Dieta Vitto Comune: Cos'è e Come Funziona

L’alimentazione costituisce un elemento fondamentale per molte patologie cronico degenerative. Spesso questa condizione viene sottovalutata e può essere già presente al momento del ricovero ed aumentare durante la degenza, soprattutto nelle persone anziane.

In ambito extra ospedaliero la malnutrizione risulta legata all’ambiente in cui la persona anziana vive; i dati riportano una prevalenza che va dal 4% al 10% se abita a domicilio. Alimentarsi ed idratarsi sono bisogni primari.

Esistono però fattori che influenzano lo stile alimentare di ciascuna persona. L’Operatore Socio Sanitario (OSS), d’intesa con l’Infermiere, prepara i pasti e si occupa della somministrazione degli alimenti a pazienti portatori delle patologie più disparate. Ma fino a che punto l’OSS ha le competenze per farlo?

In ogni caso va ricordato che l’alimentazione è una terapia e che la preparazione dei pasti da parte dell’Operatore Socio Sanitario è strettamente correlato alle disposizioni dell’Infermiere che è responsabile della somministrazione e della corretta preparazione dei cibi (fa da garante). Anche l’OSS più preparato, pertanto, deve interfacciarsi con chi è titolare dell’assistenza infermieristica.

Esistono alcune indicazioni mediche che non sono propriamente regimi alimentari speciali e che vengono prescritte per il miglior esito in caso di intervento chirurgico o di determinati esami diagnostici, come ad esempio la dieta assoluta cioè il digiuno il giorno prima di un intervento, la dieta idrica, la dieta liquida, la dieta semiliquida o la dieta povera di scorie che viene prescritta nella fase precedente della chirurgia intestinale o per gli esami diagnostici del tratto gastrointestinale, per le stomie intestinali o in caso di diarrea.

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Quali sono i regimi dietetici speciali?

Dieta a Consistenza Modificata

La dieta a consistenza modificata è indicata nei casi di disfagia, cioè nei casi in cui il paziente ha difficoltà nel processo della deglutizione.

  • Dieta morbida: quando il paziente è ancora capace di deglutire cibi di diversa consistenza e quindi sono da proporre: polenta morbida, pastina asciutta ben cotta e condita, prosciutto cotto tritato, carni morbide e tritate senza filamenti condite con sughi e brodi per renderle più umide, pesce ben cotto, sminuzzato e privo di lische e pelle, formaggi freschi, cremosi e morbidi, uova, verdure lesse prive di filamenti, frutta senza buccia schiacciata o cotta, frullati densi, gelati privi di pezzi.
  • Dieta semisolida: quando il paziente ha difficoltà importanti ed è necessaria la massima sicurezza. Si può proporre: semolino, crema di riso densa, passato di verdure denso, omogeneizzati di carne, pesce, formaggio, frutta, budini e yogurt. Ai liquidi devono essere obbligatoriamente aggiunti degli addensanti, per evitare che durante il processo di deglutizione il liquido vada nelle vie aeree. Per lo stesso motivo i cibi solidi devono essere ridotti a purea, liofilizzati o omogeneizzati. È importante inoltre non somministrare cibi caldi perché il calore stimola il riflesso della tosse e quindi proporli tiepidi. È buona norma evitare di mescolare gli alimenti tra loro e cercare di dare al cibo una buona presentazione per stimolare l’appetito. I cibi che attivano il processo di deglutizione sono quelli leggermente acidi ed è quindi buona norma condire i cibi con il succo di limone.

Dieta di Eliminazione

La dieta da eliminazione è quella tipica di un paziente con allergia. L’allergia è una reazione anomala del sistema immunitario che avviene con l’introduzione di qualche alimento o additivo che il nostro corpo percepisce come estraneo e pericoloso. Non dipende dalla quantità di cibo ma dalla qualità.

I cibi che più facilmente scatenano una reazione allergica sono: il latte, i pomodori, le uova, il pesce in special modo i crostacei, i kiwi, il sedano, le pesche, gli agrumi e le banane. Questa particolare dieta consiste nella eliminazione completa dell’alimento a cui il paziente allergico.

Dieta Ipolipidica

La dieta ipolipidica è la dieta prescritta per un paziente con un eccesso di grassi nel sangue da cui consegue un aumento dei livelli di colesterolo o trigliceridi al di sopra della norma. I grassi contenuti in questa dieta non devono superare i 30/40 grammi giornalieri, se l’OSS si occupa dello sporzionamento dovrà porre particolare attenzione alle porzioni.

Questa dieta è modulata settimanalmente dalla nutrizionista che valuta alimenti sempre consentiti, mai consentiti o solo in parte, a cui l’OSS dovrà attenersi. I cibi indicati generalmente sono: il pesce, gli alimenti di origine vegetale, i cereali integrali, le verdure e i legumi.

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Dieta Ipoproteica

La dieta ipoproteica viene prescritta nel caso di insufficienza renale, per cui i reni, non depurando efficacemente il sangue, non sono più in grado di funzionare in modo efficiente; oltre alla dialisi e alla cura, è quindi necessario inserire una dieta povera di proteine in modo tale da facilitare l’organismo nella eliminazione delle sostanze di scarto.

Questa dieta è costituita da cibi specifici: dalla propria pasta al proprio pane, e sono cibi che rientrano nelle prescrizioni mediche. Nello specifico ricordiamo che in questa dieta andranno consumati molto raramente alimenti con alto contenuto di proteine.

Dieta Iperproteica

La dieta iperproteica viene prescritta in tutte quelle situazioni in cui bisogna favorire la rigenerazione dei tessuti ad esempio in presenza di ustioni o di ulcere da pressione. Viene quindi aumentata la quota di proteine nobili (cioè di origine animale).

Dieta Specifica per la Celiachia

La dieta specifica per la celiachia è quella in cui vanno eliminati tutti gli alimenti che contengono il glutine, che non è contenuto solo nel grano ma in molti altri alimenti, perché il glutine è un addensante che viene utilizzato in moltissimi generi alimentari soprattutto di tipo industriale (budini, yogurt, insaccati, wurstel) quindi è necessario sempre assicurarsi che nell’etichetta non ci sia presenza di glutine.

Dieta Iposodica

Nella dieta iposodica vengono esclusi dalla dieta il sale da cucina, i salumi, i cibi conservati, i formaggi stagionati.

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Altre azioni importanti:

  • Accertarsi che la dieta e gli alimenti vengano distribuiti al paziente giusto.
  • Aiutare la persona a mantenere una corretta postura.
  • Ventilare il locale e pulire il tavolino su cui verrà effettuato il pasto.
  • Aiutare la persona a lavarsi le mani e i denti. Un’accurata igiene del cavo orale permette di migliorare la percezione del gusto dei cibi.

Ictus, malattie degenerative, tumori possono causare disturbi nella deglutizione. La stipsi cronica è spesso frequente nelle persone anziane e può essere correlata a patologie neurologiche, intestinali, assunzione di farmaci ma anche ad una scorretta alimentazione e scarsa attività fisica. È consigliato arricchire, se possibile, l'alimentazione con cereali integrali, verdura e legumi,frutta e acqua.

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