La coagulazione è un meccanismo di protezione essenziale. Quando ci procuriamo accidentalmente una ferita, il sangue cessa di fuoriuscire grazie ai meccanismi della coagulazione e delle piastrine che formano un coagulo, anche detto trombo. Tuttavia, in alcune persone, questo meccanismo non è regolato correttamente, determinando la possibilità di coagulare eccessivamente il sangue ed esponendo il soggetto al rischio di trombosi, con le intuibili ripercussioni sulla salute.
I farmaci anticoagulanti sono in grado di ridurre il rischio di formazione di coaguli, chiamati anche trombi. In base alla modalità di somministrazione (per bocca o iniettabili), al meccanismo d’azione ed ai possibili effetti collaterali, si dividono in tre grandi categorie: anticoagulanti orali o cumarinici, eparine e nuovi farmaci anticoagulanti orali (NOAC o NAO). Tuttavia, argomento di questa scheda saranno gli anticoagulanti orali o cumarinici, farmaci che interferiscono con i fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K, poiché il loro effetto farmacologico può subire modifiche dalle molte e ben note interazioni con altri farmaci e con il cibo.
Come Funzionano gli Anticoagulanti Orali
Gli anticoagulanti orali, come Coumadin e Sintrom, si assumono una volta al giorno, preferibilmente alla stessa ora, meglio se lontano dai pasti, nelle ore centrali del pomeriggio o la sera prima di andare a letto. La loro azione è basata sull’interferenza con l’attivazione di alcune sostanze (fattori della coagulazione) che servono per la formazione di un coagulo; queste, infatti, per essere attive hanno bisogno della vitamina K. Gli anticoagulanti orali inibiscono l’azione di questa vitamina e quindi, indirettamente, rendono il sangue meno coagulabile. C’è quindi antagonismo tra gli anticoagulanti e la vitamina K, che pertanto può essere usata come antidoto in caso di dosaggio eccessivo dei farmaci anticoagulanti.
Dal momento che la dose di anticoagulanti necessaria è molto variabile tra i diversi individui, è necessario misurare il tempo di coagulazione attraverso uno specifico esame del sangue, per essere certi che il trattamento sia condotto in maniera efficace e sicura. L’esame di controllo è il “tempo di protrombina” attraverso il quale si misura il tempo che impiega a formarsi il coagulo quando il sangue è messo a contatto con apposite sostanze. La risposta viene espressa come attività di Protrombina o preferibilmente come INR (International Normalized Ratio o Rapporto Internazionale Normalizzato). Più alto è l’INR maggiore è la fluidità del sangue.
Lo scopo delle misurazioni periodiche è quello di evitare i valori estremi, che si possono associare più facilmente ad un fallimento della terapia per i valori troppo bassi o a un aumento del rischio emorragico per quelli troppo alti. Questo test viene utilizzato per adeguare il dosaggio del farmaco ed ottenere i livelli di INR ottimali, che sono in genere predeterminati per ogni patologia, abitualmente tra 2 e 3. E' comunque opportuno registrare in un diario le dosi di anticoagulanti assunte in quanto la dose spesso viene modificata per mantenere il corretto INR.
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L'Importanza della Vitamina K
La vitamina K nei cibi e nei preparati pertanto ostacola l’effetto dell’anticoagulante e in tali farmaci può essere usata come antidoto in caso di dosaggio eccessivo. La vitamina K, di cui disponiamo anche come farmaco, è in parte introdotta con il cibo e in parte direttamente prodotta nel nostro intestino dai germi che normalmente vi abitano; questo ci consente di averne sempre la quantità necessaria. Solo eccezionalmente l’apporto di vitamina K non è sufficiente alle normali necessità dell’organismo.
Raccomandazioni Dietetiche Generali
Con una dieta regolare, equilibrata e soprattutto varia, molto raramente si hanno irregolarità di risposta agli anticoagulanti. Non è necessario, quindi, seguire diete specifiche durante la terapia anticoagulante orale e nessun cibo pertanto deve essere considerato "proibito" di per sé. Non ci sono motivazioni per abolire o ridurre l’assunzione di verdura e frutta. Questi cibi non alterano la risposta alla terapia, mentre sono in grado di aiutarci a non aumentare di peso e a regolarizzare l’intestino. Le verdure sono ricche di vitamine e sali minerali, elementi indispensabili per il nostro organismo.
L’assunzione costante di verdure ci aiuta a mantenere nel giusto equilibrio l’azione anticoagulante del farmaco. A questo proposito è importante sottolineare che, nel corso degli ultimi anni, è stato dimostrato che coloro che assumono regolarmente verdure hanno anche un più basso rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari. Si dovrà, invece, prestare attenzione tutte le volte che ci sottoporremo a qualche regime dietetico che vada a modificare le abitudini avute fino ad allora. In tal caso dovremo accorciare per alcune settimane l'intervallo tra i controlli dell'INR.
Coloro che devono iniziare diete specifiche per altre malattie (ad esempio il diabete) devono segnalarlo al loro Centro di riferimento. Infatti, variazioni importanti nel modo abituale di alimentarsi possono influenzare l’INR. Devono inoltre essere considerate eventuali situazioni in cui, per i motivi più diversi, (ascesso dentale, diarrea o altre malattie) si riduca in modo drastico per qualche giorno la quantità di cibo assunta. Queste situazioni infatti si possono associare ad un aumento eccessivo dell’INR.
È importante prestare molta attenzione al consumo di tutti quei cibi che possono interferire con la coagulazione, riducendo o amplificando l'azione del farmaco. Tali alimenti non devono essere necessariamente allontanati dalla dieta, ma è sufficiente consumarli in maniera moderata e soprattutto in quantità costanti nel tempo. Il paziente trattato con coumadin deve prestare particolare attenzione alla propria dieta, senza mai dimenticare di essere particolarmente esposto ai rischi dei regimi dietetici "fai da te" o "fai come me", che per nessun motivo devono essere intrapresi. È inoltre importante assumere il farmaco a stomaco vuoto, lontano dai pasti. Non è necessario privarsi di particolari cibi, ma per alcuni di essi bisogna mantenere costante l'assunzione giornaliera. I cibi sopraelencati, ad esempio, possono essere consumati in quantità modeste tutti i giorni, senza alti e bassi.
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Alimenti Consentiti con Moderazione
- Alcolici: Interferiscono con la metabolizzazione epatica degli anticoagulanti. L’alcool è una sostanza tossica per il nostro organismo.
- Alimenti ad alto contenuto di vitamina K (>100 mcg/100 gr): Da assumere occasionalmente, in quantità limitate e mai associati tra di loro, come prezzemolo, basilico, salvia, origano, erba cipollina, cicoria, lattuga, spinaci freschi, broccoli, cavolo, cime di rapa, cavoletti di Bruxelles, rucola, verza.
- Alimenti a medio contenuto di vitamina K (30-100 mcg/100gr): Da assumere non più di due volte alla settimana in quantità ridotte e mai associati tra di loro, come porri, sedano, peperoncino rosso, asparagi, kiwi, avocado, frutta secca (soprattutto pistacchi), semi di zucca, pinoli, piselli, soia, margarina, maionese, fegato di bovino, fegato di maiale, tuorlo d’uovo, tonno sott’olio, cereali integrali (pasta, riso, crusca, farine, polenta).
Alimenti Consentiti e Consigliati
- Alimenti a basso contenuto di vitamina K (< 30 mcg/100gr): Verdura come pomodori, melanzane, carote, zucchine, cetrioli, zucca, ravanelli, peperoni verdi, funghi. Frutta come uva, pere, albicocche, mele, ciliegie, pesche, prugne, agrumi, melone, banane.
- Formaggi: Formaggi freschi (mozzarella, certosino, scamorza fresca, caciottine fresche) o stagionati.
- Carne: Maiale, manzo, pollame scelte nelle parti più magre e private del grasso visibile.
- Affettati: Preferire quelli più magri (prosciutto cotto, crudo e bresaola) privati del grasso visibile.
- Pesce: Tonno al naturale, crostacei (scampi, gamberi ecc..), molluschi (seppia, calamaro, polpo …).
- Latte: Preferibile se parzialmente scremato, latte di soia, yogurt di latte vaccino.
- Cereali: Pane, pasta, riso, pizza, crackers, mais.
- Legumi: Lenticchie, ceci, fagioli.
- Erbe o piante aromatiche: Capperi, aglio.
- Albume d’uovo.
Consigli Comportamentali
Informare il medico curante circa l’eventuale assunzione di prodotti a base di erbe. Tali prodotti infatti presentano un contenuto non noto di vitamina K e di sostanze interferenti per cui possono influenzare anche in maniera considerevole il valore di INR. Alcuni infusi, in particolare quello di the verde, possono contrastare in maniera elevata l’azione degli anticoagulanti così come lo possono fare anche alcuni integratori a volte assunti sotto forma di tisane, e/o compresse (Ginkgo Biloba, Mirtillo, Fieno Greco, Ginseng, Coenzima Q, Gambo d’ananas, Iperico). Leggere le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in vitamina K.
Ricorda, la prescrizione di una cura richiede di seguire scrupolosamente le prescrizioni e le indicazioni del medico; se si dimentica una pastiglia in genere si consiglia di assumerla appena ci si ricorda se è trascorso poco tempo, in caso contrario assumere direttamente quella del giorno successivo. Dimenticarsi una dosenon è consigliabile, ma assumere farmaco in eccesso è in genere più pericoloso.
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