Dieta per la Renella Renale: Consigli Alimentari

I calcoli renali sono dei piccoli “sassolini” che si formano nell’apparato urinario a causa del precipitare e dell’aggregarsi di alcuni prodotti di scarto del nostro organismo. Questo perché la sola precipitazione dei materiali di scarto nelle vie urinarie origina la renella, cioè un insieme di piccoli aggregati cristallini con un grado di durezza e di aggregazione nettamente inferiore rispetto al vero e proprio calcolo. I calcoli urinari possono essere localizzati in qualsiasi tratto delle vie urinarie: nei calici renali, nella pelvi renale, negli ureteri, in vescica e lungo il decorso dell'uretra.

La calcolosi urinaria rappresenta una patologia estremamente diffusa e con elevata incidenza di recidiva. Nel trattamento di tutti i tipi di calcolosi è consigliabile, innanzitutto, un abbondante consumo di liquidi intesi come acqua (non meno di 1.5 L al giorno). L’assunzione deve essere distribuita nel corso di tutta la giornata per assicurare un volume urinario costantemente elevato. Seguire una dieta sana ed equilibrata, finalizzata soprattutto al rispetto del bilancio energetico. L’obesità e il sovrappeso, infatti, rappresentano due fattori di rischio non indifferenti per i calcoli renali quindi, in presenza di tali condizioni, è opportuno eliminare i chili in eccesso.

Perché non esiste una dieta uguale per tutti?

Le teorie sulla patogenesi dei calcoli sono estremamente complesse e i fattori che possono influire sulla precipitazione e aggregazione dei calcoli sono molteplici. L’alimentazione gioca un ruolo importante nel determinare la composizione delle urine. L’entità dell’apporto di liquidi e il tipo di dieta possono infatti influire direttamente sulla concentrazione urinaria dei soluti litogeni e delle sostanze inibitorie.

Per quanto riguarda la dieta alimentare, le raccomandazioni da seguire dipendono ovviamente dal tipo di calcolosi in oggetto. Bisogna da subito dire che la dieta è importante nel ridurre il rischio della formazione dei calcoli ma comunque non è in grado – da sola – di impedire la calcolosi. Esistono infatti pazienti con elevata assunzione di liquidi e dieta perfettamente bilanciata che continuano a produrre calcoli: questo perché la genesi dei calcoli è (come si è già detto) multifattoriale e non dipende esclusivamente dalla alimentazione dei pazienti.

In questo articolo si cerca di fornire consigli alimentari focalizzati sulla calcolosi di ossalato di calcio e acido urico; la prevenzione dei calcoli di struvite si basa infatti sulla prevenzione delle infezioni urinarie che ne rappresentano la causa.

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Cosa Evitare

Chi soffre di frequenti coliche o calcolosi recidive deve sapere che cosa sarebbe bene evitare di mangiare, cosa consumare con moderazione e cosa invece è consigliato mangiare. Ecco alcuni alimenti e abitudini da evitare:

  • Bevande zuccherate e soft drink come acqua tonica, cola, aranciata, tè freddo, etc.
  • Alimenti da fast food o junk food (hamburger con salse elaborate e bacon, crocchette di pollo fritte, crocchette di formaggio fuso fritte, etc.), in quanto questi alimenti possono contenere grassi (trans) che, se consumati in eccesso, possono causare danni alla salute anche gravi.
  • Limitare i grassi animali saturi: parti grasse della carne, pelle, strutto, lardo, burro, margarina, panna, cibi da fast food.
  • Evitare superalcolici e digestivi.

Alimenti ricchi di sodio da evitare o limitare

Il sodio è presente in molti alimenti e in grandi quantità. Una dieta ricca di sale comporta un rischio elevato per la formazione sia dei calcoli di calcio che di acido urico. Ecco alcuni esempi:

  • Salsa di soia (sodio: 5,72/100 grammi prodotto): Il contenuto di sale e glutammato non ne rende consigliabile l'uso in diete povere di sodio.
  • Minestrone liofilizzato (sodio: 5,6/100 grammi prodotto): Prodotti surgelati e liofilizzati risultano spesso addizionati in sale al fine di garantire una maggiore sapidità al palato del consumatore.
  • Prosciutto crudo di Parma (sodio: 2,57/100 grammi prodotto): Ma in ragione del suo contenuto di sale, necessario al fine di evitare contaminazioni batteriche, il Prosciutto crudo di Parma va consumato con parsimonia.
  • Caviale (sodio: 2,2/100 grammi di prodotto): Anche in questo caso, però, negli anni si è riusciti a realizzare un prodotto con quantità di sale (e dunque di sodio) più contenute.
  • Salmone affumicato (sodio: 1,88/100 grammi di prodotto): A premiarlo è la sua versatilità: si può usare dalle tartine alla pasta, per imbottire torte salate e preparare carpacci.
  • Salame Felino (sodio: 1,69/100 grammi di prodotto): Come accade per tutti i salami, anche il Felino riceve un trattamento di salagione e speziatura.
  • Salame Napoli (sodio: 1,69/100 grammi di prodotto): Cento grammi di prodotto garantiscono una quantità di sodio pari al 60 per cento di quello massimo indicato dalle istituzioni sanitarie.
  • Prosciutto crudo disossato, privo di grasso visibile (sodio: 2,4/100 grammi di prodotto): Il prosciutto crudo è in assoluto il salume col maggior contenuto di sale.
  • Formaggi molto salati: pecorino, gorgonzola, brie.

Consigli Utili

  • Nel trattamento di tutti i tipi di calcolosi è consigliabile, innanzitutto, un abbondante consumo di liquidi intesi come acqua (non meno di 1.5 L al giorno).
  • Cucinare senza grassi aggiunti, preferendo metodi di cottura semplici come a vapore, in microonde, sulla griglia o piastra, in pentola a pressione, etc.
  • Limitare il consumo di sale.
  • Per il condimento utilizzare olio extravergine di oliva.
  • In caso di sovrappeso od obesità, si raccomanda la riduzione del peso e della circonferenza addominale, indicatrice della quantità di grasso depositata a livello viscerale.
  • Praticare attività fisica regolare, minimo 150 minuti a settimana (ottimali 300).
  • Tenere a portata di mano sul posto di lavoro due bottiglie da 1 litro di acqua.

Cosa bere per espellere i calcoli renali?

Aumentare l’introito di liquidi protegge dalla calcolosi urinaria indipendentemente dal tipo di calcoli presenti. Normalmente si consiglia di bere circa 2 - 2,5 litri di acqua al giorno, il più possibile uniformemente distribuiti nell’arco delle 24 ore. Sul tipo di acqua da preferire è invece difficile dare risposte certe. Di solito viene consigliato di bere acqua con basso residuo, ovvero con basse quantità di sali di calcio. Se il consiglio di bere molto ha ampie conferme scientifiche nella prevenzione della calcolosi, lo stesso non si può dire sul tipo di acqua: ad oggi restrizioni particolari non sembrano giustificate, tranne quella di preferire acque non gassate.

Va invece incoraggiata l'assunzione di alcalinizzanti urinari come il citrato di potassio e il magnesio citrato. Limone e spremute di agrumi: l'acido citrico contenuto in questi alimenti può essere particolarmente utile ai pazienti affetti da calcoli di acido urico, perché aumenta il pH urinario e l'escrezione di citrato, fattori che riducono la formazione di cristalli sia di acido urico che di cistina.

Quali alimenti preferire

In questa dieta apposita potete trovare una lista degli alimenti consentiti, quelli da moderare e quelli da evitare. Ecco alcuni alimenti consigliati:

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  • Pane, pasta, riso, avena, orzo, farro e altri carboidrati complessi, privilegiando quelli integrali perché hanno un più basso indice glicemico e sono più ricchi di fibre, da alternare agli analoghi raffinati.
  • Verdura cruda e cotta, ad esclusione di quella precedentemente indicata nell’elenco degli alimenti ricchi di ossalati. La varietà nella scelta permette di introdurre correttamente tutti i sali minerali, le vitamine e gli antiossidanti necessari per l’organismo.
  • Frutta con basso contenuto di ossalati, come banane, ciliegie, mele, meloni e pompelmi.
  • Carne sia rossa che bianca (proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile), da consumare in media tre volte alla settimana. Carne fresca: vitello, pollo, tacchino, coniglio, cavallo, maiale meglio se arrosto o lessati.
  • Pesce: di qualunque tipo, a volontà.
  • Legumi, da consumare almeno due volte alla settimana. È importante che i legumi siano considerati come un secondo piatto e non come un contorno: sono quindi da alternare a carne, pesce, formaggi e uova.
  • Formaggi, da consumare un paio di volte alla settimana, freschi o stagionati come il Grana Padano DOP che, oltre ad essere un’ottima alternativa a un secondo di carne o uova, può essere consumato anche giornalmente grattugiato (un cucchiaio, 10 g) per insaporire i primi piatti, le minestre o i passati di verdura al posto del sale. Latte e latticini (con moderazione): latte scremato, formaggi freschi. Tra questi: mozzarella, crescenza, scamorza, fior di latte, fontina, Bel Paese, asiago e ricotta.

Acqua: quanto bisogna bere?

Aumentare l’introito di liquidi protegge dalla calcolosi urinaria indipendentemente dal tipo di calcoli presenti. Normalmente si consiglia di bere circa 2 - 2,5 litri di acqua al giorno, il più possibile uniformemente distribuiti nell’arco delle 24 ore. Sul tipo di acqua da preferire è invece difficile dare risposte certe. Di solito viene consigliato di bere acqua con basso residuo, ovvero con basse quantità di sali di calcio. al contrario – i pochi studi epidemiologici condotti in questo campo – sembrano negare la pericolosità dell’acqua “dura” (ad elevato residuo fisso) nella genesi dei calcoli. Questo perché i sali di calcio possono contribuire a ridurre l’assorbimento degli ossalati presenti nella dieta. Se il consiglio di bere molto ha ampie conferme scientifiche nella prevenzione della calcolosi, lo stesso non si può dire sul tipo di acqua: ad oggi restrizioni particolari non sembrano giustificate, tranne quella di preferire acque non gassate.

Inoltre esistono condizioni cliniche in cui un elevato introito di liquidi può essere controproducente o addirittura pericoloso, come in corso di colica renale o nei pazienti con problemi cardio-circolatori. La colica renale, in particolare, è solitamente generata dalla distensione delle vie urinarie a monte dell’ostacolo (il calcolo) che impedisce il normale defluire dell’urina verso la vescica.

Calcio: quanto assumerne?

Diciamo subito che anche la nota raccomandazione di una dieta povera di calcio per prevenire la calcolosi non ha conferme scientifiche certe. basse quantità di calcio favorirebbero la presenza di una maggiore quantità di ossalato libero con conseguente maggiore assorbimento di ossalato. La raccomandazione è quindi quella di assumere la giusta quantità di calcio (circa 1 – 1,3 grammi al giorno, pari cioè alla quantità presente in 1 litro di latte intero) senza eccessi ma nemmeno severe restrizioni.

Ossalati: quali alimenti evitare?

La concentrazione dell’ossalato nelle urine è direttamente proporzionale al rischio di formare calcoli di ossalato di calcio e dipende per circa il 20% dalle quantità di ossalato presenti nella dieta. E’ quindi importante non eccedere nei cibi particolarmente ricchi di questa sostanza come ad esempio il cioccolato, la frutta secca (noci, nocciole, mandorle), alcune verdure (spinaci, bietole, barbabietole), alcuni frutti (frutti di bosco), i pomodori verdi e il te. L’assorbimento degli ossalati risulta inoltre favorito dalla vitamina C: tuttavia non vi sono particolari restrizioni dietetiche verso gli alimenti ricchi di vitamina C. Questo deriva dal fatto che risulta difficile raggiungere dosi critiche di vitamine. Al contrario, questi alimenti possono avere un ruolo protettivo nella formazione dei calcoli, essendo ricchi di citrati.

Proteine animali e sale: come influiscono?

La carne e in generale i cibi ricchi di proteine animali comportano un elevato introito di acidi urici e devono quindi essere ridotti nella dieta delle persone a rischio di produrre calcoli di acido urico. Una dieta ricca di sale comporta un rischio elevato per la formazione sia dei calcoli di calcio che di acido urico. Il motivo risiede nei complessi meccanismi di filtrazione a livello dei glomeruli renali: il risultato finale è quello di aumentare la quantità di calcio nelle urine e di determinare un abbassamento del pH urinario.

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