Dieta Scarsdale: Controindicazioni e Rischi

La dieta Scarsdale è un regime alimentare ideato verso la fine degli anni Settanta dal cardiologo americano Herman Tarnower e Samm Sinclair Bake di Scarsdale (da cui il nome). Si tratta di una dieta che limita fortemente l’apporto di grassi e carboidrati senza però costringere ad un attento calcolo delle calorie.

All’elenco delle diete per dimagrire definite iperproteiche o low carb, di cui la più nota resta comunque la Dukan, dobbiamo aggiungere anche la dieta Scarsdale. Questo regime alimentare è stato ideato dal cardiologo americano, Herman Tarnower in collaborazione con un collega, Samm Sinclair Baker.

L’idea nacque in seguito ad alcune considerazioni fatte sui reduci della guerra del Vietnam. Il medico notò infatti come i militari avessero un minor rischio cardiovascolare. Ciò sarebbe stato da imputare al regime alimentare seguito in guerra di tipo ipocalorico e a basso contenuto di grassi.

Come Funziona la Dieta Scarsdale

Come tutti i regimi iperproteici, anche la Scarsdale propone una dieta in cui prevalgono nettamente le proteine, in particolare quelle di origine animale, e si limitano invece fortemente i carboidrati. Evitando i carboidrati, di cui comunque il corpo ha bisogno, si fa in modo che l’organismo vada ad attaccare le riserve di glucosio che si trovano in particolare nel fegato e nei muscoli, e che vengono utilizzate nei casi di urgenza, quando è necessaria dell’energia velocemente e non si può attendere di ottenerla da nuovo cibo consumato.

La dieta Scarsdale propone che i macronutrienti vengano così ripartiti: 43% proteine, 22,5% di grassi e 34,5% di carboidrati. Nelle prime due settimane la dieta prevede l'assunzione del 20% di grassi, 35% di carboidrati e 45% di proteine. Terminati questi primi giorni si passa ad una dieta di mantenimento, simile alla prima, ma con un maggiore apporto di carboidrati e grassi.

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La colazione è semplicemente a base di caffè (o tè), pompelmo o altra frutta e una fetta di pane proteico. A pranzo e cena, invece, devono essere consumati alimenti proteici, senza condimenti grassi, accompagnati da verdure.

Esistono in realtà delle regole ben precise a cui attenersi stilate dagli stessi autori: non si possono effettuare sostituzioni a ciò che si consiglia di mangiare, è vietato bere alcool e fumare, come spuntini sono concessi esclusivamente carote e sedano, come bevande è concesso caffè, tè e acqua tonica. Come condimenti sono accettati limone e aceto assolutamente no olio, le verdure quindi vanno mangiate senza alcun tipo di grasso, così come la carne di cui bisogna sempre scegliere i tagli più magri.

La dieta Scardale si può seguire per un massimo di 14 giorni e come per la maggior parte delle altre diete iperproteiche non vengono stabilite le porzioni in grammi ma si stabilisce per ogni giorno la combinazione di cibi che, in teoria, si possono consumare a volontà. I cibi che si devono inserire ogni giorno e si possono consumare in grande quantità sono ovviamente quelli di origine animale: carne (soprattutto pollo, tacchino, agnello, coniglio, hamburger di vitello), uova, pesce e formaggio magro, verdure e frutta di stagione, caffè e tè.

Esiste anche una versione vegetariana della dieta Scarsdale in cui si sostituiscono le proteine animali con quelle vegetali.

Esempio di Menù Settimanale

Un tipico menù settimanale della dieta Scarsdale è estremamente rigido e non consente variazioni.

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Giorno Colazione Pranzo Cena
Lunedì Mezzo pompelmo, una fetta di pane proteico, caffè o tè senza zucchero Insalata di tonno al naturale con verdure crude (senza condimenti grassi) Bistecca di manzo magro, broccoli al vapore e un pomodoro
Martedì Mezzo pompelmo, una fetta di pane proteico, caffè o tè senza zucchero Tacchino arrosto con insalata mista, condita con succo di limone Pesce alla griglia con zucchine e una fetta di melone
Mercoledì Mezzo pompelmo, una fetta di pane proteico, caffè o tè senza zucchero Insalata di pollo grigliato con spinaci e pomodori Prosciutto magro con asparagi e una pesca
Giovedì Mezzo pompelmo, una fetta di pane proteico, caffè o tè senza zucchero Uova sode con insalata di carote e sedano Petto di pollo alla griglia con cavolfiore e una fetta di anguria
Venerdì Mezzo pompelmo, una fetta di pane proteico, caffè o tè senza zucchero Formaggio magro con insalata di verdure crude Pesce spada alla griglia con fagiolini al vapore e un kiwi
Sabato Mezzo pompelmo, una fetta di pane proteico, caffè o tè senza zucchero Pollo arrosto con insalata verde e cetrioli Filetto di manzo con peperoni al forno e una fetta di melone
Domenica Mezzo pompelmo, una fetta di pane proteico, caffè o tè senza zucchero Salmone affumicato con insalata di rucola e pomodorini Petto di tacchino con spinaci e una mela

Controindicazioni e Rischi

Nonostante sia stata elaborata da un medico, la dieta Scarsdale presenta alcuni limiti. Anzitutto il programma va sospeso dopo le due settimane perché potrebbe risultare pericoloso per la salute, a causa dell’elevato apporto proteico. Praticare sport, durante questo ciclo dietetico, potrebbe comportare cali glicemici e malori.

La dieta Scarsdale è una dieta low-carb (ovvero a basso contenuto di carboidrati) di natura commerciale e come in tutte le diete low carb, viene attuata una riduzione dei carboidrati assunti a favore di una maggior quantità di proteine, e proprio questo fa sì che non possa essere seguita per un lungo periodo di tempo, in quanto un aumento di proteine per tanto tempo può causare danni a fegato e reni.

Le diete iperproteiche come la Scarsdale rischiano di affaticare i reni e il fegato. Introdurre troppe proteine, infatti, porta alla produzione di molto acido urico che se non correttamente smaltito può portare danni ai reni formando ad esempio dei calcoli (ecco perché quando si intraprende una dieta iperproteica viene consigliato di bere molto). Gli scarti del metabolismo delle proteine sono poi difficili da smaltire anche per il fegato che a lungo andare può arrivare ad intossicarsi e a far comparire di riflesso diversi disturbi anche in zone lontane del corpo.

C’è poi la possibilità che una volta interrotta la dieta iperproteica con la quale si sono ottenuti ottimi risultati in perdita di peso, tornando a mangiare normalmente si possa incorrere nel cosiddetto effetto yo-yo, ovvero si riprendano tutti i chili persi. Altra cosa da non sottovalutare è infine il fatto che questa dieta può portare a problemi di stipsi.

“Si tratta di una dieta storica. Il libro sulla dieta Scarsdale è stato pubblicato nel 1978 da un cardiologo di New York, il dottor Herman Tarnower. Nel libro (The Complete Scarsdale Medical Diet) si dice che … “la dieta Scarsdale apporta meno di 1000 kcal al giorno di cui il 43% da proteine, il 22,5% da grassi ed il 34,5% da carboidrati”. Trattandosi di una dieta fortemente ipocalorica e tendenzialmente iperproteica è associata ad un dimagrimento rapido come conseguenza di uno stato di leggera chetosi.

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Nel corso della mia carriera di biologa nutrizionista prima e di medico poi non ho mai suggerito questo tipo di dieta. Non mi piacciono le diete impositive, quelle in cui abbondano le regole empiriche, non basate su alcuna evidenza scientifica. Così per esempio nella dieta Scarsdale viene imposto di sfamarsi con carote e sedano tra un pasto e l’altro. Perché non dovrebbe essere possibile mangiare i finocchi? Il dottor Herman Tarnower a questa domanda rispondeva che era così e basta.

La dieta Scardsale promette una perdita giornaliera di mezzo chilo. La rapida perdita iniziale è senza dubbio di incoraggiamento soprattutto in chi deve perdere tanti chili. Compito di un buon nutrizionista è comunque quello di consigliare al meglio perseguendo non tanto l’obiettivo di un rapido dimagrimento quanto piuttosto quello di un risultato persistente.

La dieta Scarsdale è una delle tante diete ipocaloriche, low-carb e iper-proteiche che spopolano sul web. Il programma alimentare della dieta Scrsdale ha la durata di 14 giorni ed è molto restrittivo. L’apporto energetico giornaliero non supera le 1000 kcal a prescindere da sesso, età, peso e livello di attività fisica. Inoltre, la scelta degli alimenti concessi è molto limitata.

La dieta Scarsdale promette la perdita di peso fino a 9 kg in 2 settimane, ma cosa dicono gli esperti della nutrizione? E’ un regime alimentare finalizzato alla rapida perdita di peso. Consiste in un piano dietetico ipocalorico, a basso contenuto di carboidrati (low-carb) e al contempo ad alto contenuto di proteine (iperproteico).

Per dimagrire in modo sano, ciò che dovresti fare è affidarti a un esperto della nutrizione. Un programma nutrizionale basato sui principi della dieta mediterranea, ricco di fibre e povero di grassi saturi, ma col giusto apporto di proteine, carboidrati e grassi buoni, è ideale per approcciarsi a una dieta nel modo corretto.

La dieta Scarsdale ha molti limiti, sotto tanti punti di vista. Riguardo la sua reale efficacia abbiamo già fatto qualche accenno. Per quanto prometta una grande perdita di peso in tempi brevi, i risultati non sono duraturi.

  • Riduzione del metabolismo basale: riprendere i kg persi non è soltanto un problema di tipo estetico. Abbiamo visto che una dieta che fornisce un apporto energetico inferiore al proprio metabolismo basale porta a una riduzione delle attività metaboliche. L’organismo attiva la modalità “risparmio energetico” e questa continua anche al termine della dieta, abbassando il tuo metabolismo.
  • Produzione di corpi chetonici (Chetoacidosi): in carenza di carboidrati (nel digiuno, o in diete drastiche iperproteiche come la dieta Scarsdale) l’organismo trae energia da proteine e grassi. In altre parole, forma glucosio partendo da amminoacidi e acidi grassi. Per farlo però produce alcune molecole dette corpi chetonici (l’acetone, l’acido acetoacetico e l’acido β-idrossibutirrico). L’eccessivo accumulo di corpi chetonici nel sangue crea scompensi per l’organismo.
  • Stimolazione dell’insulina: l’eccesso di proteine in un unico pasto attiva il rilascio di insulina. Questo ormone indirizza le cellule alla via di formazione del glucosio (gluconeogenesi) e all’accumulo di acidi grassi nel tessuto adiposo.
  • Apporto di nutrienti sbilanciato: la dieta Scarsdale dà molta importanza alla quota proteica (43% proteine) a discapito dei carboidrati (34,5 %) e dei grassi (22,5 %). Questa suddivisione non è sostenibile a lungo termine. Oltre allo scarso apporto calorico scarseggiano anche i nutrienti (eccetto le proteine). Una scelta limitata di alimenti infatti non consente di fare il pieno di tutte le vitamine, minerali e acidi grassi essenziali, necessari allo svolgimento delle tue attività metaboliche. L’olio d’oliva, ad esempio, è tra i cibi vietati nella dieta Scarsdale, ma è un importante fonte di vitamina E e grassi insaturi buoni.
  • Danno epato-renale: introdurre troppe proteine nella propria dieta mette sotto sforzo alcuni organi, in primis reni e fegato. Si avrà la produzione di acido urico in abbondanza, catabolita del metabolismo proteico. Questo, se non correttamente smaltito, risulta tossico per l’organismo.

Non tutti possono, quindi, seguire questa dieta senza mettere a rischio a propria salute. La dieta Scarsdale non è adatta a bambini, adolescenti, anziani, donne in gravidanza o allattamento, persone sottopeso, pazienti ospedalizzati o con patologie gastrointestinali, renali, o legate al fegato. In base al livello di attività fisica e di lavoro svolto, una riduzione calorica a questo livello potrebbe infatti provocare calo di forza, nausea, mal di testa, malessere generale, capogiri, o svenimenti.

Prima di intraprendere qualsiasi tipo di dieta consigliamo sempre di chiedere il parere di un esperto.

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