La steatosi epatica, comunemente detta fegato grasso, è una malattia caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso all'interno del fegato. Il fegato grasso - chiamato in medicina steatosi epatica - è oggi una delle condizioni più diffuse al mondo. Di fegato grasso, in effetti, si sente parlare sempre più spesso: ne soffre almeno un italiano adulto su cinque e sono in aumento anche i casi pediatrici, conseguenza dell’obesità infantile di proporzioni epidemiche negli ultimi anni.
Metabolismo dei Grassi e Steatosi Epatica
La steatosi epatica, o fegato grasso, è una patologia causata da un’alterazione del metabolismo lipidico (cioè dei grassi) che porta ad un accumulo eccessivo di grasso nelle cellule del fegato. Il fegato ha un ruolo centrale nel metabolismo del nostro corpo ed è importante che sia in salute. Il fegato svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo corporeo, produce infatti gli elementi che ci tengono in vita come le proteine, gli zuccheri e i grassi. Quando il fegato accumula grasso dentro le cellule (e si tratta in genere di trigliceridi neutri) le cellule epatiche espandono di volume e di conseguenza il fegato può ingrossarsi.
Per quanto riguarda i trigliceridi, l'organismo li immagazzina nei tessuti per utilizzarli quando ha bisogno di energia, quindi questo processo è del tutto naturale, se si mantiene entro certi limiti.
La causa è metabolica: normalmente le cellule epatiche coniugano gli acidi grassi liberi nel sangue - introdotti con la dieta e prodotti dal metabolismo - con gli zuccheri, dando origine a lipidi complessi come i trigliceridi, accumulabili nel fegato per deposito e riserva energetica e da sfruttare all’occorrenza.
Cause della Steatosi Epatica
Ci sono vari fattori di rischio associati allo sviluppo di questa condizione, tra i più importanti il sovrappeso, l’obesità e il diabete di tipo 2. Fattori di rischio per il fegato grasso sono il sovrappeso, il diabete, il colesterolo e i trigliceridi alti, l’abuso di alcol e l’assunzione di alcuni farmaci. È strettamente collegato a obesità, diabete di tipo 2, colesterolo alto e sindrome metabolica.
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Anche una perdita di peso troppo rapida per diete estreme e la malnutrizione possono paradossalmente condurre ad una steatosi epatica.
La sedentarietà e le cattive abitudini alimentari favoriscono l’accumulo di grasso nel fegato. Dobbiamo tenere conto che la steatosi epatica, dipendendo della causa che la origina, può essere differenziata in: “non alcolica”, tipica di chi non beve alcol o ne beve pochissimo, o “alcolica”, che si presenta nella stragrande maggioranza di chi eccede nel consumo di alcol.
Figura 1.
Sindrome Metabolica e Fegato Grasso
Con sindrome metabolica si intende un insieme di disordini metabolici, che come caratteristica comune hanno l’insulino-resistenza. Colpisce un adulto su quattro in Europa ed è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie croniche come le malattie cardiovascolari, il cancro e le malattie autoimmuni.
L’infiltrazione grassa del fegato è dovuta alla sindrome metabolica, come menzionato sopra. Normalmente, il corpo umano scompone il cibo in glucosio. L’insulina è l’ormone secreto dal pancreas che aiuta il glucosio a passare dal sangue alle cellule.
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Sintomi e Diagnosi
La maggior parte dei pazienti con fegato grasso non accusa sintomi o disturbi particolari. L’infiltrazione grassa di solito non causa sintomi. Per avere dei segnali di tipo fisico o di laboratorio occorre però che la gran parte del fegato sia impegnato da steatosi.
All’ecografia il fegato appare simile a quello dei forti bevitori: chiaro e costellato da macchioline bianche di lipidi laddove non dovrebbero esserci. «Essendo asintomatica, la steatosi non alcolica spesso si scopre per caso con ecografia o risonanza, nell’ambito di altri controlli. Non di rado i pazienti hanno insulino-resistenza», spiega Massimo Colombo, direttore della Divisione di Epatologia dell’Ospedale Maggiore di Milano.
La diagnosi di fegato grasso può essere confermata attraverso metodiche di imaging, come l'ecografia epatica, la TAC o la risonanza magnetica (RM). Ad esempio, all'ecografia il fegato appare più grande della norma e "brillante" come si dice in gergo, segno tipico di steatosi dovuto proprio all'eccesso di massa grassa.
Il paziente verrà sottoposto a esami del sangue e a ecografia dell’addome. Questo esame, che si effettua a digiuno, è in grado di individuare e quantificare la steatosi. Se c’è un interesse clinico a comprendere la presenza di steatosi sotto il limite del 30% di cellule epatiche coinvolte (e dunque non vista dall’ecografia), si può ricorrere a risonanza magnetica, che scende a diagnosticare la steatosi fino al limite del 5%.
Durante l’esame, una sonda viene posizionata tra gli spazi intercostali, sulla parete toracica. Il dispositivo invia onde elastiche al fegato e la velocità con cui queste onde si propagano viene registrata e analizzata da un calcolatore. Anche il grado di infiammazione e lo spessore del tessuto adiposo sottocutaneo possono influenzare l’accuratezza del risultato.
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Possibili Evoluzioni e Complicazioni
In assenza di cure appropriate, può accadere che l'accumulo di grasso determini un'infiammazione cronica del fegato (steatoepatite). Nel corso degli anni, questo fenomeno provoca cicatrici che alterano in modo definitivo la funzionalità del fegato. Nell’1-2% dei casi il fegato grasso può evolvere in danno strutturale del fegato.
Il grasso nel fegato può essere causa di infiammazione cronica e, in un ridotto numero di casi, la steatosi peggiora, con cicatrizzazione del tessuto (fibrosi), che ne compromette anche la funzionalità.«Non si deve però enfatizzare la malattia: solo un caso su 100 può andare incontro a una malattia severa del fegato come steatoepatite, cirrosi o cancro, e in genere dopo molti anni o addirittura decenni - puntualizza lo specialista - L’evoluzione è però più probabile in chi ha molti fattori di rischio, ovvero chi è obeso o con insulino-resistenza.
Il perdurare di tale situazione, in presenza di fattori di rischio, come diabete di tipo II, obesità, ipertensione, può portare ad una progressione verso la steatoepatite e forme più gravi di malattie di fegato. Come menzionato in precedenza, questa è una malattia subdola e silenziosa che se non viene tempestivamente diagnosticata, e corretto di conseguenza lo stile di vita, può progredire verso la steatoepatite con o senza fibrosi, forme poco reversibili che possono portare alla cirrosi oppure al tumore al fegato.
Questa condizione può iniziare in modo silenzioso, ma col tempo può evolvere in infiammazione (steatoepatite), fibrosi, cirrosi e persino tumore del fegato.
I pazienti portatori di steatoepatite e di fibrosi al momento della diagnosi sono quelli a rischio di sviluppare nel tempo una malattia di fegato significativa, con un rischio di tumore del fegato e di mortalità correlata pari allo 0,5% e al 2,5% per anno, rispettivamente.
Terapia e Trattamenti
Per quanto riguarda la terapia, non esistono trattamenti farmacologici o chirurgici specifici per il fegato grasso. Attualmente, in Italia non esistono farmaci approvati per il trattamento del fegato grasso. Per questo motivo, di solito, è sufficiente agire sulle cause scatenanti e monitorare attentamente la steatosi mediante controlli medici regolari.
Nonostante molte molecole siano in fase di sviluppo, le raccomandazioni internazionali indicano nel calo di peso e nella regolare attività fisica gli unici strumenti in grado di agire su queste condizioni, potenzialmente reversibili.
Seguire una dieta equilibrata e fare esercizio fisico, è l’accoppiata vincente per trattare la steatosi non alcolica per cui non esiste, ad oggi, terapia farmacologica efficace. In sintesi, la strategia preventiva per molte altre malattie, incluse quelle cardiovascolari.
A questo punto è importante ricordare che nelle sue fasi iniziali la steatosi è reversibile: nel primo caso è sufficiente una riduzione del peso, seguendo una dieta adeguata; nel secondo è necessario invece sospendere il consumo di bevande alcoliche.
La dieta mediterranea è la più indicata. Accanto alla dieta, alcune sostanze naturali possono dare un contributo concreto. con risultati comparabili a quelli di alcuni farmaci. È importante sottolineare che nessuna singola sostanza può bastare.
Sono da limitare sono i dolci e gli zuccheri semplici e le bibite zuccherate, oltre ai grassi saturi, preferendo l'olio d'oliva come condimento. I grassi saturi sono presenti soprattutto in carni rosse, formaggi e salumi grassi e nei condimenti di origine animale.
È d’aiuto mantenere un peso normale. I rischi vengono ridotti se si segue un’alimentazione povera di grassi, mangiando più frutta e verdura, pesce più volte alla settimana.
Ricorda! Il fegato grasso allo stadio iniziale può spesso essere invertito con cambiamenti nello stile di vita.
Il fegato grasso non è una condanna: è possibile intervenire con successo anche senza farmaci, soprattutto se diagnosticato precocemente.
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