Dieta per Helicobacter Pylori: Cosa Mangiare per Alleviare i Sintomi

L'infezione da Helicobacter pylori (H. pylori), un batterio che colpisce lo stomaco, può manifestarsi con diversi sintomi. Sebbene alcune persone infette siano asintomatiche, è fondamentale riconoscere i segnali del corpo.

Cos'è la Gastrite e il Ruolo dell'Alimentazione

La gastrite si riferisce all’infiammazione del rivestimento dello stomaco. L’infiammazione è il risultato di un danno al rivestimento dello stomaco. L’infiammazione intestinale può essere dovuta a fattori di dieta e stile di vita non adeguati oppure ad alcune malattie e/o infezioni.

Secondo il National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, non è chiaro se la dieta e l’alimentazione giochino un ruolo importante nel causare la gastrite. La gastrite è una condizione infiammatoria, quindi seguire una dieta antinfiammatoria può aiutare a gestire i sintomi.

Sintomi dell'Helicobacter Pylori

Tra i sintomi più comuni dell'Helicobacter pylori troviamo:

  • Dolore o bruciore allo stomaco (simile a quello della gastrite)
  • Gonfiore addominale
  • Nausea e vomito
  • Perdita di appetito
  • Eruttazione frequente
  • Feci scure o maleodoranti

Se si sospetta un’infezione da H. pylori, è cruciale consultare un medico per una diagnosi accurata e un trattamento adeguato.

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Alimenti Consigliati per Contrastare l'Helicobacter Pylori

Una dieta mirata può contribuire significativamente ad alleviare i sintomi dell’helicobacter pylori e a favorire la guarigione. Ricordate che questi consigli alimentari sono un supporto alla terapia medica, ma non la sostituiscono.

  • Flavonoidi: Studi scientifici indicano che i flavonoidi, presenti in alimenti come mele, mirtilli, cipolle rosse, tè verde e cacao, possono inibire la crescita dell’helicobacter pylori.
  • Sulforafano: Broccoli, cavolfiori, cavoli e cavoletti di Bruxelles sono ricchi di sulforafano, un composto con proprietà antibatteriche potenzialmente utili contro l’H. pylori.
  • Fibra: La fibra, presente in cereali integrali, frutta e verdura, favorisce la regolarità intestinale e può aiutare a ridurre il gonfiore addominale, un sintomo comune dell’infezione da helicobacter pylori.
  • Acidi grassi Omega-3: Gli acidi grassi Omega-3, presenti in pesce grasso (salmone, sgombro), semi di lino e noci, hanno proprietà antinfiammatorie e possono contribuire a ridurre l’irritazione dello stomaco causata dall’helicobacter pylori.
  • Frutta e verdura: Sono consigliati, che con il loro potere alcalino possono contrastare l’ipersecrezione acida.
  • Oli Omega 3 e 6: Sì agli acidi grassi polinsaturi, di tipo omega3 e omega 6, poiché sono precursori delle prostaglandine che regolano il processo infiammatorio con effetti protettivi nei riguardi delle mucose, in particolare quelle gastriche.
  • Probiotici: Un’altra tipologia di alimenti da prendere in considerazione sono quelli probiotici. Secondo una ricerca del 2014, mangiare cibi probiotici, come lo yogurt naturale, può prevenire l’infezione da Helicobacter pylori, considerata un importante fattore di rischio per lo sviluppo di cancro dello stomaco. Tuttavia, la ricerca non è ancora conclusa.
  • Cibi ricchi di vitamina C e zinco: aiutano la riparazione dei tessuti danneggiati e supportano la funzione immunitaria.
  • Miele: Miele, in particolare quello di quercia e di manuka poiché hanno mostrato un potere batteriostatico in vitro contro l’HP.
  • Latte e yogurt: Tuttavia il latte, lo yogurt, ma anche i formaggi freschi e magri contengono lattoferrina, una glicoproteina della famiglia della transferrina con proprietà antibatteriche (chela gli ioni di ferro, quindi limita la disponibilità di questo elemento ai batteri).

Alimenti da Evitare o Limitare

Alcuni alimenti possono peggiorare i sintomi dell’helicobacter pylori e ostacolare la guarigione. Le persone con gastrite possono aiutare a gestire i loro sintomi evitando determinati cibi.

  • Cibi piccanti, acidi e grassi.
  • Alcol e caffeina.
  • Bevande nervine (caffè, tè, cola), spezie, alcool, alimenti ricchi di grassi (come salse, dolci farciti con creme, cibi fritti), cioccolato, alimenti conservati sotto sale, formaggi molto grassi, bibite gassate, agrumi, pomodoro.
  • Gli alimenti grassi, ma anche l’alcol e la cioccolata tendono a far refluire i succhi gastrici, mentre gli alimenti troppo caldi o troppo freddi e i cibi salati tendono a creare un surplus di secrezione gastrica.
  • Vanno evitati: il caffè, anche quello decaffeinato, il thè, l’alcol, le bevande gassate, le spezie, soprattutto quelle piccanti, i cibi fritti, e in generale gli alimenti molto grassi, ma anche quelli eccessivamente zuccherini, cibi in scatola, insaccati e formaggi e cibi affumicati.
  • Cioccolato, agrumi e succo d’agrumi (spremute), pomodoro (soprattutto crudo) e succo di pomodoro, cipolla, peperoni, aglio, peperoncino, pepe, menta.
  • Insaccati grassi come mortadella, salame, salsiccia, pancetta, coppa, ciccioli, cotechino, zampone, etc.
  • Latte e yogurt, poiché questi alimenti svolgono un ruolo “tampone” solo transitorio in caso di ulcera. Due o tre ore dopo la loro ingestione segue, infatti, una potente e prolungata stimolazione delle secrezioni gastriche.

Consigli Aggiuntivi

  • Frequenza dei pasti: Occorre programmare i pasti in modo che lo stomaco non rimanga vuoto per troppo tempo e fare più piccoli pasti nell’arco della giornata. Inoltre bisogna evitare di fare pasti unici e abbondanti per evitare di irritare ulteriormente la mucosa.
  • Masticazione: Un altro consiglio è quello di masticare molto lentamente per favorire la digestione, perché come abbiamo detto, quando ci troviamo in presenza di ulcera la digestione non viene effettuata in maniera opportuna da parte dello stomaco, e il cibo resta di dimensioni grossolane.
  • Cottura: Cucinare senza aggiungere grassi, preferire preparazioni semplici come la cottura a vapore, al cartoccio, in forno, in pentola a pressione o alla piastra senza formare crosticine croccanti (parti bruciate).
  • Acqua e cibo contaminati: il batterio può vivere in acqua non potabile o contaminata da feci umane o animali.

Diagnosi dell'Helicobacter Pylori

In presenza di disturbi gastrointestinali e di sospetto di infezione da helicobacter pylori, il medico può richiedere esami specifici per la ricerca del batterio. Il più semplice è il test del respiro (urea breath test) effettuato su campioni di aria espirata. Entrambi i test possono essere influenzati dall'assunzione di farmaci che inibiscono la secrezione acida dello stomaco e, per questo motivo, tali medicinali dovrebbero essere sospesi per circa due settimane prima dell'esecuzione degli esami.

La ricerca dell'helicobacter pylori mediante esami non invasivi è, in genere, richiesta nelle persone con difficoltà digestive (dispepsia) di età inferiore ai 60 anni e senza disturbi (sintomi) importanti. Esami non invasivi sono anche raccomandati nelle persone costrette a prendere per lungo tempo farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o inibitori della secrezione acida gastrica (inibitori della pompa protonica).

Dopo i 60 anni di età e/o in presenza di disturbi (sintomi) che facciano sospettare l'infezione quali febbre, perdita di peso, anemia, sanguinamento intestinale, sensazione di arresto del cibo dopo la deglutizione o presenza di familiari con cancro dello stomaco, è richiesta più spesso la gastroscopia con il prelievo di piccole quantità di tessuto (biopsie).

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Trattamento

Persone che soffrono di infezione da Helicobacter Pylori, devono innanzitutto seguire una terapia medica con antibiotici e inibitori di pompa. La terapia è fondamentale poiché è ormai risaputo che casi di gastrite cronica da H.P.

Quando l’infezione da Helicobacter pylori provoca un’ulcera o il paziente deve assumere antinfiammatori non steroidei a lungo termine, è necessario eliminare il batterio. La terapia consiste in una combinazione di antibiotici e inibitori di pompa protonica, farmaci che riducono l’acidità dello stomaco, da assumere per circa due settimane.

Tabella Riassuntiva Alimenti Consigliati e Da Evitare

Alimenti Consigliati Alimenti Da Evitare
Mele, mirtilli, cipolle rosse, tè verde, cacao Cibi piccanti, acidi, grassi
Broccoli, cavolfiori, cavoli, cavoletti di Bruxelles Alcol, caffeina
Cereali integrali, frutta e verdura Bevande gassate, cioccolato
Pesce grasso (salmone, sgombro), semi di lino, noci Alimenti conservati sotto sale
Yogurt naturale Formaggi molto grassi
Miele di quercia e manuka Pomodoro (soprattutto crudo)

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