Seno Svuotato: Cause e Rimedi Efficaci

Il seno vuoto è una condizione comune a molte donne. Florido, di taglia media o piccolo non importa: col tempo si svuota, si riduce, cambia e potremmo non essere più soddisfatte della sua forma. Non sono poche le donne che, a fronte di un complesso del genere, non riescono più a guardare il proprio seno o a spogliarsi, magari al mare o di fronte al partner. In questo articolo, esploreremo le cause del seno svuotato e i rimedi disponibili, dalla chirurgia estetica ai trattamenti non invasivi.

Cause del Seno Svuotato

Ogni età (e stile di vita) ha il suo seno: potremmo riassumere così i cambiamenti del decolletè che ognuna di noi nota negli anni. A spiegarlo è il chirurgo plastico Andrea Spano, che opera su Milano, che sottolinea come “il cambio di peso o la particolare fase di vita, come la gravidanza o la menopausa, possano procurare instabilità nei tessuti e quindi un cambiamento del seno”.

Le cause di un seno flaccido possono essere diverse:

  • Gravidanza: Durante la gravidanza, gli ormoni fanno sì che l’aspetto del seno sia davvero meraviglioso tonico, più voluminoso ed elastico.
  • Allattamento: Ma dopo l’allattamento la situazione cambia drasticamente e non a causa delle poppate in sé, ma soprattutto per i cambiamenti ormonali.
  • Importante perdita di peso: Anche una dieta particolarmente drastica che comporta una forte perdita di peso può causare uno svuotamento repentino del seno.
  • Invecchiamento: Col passare degli anni, i tessuti perdono elasticità.

Secondo alcuni studi i cambiamenti nella forma e nelle dimensioni del seno che avvengono nel corso della vita di una donna sono particolarmente influenzati dai fattori genetici ed ereditari. Infatti le mammelle presentano anche una componente adiposa il cui peso varia da donna a donna.

Seno Svuotato Dopo l'Allattamento

Durate la gravidanza gli ormoni fanno sì che l’aspetto del seno sia davvero meraviglioso tonico, più voluminoso ed elastico. Ma dopo l’allattamento la situazione cambia drasticamente e non a causa delle poppate in sé, ma soprattutto per i cambiamenti ormonali e per il fatto che il seno è composto a tessuto grasso, ghiandole galattofore e tessuto connettivo.

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Ci vogliono alcuni anni prima che il seno torni ad essere compatto e teso e in molti casi le mammelle non saranno più come prima della gravidanza anche perché il processo di invecchiamento va avanti.

Seno Svuotato Dopo Dimagrimento

Anche una dieta particolarmente drastica che comporta una forte perdita di peso può causare uno svuotamento repentino del seno, una circostanza che può avvenire anche nelle donne che avevano un seno florido.

Andrea Spano rivolge una raccomandazione alle ragazze perennemente a dieta: “Anche loro possono ritrovarsi con un seno compromesso, soprattutto se si sottopongono a diete ripetute, ad effetto yo-yo. Pur avendo il vantaggio di avere tessuti più spessi, tale vantaggio si perde se ci si ostina a sognare un peso che non è il proprio. Questo si traduce soprattutto in cali di peso e recupero continui”.

Sarebbe quindi prudente evitare di ingrassare troppo ma anche non desiderare la taglia 40 se si possiede una forma corporea diversa. I dimagrimenti a ripetizione fanno male alla salute ed al decolletè, quindi la prima regola delle ragazze dovrebbe essere quella di imparare ad accettarsi e volersi bene, poi se il seno col tempo andrà incontro ad un invecchiamento si deciderà cosa fare con il supporto di uno specialsita esperto.

Il seno, da sempre simbolo di femminilità, sensualità e maternità, occupa un ruolo centrale non solo nell’estetica del corpo femminile, ma anche nell’equilibrio emotivo e psicologico di ogni donna. Non si tratta solo di una questione estetica. Guardarsi allo specchio e non riconoscersi più può generare un senso profondo di disagio, imbarazzo, insicurezza. Indossare certi abiti diventa difficile, persino lo stare nudi davanti al proprio partner può diventare fonte di stress.

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Ptosi Mammaria: Il Seno Cadente

La ptosi mammaria, comunemente definita come “seno cadente”, è una condizione che si manifesta quando il seno perde la sua naturale posizione e compattezza, spostandosi progressivamente verso il basso. Contrariamente a quanto si pensa, anche seni piccoli possono andare incontro alla ptosi. Non è infatti il peso della mammella il principale responsabile, ma piuttosto la qualità della pelle, dei legamenti e dei tessuti di sostegno.

“Il più delle volte - sottolinea Spano - oltre che in un cambio di dimensione, il seno è soggetto ad uno svuotamento, e da qui la tendenza alla discesa verso il basso. Questo fenomeno è conosciuto come ptosi, che corrisponde ad un rilassamento dei tessuti. In questo caso sarebbe bene affrontare il problema con la chirurgia ma è impensabile pensare solo ad inserire delle protesi in questi casi, senza sollevare il seno”.

Gradi di Ptosi Mammaria

La ptosi mammaria viene classificata in base al grado di abbassamento del seno, con particolare attenzione alla posizione del complesso areola-capezzolo (CAC) rispetto alla piega sottomammaria.

  • Pseudoptosi: il polo superiore del seno appare svuotato, ma il complesso areola-capezzolo mantiene la sua posizione sopra o a livello del solco sottomammario.
  • Ptosi di I grado (lieve): il capezzolo è in linea con il solco sottomammario o fino a 1 cm al di sotto.
  • Ptosi di II grado (moderata): il capezzolo si trova da 1 a 3 cm sotto la piega sottomammaria.
  • Ptosi di III grado (severa): il capezzolo è disceso di oltre 3 cm sotto il solco e spesso assume una direzione rivolta verso il basso.

Conseguenze della Ptosi Mammaria

La ptosi mammaria, oltre a modificare l’aspetto estetico del seno, può generare una serie di disagi fisici e psicologici che incidono profondamente sulla qualità della vita.

  • Pieghe cutanee e cedimento del profilo del seno
  • Irritazioni e infezioni cutanee
  • Discesa del capezzolo
  • Insoddisfazione estetica e disagio psicologico
  • Dolori e fastidi fisici
  • Difficoltà nella scelta del reggiseno
  • Limitazioni nelle attività sportive
  • Difficoltà nelle relazioni sociali e intime

Rimedi per il Seno Svuotato

Una volta che il seno ha iniziato a cedere, è importante sapere che non esistono creme, esercizi o trattamenti cosmetici in grado di ripristinarne la forma originaria. Aldilà delle creme, dei cosmetici e degli esercizi - che sortiscono pochi effetti, di scarsa durata e a costo di grandi sacrifici in termini di energie, di tempo e di denaro - ciò che veramente è risolutivo per ottenere un efficace riempimento seno svuotato.

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Esistono, tuttavia, diverse opzioni chirurgiche e non chirurgiche per migliorare l'aspetto del seno svuotato.

Rimedi Non Chirurgici

Creme, oli rassodanti, massaggi ed esercizi: spesso per risollevare o riempire un seno flaccido si opta per una di queste soluzioni.

  • Creme rassodanti: fondamentale idratare la pelle del seno utilizzando prodotti specifici che contengano elastina, collagene, aminoacidi essenziali, PCA sodico.
  • Esercizi per il seno svuotato: alcuni esercizi che impegnano i pettorali possono essere utili per rassodare la zona. Il più tradizionale è quello di mantenere le spalle dritte spingere un palmo della mano contro l’altro mantenendo lo sforzo per qualche secondo e ripetere una ventina di volte. Ma sono utili anche tutti gli esercizi con i pesi che allenano i pettorali.

Anche se esistono esercizi mirati per rafforzare i muscoli pettorali, questi non sono in grado di contrastare la perdita di elasticità cutanea né di riposizionare i tessuti rilassati. Per questo motivo, l’unica soluzione realmente efficace per correggere una ptosi mammaria è l’intervento chirurgico, eseguito da uno specialista in chirurgia estetica.

Tra le pazienti il dottor Spano ha moltissime donne che hanno chiesto aiuto dopo la gravidanza. A tutte raccomanda di pensarci solo dopo avere esaurito il proprio progetto di maternità “così da farlo una volta”.

Rimedi Chirurgici

Se il tuo problema principale è la pelle rilassata, il lifting del seno (mastopessi) potrebbe essere la scelta ideale. In alcuni casi, la soluzione migliore è combinare la mastoplastica additiva con la mastopessi.

  • Mastopessi: il lifting del seno non aumenta direttamente il volume delle mammelle ma serve soprattutto a sollevare un seno cadente ed eliminare la ptosi del seno, restituendo forma e proporzioni.
  • Mastopessi additiva: un sollevamento e contestualmente un riempimento della mammella con l’utilizzo di protesi;
  • Mastoplastica additiva: l’intervento “principe” della chirurgia estetica del seno.

Alle protesi quindi va abbinata la cosidetta ‘mastopessi’, ovvero il lifting delle mammelle con rimodellamento, indicato in particolare per migliorare l’aspetto di mammelle eccessivamente ptosiche (cadenti), ad esempio in seguito a perdita di peso, gravidanza ed allattamento.

“Sollevare il seno è possibile con l’intervento di mastopessi- entra nel dettaglio il chirurgo- non è complicato, ma comporta cicatrici più estese rispetto ad altri interventi. Solo quando il seno ha resistito, non è caduto e non è ptosico ma magari è sceso poco, solo di un paio di cm, allora si può risolvere con le sole protesi”.

Mastopessi: Lifting del Seno

La mastopessi è un intervento sicuro e collaudato che ha lo scopo di rimuovere la pelle in eccesso, rimodellare il tessuto mammario e riposizionare il complesso areola-capezzolo in una sede più alta e naturale. In questo modo si restituisce al seno una forma piena, tonica e armoniosa, senza necessariamente modificarne il volume.

La mastopessi, o lifting del seno, è l’intervento chirurgico più efficace per correggere la ptosi mammaria. Durante l’intervento, il chirurgo rimuove la pelle in eccesso, rimodella il tessuto mammario e riposiziona il capezzolo nella sua posizione ideale.

Fasi dell'Intervento di Mastopessi
  • Preparazione, la prima mossa che prevede il tracciamento pre-operatorio per poi procedere con l’anestesia, generalmente locale con sedazione profonda, e la disinfezione dell’area da trattare.
  • Incisioni, la fase successiva che prevedere l’incisione periareolare, quindi intorno all’areola oppure dall’areola fino al solco sottomammario.
  • Riposizionamento, parte in cui il tessuto viene sollevato e rimodellato, capezzolo e areola riposizionati e l’eventuale pelle in eccesso viene rimossa.
  • Sutura, momento conclusivo dell’operazione in cui le incisioni vengono chiuse e le suture stratificate all’interno dei tessuti così da sostenere adeguatamente le mammelle.

Le cicatrici conseguenti all’intervento hanno una estensione differente in rapporto alla gravità del difetto da correggere e alla quantità di pelle in eccesso da rimuovere e modellare: nei casi di ptosi lieve e moderata sarà possibile limitare le cicatrici chirurgiche solo al perimetro areolare, oppure nei casi in cui è presente una caduta del seno maggiore e più accentuata, oltre alla cicatrice periareolare, risulterà necessario aggiungere anche una cicatrice verticale (che dal bordo inferiore dell’areola raggiunge il solco sotto la mammella), oppure a “T invertita” (oltre alla verticale si somma una cicatrice nel solco sotto il seno); quindi possiamo affermare che le cicatrici della mastopessi sono sempre più penalizzanti ed evidenti rispetto a quelle della mastoplastica additiva, quasi inesistenti.

L’intervento, della durata che varia da 1 a 2 ore, viene spesso eseguito in regime di day surgery. I punti di sutura vengono rimossi dopo circa 10 giorni ma già a distanza di 5-6 giorni dall’intervento la paziente potrà riprendere tranquillamente le proprie attività quotidiane per poi riprendersi definitivamente (in modo da poter svolgere anche attività fisica) dopo circa 1 mese.

Rischi e Recupero della Mastopessi

Il periodo successivo a una mastopessi rappresenta una fase cruciale per il successo dell’intervento. Nei primi giorni è comune riscontrare gonfiore, lividi, indolenzimento e un dolore moderato, solitamente ben controllabile con i farmaci prescritti. Si può anche avvertire un intorpidimento temporaneo della pelle, delle areole e dei capezzoli, che tende a risolversi spontaneamente nel giro di alcune settimane.

Il riposo è essenziale, soprattutto durante le prime due settimane, durante le quali è consigliabile evitare sforzi, sollevamenti o movimenti delle braccia troppo ampi. Dopo questo periodo, è possibile riprendere gradualmente le attività quotidiane più leggere, sempre con cautela. Durante la guarigione, il medico potrà consigliare ulteriori accorgimenti utili, come dormire sulla schiena o su un fianco, evitare i rapporti sessuali per almeno una o due settimane, non esporre il seno al sole, e seguire scrupolosamente la cura delle medicazioni.

Ogni sintomo anomalo o peggioramento delle condizioni, come gonfiore persistente, dolore acuto, febbre o secrezioni, va prontamente comunicato al chirurgo.

Ogni intervento chirurgico, anche se eseguito a scopo estetico, comporta dei rischi. La mastopessi, indicata per correggere la ptosi mammaria e restituire al seno una forma più alta e armoniosa, non fa eccezione. Come in ogni procedura chirurgica, esistono rischi legati all’anestesia, infezioni post-operatorie, sanguinamenti e formazione di ematomi.

  • Intorpidimento temporaneo dei capezzoli: spesso legato alla manipolazione dei tessuti nervosi durante l’intervento.
  • Asimmetrie residue: in alcuni casi, una minima differenza tra i due seni può persistere dopo l’intervento.
  • Cicatrici visibili: anche se la tecnica chirurgica mira a renderle il più discrete possibile, la comparsa di cicatrici permanenti è inevitabile.

La mastopessi non compromette né la possibilità di una futura gravidanza né l’allattamento, ma è consigliabile attendere almeno sei mesi prima di pianificare una gestazione, così da garantire stabilità ai risultati ottenuti.

Mastoplastica Additiva

La Mastoplastica Additiva è una delle soluzioni più richieste per aumentare il volume del seno. Grazie alle moderne tecnologie, è possibile scegliere tra protesi di diverse forme e dimensioni, garantendo un risultato personalizzato in base alle tue esigenze e al tuo fisico.

Questo intervento consiste nell’inserimento di una protesi al di sotto della ghiandola o muscolo pettorale. La scelta delle protesi è una fase molto delicata e importante che condiziona fortemente il risultato finale dell’intervento. Grazie allo sviluppo di tecnologie all’avanguardia e di materiali sempre più perfezionati, è oggi possibile sottoporsi a questo trattamento con il massimo della serenità e della garanzia di una buona riuscita.

Le tipologie di protesi da poter applicare sono diverse e andranno scelte in base alla forma del proprio seno e al risultato che si desidera ottenere, previo consulto con il proprio chirurgo. Le protesi in silicone sono la scelta privilegiata dalla maggior parte delle donne, in quanto la loro consistenza permette di ottenere un aspetto molto realistico; in più, al contrario di quanto si pensi, sono stati sviluppati numerosi studi scientifici che confermano la completa biocompatibilità del silicone così come il fatto che esso non favorisca la comparsa di neoplasie né malattie autoimmuni. Le protesi mammarie si differenziano inoltre per la forma che può essere rotonda o a goccia: le prime vengono solitamente impiegate quando si vuole ottenere un aumento importante del seno la cui causa di svuotamento è dovuta all’allattamento o a un dimagrimento eccessivo, mentre la seconda tipologia viene spesso scelta da donne con seni di dimensioni ridotte che desiderano ottenere un risultato estetico molto naturale.

Per avvicinarsi all’effettiva operazione chirurgica, è necessario che la paziente prenda un appuntamento conoscitivo con il chirurgo, il quale avrà la possibilità di fare le dovute considerazioni, sia per quanto riguarda le protesi da scegliere che per l’operazione stessa. In questa fase pre-operatoria, il chirurgo potrà anche suggerire un controllo ecografico o mammografico soprattutto per le pazienti meno giovani.

Si arriva così all’intervento vero e proprio, dalla durata di circa 1 ora e realizzato in regime di day hospital con sedazione profonda: a seconda della tecnica scelta e la via di accesso la conseguente cicatrice può trovarsi a livello del solco sottomammario o lungo il perimetro dell’areola.

Solitamente le protesi vengono collocate al di sotto della ghiandola nelle pazienti con parenchima mammario ben rappresentato; viceversa, nelle pazienti con scarso parenchima mammario e nei casi di revisione o reintervento, è preferibile inserire la protesi parzialmente al di sotto del muscolo pettorale, con la tecnica “dual plane”, pratica grazie alla quale si riesce ad ottenere un risultato estetico molto naturale e si riduce l’incidenza della contrattura capsulare.

C’è da ricordare che per quanto l’intervento sia risolutivo, le protesi di buona qualità e di moderna concezione durano circa 20 anni.

Lipofilling al Seno

Esiste anche una forma di chirurgia meno invasiva, che prevede l’uso del proprio grasso da infiltrare nelle mammelle. Spiega Spano: “Per una rimodellamento leggero si può impiegare il tessuto adiposo della stessa paziente ma per una donna con seno ptosico, l’adipe non basta e va sempre associato alla mastopessi”.

Anche il lipofilling (ovvero il riempimento del seno con il grasso corporeo) potrebbe essere una soluzione concreta, ma presenta una durata limitata ad un anno.

Cosa Evitare

Una delle questioni che spesso le ricerche sul web svelano è che molte donne cercherebbero soluzioni che darebbero tono o per rimpolpare il decollete in modo alternativo. Il chirurgo su questo è netto: “senza chirurgia non si risolve la caduta verso il basso e non bastano le sole protesi”.

Sulle infiltrazioni di sostanze ‘rimpolpanti’ che, attraverso un’iniezione, si iniettano sostanze (anche solo soluzione fisiologica) per procurare gonfiore: “Tutti i prodotti infiltrativi che si iniettano e si riassorbono in poche ore sono pericolosi ed è vietato impiegarli in questa modalità. Nel seno è vietato iniettare anche l’acido ialuronico che si usa ad esempio per il viso” precisa Spano.

Cosi come sono da evitare quei device in commercio che promettono di risollevare e ingrandire il seno, come elettrostimolatori (la mammella non è un muscolo, non si allena - dice Spano) e strani reggiseni-impalcatura da indossare per un effetto ‘dilatante’, che - sottolinea Spano - creano una specie di vuoto che dilata i tessuti e dopo averlo indossato magari per tutta la notte il seno risulta più gonfio perchè tra le cellule si è accumulato del liquido, appunto l’edema”.

E ancora le numerose creme ‘rassodanti’ da spalmare sulle mammelle.

Consigli Utili per Mantenere un Seno Sano

È importante ribadire che una vita equilibrata contribuisce indubbiamente al mantenimento nel tempo della forza e volume della mammella. Sono diverse le accortezze da adottare per ritardare i danni che l’età e altri fattori apportano ai tessuti. Come sempre, la giusta alimentazione e idratazione aiuta: è importante bere molta acqua e seguire una dieta equilibrata fatta di frutta e verdura e in particolare di pomodori, ricchi di licopene, considerato il più potente produttore naturale di acido ialuronico, di frutta secca che favorisce l’attività metabolica grazie agli Omega 3 e di polifenoli contenuti nella frutta rossa e nel vino che aiutano il mantenimento di una corretta irrorazione sanguigna. Anche l’attività fisica non va trascurata, in particolare può essere utile potenziare fasce e muscoli pettorali, eseguire quindi con costanza e regolarità esercizi mirati, volti a rassodare la muscolatura del seno in modo da migliorare sensibilmente e più a lungo il suo aspetto cadente e svuotato. Infine, anche i massaggi sono un valido aiuto nel prevenire il problema di un seno cadente, attraverso movimenti circolari e decisi, meglio se effettuati sotto la doccia con l’alternanza di acqua fredda e calda in una prima battuta e riproposti una volta asciutte con l’ausilio di creme o oli vari per aumentare la tonicità.

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