Nella maggior parte dei casi il batterio responsabile è Escherichia coli, comunemente presente nell’ambiente e nel nostro microbioma (o flora batterica), mentre meno frequenti sono le infezioni da Salmonella, Stafilocchi o Campylobacter. Mentre la diarrea da Escherichia coli è di norma di lieve entità, quella da Campylobacter rappresenta la forma più grave.

Se i sintomi non tendono a migliorare e il disturbo si protrae per più giorni è opportuno consultare il medico per arrivare a una diagnosi precisa e intervenire adeguatamente. Il pericolo più temuto conseguente alla diarrea acuta, specie quando interessa bambini piccoli e anziani, è quello della disidratazione. La perdita eccessiva di liquidi che segue episodi persistenti di diarrea (oltre i tre o quattro giorni), può causare disturbi anche gravi.

Quindi è sempre necessario bere abbondantemente per garantire una corretta reidratazione. Ulteriore accorgimento: bere di frequente e a piccoli sorsi. Un bicchierone d’acqua assunto tutto d’un fiato finisce con il dilatare le pareti dell’intestino, il quale reagisce espellendo ciò che non riesce ad assorbire.

Per fortuna i cibi che si possono mangiare senza particolari problemi sono molti, tanto da permettere una dieta anche varia e gustosa. Per quanto riguarda i condimenti, è meglio utilizzare olio di oliva extravergine aggiunto a crudo e con moderazione.

Sono, invece, sconsigliati, in generale tutti gli alimenti ricchi di fibre di origine vegetale grezze e di scorie, in quanto accelerano il transito e lo svuotamento intestinale e cibi a base di salse piccanti, mostarda, senape, spezie.

Per quanto riguarda il tè meglio lasciar perdere: come abbiamo visto può irritare le pareti intestinali; quanto al “bollente” si aggiungerebbe calore all’infiammazione intestinale già presente. L’unica cosa che si può salvare è il succo di limone, che effettivamente può avere attività regolatrici delle funzioni intestinali.

Per non sbagliare, almeno nelle fasi acute della diarrea, latte, latticini freschi, compresi i probiotici, sarebbero da evitare.

I farmaci antidiarroici possono contribuire a ridurre la diarrea. Tuttavia, questi farmaci non intervengono sulle cause della diarrea, ma attenuano il sintomo e agiscono bloccando la motilità dell’intestino, ostacolando così anche l’eliminazione rapida di batteri e tossine.

Sindrome dell'Intestino Permeabile (Leaky Gut)

Quando parliamo di sindrome di leaky gut ci riferiamo letteralmente alla “sindrome dell’intestino permeabile” che si verifica a causa di un cedimento strutturale della barriera intestinale, cioè l’interfaccia intestinale tra l’organismo e l’ambiente esterno che ha il compito di regolare il transito e garantire il fisiologico assorbimento di acqua, nutrienti ed elettroliti e quindi svolge un ruolo fondamentale di difesa dell’organismo.

Peraltro, l’infiammazione sistematica dell’intestino e il conseguente stato di stress dell’intero sistema immunitario rappresentano i primi stadi dello sviluppo di patologie croniche, autoimmuni o legate all’infiammazione e all’iperattivazione del sistema immunitario.

Come Prevenire o Interrompere la Permeabilità Intestinale?

Sicuramente curare l’alimentazione rappresenta la strategia più efficace per ridurre il leaky gut. Sarà poi opportuno introdurre cibi naturali e cibi fermentati come yogurt, kefir e verdure fermentate naturalmente e aumentare il consumo di acidi grassi essenziali (omega 3), come pesce azzurro e frutta secca.

Un’altra indicazione nutrizionale per i pazienti affetti da leaky gut è quella di curare anche l’integrazione di vitamina D che andrà, eventualmente, aumentata. La vitamina D, infatti, ha un ruolo immunoregolatore che aiuta la regolazione della risposta immunitaria e infiammatoria seguita dal leaky gut.

Non dimenticare che in casi di leaky gut è consigliabile aumentare il consumo di alimenti antiossidanti che andranno inseriti e ragionati in un piano nutrizionale personalizzato.

Queste indicazioni sono molto generali e andranno poi contestualizzate in un percorso nutrizionale personalizzato che terrà conto anche delle esigenze del singolo e delle sue abitudini di vita, per una dieta per leaky gut che sia sostenibile e volta al miglioramento del complessivo quadro di benessere.

Per alcune persone, ad esempio, potrà essere utile eliminare totalmente alcuni alimenti che creano disturbi come gonfiore, emicrania, mal di stomaco, che, dopo un certo periodo di tempo che andrà valutato, potranno essere gradualmente reintrodotti.

Nel caso di disbiosi intestinale, inoltre, potrà essere opportuno impostare una corretta attività fisica accompagnata da un cambio di stile di vita per sentirsi pian piano più in salute.

Come vedi, la dieta per leaky gut va elaborata sulla persona e sulla sua complessiva situazione di salute.

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