I Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione (DNA) sono un problema di sanità pubblica di importanza sempre maggiore, caratterizzati da un alto tasso di cronicità, mortalità e recidiva. Per la crescente diffusione, l'esordio sempre più precoce tra le fasce più giovani della popolazione e l'eziologia multifattoriale complessa, i DNA sono oggetto di attenzione sanitaria e sociale sul piano scientifico e mediatico. I disturbi alimentari possono colpire individui di ogni età, genere, sesso e aree geografiche anche se principalmente i soggetti più a rischio sono quelli di sesso femminile.
Tali disturbi si contraddistinguono per l'approccio disfunzionale all'alimentazione sia per la qualità sia per la quantità di cibo assunto, con conseguenti alterazioni somatiche, anche rischiose per la salute e la vita. Si tratta di patologie complesse, caratterizzate da un comportamento alimentare associato ad un'alterazione dell'immagine corporea, che si manifesta anche attraverso il continuo controllo del peso. Il rapporto disfunzionale con il cibo spesso è correlato a bassi livelli di autostima e possono presentarsi in associazione ad altri disturbi psicopatologici quali, ad esempio, i disturbi d'ansia o di abuso di alcol o di sostanze, il disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi di personalità o i disturbi depressivi.
L'esperienza maturata dai professionisti del settore evidenzia l'importanza di prevedere per la gestione delle persone affette da DNA un intervento precoce, strutturato, multidimensionale, interdisciplinare, multiprofessionale e integrato che tenga in considerazione gli ambiti di salute fisica e nutrizionale, gli ambiti di salute psicologica e psichiatrica oltre che gli ambiti di salute socio-relazionale.
Cosa sono i Disturbi del Comportamento Alimentare?
I disturbi del comportamento alimentare (detti anche DCA) sono disturbi psichiatrici invalidanti, potenzialmente mortali, che compromettono la salute fisica e il funzionamento sociale dell’individuo. Sono disturbi caratterizzati da un rapporto patologico con l’alimentazione e con il proprio corpo. I disturbi dell’alimentazione più conosciuti sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il binge eating disorder.
I disturbi alimentari sono caratterizzati da comportamenti alimentari patologici e/o comportamenti di controllo del peso e delle forme del proprio corpo. I disturbi alimentari si caratterizzano per essere disturbi in cui il rapporto con il proprio corpo risulta significativamente alterato. Nelle donne le preoccupazioni per il proprio corpo tendono a concentrarsi principalmente attorno a peso e forme corporee. Molto frequentemente il corpo viene percepito come non sufficientemente magro ed esile (Treasure et al., 2020) anche a fronte di quadri di sottopeso molto gravi.
Leggi anche: Alimentazione: cause, sintomi e cure
Tipologie di DNA
I comportamenti tipici di chi soffre di DNA possono essere contraddistinti sia per l'eccesso di assunzione di cibo (bulimia), sia per la restrizione dell'alimentazione, fino al digiuno (anoressia nervosa), sia per l'assunzione incontrollata di cibo (binge eating).
- Anoressia Nervosa: L’anoressia, a differenza della bulimia, non si caratterizza dalla presenza frequente di episodi di vomito, come spesso erroneamente si pensa. L’anoressia si caratterizza piuttosto dalla riduzione dell’introito calorico (spesso diete fai-da-te molto restrittive) e un aumentata attività fisica che portano ad una progressiva perdita di peso. Oltre alle problematiche relative al comportamento alimentare, in coloro che soffrono di anoressia nervosa, sono presenti alterazioni della sfera cognitiva ed emotiva (Treasure, 2015). Da un punto di vista cognitivo le pazienti con anoressia nervosa spesso presentano un pensiero rigido, focalizzato solo su pochi e stereotipati temi, che riguardano principalmente il cibo e il proprio corpo. L’eccessiva magrezza, causata da diete sempre più rigide, porta inoltre a problemi di natura medico-internistica che possono essere anche fatali. Le problematiche medico-internistiche possono interessare tutti gli organi e i sistemi, e rappresentano un fattore di primaria importanza nel percorso di cura per l’anoressia nervosa.
- Bulimia Nervosa: L’abbuffata, nella bulimia, è seguita dal bisogno immediato di svuotare lo stomaco attraverso il vomito auto-provocato. La persona che si abbuffa sperimenta spesso questo comportamento come una cessione involontaria al bisogno di mangiare, seguita da sentimenti intensi di colpa. Per far fronte a questi sentimenti e per cercare di annullare l’effetto delle calorie assunte, ricorre frequentemente all’induzione del vomito.
- Binge Eating Disorder (BED): Come per la bulimia nervosa, il BED si caratterizza per la presenza di abbuffate che però non sono seguite da comportamenti compensatori (ad es. il vomito). Il BED determina, di norma, un notevole aumento di peso. Chi soffre di binge eating disorder spesso ha una lunga storia di numerose diete fallite.
Diagnosi e Classificazione
La più recente classificazione proposta dall'American Psychiatric Association, nella quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM 5 - APA, 2013), ha cambiato il nome della sezione in Food and Eating Disorders (Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione, DNA), ha aggiornato i criteri diagnostici per anoressia e bulimia e ha riconosciuto il binge eating disorder tra i disturbi principali. Pertanto, alcuni quadri clinici che in passato erano ricompresi nella categoria "non altrimenti specificati" attualmente ricadono nelle categorie principali, aumentando il numero di soggetti con diagnosi di anoressia, bulimia e binge eating disorder.
Segnali di Allarme
La mancata consapevolezza del comportamento disfunzionale o un atteggiamento di negazione del problema possono rallentare il ricorso alle cure necessarie e appropriate, che dovrebbero essere invece tempestive. Molta attenzione deve essere inoltre posta alle diete (soprattutto se gestite in autonomia) intraprese per dimagrire. E’ quindi importante prestare attenzione soprattutto a cambi repentini nelle abitudini alimentari o nella personalità.
Gli aspetti da considerare con particolare attenzione sono:
- Notevole riduzione del peso
- Mancata volontà di aumentare il peso corporeo
- Stato di digiuno o semi-digiuno
- Condotte di eliminazione associate (es. vomito)
- Abbuffata incontrollata e altri comportamenti disfunzionali (l’estenuante attività fisica, l’assunzione di lassativi o diuretici, il ricorso a solo cibi dietetici, ecc).
Trattamento
Nella maggior parte dei casi, le persone affette da tali disturbi giungono alle cure grazie all'iniziativa di un familiare o attraverso l'intercettazione dei sanitari chiamati ad intervenire in occasione di urgenze legate alle condizioni precarie o critiche di salute in cui versano. Infatti il ricovero consente, da un lato, di poter monitorare quotidianamente il paziente, i suoi parametri fisiologici e la sua condizione medico-internistica. Con il passare delle settimane i progressi clinici consentono al paziente di accedere a quello che è chiamato il “tavolo autonomo” dove appunto non si viene più assistiti dal personale sanitario.
Leggi anche: Cause e Sintomi dei Disturbi Nutrizionali
Nonostante il ricovero sia in certi casi fondamentale, certamente non è in grado di completare il lavoro psicologico e riabilitativo che spesso deve essere portato a termine a livello ambulatoriale. Tutte le pazienti ricoverate sono infatti inviate nuovamente presso i rispettivi servizi territoriali di competenza o specialisti privati.
In particolare alcuni modelli sono stati proposti e prevedono un maggior coinvolgimento nei genitori nel percorso di cura, in particolare per pazienti minorenni. Un esempio riguarda il New Maudsley Model, un modello di trattamento che mette al centro del percorso la famiglia, con incontri dedicati ai genitori.
La principale raccomandazione che può essere fatta ai genitori è quella di favorire nei figli lo sviluppo di un adeguato livello di autostima e di autoefficacia. I figli devono essere incoraggiati ad affrontare la vita, sostenuti nelle prove del quotidiano, aiutati a tollerare le frustrazioni, senza legare il proprio valore all'aspetto fisico o alla prestazione fornita (ad es. E’ importante aiutare i figli a non basare il proprio valore e la propria amabilità su prestazioni da esibire.
Il ruolo del microbiota
Infine, negli ultimi anni la ricerca si è focalizzata sul ruolo del microbiota intestinale nei DNA. Sono state riscontrate delle differenze correlate ad uno specifico disturbo alimentare nella composizione del microbiota intestinale. In particolare, in pazienti con Binge Eating Disorder si è osservata una riduzione di batteri coinvolti nella modulazione dell’infiammazione tra cui Akkermansia, Sutterella e Intestinimonas). In particolar modo, bassi livelli di Akkermansia influiscono sulla regolazione della barriera intestinale, aumentando la permeabilità e il rischio di infezioni. In soggetti con anoressia nervosa, invece, si è osservata una riduzione dei Bacillota, batteri produttori di butirrato, un noto acido grasso a corta catena che è stato dimostrato essere indirettamente protettivo rispetto a sintomi di depressione ed ansia.
Impatto della Pandemia
La pandemia ha provocato conseguenze indesiderate per le persone affette da DNA, tra cui interruzioni della routine regolare (ad esempio, frequentare la scuola e il lavoro), aumento dell’isolamento sociale dai coetanei, disagio emotivo ed elevati livelli di stress familiare. Diversi studi pubblicati hanno anche dimostrato che la pandemia ha provocato un peggioramento dei sintomi dei DNA e un aumento dei ricoveri ospedalieri ad essi correlati.
Leggi anche: Letture consigliate per disturbi intestinali
Un’indagine condotta dalla SIP in 9 regioni italiane ha rilevato che durante la pandemia gli accessi in Pronto Soccorso degli under 18 per disturbi neuropsichiatrici sono aumentati dell’84% rispetto al periodo pre-covid e in particolare gli accessi per DNA hanno registrato un incremento del 78%.
La Cura dei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione in Lombardia
Obiettivo primario per Regione Lombardia è generare una cultura che avvicini le persone alle cure il più precocemente possibile, creando fiducia nelle possibilità di miglioramento e guarigione e consapevolezza che la storia della malattia può cambiare completamente se intercettata precocemente. Abbattere pregiudizi e stigma può aiutare le persone a chiedere e accettare prima l’aiuto necessario.
L’approccio al trattamento dei disturbi dell’alimentazione è multidimensionale, interdisciplinare, integrato e coinvolge diverse figure professionali dell’area sanitaria, tra cui il Medico di Medicina Generale / Pediatra di Libera Scelta che, in relazione alle informazioni raccolte può indirizzare la persona verso i servizi specialistici. Per questo motivo in ogni ASST è stata costituita, all’interno del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze, una equipe multidisciplinare specifica per i DNA.
tags: #DNA #disturbi #nutrizione