Dimagrimento Involontario: Quando Preoccuparsi?
Quando una persona sta dimagrendo senza motivo, cioè senza fare nulla per volerlo, anzi apparentemente mangiando come prima, si spaventa. In realtà perdere del peso senza motivo apparente non è sempre segno di malattia.
Anche un periodo di forte stress, la depressione e forte ansia, possono indurre un dimagrimento improvviso. Perdere del peso senza motivo apparente non è sempre segno di malattie. Anche periodo di forte stress, la depressione e forte ansia, possono indurre il dimagrimento.
Tuttavia, può essere bene fare degli accertamenti. Clinicamente si approfondisce quando il dimagrimento (calo ponderale) involontario è superiore a 4-5 chilogrammi o, in persone più magre, al 5% del peso corporeo in pochi mesi, e se alla perdita di peso si associano altri sintomi.
Una perdita di peso improvvisa nell’uomo e nella donna non significa necessariamente avere un tumore in corso, e non tutti i tumori inducono in fase iniziale una perdita di peso. Una perdita di peso non significa necessariamente avere un tumore in corso, e non tutti i tumori inducono in fase iniziale una perdita di peso.
Altra cosa è invece la perdita di peso in una persona in cura per un tumore diagnosticato, che si verifica spesso, anche in relazione ad alcuni farmaci chemioterapici. Per questo è molto importante stabilire un percorso nutrizionale di supporto durante i trattamenti oncologici. Altra cosa è invece la perdita di peso in una persona in cura per un tumore diagnosticato, che si verifica spesso, anche in relazione ad alcuni farmaci chemioterapici.
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La letteratura ha sottolineato negli ultimi anni una probabilità di ricevere una diagnosi di tumore in persone che hanno registrato un calo ponderale significativo rispetto a gruppi di persone che non hanno osservato dimagrimento nel periodo precedente la diagnosi. Alcuni studi di coorte dimostrano una probabilità da 1,6 a 12,5 volte maggiore di essere portatori di un tumore fra chi ha vissuto un calo ponderale significativo rispetto ai pazienti che non lo presentano.
È frequente che le persone anziane registrino un calo ponderale involontario, che può derivare anche da una diminuzione dell’appetito. Non vanno sottovalutati anche i fattori sociali legati all’isolamento.
Non bisogna spaventarsi: il dimagrimento durante l’allattamento è frequente. L’allattamento, la produzione di latte, richiede un fabbisogno di chilocalorie aggiuntivo importante per la donna, oltre al fatto che spesso dopo il parto si perde peso aggiuntivo che avevamo preso in gravidanza. Tuttavia, se il dimagrimento è eccessivo, e se ci sono altri sintomi concomitanti, è bene rivolgersi al proprio medico.
Infine, anche la menopausa è per le donne un momento che spesso dà origine a sbalzi di peso, sia nel senso di un aumento dello stesso che con un dimagrimento. Non bisogna spaventarsi.
Quando Consultare il Medico
È opportuno parlarne con il proprio medico curante se la perdita di peso:
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- È rapida e repentina senza motivo
- Supera i 5 kg in un mese
- Si associa a sintomi quali debolezza, sudorazione notturna, dolori
- Non si arresta con misure dietetiche mirate
- Compromette lo stato di salute e il benessere psicofisico
Il medico valuterà la necessità di approfondimenti diagnostici per accertare eventuali cause patologiche.
Come Affrontare il Dimagrimento
Se non ci sono disturbi clinici che portano al non riuscire a perdere peso, gli elementi per dimagrire sono una sana alimentazione e buona attività fisica. Il rischio di fare danni è però alto.
Tante persone si pongono questa domanda. In realtà ilvero consiglio per dimagrire è non seguire i consigli su come dimagrire presi da internet. Ogni persona ha il proprio stato di salute, la propria fisicità e le proprie abitudini e pertanto non esistono consigli validi per tutti, che garantiscano di perdere peso nel modo corretto, per rimanere in salute.
Quando la perdita di peso è legata ad una dieta ipocalorica, è importante che questa sia equilibrata e non troppo restrittiva. Utili questi consigli:
- Evitare le diete drastiche dell’ultimo minuto
- Mantenere un’alimentazione ipocalorica variata
- Praticare regolarmente attività fisica aerobica
- Pesarsi una volta a settimana al mattino
- Tenere un diario alimentare
- Gestire lo stress con tecniche di rilassamento
- Dormire almeno 7-8 ore a notte
- Evitare cibi ad alto contenuto calorico fuori pasto
- Concedersi uno sgarro controllato a settimana
- Non saltare la colazione e fare spuntini salutari
Con costanza, i risultati si manterranno più facilmente nel tempo.
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Dolori Muscolari (Mialgia): Cause e Rimedi
Per dolore muscolare o mialgia s'intende la sensazione dolorosa che interessa uno o più muscoli. In qualche caso, il dolore muscolare è il risultato di un semplice affaticamento; altre volte, questa manifestazione è la conseguenza di traumi, processi infiammatori, uso eccessivo e scorretto della parte, infezioni, malattie sistemiche o tensioni di tipo psicosomatico.
Il dolore muscolare varia dal semplice fastidio alla ridotta mobilità della parte coinvolta. La mialgia può avere una durata transitoria e risolversi spontaneamente.
Cause Comuni di Dolore Muscolare
Il dolore muscolare può manifestarsi per diverse cause, le più comuni delle quali sono: tensione, stress, uso eccessivo, traumi e lesioni minori (distorsioni, strappo, contrattura). Questo tipo di dolore è solitamente localizzato e colpisce solo pochi muscoli o una parte del corpo.
- Strappo: è lo stiramento doloroso delle fibre muscolari dovuto ad un movimento sbagliato o ad un'eccessiva sollecitazione; l'allungamento eccessivo e la rottura del muscolo provoca dolore intenso, impossibilità di compiere movimenti, rigidità e gonfiore nella zona della lesione.
- Contusione muscolare (es. Miopatie indotte da farmaci (es.
La causa più comune di mialgia è l'uso eccessivo di un muscolo o di un gruppo di muscoli; il dolore muscolare acuto può anche essere dovuto a infezioni virali, specialmente in assenza di un evento traumatico. Nella maggior parte dei casi, i muscoli interessati da mialgia appaiono contratti e dolenti se toccati o utilizzati.
Tipi di Dolore Muscolare
- Cronico: il dolore muscolare si manifesta fino alla risoluzione della patologia sottostante, in associazione a particolari attività o in maniera continuativa durante il giorno. La mialgia cronica può essere causata da una serie di malattie (spesso, è il sintomo principale di patologie muscolo-scheletriche) o in risposta a determinati fattori scatenanti (es.
Diagnosi e Valutazione
La valutazione delle cause responsabili del dolore muscolare spetta al medico di base, al reumatologo (medico specialista per problemi della muscolatura e delle articolazioni) e/o dall'ortopedico (ossa e muscolatura). Analisi del sangue, comprensive di: emocromo, VES, PCR, profilo proteico, Reuma test, ANA, ENA, TAS, uricemia e calcemia.
Trattamento del Dolore Muscolare
Per pianificare il trattamento più adeguato ed efficace, i medici devono conoscere con precisione le cause alla base dell'insorgenza del dolore muscolare. Le strategie per alleviare questo sintomo, infatti, sono molteplici ed occorre intervenire in modo mirato sui fattori che lo hanno scatenato.
Nella fase acuta, il trattamento può prevedere un riposo funzionale di almeno 7-15 giorni e l'assunzione di analgesici, antinfiammatori (es. FANS) e, talvolta, miorilassanti per limitare il dolore muscolare e consentire il movimento. In casi particolari, è possibile ricorrere ad infiltrazioni con acido ialuronico, mentre l'utilizzo di corticosteroidi è limitato alle gravi infiammazioni.
La terapia fisica è il trattamento più comune per la mialgia cronica. Quest'approccio può aumentare la flessibilità nei muscoli doloranti e con il rafforzamento dei tessuti circostanti.
Lo stile di vita è altrettanto importante per la gestione del dolore muscolare. Il regolare movimento può aiutare ad evitare l'insorgere del disturbo, rinforzare la muscolatura e mantenere la funzione articolare.
Cause di Dolori Muscolari Diffusi
Le cause di dolori muscolari diffusi possono essere diverse. Un indolenzimento dei muscoli può essere capitato a chiunque: l’effetto di un allenamento eccessivo, molte ore alla scrivania o il sintomo di una fastidiosa influenza. La maggior parte delle volte si rivela un disturbo che passa da solo in pochi giorni, con il riposo e qualche attenzione, ma dietro a un dolore muscolare - specialmente se accompagnato da altri sintomi come debolezza e formicolio - possono celarsi patologie più serie e più complesse da trattare.
Influenza e Dolori Muscolari
Per combattere il virus dell'influenza, l’organismo attiva una serie di reazioni che fanno parte della fisiologica risposta immunitaria. Attraverso l’infiammazione, nello specifico, cerca di neutralizzare il patogeno: lo fa, per esempio, con il calore ed ecco spiegato il perché della febbre.
Le molecole che vengono rilasciate in circolo per contrastare l’influenza colpiscono anche i muscoli e le articolazioni, provocando dolori diffusi. Questi solitamente scompaiono nell’arco di qualche giorno insieme alla febbre, ma esiste una patologia, una complicanza dell’influenza e di altre malattie virali conosciuta come miosite.
Si tratta di un’eventualità rara, ma da conoscere: la si riconosce dall’estrema debolezza muscolare crescente, che comporta dolori e può essere associata anche a eruzioni cutanee e difficoltà respiratorie.
Disidratazione e Crampi Muscolari
L’infiammazione che accompagna l’influenza non è l’unica causa dietro ai dolori muscolari: durante la malattia, complice la febbre, esiste infatti il rischio di disidratazione. Questo fenomeno è comune anche durante l’attività sportiva intensa e in particolari condizioni ambientali; può essere conseguenza anche di altri sintomi, come il vomito e la diarrea, che fanno perdere una gran quantità di liquidi in poco tempo, con conseguente calo di elettroliti come sodio e potassio.
Tra i sintomi della disidratazione, insieme a secchezza della cute, sete e diminuzione della produzione di urina, ci sono dolori ai muscoli che prendono la forma di crampi, spesso concentrati sui polpacci.
Covid-19 e Dolori Muscolari
Così come nell’influenza, seppure a volte con maggiore intensità, i dolori muscolari si possono manifestare anche durante l’infezione da SARS-Covid 2. Il sintomo, che nella maggior parte dei casi si attenua con il passare della malattia, è riscontrato però anche nel Long Covid, postumi a lungo termine causati appunto dal Covid-19 e che si protraggono per oltre 12 settimane dopo l’infezione.
Insieme ai dolori muscolari diffusi, nel Long Covid si possono presentare debolezza muscolare, astenia, febbre recidivante e difficoltà respiratorie.
DOMS: Dolore Post Allenamento
La sensazione dolorosa che accompagna le ore e i giorni seguenti all’allenamento sportivo prende il nome di DOMS, acronimo dall’inglese che sta per indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata. Spesso sono confusi con l’accumulo di acido lattico, che invece dà dolore durante l’attività motoria; i dolori post allenamento di questo tipo, invece, sembrano essere dovuti a microlesioni che si formano sulla fibra muscolare e si presentano dopo 24-72 ore dagli esercizi.
Fibromialgia
La fibromialgia è una malattia cronica che causa dolori muscolari e scheletrici diffusi, insieme ad altri sintomi variabili, che frequentemente includono rigidità, bruciore, formicolii e intorpidimento. La diagnosi di fibromialgia può essere difficile in quanto i sintomi sono spesso simili ad altre condizioni mediche. Per questo motivo, bisognerebbe eseguire una serie di test per escludere altre condizioni prima di poter effettuare la diagnosi definitiva.
A esserne affette sono soprattutto le donne: la causa non è del tutto certa, ma sembra risiede in un'alterazione della risposta allo stimolo doloroso da parte del sistema nervoso simpatico, che provoca una percezione amplificata del dolore.
Ipotiroidismo e Dolori Muscolari
L'ipotiroidismo è una condizione clinica in cui la tiroide non produce abbastanza ormoni tiroidei. L'ipotiroidismo può causare diversi sintomi, tra cui stanchezza, aumento di peso e scarsa tollerabilità al freddo, alcune persone soffrono anche di dolori muscolari diffusi, in particolare se l’ipotiroidismo non è trattato.
Questi dolori, accompagnati da debolezza, colpiscono circa l’80% delle persone affette da ipotiroidismo e sono localizzati soprattutto sulle spalle e nelle gambe nel salire le scale e nel rialzarsi da terra.
Rimedi per i Dolori Muscolari
Il trattamento per il dolore muscolare deve essere appropriato rispetto alla sua origine: in caso di influenza, per esempio, non è necessario fare niente se non monitorare la situazione e garantire al proprio corpo il riposo che gli occorre per la guarigione. Se l’indolenzimento proviene dalla pratica sportiva, anch’esso passa solitamente da solo: per facilitare il recupero possono aiutare degli antinfiammatori.
I dolori muscolari diffusi in tutto il corpo, quindi, possono avere molte cause, come malattie infettive e autoimmuni.
Prevenzione dei Dolori Muscolari
Possiamo cercare di evitare la comparsa dei dolori muscolari con una serie di misure preventive. Prima di iniziare l’allenamento bisogna dedicare il tempo necessario al riscaldamento, per attivare gradualmente il muscolo e prepararlo agli sforzi successivi.
Inoltre, una strategia vincente per il benessere del proprio corpo è imparare ad ascoltarlo, assecondandolo nei tempi di recupero necessari. Dopo l’attività fisica, per rilassare i muscoli e allentare la tensione, si consiglia di fare una doccia o un bagno caldo. Questo perché l’acqua calda favorisce il rilassamento muscolare e lenisce i muscoli doloranti, permettendo al corpo di riprendersi più velocemente dallo sforzo. La terapia del freddo invece viene utilizzata per ridurre il gonfiore e l’infiammazione, ad esempio dopo un infortunio.
Per prevenire i dolori muscolari, soprattutto quelli dovuti all’attività fisica, è importante dare ai nostri muscoli tutto ciò di cui hanno bisogno con l’alimentazione. In particolare sono fondamentali le proteine e gli aminoacidi che formano le fibre del muscolo.
Quando l’alimentazione non basta si possono assumere degli integratori a base di mix proteici specifici per il recupero muscolare.
Sarcopenia
La definizione di sarcopenia non è univoca: c’è chi la definisce una condizione, chi parla di patologia degenerativa e chi di sindrome. Si stima che la sarcopenia colpisca il 13% della popolazione mondiale sopra i 60 anni2 - il che significa 138.5 milioni di persone.
Entro certi limiti, infatti, la sarcopenia è una condizione del tutto fisiologica determinata dall’avanzare dell’età. La sarcopenia si presenta in tre fasi progressive: presarcopenia, sarcopenia e sarcopenia grave.
Le ricerche mediche stimano che a partire dai 50 anni, ogni anno la massa muscolare si riduce in condizioni normali dello 0,5-1% - e fino al 2% in caso di patologie specifiche. Diversi studi hanno evidenziato che la migliore dieta per la sarcopenia è quella ad aumentato apporto proteico.
La sarcopenia causa la perdita di massa, forza, mobilità ed equilibrio. Il calo ponderale, ovvero la perdita di peso corporeo, può derivare da fattori fisiologici oppure patologici. È importante capire le cause alla base di una diminuzione di peso improvvisa o eccessiva per intervenire nel modo corretto.
Stanchezza Fisica e Dolori Muscolari
Comunemente la stanchezza e l'affaticamento non sono considerati veri e propri disturbi, ma piuttosto un inevitabile effetto collaterale di una vita impegnata e con ritmi molto sostenuti, dello stress emotivo e lavorativo.
La stanchezza fisica e i dolori muscolari rappresentano, invece, dei problemi comuni che possono influenzare la qualità della vita delle persone. Questo articolo esplorerà come si manifestano i dolori causati dalla stanchezza fisica, come riconoscere i dolori muscolari associati alla stanchezza, le possibili cause scatenanti e i trattamenti disponibili per alleviare tali sintomi.
Come si Manifesta la Stanchezza Fisica?
La stanchezza fisica (astenia) si presenta con una vasta gamma di sintomi che possono variare da persona a persona. In generale, chi ne soffre sperimenta una sensazione di esaurimento di energia o di totale mancanza di energia, che può rendere anche le attività quotidiane più semplici un vero e proprio sforzo.
Questo senso di affaticamento può essere costante o presentarsi in determinati momenti della giornata, come nel caso dell'affaticamento post-prandiale o al risveglio al mattino.