La Coca Cola è una bibita analcolica conosciuta in tutto il mondo, inventata per caso da un farmacista di Atlanta nel 1886. Una bevanda che ha fatto storia e che ha fatto molto parlare di sé, anche in modo critico. Quante volte infatti ci è stato detto che la Coca Cola fa male?
E se non è la ricetta tradizionale a essere sotto accusa, la classica con l’etichetta rossa, sono le sue varianti, quelle nate per soddisfare le esigenze del mercato a esserlo. Quali sono le differenze con le altre famose e amate proposte del brand? E, soprattutto, è vero che la Coca Cola zero fa male?
Cosa Cambia Tra Coca Zero e Coca Normale?
Prima di capire se sia meglio berla o meno cerchiamo di capire quali sono le caratteristiche della Coca Cola zero. Ecco, come potreste intuire dal nome, si tratta di una bevanda con zero zuccheri. Il sapore è molto simile a quello della ricetta classica, la Coca normale ma cambiano gli ingredienti.
Se infatti la prima proposta contiene acqua, zucchero, anidride carbonica, colorante E 150d, acidificante acido fosforico, aromi naturali, aroma caffeina per un totale di 10,6 g di zuccheri ogni 100 ml, la Coca Cola zero, grazie alla sua formula, non apporta zuccheri alla nostra dieta.
E che cosa c’è dentro? La differenza sta nella presenza degli edulcoranti ciclammato di sodio, acesulfame K e aspartame al posto dello zucchero, oltre al correttore di acidità citrato trisodico. Vedremo poi più avanti che cosa significano questi ingredienti.
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Che Differenza C’è Tra Coca Cola Zero e Light?
Passiamo ora al confronto con un’altra proposta del brand per chiarire meglio le cose. Prima della Coca Cola Zero c’era la Coca Cola Light, la famosa Diet Coke che spopola sul mercato internazionale a partire dal 1982.
Ma se esisteva già un prodotto alternativo di successo, perché farne un altro? La Coca Cola Light è senza zuccheri e senza calorie (la Coca Cola Zero ne contiene una minima parte, 0,2 kcal per 100 ml), ma, rispetto alle altre proposte, ha un sapore diverso.
Inoltre il prodotto è sempre stato associato a un pubblico femminile, visto che è stato il primo a decretarne il successo. La Coca Cola Zero, seppur è stata lanciata per rispondere alle esigenze degli uomini, in Italia è apprezzata dal 62% delle donne (fonte: CBL 2014), come si legge dal sito dell’azienda.
La Coca Cola Zero Fa Male?
Dopo questa necessaria premessa torniamo alla nostra domanda e cerchiamo di capire se è meglio evitare o meno di bere la Coca Cola Zero analizzando i suoi ingredienti, a partire dall’aspartame. Si è detto e scritto tanto in questi anni su questo dolcificante artificiale, indicato spesso in etichetta con la sigla E951.
Dopo decenni di ricerca, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) ha concluso che 40 mg per kg di peso corporeo al giorno non sono dannosi alla salute, neppure cancerogeni. E in una lattina o bottiglietta di Coca Cola Zero non superiamo di certo questo limite.
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Ma l’aspartame non è l’unico dolcificante artigianale presente. Troviamo il ciclamato di sodio (E952) scoperto nel 1937. Negli Stati Uniti il suo utilizzo è stato sospeso perché negli studi sulle cavie sono stati riscontrati casi di cancro alla vescica e atrofia testicolare, mentre analisi sull’uomo hanno fatto sì che l’Europa autorizzasse questo ingrediente con un limite di 0 - 7 mg/kg di peso corporeo.
Nella Coca Cola Zero c’è poi l’acesulfame K (E950) che, pensate, ha un potere dolcificante fino a 200 volte superiore dello zucchero e viene molto usato nell’industria alimentare ma anche in quello degli integratori. È approvato in più di 100 Paesi ma l’Efsa consiglia di non superare il quantitativo di 0 - 9 mg/kg di peso corporeo al giorno.
Veniamo ora all’ultimo ingrediente che caratterizza la Coca Cola Zero rispetto alla ricetta classica, il citrato trisodico. È un regolatore di acidità, ma anche un antiossidante ed è presente pure in diversi farmaci e integratori.
La Coca Cola Zero quindi fa male? Come abbiamo visto, contiene sostanze approvate e verificate. In futuro, nuovi studi potrebbero ridimensionare le soglie limite, ma se ne terrà conto in una nuova formulazione della bevanda. Quindi, al momento, possiamo dire che la Coca Cola zero è sicura e non fa male. Naturalmente, il consiglio è sempre quello di non esagerare con le quantità. Del resto, anche con la caffeina è bene non eccedere.
La Coca Cola Zero Fa Ingrassare?
E poi c’è un rovescio della medaglia quando si parla di dolcificanti artificiali. Come è possibile che una bevanda senza zucchero e senza quasi calorie ci faccia aumentare di peso? Sembra un controsenso ma diversi studi stanno dimostrando che il consumo regolare di bibite dolcificate faccia ingrassare.
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Questo perché, ingerendo qualcosa di dolce, facciamo attivare la reazione dell’organismo che però non trova effettivamente zuccheri da sintetizzare. Questo sembra provocare un desiderio incontrollabile di zuccheri, un aumento del senso di fame e un’alterazione della sensibilità dei tessuti all’insulina.
Questo rischio, lo ripetiamo, si può presentare con un consumo abituale di bevande contenenti dolcificanti artificiali. La Diet Coke o Coca Cola Light è una bevanda a zero calorie e senza zucchero. Ma ha anche zero rischi e davvero non fa ingrassare?
La Coca Cola Zero e altre bevande considerate “light” spopolano già da anni, facendo sentire meno “in colpa” e illudendo che non facciano ingrassare e che siano meno dannose per la salute delle rispettive bibite contenenti zucchero. Ma è davvero così?
Dovremmo cercare di evitare il più possibile di assumere bevande gassate, che contengano o meno zuccheri. L’aspartame contenuto in queste bevande, anche se sotto i limiti consentiti dalla legge, fa in realtà ingrassare in maniera indiretta.
Uno studio dell’Università dell’Illinois ha scoperto che ingerire dolcificanti artificiali “può influenzare i livelli di glucosio nel sangue e di insulina nei test di tolleranza al glucosio”. I risultati suggeriscono che, nonostante non abbiano calorie, i dolcificanti artificiali possono avere effetti metabolici che imitano il consumo effettivo di zucchero.
Quindi i messaggeri di insulina sono pronti a trasportare tutte quelle calorie per immagazzinare i grassi e quando le calorie non arrivano, vi è come una “chiamata” a fare scorta. “Il messaggio più importante da portare a casa è che il gusto dolce di per sé può avere un impatto sul metabolismo dei carboidrati e sul controllo del glucosio.
In uno studio condotto presso il Medical College of Wisconsin e la Marquette University, quando i dolcificanti artificiali (aspartame e acesulfame potassio) sono stati somministrati a colture cellulari umane e sperimentati su modelli animali, i ricercatori hanno visto significativi “cambiamenti metabolici a livello genetico che potrebbero portare a diabete e obesità“, ha dichiarato il biologo Dr.
Come ha specificato il dottor Dr. “I dolcificanti artificiali sembrano contribuire ai disordini metabolici alterando l’attività di alcuni geni responsabili della scomposizione delle macromolecole come i grassi e le proteine. Le bevande dietetiche non sono migliori di quelle zuccherate.
Bevande a zero calorie: ne bastano due al giorno per aumentare il rischio di ictus. All’interno del corpo l’aspartame si trasforma in formaldeide, sostanza collegata al cancro in alcuni esperimenti su animali.
“Il metanolo è una sostanza che, trasformandosi nell’organismo in formaldeide e acido formico, risulta altamente tossica, determinando anche, in dosi molto elevate, problemi di vista e cecità. Dato che, nonostante l’FDA e l’EFSA lo considerino sicuro, la faccenda sembra essere ancora controversa.
Alternative All'Aspartame
Sì, ci sono. Stevia, eritritolo e xilitolo sono alcune di queste. Tuttavia, in alcuni casi la stevia è considerata discutibile perché può scatenare allergie.
Cosa Dice L'OMS Sull'Aspartame?
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il dolcificante aspartame potrebbe essere cancerogeno. L'aspartame è presente in molte bevande dolci, yogurt e gomme da masticare.
Quello che si sospettava da tempo è stato ora confermato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità OMS e dalla sua sotto-organizzazione IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro): Il dolcificante aspartame può causare il cancro. All'inizio questo dato sembra preoccupante.
Secondo la valutazione della IARC, l'aspartame è classificato come "possibilmente cancerogeno" per l'uomo. Tuttavia, la dose giornaliera precedentemente raccomandata di un massimo di 40 mg per chilogrammo di peso corporeo non verrà modificata. A questa soglia, una persona di 70 kg può bere 21 litri di Coca Cola Zero al giorno. Con una tale quantità, l'aspartame rappresenterebbe un problema minore. Sarebbe molto più probabile che provochi iperidratazione.
Le prove scientifiche disponibili sono limitate. Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio il potenziale rischio cancerogeno dell'aspartame. La classificazione dell'aspartame come "possibilmente cancerogeno" significa che esistono prove limitate ma non convincenti di cancro negli esseri umani o prove convincenti di cancro negli studi sugli animali, ma non in entrambi i casi.
Coca Cola Zero e Dieta
Sì, puoi bere Coca-Cola Zero mentre sei a dieta, perché non contiene calorie né zucchero, il che la rende una buona alternativa per soddisfare la voglia di bibite gassate senza compromettere l’apporto calorico.
Può aiutarti a seguire una dieta più facilmente, permettendoti di gustare un sapore dolce senza ostacolare gli obiettivi di perdita di peso. Tuttavia, non devi basare la tua dieta su bibite senza calorie.
Una dieta equilibrata ricca di frutta, verdura, proteine e cereali integrali è essenziale per dimagrire e stare in salute. Goditi la Coca-Cola Zero con moderazione e accompagnala a uno stile di vita attivo.
Analisi Degli Ingredienti Della Coca Cola Zero
La Coca-Cola classica è composta da acqua gassata, zucchero, colorante nero (E150D), acidificante (E338) e aromi naturali, mentre la Coca-Cola Zero sostituisce lo zucchero con dolcificanti: ciclamato di sodio (E952), acesulfame K (E950) e aspartame, oltre a un correttore di acidità (E331).
Ciclamato di sodio (E952)
Scoperto nel 1937 da Michael Sveda, è usato come dolcificante artificiale dal 1950. Non contiene calorie e dolcifica oltre 50 volte più di altri dolcificanti. Secondo le autorità sanitarie, la dose giornaliera ammissibile è di 11mg per kg di peso corporeo.
Negli USA è stato sospeso nel 1970 dopo uno studio su ratti1, ma numerosi studi successivi lo hanno dichiarato sicuro per l’uomo. La FDA ha concluso che il ciclamato non è cancerogeno e anche l’OMS lo considera un dolcificante sicuro, classificandolo nel “Gruppo 3” delle sostanze non cancerogene.
Acesulfame K (E950)
Scoperto nel 1967, è un dolcificante sintetico 200 volte più dolce dello zucchero. La dose giornaliera ammissibile è di 15mg/kg di peso. Per una persona di 80kg, il limite sarebbe 1,2g. Con circa 150mg per lattina, si supererebbe la soglia dopo 8 lattine, cioè circa 2,6 litri.
Sono pochi gli studi approfonditi su questo dolcificante, ma quelli disponibili non mostrano rischi cancerogeni. Diverse revisioni di FAO, OMS, EFSA e FDA hanno sempre confermato che è sicuro.
Aspartame
Anche lui è un dolcificante non calorico, 150-200 volte più dolce dello zucchero, ed è il più discusso di tutti. La FDA fissa la dose sicura a 50mg/kg di peso. Per una persona di 80kg, la soglia sarebbe 4g, ovvero più di 22 lattine, dato che ogni lattina contiene circa 0,18g.
È criticato perché durante la digestione genera metanolo, che poi diventa formaldeide (potenzialmente cancerogena). Ma la quantità prodotta è minore rispetto a quella presente in una banana o una carota.
EFSA ha pubblicato una revisione di oltre 250 pagine confermandone la sicurezza7, ma alcuni ricercatori come Soffritti continuano a pubblicare studi contrari8.
Acidificante (E338)
Si tratta di acido fosforico, usato per dare un tocco di acidità alla bevanda. Alcuni studi lo collegano all’erosione dello smalto dentale e a una possibile riduzione della densità ossea9, ma sono ricerche deboli e non definitive.
Colorante (E150D)
È un caramello a base di solfito d’ammonio, considerato sicuro. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro lo aveva classificato come “possibilmente cancerogeno”, ma l’EFSA ha concluso che non ci sono motivi di preoccupazione10.
Correttore di acidità (E331)
Il citrato di sodio è il correttore usato nella Zero ma non nella classica. Anche questo è stato criticato, ma… La FDA non ha nemmeno fissato una dose giornaliera massima perché è considerato del tutto innocuo.
L'Aspartame e La Classificazione IARC
Negli ultimi tempi, l'aspartame è stato oggetto di discussione a causa della sua classificazione da parte dell'IARC come possibile cancerogeno per l'essere umano. Questa notizia ha gettato la popolazione nel panico, portando molti a chiedersi se bere la Coca Zero comporti davvero un rischio per la salute.
Partiamo con una breve introduzione:
- Che cos'è l'aspartame? L'aspartame è il dolcificante di sintesi più utilizzati al mondo. Viene impiegato in prodotti a basso contenuto calorico, poiché è circa 200 volte più dolce dello zucchero. Questo consente di rendere dolci le bevande come la Coca Zero con un apporto calorico praticamente nullo.
- Cosa dice la classificazione IARC? L'IARC è un'agenzia dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che si occupa della ricerca sul cancro. Uno dei suoi compiti è quello di studiare la relazione tra il cancro e le sostanze (alimentari e non) di uso comune e industriale. Infine, le sostanze vengono classificate in quattro categorie in base alle evidenze scientifiche.
In base alle evidenze scientifiche in nostro possesso è possibile affermare che una determinata sostanza è cancerogena (gruppo 1), probabilmente cancerogena ma i dati a nostra disposizione sono inconcludenti (gruppo 2A), possibilmente cancerogena ma non ci sono abbastanza dati che confermino la cancerogenicità (gruppo 2B) o non classificabile come cancerogena per carenza di prove a riguardo (gruppo 3).
Aspartame: In Quale Categoria Si Trova?
L'aspartame è stato inserito nella categoria 2B, quella dei possibili cancerogeni. Ciò significa che alcuni studi hanno individuato questa possibilità di rischio ma l'insieme delle evidenze a disposizione della comunità scientifica non consente di confermarne la cancerogenicità.
In alcuni casi, infatti, l'aspartame in grandi quantità si è rivelato pericoloso sugli animali da laboratorio, mentre non è stata ancora dimostrata questa pericolosità sull'essere umano. Gli studi proseguiranno per fare ulteriormente chiarezza.
Quanto Aspartame C'è Nella Coca Zero?
Una delle domande che sentiamo più spesso è: “Quanto aspartame c’è nella Coca Zero?” La risposta è: una lattina da 330 ml contiene tra i 200 e i 300 mg di aspartame, a seconda della ricetta e del mercato di riferimento (le quantità possono variare leggermente tra Coca Zero, Coca Light e altre versioni).
Considerando che la dose giornaliera ammissibile (DGA) di aspartame è di 40 mg per kg di peso corporeo, una persona di 70 kg potrebbe consumare fino a 2800 mg al giorno senza rischi per la salute. Questo equivale a circa 9-14 lattine di Coca Zero al giorno, una quantità che nella vita reale è piuttosto improbabile da raggiungere.