Combattere il sovrappeso non è solo una questione di forza di volontà o di riduzione drastica delle calorie. Una buona funzionalità dell’organismo, infatti, si deve proprio agli ormoni. La dieta dei 7 ormoni prevede un piano di 21 giorni per dimagrire, regolando gli ormoni attraverso l’alimentazione.
Sono 7 gli ormoni interessati: estrogeni, insulina, leptina, cortisolo, ormone tiroideo, ormone della crescita e testosterone. Se questi ormoni non funzionano come dovrebbero o l’organismo non li produce a sufficienza, ecco che si determina l’aumento di peso, perché l’organismo per fronteggiare uno squilibrio ormonale rallenta il metabolismo, cioè la capacità di bruciare le calorie. In altre parole, essere in sovrappeso, nonostante le diverse diete e i tanti tentativi per perdere i kg di troppo, è la conseguenza di un “inceppamento” degli ormoni indicati, ognuno dei quali è influenzato da determinati cibi.
L’organismo, nel cercare di ripristinare l’equilibrio perduto, rallenta il metabolismo, accumulando grasso invece di utilizzarlo come fonte energetica. Con questo schema alimentare, in soli 3 giorni di dieta mirata (uno per ogni ormone) si riesce a “resettare” l’attività ormonale.
È necessario seguire uno schema preciso per ripristinare il corretto funzionamento ormonale. Riequilibrando i singoli ormoni è possibile agire in modo mirato sugli accumuli adiposi, ottenendo un fisico scolpito, ossa più forti e un sistema cardiovascolare sempre sotto controllo grazie alla riduzione dei livelli di colesterolo e glicemia.
Fra i grandi “sabotatori” del dimagrimento ci sono sicuramente alcuni ormoni come la grelina, nota come l’ormone della fame, che stimola l’appetito e spinge il cervello a inviare i segnali necessari per farci assumere più cibo (effetto oressigeno).Senza dimenticare la leptina, un ormone prodotto dagli adipociti, le cellule del grasso, che regola l’appetito, segnalando il senso di sazietà ai recettori presenti nell’ipotalamo (effetto anoressigeno) e l’adiponectina, ormone coinvolto nel controllo del grasso corporeo che influisce sull’appetito e sull’attivazione del metabolismo consentendo così di perdere peso grazie ad un maggior dispendio calorico.
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E per riequilibrare la leptina, meglio evitare gli alcolici e non mangiare peperoni, melanzane, pomodori e patate. Prediligere, invece, i carciofi, le carote, i broccoli, la zucca e i piselli. E ancora: per ridurre i livelli di cortisolo meglio stare lontani da caffè e bevande gasate, optando per le verdure a foglia, i legumi e l’acqua con zenzero e limone. Infine, ormoni tiroidei in equilibrio senza le farine, il pane e i cereali con glutine e l’alcol e con un menù invece ricco di verdure, pesce, carni bianche e spezie. Ultimo, ma non per importanza, l’ormone GH, la cui carenza è in grado di determinare l’accumulo adiposo nei tessuti e la perdita di massa muscolare. Per mantenerlo nella norma meglio non assumere prodotti industriali e prediligere pesce, carne, e verdure.
La dieta del restart ormonale è una dieta che ha l’obiettivo di migliorare il benessere di corpo e mente. È spiegata nel dettaglio nel libro “La Dieta del restart ormonale”, edito da Sperling & Kupfer, dagli autori Emanuele De Nobili, medico esperto in anti-aging, e Margherita Enrico, giornalista e scrittrice. La dieta del restart ormonale è un regime alimentare da seguire per 4 settimane, illustrato in un omonimo volume dal dottor Emanuele De Nobili, esperto in medicina rigenerativa e anti-aging, e dalla giornalista scientifica Margherita Enrico.
Questa dieta è utile soprattutto nei periodi di maggiore disregolazione ormonale: può aiutare per esempio durante la menopausa, portando un nuovo equilibrio interno che aiuta ad attenuare i sintomi di questo periodo particolare. Questo schema alimentare va seguito per 28 giorni, suddivisi in 5 fasi.
Le Fasi della Dieta del Restart Ormonale
È un regime alimentare di 28 giorni, suddiviso in 5 fasi: va ad agire sugli ormoni determinanti per il nostro metabolismo che, se non sono in equilibrio, possono trasformarsi in sabotatori del dimagrimento.
- FASE 1 (1-3 giorno): I menu proposti hanno un effetto disintossicante e servono per liberarsi dalle “dipendenze”: carboidrati raffinati, caffé, grassi animali. Una sorta di semi digiuno in cui cominci a introdurre quegli alimenti che stimolano l’organismo a resettare i liveli ormonali come la frutta, in particolare i frutti rossi, e la verdura a foglie verdi.
- FASE 2 (4-7 giorno): Ora puoi reintrodurre i cereali ma attenzione: in modica quantità e soprattutto le qualità senza glutine. L’eccesso di farine raffinate, infatti, è deleterio anche per l’equilibrio degli ormoni tiroidei. Il nostro esperto consiglia in alternativa riso integrale e la pasta di grani antichi, come il farro monococco o la spelta. Oppure la quinoa proposta in questo menu-tipo a pranzo. Accompagnati da legumi: evviva le proteine vegetali.
- FASE 3 (8-14 giorno): Prevede il graduale reintegro, a cena, anche delle proteine di origine animale (solo pesce). Per il pesce, l’esperto consiglia quello di piccola pezzatura come orata, merluzzo, branzino, alici, sgombri, sardine, sarde, acciughe. Nel programma alimentare sono consigliati anche crostacei e molluschi.
- FASE 4 (15-21 giorno): Una settimana di dieta prettamente proteica. Lo scopo? Stimolare il metabolismo a bruciare prevalentemente i grassi, meccanismo che scatta quando l’apporto giornaliero dei carboidrati è inferiore a 50 g. Non sono previsti nemmeno gli zuccheri della frutta.
- FASE 5 (22-28 giorno): Sei arrivata alla fase di mantenimento: prendila a il modello per abituarti a mangiare in modo sano e a vantaggio del tuo equilibrio ormonale. Grazie alla qualità e alla sequenza degli alimenti via via introdotti nelle settimane precedenti, continuerai a perdere tessuto adiposo, raggiungendo così l’obiettivo di eliminare finalmente i chili in più. I menu di questa fase sono a basso regime calorico, prevedono anche carne, sia bianca sia rossa e, una volta a settimana, cereali da grani antichi contenenti glutine.
Esempio di Menu Settimanale
Di seguito, un esempio di menu settimanale basato sulle diverse fasi della dieta del restart ormonale:
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FASE 1 (1-3 giorno)
- Colazione: 1 frullato di fragole e lamponi (vedi ricetta) con 1 manciata di semi di chia + 2 albicocche disidratate o prugne secche denocciolate + 1 tazza di tè verde matcha
- Pranzo: insalata di zucchine e menta + 1 cucchiaio da minestra di olio evo e/o succo di limone e aceto di mele
- Snack: 1 pera
- Cena: vellutata di asparagi + 1 porzione di verdure cotte a scelta + 1 cucchiaio da minestra di olio evo e/o succo di limone e aceto di mele
Frullato di fragole e lamponi - La ricetta
Ingredienti per 2 persone: 150 g di fragole, 150 g di lamponi foglioline di menta fresca, 400 ml di bevanda vegetale (avena, mandorla, soia), 4 cubetti di ghiaccio
Lava i lamponi e le fragole avendo cura di togliere le foglioline e tagliali a pezzetti. Inserisci il tutto nel bicchiere di un frullatore assieme ai cubetti di ghiaccio. Aziona le lame per alcuni secondi, dopodiché unisci anche la bevanda vegetale fredda e continua a frullare, così da ottenere una bevanda densa, cremosa e dall’aspetto omogeneo. Versa il frullato in un bicchiere e decora con le foglioline di menta fresca.
FASE 2 (4-7 giorno)
- Colazione: chia pudding (vedi ricetta) + 1 coppetta di melone + 2 albicocche disidratate o prugne secche denocciolate + 1 tazza di tè verde matcha
- Pranzo: quinoa con verdure + 1 porzione di insalata mista + 1 cucchiaio da minestra di olio evo e/o succo di limone e aceto di mele
- Snack: 1 banana
- Cena: vellutata di piselli o fave + 1 porzione di verdure cotte a scelta + 1 cucchiaio da minestra di olio evo e/o succo di limone e aceto di mele
Chia pudding - La ricetta
Ingredienti per 2 persone: 30 g di semi di chia, 200 ml di latte di mandorla o di avena, 1 pizzico di vaniglia naturale in polvere, 4 gocce di succo di limone, 4 fragole, foglie di menta, 1 manciata di mirtilli neri. Facoltativo: stevia o altro dolcificante
Metti i semi di chia in una ciotola insieme al latte di mandorla o di avena, alla vaniglia in polvere e alle gocce di succo di limone (facoltativo: stevia o altro dolcificante), mescola e lascia riposare in frigorifero per circa 30 minuti. Nel frattempo, lava e taglia le fragole a fettine abbastanza sottili e falle aderire al fondo dei bicchieri. Versaci il latte vegetale e i semi di chia e mettili nuovamente in frigorifero per qualche ora. Prima di servire, decora con foglioline di menta fresca e una manciata di mirtilli neri.
FASE 5 (22-28 giorno)
- Colazione: chia pudding + 2 fichi secchi o albicocche disidratate + 1 tazza di tè verde matcha
- Pranzo: orecchiette integrali alle cime di rapa + 1 porzione di verdure crude (aggiungere 1 cucchiaio raso di semi di girasole o zucca) + 1 cucchiaio da minestra di olio evo e/o succo di limone e aceto di mele
- Snack: 1 frutto di stagione + 1 manciata di mandorle o noci
- Cena: cosce di pollo alla siciliana (vedi ricetta) + 1 porzione di verdure cotte a scelta + 1 cucchiaio da minestra di olio evo e/o succo di limone e aceto di mele
Cosce di pollo alla siciliana - La ricetta
Ingredienti per 2 persone: 2 cosce di pollo, 150 g di pomodori, 2 spicchi d’aglio, 1 peperoncino piccante, 10 olive nere denocciolate, ½ bicchiere di vino bianco, 1 cucchiaio di olio evo, 1 manciata di foglie di basilico, sale, pepe
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Taglia i pomodori a dadini, mettili a soffriggere per 5 minuti con l’aglio, il peperoncino a pezzettini, il basilico, l’olio evo e le olive tagliate fini. Versa il tutto in una piccola casseruola da forno e adagia sopra le cosce di pollo innaffiandole con ½ bicchiere di vino bianco. Inforna in forno ventilato a 180 °C per 40 minuti, avendo cura di rigirarle a metà cottura.
Importante
Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Consulta il medico!
Abbinare sana alimentazione e allenamento fa sempre bene e fa sentire rinvigorite. Svolgere attività fisica, che sia anche la semplice camminata.
La dieta ciclica, che alterna fasi di restrizione e normalizzazione calorica, è molto utile per evitare l'adattamento metabolico che rallenta il dimagrimento. Con il termine dieta ciclica si intende un'alternanza quotidiana (o quasi) degli apporti calorici, all'interno di un periodo ben definito chiamato ciclo. Nella dieta ciclica il metabolismo viene stimolato grazie alla varietà, evitando l'adattamento del corpo, mentre nella dieta classica può verificarsi un rallentamento metabolico nel tempo. Non solo il fisico: anche il cervello cambia, perché gli squilibri ormonali alterano le funzioni cognitive.
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