L’ampliamento delle competenze dei farmacisti è un tema centrale nell’attuale dibattito della categoria, tanto che viene proposto da molte voci come una delle possibili soluzioni alla grave disoccupazione. Una possibilità sarebbe l’introduzione della figura del farmacista nutrizionista, proposta formalizzata proprio in questi giorni nel Ddl Mandelli-D’Ambrosio Lettieri sull’ampliamento delle competenze dei farmacisti, e che ha scatenato le ire dei biologi.
Quello del farmacista-dietologo-nutrizionista è un tema che da tempo è al centro dell’attenzione della categoria. Il farmacista esperto in nutrizione può fare cultura e questo è di estrema importanza ora che la Farmacia dei servizi è diventata una realtà. L’utente, infatti, si rivolge al farmacista spesso e di solito anche prima di quanto possa parlare con il medico.
Il Quadro Normativo e le Interpretazioni Attuali
Nell’ultimo periodo le interpretazioni del quadro normativo hanno lasciato spazio a un dibattito che ha visto, tra i protagonisti, la Federazione ordini farmacisti italiani (Fofi) e l’Associazione farmacisti esperti in nutrizione (Afen). È proprio l’Afen, impegnata nell’attività di riconoscimento delle competenze e del ruolo di orientamento e informazione in questo settore della professione farmaceutica, a ricordare che ad oggi in Italia giuridicamente non esiste la figura sanitaria del nutrizionista, professione esistente in Europa solo in Norvegia, Portogallo, Islanda e Malta.
Se ci si attiene a un parere emesso dal Ministero della Salute ed espresso dal Consiglio Superiore di Sanità, si possono fregiare di questo titolo coloro i quali sono specialisti della nutrizione umana di varia estrazione, medica e non medica; tra queste figure vi è sicuramente il farmacista. Secondo quanto stabilito dal parere espresso il 15.12.2009 dal Consiglio Superiore di Sanità sez.
Dal lato suo la Fofi, chiamata a rispondere a un quesito sollevato dall’Ordine di Salerno, ha affermato che «in linea generale, il farmacista, anche specializzato, non può prescrivere diete, ma può esclusivamente fornire consulenze e dare informazioni riguardanti medicinali, integratori alimentari e, comunque, altri prodotti venduti in farmacia».
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In questo senso, sostiene l’Afen, il commento ufficiale della Fofi sull’impossibilità del farmacista di elaborare diete «assume rilevanza primaria, perché ne riconosce comunque la legittima competenza nel settore della nutrizione (integratori e prodotti destinati all’alimentazione particolare sono normativamente alimenti, vedi Decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169 e DM 9 luglio 2012)».
Se la FOFI, rispondendo a un quesito dell'Ordine di Salerno, ribadisce che al farmacista non viene attribuita la possibilità di elaborare diete, il summenzionato commento ufficiale assume rilevanza primaria, perché ne riconosce comunque la legittima competenza nel settore della nutrizione (integratori e prodotti destinati all’alimentazione particolare sono normativamente alimenti, vedi Decreto legislativo 21 maggio 2004, n.
Questo atto formale è una implicita conferma nel merito della più volte citata sentenza n.20281/17 del 28.04.2017 della VI Sez.
Inoltre AFEN continua a sostenere, senza essere mai stata smentita, che in Italianon esiste la professione del “nutrizionista”, né è stata inserita come nuova figura sanitaria nella “legge 03.2018 detta Lorenzin”. Infatti, stando al parere espresso il 15.12.2009 dal Consiglio Superiore di Sanità sez.
Inoltre la consulenza sanitaria del farmacista, che può anche riguardare il più ampio settore della salute e del benessere, può e deve essere espressa in termini quali-quantitativi, può essere formalizzata per iscritto (non vi sono norme o regolamenti che lo impediscano o lo vietino) e per essa può essere corrisposta una parcella professionale (commento ufficiale FOFI all’art. 15 del Codice Deontologico).
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Il farmacista, quindi, in particolar modo se ha acquisito competenze specifiche con una seconda laurea, master o scuole di specializzazione, rientra tra le figure professionali che hanno diritto a parlare di educazione alimentare, poiché il suo consiglio si colloca nell’ambito del supporto alla salute e al benessere.
Formazione e Percorsi per il Farmacista Nutrizionista
Competenza e conoscenza sono elementi imprescindibili per tutti i farmacisti. E’ intuitivo ormai come la professionalità del farmacista non possa tuttavia essere a 360°, ma piuttosto specificamente sviluppata in settori mirati, anche a maggior garanzia di una migliore qualità del counseling. A tal fine, è determinante per il farmacista seguire dopo la laurea opportuna formazione in apposite aree di specializzazione. Nello specifico, per il farmacista che voglia conseguire una qualifica nell’ambito della nutrizione si profilano diverse alternative.
Per poter offrire consigli alimentari e nutrizionali, occorre conoscere le caratteristiche nutrizionali e/o salutistiche degli alimenti (nutraceutici), saper valutare le esigenze nutrizionali ed energetiche dell’individuo, saper utilizzare tutta l’apparecchiatura e le metodologie richieste (misure antropometriche, bioimpedenziometria, analisi della composizione corporea, holter metabolici, plicometria, analisi del metabolismo basale e del dispendio energetico, ecc.).
Il farmacista allo stato attuale non può formulare diete ponderali, a specifico appannaggio del medico dietologo, del biologo nutrizionista e del dietista in seguito a prescrizione medica. Dopo specifico iter formativo (es. Master di II livello in Nutrizione Umana), diventerà counselor nutrizionale abilitato ad offrire consulenze nutrizionali, indicazioni al corretto stile di vita in farmacia e potrà promuovere campagne educazionali rivolte alla popolazione generale o a gruppi di professionisti. Potrà pertanto progettare e gestire interventi educativi e di formazione continua o aggiornamento per insegnanti, operatori sanitari o gruppo di popolazione.
Un farmacista che voglia invece svolgere la professione del nutrizionista libero professionista abilitato a determinare diete ponderali, deve iscriversi all’albo dei biologi sezione A previo superamento di Esame di Stato. Per poter essere ammesso a sostenere l’Esame di Stato, dovrà conseguire una seconda laurea a scelta tra: Biologia, Biotecnologie Agrarie, Biotecnologie Industriali, Biotecnologie Mediche, Scienze della Nutrizione Umana o Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e il Territorio.
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I Master di II livello rappresentano una valida scelta formativa proposta da varie università italiane (Milano, Bologna, Roma, Pavia, Napoli) per il farmacista che voglia proseguire la propria attività professionale in farmacia e al limite affiancare la divulgazione scientifica, poiché fornisce tutti gli strumenti utili a formare un professionista sensibile alla prevenzione e specializzato nel suggerire la supplementazione e lo stile di vita più adeguati su base individuale. Inoltre questo percorso di studio è facilmente conciliabile per il farmacista che voglia specializzarsi e contemporaneamente continuare a lavorare in farmacia.
All’interno dell’offerta formativa dei Master di II livello, nella maggior parte dei casi è previsto lo svolgimento di un periodo di tirocinio presso strutture convenzionate con le Università, in cui si ha modo di rapportarsi con figure professionali esperte nel settore che vivono in toto gli aspetti legati al tema nutrizione, ed in tal modo iniziare a mettersi in gioco “sul campo”. Inoltre sarebbe opportuno acquisire buone basi in ambito comunicazione. Non si dimentichi infatti che il successo terapeutico è senz’altro legato ad aspetti tecnici e a competenze specifiche da parte del farmacista, ma è anche fondamentale come si gestisce la relazione col paziente. In altre parole, è importante per il farmacista lavorare bene dando dimostrazione al paziente della propria competenza, senza mai dimenticare il lato umano.
La Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana
Per conseguire la laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana devono essere acquisiti 120 crediti formativi universitari (CFU).
I laureati magistrali in Scienze della Nutrizione Umana potranno esercitare la propria professione presso aziende di preparazione, conservazione e distribuzione degli alimenti, aziende farmaceutiche e dei prodotti per la salute, aziende di ristorazione e ristorazione ospedaliera, organismi pubblici e privati preposti alla conoscenza ed alla sorveglianza delle tendenze nutrizionali della popolazione, organismi pubblici e privati, nazionali ed internazionali, preposti al controllo degli alimenti e dei prodotti per la salute, istituzioni che si occupano di nutrizione in funzione degli effetti sulla salute e sul benessere degli individui, scuole, università ed altri enti di ricerca pubblici e privati.
Consigli Nutrizionali e Consulenza Alimentare
Ma che cosa significa, allora, consiglio nutrizionale e consulenza alimentare? «Si tratta di una attività di educazione che può essere diretta al singolo, alla famiglia, a specifiche categorie di persone, dai bambini agli anziani, ma anche alla gestione della menopausa, per fare un esempio, oppure può anche essere indirizzata a comunità, per esempio scuole, mense aziendali, e così via. Sono tutte attività che il farmacista può fare. Tornando al caso della pressione, si possono dare indicazioni per esempio su come ridurre l'apporto di sale, spiegando che il sale si trova già in alcuni alimenti e ancora di più nei cibi conservati e nei prodotti lavorati a livello industriale, e così via».
E un consiglio finalizzato alla perdita di peso? «Quello che non è possibile fare è indicare un obiettivo calorico o specifiche grammature per alimento. Ma, parlando sempre di soggetti che non rientrano in situazioni patologiche, l'obiettivo della perdita di peso può essere affrontato in primo luogo attraverso la conoscenza degli alimenti: come abbinarli, quali evitare, come costruire un piatto della salute. Il farmacista in questo ambito può operare e, anzi, è anche in grado, per le conoscenze di base che ha, di dare un valore aggiunto».
Valorizzare le Competenze in Farmacia
Resta da capire come può fare una farmacia che conti su farmacisti con queste competenze a valorizzare questo approccio: «Nella farmacia in cui lavoro, abbiamo delle schede di consiglio alimentare per specifica problematica da consegnare al paziente. Quando si ha spazio, si possono organizzare giornate divulgative, dedicate a categorie di persone, donne in gravidanza, sportivi, e così via. Infine, sono convinta che, nel momento in cui in farmacia si può contare su competenze in ambito nutrizionale, possa avere anche un senso predisporre un corner. Niente a che vedere con l'offerta del negozio alimentare: si tratta, al contrario, di un angolo pensato e organizzato con cura, dove la scelta degli alimenti sia studiata e già di per sé in grado di comunicare attenzione all'alimentazione, e dove il paziente riconosca e apprezzi proprio il valore del prodotto e della scelta».
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