Perché non perdo peso con la dieta chetogenica? Cause e soluzioni

La dieta chetogenica ha guadagnato popolarità come metodo efficace per perdere peso, promettendo di trasformare il corpo in una macchina brucia-grassi. Tuttavia, non tutti sperimentano i risultati desiderati. Non riuscire a perdere peso ed entrare in una fase di stallo della dieta è l’incubo di chiunque voglia dimagrire, ma è una cosa molto comune.

Cos'è la dieta chetogenica?

La dieta chetogenica si basa su un apporto molto basso o nullo di zuccheri (o carboidrati), un normale apporto di proteine ed è ricca di grassi. Più concretamente è una dieta che limita i carboidrati sotto una soglia più o meno bassa. Tale regime alimentare induce nell’organismo la “chetosi”, una condizione che porta il cervello e quindi l’organismo ad utilizzare i “corpi chetonici” insieme ai lipidi come fonte di energia.

Principi base della dieta chetogenica

La dieta chetogenica si basa sulla riduzione drastica dell’assunzione di carboidrati e sull’aumento dell’apporto di grassi. Questo sposta il metabolismo dal bruciare carboidrati a bruciare grassi e corpi chetonici come principale fonte di energia. I principi base includono il mantenimento di un rapporto elevato tra grassi e carboidrati, limitando questi ultimi a meno di 50 grammi al giorno.

Cos'è la chetosi?

Alla base di questa dieta c’è una drastica riduzione dei carboidrati che induce una risposta metabolica chiamata “chetosi”. La chetosi è uno stato metabolico in cui il corpo utilizza i corpi chetonici per produrre energia, invece dei carboidrati. Questo processo inizia quando le scorte di glicogeno nel fegato sono esaurite. In condizioni di chetosi, il fegato trasforma i grassi in acidi grassi e corpi chetonici, che poi vengono utilizzati come fonte energetica primaria. La chetosi nutrizionale è un processo fisiologico in cui il corpo utilizza i corpi chetonici come fonte energetica, mantenendo livelli di chetoni nel sangue tra 0,5 e 5 mmol/L.

Perché non riesco a perdere peso con la dieta chetogenica?

Nonostante il potenziale della dieta chetogenica, alcuni individui faticano a perdere peso. Uno dei motivi principali per cui le persone non perdono peso con la dieta chetogenica è che consumano troppi carboidrati. I fattori comuni includono un’eccessiva assunzione calorica, anche se proveniente da grassi sani; la mancanza di attività fisica; e lo stress cronico, che può innalzare i livelli di cortisolo e ostacolare il dimagrimento.

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Errori comuni nella dieta chetogenica

Gli errori più comuni nella dieta chetogenica includono il non mantenere un adeguato equilibrio tra i macronutrienti, sopravvalutando l’apporto di proteine (che in eccesso possono essere convertite in glucosio, ostacolando la chetosi) e sottovalutando l’importanza dei vegetali a basso contenuto di carboidrati.

Il ruolo del bilancio calorico

Anche nella dieta chetogenica, il bilancio calorico rimane un fattore cruciale. Consumare più calorie di quante se ne bruciano porta inevitabilmente all’aumento di peso, indipendentemente dalla fonte calorica. È essenziale monitorare l’apporto calorico e assicurarsi che sia adeguato ai propri obiettivi di perdita di peso. Come ben noto, quando si tratta di perdere peso, è fondamentale creare un deficit calorico, ottenibile riducendo il numero di calorie che si consumano o consumando più calorie attraverso una maggiore attività fisica.

L'importanza dell'attività fisica

Quando l’obiettivo è quello di perdere peso la maggior parte delle persone passa infatti tutto il tempo sulle macchine cardio, perché queste macchine riportano un numero di calorie bruciate superiori al sollevare pesi. Ed ecco perché almeno il 70% del proprio allenamento dovrebbe essere impiegato proprio su tali attività, come il sollevamento peso. Insomma, meglio non fare affidamento solo sul cardio per arrivare nella condizione di deficit calorico che potrà poi condurre al tanto atteso e desiderato dimagrimento. Ora, non tutti sanno che il NEAT ha spesso un impatto sul dispendio addirittura superiore agli allenamenti!

Come massimizzare l'efficacia della dieta chetogenica

Per massimizzare l’efficacia della dieta chetogenica, è fondamentale adottare un approccio bilanciato. Questo include monitorare l’apporto calorico, mantenere un adeguato equilibrio dei macronutrienti, e integrare l’attività fisica regolare. È inoltre cruciale gestire lo stress e migliorare la qualità del sonno.

Strategie per superare lo stallo del peso

In un percorso di dieta chetogenica, può verificarsi una fase di stallo, in cui la perdita di peso rallenta o l'aderenza alla dieta diventa un problema. Questo è un ostacolo comune, ma affrontabile. Se hai l'impressione di essere in una fase di stallo nella tua dieta chetogenica, è importante considerare alcuni fattori chiave prima di intraprendere azioni specifiche. A volte, le ragioni possono essere meno ovvie di quanto pensi. Inizia con l'assicurarti che stai davvero vivendo una fase di stallo nella tua dieta chetogenica. Le fluttuazioni di peso possono essere comuni, specialmente nelle donne, a causa di cambiamenti legati al ciclo mestruale o persino all'utilizzo di bilance diverse.

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  • Ritardare la colazione di almeno un'ora può aumentare la chetonemia.
  • Dopo aver raggiunto la keto-adattazione, il tuo corpo richiede meno glucosio come fonte di energia. Una minore richiesta di glucosio può portare alla riduzione della gluconeogenesi nel tessuto muscolare.
  • L'incremento del rapporto chetogenico può favorire la produzione di corpi chetonici.
  • Gli MCT, come quelli presenti nell'olio di cocco, possono aumentare la chetonemia in quanto bypassano il trasporto mediato dalla carnitina, diventando rapidamente disponibili per l'ossidazione mitocondriale.
  • Il digiuno intermittente può aiutare molte persone a superare uno stallo.
  • Verifica attentamente i prodotti farmaceutici e gli integratori che potresti assumere involontariamente e che contengono zuccheri "nascosti".
  • Ogni individuo è unico, quindi potresti dover sperimentare diverse strategie per trovare quella che funziona meglio per te.

Miti sulla dieta chetogenica

La dieta chetogenica è sempre più popolare, una strategia considerata vincente per la perdita di peso, per trattare specifiche patologie, per migliorare la salute metabolica. Purtroppo però, come spesso accade con le diete, circolano nei media numerosi miti che generano confusione e disinformazione. Cerchiamo di individuare i più comuni, analizzandone le origini e valutando le evidenze scientifiche disponibili, per evitare di alimentare paure o speranze ingiustificate.

La dieta chetogenica fa male ai reni?

Si tratta di un falso mito dovuto alla cattiva informazione. In realtà non esistono prove scientifiche che la dieta chetogenica abbia questo effetto sui reni, anzi, ha addirittura dei vantaggi. Diversi studi scientifici hanno esaminato l’impatto di questo regime sulla funzione renale. Molto interessanti alcuni lavori che hanno valutato l’impatto di una dieta chetogenica a basso apporto calorico in pazienti obesi con insufficienza renale lieve, evidenziando una perdita di peso significativa senza peggioramento della funzione renale.

La dieta chetogenica fa male al fegato?

Forse uno dei falsi miti più diffusi tra i non sostenitori di questo regime alimentare è che la dieta cheto faccia male al fegato. È sbagliato, infatti i carboidrati sono i responsabili dell’accumulo del grasso sul fegato, quindi, con la dieta chetogenica si ha l’effetto contrario.

Troppe proteine interrompono la chetosi?

No, in quanto un eccesso di proteine si converte in glucosio per gluconeogenesi, condizione che interromperebbe il processo di chetosi. Da sottolineare che un consumo eccessivo di proteine favorisce la gluconeogenesi, un processo che produce glucosio a partire dagli aminoacidi in surplus, una situazione che potrebbe ostacolare il raggiungimento di uno stato di chetosi stabile.

La chetosi causa perdita di massa muscolare?

Le diete chetogeniche non causano una perdita della massa muscolare, anzi il loro effetto è decisamente opposto. In questo modo le richieste di glucosio diminuiscono e non occorre intaccare le proteine muscolari per generarne altro.

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La dieta chetogenica è pericolosa a lungo termine?

Un altro mito di sfatare è quello che afferma che la dieta chetogenica sia un regime alimentare che non può essere seguito per troppo tempo. La dieta chetogenica è stata studiata soprattutto per periodi limitati, e la sua sicurezza a lungo termine è ancora oggetto di ricerca, anche se esistono numerosi casi di soggetti con patologie neurologiche o metaboliche che per necessità terapeutiche hanno dovuto seguire questo tipo di dieta per periodi molto lunghi - se non a vita - con effetti collaterali minimi, che è comunque possibile controllare con adeguata pianificazione della dieta.

Benefici della dieta chetogenica

  • Perdita di grasso corporeo: in condizioni di bassi livelli di insulina e alti livelli di glucagone, l’attivazione della lipolisi e lo stato di chetosi forniscono gli acidi grassi e i corpi chetonici come fonte di combustibile preferite per la maggior parte dei tessuti.
  • Mantenimento del tessuto muscolare: l’organismo si rifornisce di energia a partire dagli acidi grassi di riserva.
  • Vantaggio metabolico: l’utilizzo, a fini energetici, di substrati diversi dai carboidrati sembra essere un processo “costoso” per l’organismo e può portare a un maggiore consumo calorico.
  • Effetto anti-infiammatorio: la dieta chetogenica è nota per i suoi effetti anti-infiammatori. Sembra infatti che il BHB, il principale chetone, possa attivare i geni che migliorano la funzione mitocondriale e diminuire lo stress ossidativo.
  • Miglioramento del microbiota intestinale: sono stati identificati i cambiamenti specifici apportati dalle diete chetogeniche sul microbiota intestinale. La maggior parte dei patogeni, ovvero i microrganismi responsabili dell’insorgenza di una malattia, si ciba di zuccheri ovvero carboidrati.

Dieta chetogenica e patologie

La dieta chetogenica può essere consigliata in presenza di diverse patologie:

  • Diabete tipo 2: Il Diabete tipo 2 è una malattia che provoca nei soggetti che ne sono affetti una disfunzione dell’insulina e un notevole aumento di zuccheri nel sangue.
  • Sindrome metabolica: La sindrome metabolica si radica in uno stile di vita e di alimentazione poco salutare ed è caratterizzata da sovrappeso, alto livello di trigliceridi nel sangue, basso livello di colesterolo buono, iperglicemia e pressione alta.
  • Colesterolo alto: Tra i benefici della dieta chetogenica compare anche la sua capacità di agire sui livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue.
  • Emicrania: La dieta chetogenica è consigliata anche in presenza di patologie apparentemente distanti dal mondo dell’alimentazione, come l’emicrania cronica.
  • Sindrome dell’ovaio policistico: La sindrome da ovaio policistico, PCOS, è una patologia ginecologico-ormonale che rappresenta la causa principale di infertilità nel periodo riproduttivo.
  • Patologie della pelle: La psoriasi, che si presenta con la comparsa di lesioni cutanee di color rossastro, è un problema spesso associato a condizioni come l’obesità.
  • Malattie neurodegenerative: Le applicazioni della dieta chetogenica si sono rivelate positive anche nel caso di malattie neurodegenerative come Alzheimer e la Sclerosi Multipla.

Risultati attesi con la dieta chetogenica

Con la dieta chetogenica si possono perdere tanti chili? Con la dieta chetogenica si perdono fino a 2 kg alla settimana. Tipicamente, gli individui possono aspettarsi una riduzione del peso che oscilla tra 1 e 3 kg in questa fase iniziale. In generale, gli utenti possono aspettarsi di perdere tra i 2 e i 7 kg in questo periodo. È importante notare che, oltre alla perdita di peso, chi segue una dieta chetogenica riporta miglioramenti nell'energia, nella concentrazione e nella riduzione dell'appetito, che possono contribuire a una maggiore aderenza alla dieta stessa.

Non esiste una risposta univoca alla domanda “Quanti chili si possono perdere con la dieta chetogenica?”: i risultati dipendono da soggetto a soggetto. Quando si parla di dieta chetogenica, non è importante solo sapere quanti kg si perdono.

Effetti collaterali della dieta chetogenica

Le diete chetogeniche possono causare affaticamento, cefalea, nausea, costipazione, ipoglicemia e acidosi, soprattutto nei primi giorni o settimane di dieta. Le diete a basso contenuto di carboidrati sono state anche associate a un aumento del rischio di mortalità per tutte le cause.

Come abbiamo visto, la restrizione dei carboidrati a discapito di un aumentato introito di grassi e proteine porta all’esclusione (o riduzione) dalla dieta di frutta, verdura, cereali integrali e legumi e aumenta il consumo di prodotti animali. Per questo, tali diete possono essere carenti di vitamine, minerali, fibre e sostanze bioattive presenti in frutta, verdura e cereali integrali.

La dieta chetogenica fa dimagrire?

Se per vantaggio pensi che possa far dimagrire e mantenere la massa muscolare, allora la dieta chetogenica funziona. Tuttavia, sono smentiti i vantaggi metabolici della chetosi, per cui è sbagliato pensare che una dieta chetogenica sia a prescindere migliore (o peggiore) di un’altra dieta per la perdita di grasso: semplicemente ci saranno persone che si trovano bene con un approccio chetogeniche e persone che ottimizzerebbero i loro risultati seguendo strategie alimentari differenti.

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