La malattia di Graves è un disturbo che induce la tiroide (una ghiandola nel collo) a produrre un eccesso di ormone tiroideo. Questo ormone controlla diverse funzioni del corpo, come la frequenza cardiaca, l'appetito e la sensibilità al caldo o al freddo.
Non è del tutto chiaro perché si sviluppi la malattia di Graves, ma si ritiene che sia correlata al sistema immunitario (la parte del corpo che combatte le infezioni). Può colpire chiunque, ma è più frequente nelle donne rispetto agli uomini e di solito si manifesta prima dei 40 anni.
Ci sono diversi approcci terapeutici per la malattia di Graves, a seconda della sua gravità. I medici possono prescrivere farmaci per bloccare la produzione di ormone tiroideo o per alleviare i sintomi. Uno stile di vita sano è essenziale per tenere sotto controllo i disturbi legati alla tiroide, in particolare l’ipertiroidismo.
Anche quest’anno in Italia, come nel resto del mondo, dal 25 al 31 maggio si sarebbe dovuta svolgere la Settimana Mondiale della Tiroide, il cui scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla diagnosi, la cura e la prevenzione dei disturbi della tiroide.
Nel nostro paese il tema specifico individuato per dare risalto a iniziative di carattere divulgativo di Società Scientifiche e Associazioni di pazienti avrebbe dovuto essere “Occhio alla tiroide: conoscenza e prevenzione”.
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Ipertiroidismo: Sintomi e Cause
L’ipertiroidismo è un disturbo caratterizzato dalla presenza di quantità eccessive di ormoni tiroidei (tiroxina, T4 e triiodotironina, T3). Può avere un’origine autoimmune ed è più frequente nelle donne che negli uomini e in particolare dopo i trent’anni di età.
L’ipertiroidismo si presenta con sintomi quali il dimagramento senza riduzione dell’apporto alimentare, cardiopalmo (tachicardia), eccessiva sudorazione e intolleranza al caldo, diarrea, astenia, e disturbi del sonno.
L’ipertiroidismo può essere scatenato anche da sostanze contenenti elevate quantità di iodio come i mezzi di contrasto usati per procedure radiologiche o farmaci come l’amiodarone che viene utilizzato in ambito cardiologico. In quest’ultimo caso, l’ipertiroidismo si sviluppa più frequentemente su una patologia tiroidea preesistente (il gozzo multinodulare) ma anche su tiroide sana.
Con l’ipertiroidismo si può convivere, ma il disturbo va gestito e trattato in modo appropriato, anche con una alimentazione adeguata. L’eccesso di ormoni tiroidei ha infatti conseguenze sul metabolismo, portando a perdita di peso, ma anche nervosismo, alterazioni del battito cardiaco.
Dieta per l'Ipertiroidismo: Alimenti Consigliati e da Evitare
Lo stile di vita è molto importante nella gestione dei disturbi legati alla tiroide. Se parliamo di ipertiroidismo, in particolare, ci sono alimenti che non sono considerati compatibili con la malattia. Altri, invece, sono consigliati in quanto capaci di rallentare il processo di produzione degli ormoni. Lo iodio, per esempio, influisce notevolmente sulla funzionalità della tiroide, quindi i cibi che ne contengono tanto andrebbero eliminati dalla dieta.
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Bandito dalla dieta del paziente con ipertiroidismo, lo iodio. Come anticipato, questo elemento, componente essenziale degli ormoni tiroidei, va controllato nel caso dei noduli iperfunzionanti. La fonte alimentare principale di iodio è il pesce, soprattutto i crostacei e i molluschi. Anche le alghe ne contengono buone quantità.
Alimenti da Evitare
- Alimenti ricchi di iodio: Vongole, cozze, alghe, pesce (soprattutto crostacei e molluschi).
- Sale iodato: È importante utilizzare poco sale ed è meglio evitare i condimenti eccessivamente saporiti.
- Insaccati, carne e formaggi troppo grassi, snack salati, patatine in busta: Sono da evitare.
- Cosmetici a base di fucus, alga bruna e più in generale estratti di (o a base di) sali marini o alghe: Incidono sulla tiroide.
Alimenti Consigliati
- Verdure della famiglia delle crucifere: Sì dunque alle verdure della famiglia delle crucifere: broccoli, rucola, cavoli, cavoletti di Bruxelles, cavolfiori, ravanelli. Queste verdure, meglio se consumate crude, sembrano limitare la produzione di tiroxina.
- Altre verdure: Tra le altre verdure “sì”, ci sono anche i peperoni e le carote, entrambi ricchi di vitamine.
- Legumi: Sì anche a ceci, fagioli, lenticchie, soia e legumi in genere.
- Miglio, pinoli, semi di lino, arachidi: Sono ben accetti il miglio, i pinoli, i semi di lino, le arachidi: tutti alimenti utili, ancora una volta, a inibire la produzione di tiroxina.
Altri Consigli Dietetici
- Selenio, zinco e magnesio: Accanto allo iodio, di grande importanza risulta essere l’apporto di altri micronutrienti quali selenio, zinco e magnesio. In particolare, il selenio potrebbe essere utile per la prevenzione delle disfunzioni tiroidee.
- Alimenti ricchi di nutrienti essenziali: Per favorire il corretto funzionamento della tiroide, è consigliabile includere nella dieta alimenti ricchi di nutrienti essenziali per la salute tiroidea.
- Acidi grassi omega-3: Gli acidi grassi omega-3 possono aiutare a ridurre l'infiammazione ed a sostenere la funzione tiroidea.
- Frutta e verdura: Includere una varietà di frutta e verdura nella dieta fornisce antiossidanti e nutrienti essenziali per la salute generale e della tiroide.
Miti e Realtà sull'Alimentazione e la Tiroide
- Il consumo eccessivo di soia compromette la funzionalità tiroidea? Gli alimenti a base di soia non alterano la produzione degli ormoni tiroidei in soggetti con una funzione tiroidea normale. Tuttavia, in caso di ipotiroidismo, i fitoestrogeni presenti nella soia possono influenzare l'assorbimento della levotiroxina, ma solo se consumati in quantità elevate.
- La dieta priva di glutine migliora la salute della tiroide? Una dieta priva di glutine è consigliata esclusivamente a chi ha una diagnosi confermata di celiachia o sensibilità al glutine, condizioni che possono coesistere con disturbi tiroidei di tipo autoimmune, come la tiroidite di Hashimoto. Eliminare il glutine non è quindi necessario per chi soffre di malattie della tiroide ma non presenta una diagnosi di celiachia. Infatti, il glutine non influisce sulla funzione tiroidea né sull'efficacia della levotiroxina.
- L'assunzione di iodio è sempre benefica? Contrariamente a quanto si possa pensare, lo iodio è un micronutriente essenziale degli ormoni tiroidei e il sale iodato è raccomandato per prevenire il gozzo endemico e altre patologie tiroidee legate alla sua carenza. L'assunzione di iodio è particolarmente importante per chi vive in aree geografiche con carenza naturale di questo elemento. È bene tuttavia specificare che l’assunzione eccessiva di iodio può essere dannosa e peggiorare alcune condizioni tiroidee, come la tiroidite di Hashimoto o il morbo di Basedow-Graves.
- I cibi ultra-processati possono influire sul benessere della tiroide? Nei Paesi occidentali, una dieta ricca di calorie, grassi e proteine, elevati quantitativi di sale e zuccheri raffinati e a basso quantitativo di fibre, oltre a un frequente consumo di cibi ultra-processati e cibi acquistati nei fast food, è spesso preferita a regimi alimentari ricchi di frutta e verdura. Questa tipologia di alimentazione potrebbe influire sul rischio di malattie autoimmuni. Ridurre il consumo di proteine animali e di grassi e aumentare quello di alimenti di origine vegetale può rappresentare un’utile strategia per ridurre il rischio di malattie tiroidee autoimmuni.
- Mangiare crucifere come cavoli e broccoli può essere dannoso per la tiroide? Le verdure crucifere contengono goitrogeni, nutrienti che interferiscono con la produzione o l'utilizzazione dell'ormone tiroideo, interferendo con l’assorbimento dello iodio, ma ciò avviene solo se consumate in quantità eccessive e crude. Cotte, perdono buona parte di questi composti, riducendo notevolmente il rischio.
- L’eccessivo consumo di caffè e alcolici può incidere sulla funzionalità della tiroide? Sebbene non esistano evidenze che l'eccessivo consumo di caffè influisca direttamente sulla funzionalità della tiroide, è importante notare che il caffè può interferire con l'assorbimento dei farmaci per l'ipotiroidismo, motivo per cui è generalmente consigliato aspettare almeno 30 minuti dopo l'assunzione del farmaco prima di bere caffè. Il consumo eccessivo di alcol potrebbe avere effetti negativi generali sulla salute endocrina.
- Andare al mare fa bene a chi soffre di patologie tiroidee legate alla carenza di iodio? Certamente il mare, il sole e il riposo hanno un impatto positivo sul benessere generale e sono pertanto consigliabili a chiunque. Tuttavia, la quantità di iodio presente nell’aerosol marino influisce solo in minima parte sul fabbisogno totale, la cui fonte principale è invece costituita dall’alimentazione.
- I flavonoidi fanno bene o fanno male alla tiroide? I flavonoidi, pigmenti vegetali presenti in alimenti come frutta, cereali, vino e tè, sono noti per le loro proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Tuttavia, alcuni studi suggeriscono che queste sostanze possano interferire con vari sistemi enzimatici, inclusi quelli legati alla funzione ormonale della tiroide. Nonostante ciò, effetti avversi significativi come il gozzo sono rari nei consumatori abituali di alimenti ricchi di flavonoidi.
- L’assunzione di magnesio è necessaria al buon funzionamento della tiroide? La tiroide e numerosi meccanismi del nostro organismo non possono operare correttamente senza un adeguato apporto di magnesio. Infatti, una sua carenza è spesso associata a condizioni come il gozzo o l'ingrossamento della ghiandola tiroidea. Il magnesio svolge poi un ruolo cruciale nel supportare l'azione dello iodio: quando i livelli di magnesio scendono, possono manifestarsi diversi sintomi riconducibili a patologie tiroidee.
- Il digiuno intermittente può migliorare i sintomi dell'ipotiroidismo? Sebbene la ricerca in questo campo sia ancora limitata, alcuni studi suggeriscono che il digiuno intermittente o diete molto restrittive possano migliorare i sintomi dell'ipotiroidismo. Tuttavia, le restrizioni caloriche estreme possono rallentare ulteriormente il metabolismo e peggiorare la funzionalità tiroidea.
La Dieta Personalizzata per la Tiroide
La salute della tiroide si cura anche a tavola, seguendo un’alimentazione corretta ed evitando alcuni alimenti, soprattutto quando si soffre di ipotiroidismo.
«L’obiettivo è favorire il riequilibrio dei meccanismi biochimici e fisiologici alterati, in modo da permettere al corpo di “ripararsi” da solo, per quanto possibile», afferma Serena Missori. In che modo? «Portando in tavola gli alimenti che contengono i micronutrienti indispensabili per la sintesi (o la trasformazione) ottimale degli ormoni tiroidei, come la tirosina (un aminoacido), lo iodio, il selenio, lo zinco, la vitamina A, il ferro. Senza dimenticare quelli ricchi di vitamine D e del gruppo B, che servono per regolare il metabolismo, e di grassi sani, che spengono l’infiammazione dell’organismo, una delle cause principali del cattivo funzionamento tiroideo», dice l’esperta.
I Biotipi e la Dieta
«Capirlo è fondamentale per sapere quale menu seguire. E quando (e in quali quantità) portare in tavola i vari nutrienti che, consumati nel momento giusto della giornata, veicolano un’informazione corretta al corpo e lo aiutano ad autoripararsi», spiega la dottoressa Missori.
- Cerebrale: ha viso triangolare, tempie ampie, pelle tendenzialmente secca e disidratata, muscolatura sempre contratta, ossatura sottile, temperamento iperattivo, ipersensibilità psichica, acutezza e nervosismo, sindrome del primo della classe. Soffre spesso di cefalea tensiva, colite nervosa, gastrite.
- Bilioso: ha viso ovale, zigomi pronunciati, collo magro, muscolatura e ossatura medie, pelle tonica, idratata ed elastica, acutezza mentale senza essere iperattivo in modo inconcludente, forza fisica e resistenza. Può soffrire di insonnia e tendere all’aumento di peso.
- Sanguigno: ha il viso quadrato o a parallelepipedo, torace importante, muscolatura e ossatura robuste. Può essere molto buono, mite e accondiscendente, ma essere incline alla depressione e alle abbuffate consolatorie, o essere collerico, autoritario, aggressivo. In entrambi i casi accumula il grasso sull’addome.
- Linfatico: ha viso a trapezio, mandibola pronunciata, collo largo, adipe molliccio a causa della ritenzione idrica. È flemmatico, pigro, piagnucoloso e vittimista.
Menu per i Diversi Biotipi
- Tipo Cerebrale: I carboidrati devono essere sempre presenti nei pasti principali (colazione, pranzo e cena) mentre a metà mattina e a metà pomeriggio il loro consumo è facoltativo. La “dose” va aumentata (mangiandoli sempre come snack) se la tua tiroide funziona troppo.
- Tipo Linfatico: In caso di ipotiroidismo e tiroidite i carboidrati vanno consumati solo a colazione (e non obbligatoriamente). Per la cura dell’ipertiroidismo, invece, vanno portati in tavola sempre a colazione e a giorni alterni a cena. Alla sera, inoltre, la porzione va dimezzata rispetto a quella che mangi abitualmente.
- Tipo Bilioso: I carboidrati sono consentiti a giorni alterni a colazione e a pranzo, e sempre a cena (per favorire il sonno) se il tuo problema è l’ipotiroidismo o la tiroidite. In caso di ipertiroidismo, invece, possono essere mangiati tutti i giorni anche a colazione e a pranzo. In caso di ipertiroidismo, invece, puoi consumarli tutti i giorni sia a colazione sia a cena (rispettando la mezza porzione).
Tabella Riassuntiva Alimenti Consigliati e Vietati
| Categoria | Alimenti Consigliati | Alimenti da Evitare |
|---|---|---|
| Verdure | Crucifere (broccoli, cavoli, cavolfiori), carote, peperoni | - |
| Legumi | Ceci, fagioli, lenticchie, soia | - |
| Cereali e Semi | Miglio, pinoli, semi di lino, arachidi | - |
| Pesce e Frutti di Mare | - | Crostacei, molluschi, alghe |
| Condimenti | - | Sale iodato in eccesso |
| Altro | - | Insaccati, carni grasse, formaggi grassi, snack salati, cibi ultra-processati |
È importante consultare sempre un medico per capire quali sono le abitudini da adottare in base al proprio caso.
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