Dolcificanti Artificiali: Composizione, Valori Nutrizionali ed Effetti sulla Salute

L'impiego di dolcificanti artificiali acalorici determina modificazioni della flora intestinale (oggi chiamata: microbiota), che in alcuni soggetti possono essere sfavorevoli dal punto di vista metabolico, come dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Nature.

Lo Studio e i suoi Risultati

Gli esperti hanno monitorato la glicemia di un gruppo di 7 volontari che non consumava dolcificanti, con un sensore che rilevava i valori glicemici ogni 5 minuti. Ogni giorno, inoltre, veniva valutata la composizione del microbiota.

Dopo 2 giorni di follow up, i volontari hanno ricevuto una dose di saccarina, con un dosaggio all’interno dei limiti previsti per l’uomo, e sono stati osservati per altri 5 giorni. Nella metà di questi soggetti, anche un’esposizione di breve periodo alla saccarina induceva un aumento significativo della glicemia. Tale aumento era mediato da alterazioni della composizione del flora batterica intestinale.

Ovviamente, data la scarsità di soggetti valutati lo studio va considerato preliminare come sottolineano gli stessi Autori, ma comunque evidenzia in modo chiaro che, in linea con la filosofia della medicina personalizzata, in alcuni individui i dolcificanti artificiali possono avere un effetto non favorevole dal punto di vista metabolico.

Il Commento degli Esperti

“Non è il caso di alimentare il panico tra la gente e neanche tra le persone con il diabete - afferma il professor Enzo Bonora, Presidente della Società Italiana di Diabetologia - anche se certo questi sono studi importanti e pubblicati da una rivista prestigiosa, come Nature. Prima che questi risultati possano essere traslati in raccomandazioni nutrizionali e portati nella pratica clinica, c’è bisogno di ulteriori conferme e di riflessione. La Società Italiana di Diabetologia (SID) non ha mai raccomandato l’uso dei dolcificanti al posto dello zucchero, perché piccole quantità di quest’ultimo non sono da bandire dalla dieta della persona con diabete. I risultati di questo studio confortano la nostra posizione”.

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Il nuovo studio dimostra che i dolcificanti artificiali possono alterare la flora batterica intestinale ma perché tutto questo interesse? In base agli studi più recenti, il microbiota sembra giocare un ruolo sempre più importante nel condizionare l’equilibrio degli zuccheri e tutta una serie complessa di processi endocrini e metabolici.

“L’intestino - continua il prof. Bonora - è una grande ghiandola endocrina perché le sue diverse cellule producono decine di sostanze, ma anche e soprattutto perché il suo contenuto, cioè l’enorme ‘giardino zoologico’ di batteri che alberga, produce una miriade di sostanze che possono esercitare un’azione deleteria sia sulle cellule pancreatiche alfa e beta, che sul livello di sensibilità dei diversi organi (fegato, muscolo, cervello) all’insulina”.

Ciò che mangiamo ha un notevole impatto sulla composizione della nostra flora intestinale: se consumiamo in modo regolare alcuni cibi questo comportamento favorirà la crescita di alcune specie batteriche a discapito di altre. Queste dinamiche nell’habitat intestinale sono state comprese studiando gli effetti dei cambiamenti della dieta in persone che ad esempio si spostano spesso da un paese all’altro del mondo.

L’articolo pubblicato sulla rivista Nature convalida alcuni elementi utili a ritenere che anche i dolcificanti artificiali possano interferire sulla composizione e sulla funzione del microbiota individuale, con possibili ricadute sfavorevoli dal punto di vista metabolico.

“Il lavoro pubblicato su Nature - afferma il professor Giorgio Sesti, ordinario di Medicina Interna, Università della Magna Graecia di Catanzaro e Presidente eletto della SID - è molto importante e apre a nuove prospettive terapeutiche nel campo dell’intolleranza glucidica e del diabete nell’uomo. In particolare, apre il campo a interventi di tipo nutrizionale (selezione di antibiotici non iperglicemizzanti) e farmacologici (antibiotici intestinali per la selezione dei batteri ‘giusti’). Il danno dei dolcificanti a livello del metabolismo è dovuto a una selezione sfavorevole dei batteri intestinali; questo farebbe supporre che, attraverso modificazioni dietetiche, impiego di probiotici e, in futuro, ricorso ad antibiotici intestinali sarà - forse -possibile prevenire il diabete, ma certamente non curarlo”.

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Tic: Un Dolcificante Alternativo

Tic è un dolcificante liquido con una formula esclusiva brevettata, studiata per dare una risposta al fabbisogno di dolcificare in alternativa allo zucchero ma senza compromessi nel gusto, dunque senza retrogusto estraneo. La sua forma liquida lo rende inoltre molto funzionale all’utilizzo in bevande calde e fredde, grazie all’immediata solubilità. Infine la sua resistenza alle alte temperature consente di utilizzarlo in cucina nella preparazione di dolci.

Caratteristiche di Tic

  • Senza conservanti, aspartame, zuccheri
  • Senza glutine
  • Senza calorie
  • Può essere consumato da vegetariani, vegani e celiaci

Ingredienti di Tic

Acqua; edulcoranti: sodio ciclammato, sodio saccarinato, acesulfame potassio.

Caratteristiche Nutrizionali di Tic (per 100 g)

Dichiarazione Nutrizionale Valore per 100g
Energia 0 kJ / 0 kcal
Grassi 0 g
di cui acidi grassi saturi 0 g
Carboidrati 0 g
di cui zuccheri 0 g
Fibre 0 g
Proteine 0 g
Sale 4,1 g

Conservazione di Tic

Conservare a temperatura ambiente. Validità a confezionamento integro: 36 mesi.

Dolcificanti Artificiali e Naturali: Un Confronto

Gli edulcoranti di sintesi (artificiali) sono nati come dolcificanti per diabetici e, grazie al loro potere calorico estremamente basso, si sono presto diffusi in molti alimenti dietetici. Queste sostanze hanno infatti un potere dolcificante estremamente elevato tanto che sono sufficienti piccolissime quantità per donare un sapore particolarmente dolce all'alimento.

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Questi (i più diffusi), non si trovano in natura ma vengono sintetizzati in laboratorio. L'aspartame in particolare ha un potere dolcificante 200 volte superiore rispetto allo zucchero, mentre quello della saccarina è addirittura 450-600 volte superiore.

I dolcificanti naturali sono invece quelli che, come il miele o il fruttosio, si trovano come tali in natura. Il fruttosio in particolare ha un indice glicemico più basso dello zucchero mentre il suo potere dolcificante è leggermente superiore (circa il 33%) in più.

Caratteristiche dei Dolcificanti Artificiali

  • Acalorici
  • Potere dolcificante maggiore del saccarosio
  • Non stimolano la produzione di insulina (anche se dalle ultime ricerche potrebbero esercitare uno stimolo indiretto)

Nonostante ciò un cucchiaino di miele fornisce più calorie e carboidrati rispetto ad un cucchiaino di zucchero, a causa del maggior peso specifico.

Dolcificanti Artificiali: Fanno Bene o Male?

L'organizzazione mondiale della sanità consiglia di non superare il 10% delle calorie totali attraverso il consumo di zuccheri. Un consumo eccessivo di questo dolcificante naturale aumenta infatti il rischio di cadere nella trappola dell'obesità con tutte le conseguenze negative del caso (iperlipidemia, insulino resistenza, problemi cardiocircolatori, maggiore suscettibilità ad alcune forme tumorali).

Considerando tutti questi fattori l'utilizzo dei dolcificanti artificiali sembrerebbe risolutivo ed altamente salutare. Recente è, per esempio, la notizia di una ricerca che dimostra, per l'ennesima volta, la cancerogenicità dell'aspartame sui ratti. Questo studio ha suscitato molto scalpore e - anche se per fortuna uomo e topi non sono uguali - ci ha comunque ricordato che per sicurezza è bene non esagerare con il consumo di dolcificanti artificiali.

Mantenendo l'abitudine al dolce è più facile consumare cibi ipercalorici come dolciumi e bevande zuccherate. A conti fatti i dolcificanti artificiali possono pertanto avere un effetto ingrassante. Non è vero che i prodotti "senza zucchero" non fanno ingrassare e che possono essere consumati liberamente. ironia della sorte, per il pericolo obesità derivante da un loro uso indiscriminato.

Aspartame: Apporto energetico trascurabile. Controindicato nella fenilchetonuria. Sconsigliato gravidanza e bambini.

Xilitolo: Poco assorbito livello intestinale. Ha effetti lassativi con dosi di 10-20 g/die.

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