La fibromialgia (FM) è una sindrome complessa caratterizzata da dolore diffuso, affaticamento, disturbi del sonno, difficoltà cognitive e alterazioni dell'umore. L'incidenza varia dal 2% all'8% della popolazione generale, con una prevalenza maggiore tra le donne.
Attualmente, i farmaci approvati dalla FDA per il trattamento della FM sono limitati a duloxetina, milnacipran e pregabalin, con risultati spesso insoddisfacenti. Per questo motivo, l'interesse per strategie non farmacologiche, in particolare quelle legate alla dieta e allo stile di vita, è in crescita.
Questa review esplora il ruolo delle modificazioni dietetiche, dell'integrazione nutrizionale, dell'attività fisica e del miglioramento della qualità del sonno nel trattamento della FM, fornendo una panoramica delle evidenze scientifiche disponibili e sottolineando il potenziale delle strategie nutrizionali e comportamentali per il miglioramento della sintomatologia.
Dieta Antinfiammatoria e Fibromialgia
L'alimentazione influisce direttamente sulla regolazione dell'infiammazione sistemica e sulla percezione del dolore nei pazienti con FM. Le diete occidentali, ricche di grassi saturi, zuccheri raffinati e glutammato, possono favorire l'attivazione dei processi infiammatori, aggravando i sintomi.
Al contrario, una dieta a base vegetale è associata a livelli più bassi di proteina C-reattiva (CRP) e a una riduzione dello stress ossidativo.
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Uno studio condotto presso l'Università di Alicante ha evidenziato che i pazienti con FM che seguivano una dieta vegetariana mostravano miglioramenti nei livelli di colesterolo, fibrinogeno e perossidasi, oltre a una riduzione del dolore e un miglioramento della qualità della vita. L'introduzione di olio extravergine di oliva, ricco di polifenoli, ha dimostrato un effetto protettivo sulle strutture cellulari danneggiate dallo stress ossidativo.
Inoltre, una dieta povera di FODMAP può essere utile per i pazienti che presentano disturbi gastrointestinali associati alla FM, riducendo gonfiore addominale e dolore intestinale.
Il Ruolo degli Antiossidanti nella Fibromialgia
L'accumulo di specie reattive dell'ossigeno (ROS) e lo stress ossidativo sono processi coinvolti nella fisiopatologia della FM. Studi recenti hanno evidenziato elevati livelli di ossido nitrico (NO) e perossidazione lipidica nei pazienti affetti, correlati a una maggiore severità del dolore.
L'integrazione con antiossidanti può ridurre lo stress ossidativo e migliorare i sintomi. Diverse ricerche, in letteratura, hanno dimostrato che i radicali superossidi inducono una alterazione dei nocicettori attraverso una sensibilizzazione del sistema nervoso centrale e periferico e sono implicati nell’attivazione di diverse citochine come TNF alfa. Quindi una dieta ad elevato contenuto di antiossidanti potrebbe offrire una soluzione al dolore cronico di questi pazienti.
Consigli Nutrizionali e Alimenti da Considerare
Innanzitutto precisiamo che non esiste una dieta specifica per questo problema. Tuttavia esiste una serie di accorgimenti nutrizionali da adottare per gestire e ridurre la sintomatologia tipica di questa patologia e migliorare la qualità di vita del paziente fibromialgico.
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Bisogna garantire un giusto apporto di minerali, vitamine e antiossidanti. Nei fibromialgici sono state evidenziate carenze di minerali, quali il ferro, selenio, zinco e magnesio (importante per la funzionalità del sistema nervoso e muscolare), di vitamina D (che, tra le varie funzioni, ha quella di ridurre l’infiammazione, garantire il trofismo muscolare e sostenere il funzionamento del sistema immunitario), di vitamina B12 (essenziale per il funzionamento dei mitocondri e per la formazione di serotonina a partire dal triptofano), di Omega 3 (acidi grassi essenziali con azione antinfiammatoria) e di coenzima Q10 (importante antiossidante).
Nei pazienti che soffrono di questa patologie inoltre si è osservata un frequente carenza di amminoacidi ramificati BCAA (valina, leucina, isoleucina) che forniscono energia ai muscoli e regolano la sintesi proteica e muscolare. Aspetto fondamentale di una corretta alimentazione, soprattutto nella Fibromialgia, è quindi il giusto apporto di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie (vitamina C, vitamina E, selenio, carotenoidi, licopene e polifenoli, omega 3, vitamina D). È dunque importante consumare un buon apporto di verdure, una giusta dose di frutta (senza esagerare), cereali non raffinati, frutta secca a guscio e semi e pesce azzurro.
Bisogna anche considerare che alcuni elementi presenti nella nostra alimentazione, oppure un intestino danneggiato, possono ridurre l’assorbimento di tali preziosi nutrienti, ad esempio si è visto che un eccesso di fruttosio con la dieta riduce l’assimilazione del triptofano, precursore della serotonina; quindi attenzione all’assunzione di cibi contenenti dosi elevate di fruttosio (spesso è contenuto nei dolci o alimenti dolcificati e indicato negli ingredienti come HCFS, ovvero sciroppo ad alto contenuto di fruttosio).
Per quanto riguarda i consigli nutrizionale sono sicuramente da limitare l’impiego delle solanacee (pomodori, melanzane, patate, peperoni) che favoriscono reazioni di intolleranza alimentare con manifestazioni a livello muscolare; eliminare carni rosse favorendo il consumo di pesce, pollame, coniglio, uova, latticini e formaggi se non si hanno intolleranze al lattosio o colesterolo alto, mangiare molta frutta e verdura fresca di stagione, per l’azione antiossidante delle vitamine e per l’apporto di sali minerali.
Ridurre al massimo l’apporto di sale per evitare la ritenzione di tossine e liquidi così come l’uso di spezie (pepe, peperoncino, cajenna, ecc.) ma si possono usare liberamente aglio, cipolla, basilico, prezzemolo, salvia, rosmarino ed altri sapori.
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È ormai un’idea condivisa che l’alimentazione insieme ad uno stile di vita attivo rappresenta il cardine fondamentale per una corretta prevenzione e protezione da numerose patologie tra le quali possiamo collocare la sindrome fibromialgica. Gli innumerevoli studi in campo nutrizionale hanno ormai concluso che gli alimenti, con il loro contenuto di nutrienti ed altre molecole bio-attive, influenzano tutti i processi fondamentali dell’organismo.
Occorre fare una distinzione tra alimentazione e nutrizione. Il primo termine si riferisce a ciò che scegliamo o siamo abituati a mettere a tavola. Successivamente questi cibi saranno digeriti ed elaborati dal corpo. La nutrizione, invece, si riferisce più propriamente al complesso dei sistemi biologici in grado di iniziare, sostenere ed influenzare le diverse attività funzionali di cellule, tessuti e organi. Per ricominciare a stare meglio e fare prevenzione bisogna ripartire da ciò che accade realmente nel corpo. In aggiunta al ruolo svolto nella riduzione dei fattori di rischio l’alimentazione è efficace anche in chiave terapeutica, cioè laddove c’è già un disturbo o una malattia. Da qui nasce il termine Nutri-terapia, il cui spettro di azione negli ultimi decenni è in continua espansione. Da sola oppure in combinazione ad altre terapie le terapie nutrizionali consentono di porre termine ad un disturbo oppure di tenere a bada i sintomi oppure di aumentare l’efficacia di altri trattamenti.
Strategie Dietetiche Specifiche
Excitotoxin Elimination Diet
Tra le varie diete testate negli ultimi anni c’è la Excitotoxin elimination diet: il glutammato è un diffuso neurotrasmettitore eccitatore per il Sistema Nervoso Centrale, diversi autori hanno ipotizzato che una esclusione di questa componente, in forma libera come in forma combinata, insieme all’esclusione dell’aspartame (potente eccitante mediante la regolazione del recettore NMDA) potesse ridurre i sintomi soprattutto legati al dolore della Fibromialgia.
Gli alimenti in cui si fa largo uso di glutammato monosodico sono dadi da brodo, carne e verdure in scatola, salumi, prodotti congelati e liofilizzati ed alcuni piatti pronti. Spesso l’utilizzo di questo additivo viene mascherato dalle sigle che vanno da E620 a E625. Una attenta lettura delle etichette alimentari ci può aiutare in questo senso.
Dieta Gluten Free
La letteratura suggerisce anche la Dieta gluten free, in quanto è ben noto che i pazienti affetti da Fibromialgia hanno spesso sintomi gastrointestinali come flatulenza, dolore addominale, alterazioni dell’alvo; tutti sintomi tipici della sindrome del colon irritabile alla quale è correlata; inoltre sempre più pazienti che soffrono di celiachia o di gluten sensivity sono diagnosticati per Fibromialgia.
Dieta Chetogenica
In tal senso la dieta chetogenica potrebbe essere indicata nella gestione della fibromialgia poiché si basa su un rapporto di: 80% grassi, 20% proteine e 20% carboidrati.
Alimenti da Evitare
Nel trattamento della fibromialgia sono alimenti vietati anche glutammato, solanacee (pomodori, patate, melanzane e peperoni), caffeina e grassi saturi.
Inoltre, è necessario fare attenzione agli alimenti contenenti eccitotossine (glutammato e aspartame): presenti spesso nei dadi da brodo, cibi in scatola, salumi, piatti pronti (E620, E625), bevande e dolciumi light.
Un’alimentazione corretta per pazienti affetti da fibromialgia dovrebbe prevedere una riduzione considerevole di tutti quei cibi che contengono ad esempio aspartato, glutammato, fruttosio libero, lattosio e altri.
Quindi se sei affetto da fibromialgia, valuta la possibilità di eliminare alimenti come: frumento, segale, legumi, latte e derivati, fruttosio.
Da limitare l’uso di caffè e tè.
Integratori Utili
Nei pazienti affetti da fibromialgia è importante reintegrare la vitamina B12 in quanto è in grado di aumentare l’attenzione e il focus mentale e aiutare a produrre serotonina, il cosiddetto “ormone del buonumore”.
Si richiede sostegno integrativo tramite alimentazione o nutraceutica.
Il magnesio è un minerale essenziale che può aiutare a ridurre i crampi muscolari e migliorare il sonno. Alcuni alimenti ricchi di magnesio da includere nella tua dieta sono le mandorle, le noci, i semi di zucca e il cioccolato fondente.
Importanza del Microbiota Intestinale
Ormai da anni è riconosciuto il forte legame tra intestino e salute. Ciò che avviene nell’intestino è in grado di influenzare tutto l’organismo, ma allo stesso tempo l’intestino risente di tutto quello che avviene nel resto del corpo.
I pazienti affetti da fibromialgia accusano spesso sintomi gastrointestinali probabilmente perché hanno una disbiosi intestinale con aumento della permeabilità intestinale (leaky gut): uno squilibrio della flora batterica, che porta alla prevalenza di specie patogene, con eccessiva produzione di tossine, soprattutto dell’LPS (lipopolisaccaride) e di sostanze infiammatorie per i mitocondri come il D-lattato e l’acido solfidrico; tutto ciò causa un’infiammazione sistemica di basso grado, generando una risposta del sistema immunitario, con liberazione di citochine proinfiammatorie.
Le tossine batteriche passano così in circolo ed arrivano al sistema nervoso centrale, attivando la microglia ed aumentando l’attività cerebrale “glutammatergica”, con un maggior rilascio di glutammato, che sensibilizza il cervello al dolore, amplificandolo e generando depressione e ansia. Ciò porta anche alla produzione eccessiva di radicali liberi, che danneggiano anche i mitocondri, contribuendo alla disfunzione cerebrale.
Una corretta alimentazione incide sull’intestino, prevenendo la disbiosi e ripristinando l’integrità della barriera intestinale. A questo scopo, soprattutto in presenza di sintomi di alterata funzionalità intestinale, sembra essere utile ridurre alimenti infiammatori come il glutine (preferendo cereali senza glutine come riso, quinoa, grano saraceno, miglio, teff, amaranto), i latticini (per l’effetto infiammatorio delle caseine e la frequente presenza di intolleranza al lattosio, soprattutto se i villi intestinali sono danneggiati) e le solanacee (peperoni, pomodori, patate e melanzane), per il loro contenuto in solanina.
Altre Raccomandazioni
- Mantenere uno stile di vita sano: Non esiste una specifica dieta da rispettare in caso di fibromialgia, come non esistono integratori alimentari che siano raccomandati per tutti i pazienti; ciò non toglie che per combattere dolore e stanchezza l'alimentazione assuma un ruolo importante. Molti pazienti fibromialgici hanno riferito un miglioramento dei sintomi nel corso di diete a basso contenuto di grassi.
- Attività fisica: I pazienti fibromialgici devono essere incoraggiati a praticare una regolare attività fisica ad impatto lieve e di tipo aerobico, come camminare, nuotare o andare in bicicletta. Sono sufficienti 45 minuti circa, tre volte alla settimana, per ottenere benefici. L'attività in palestra, invece, non si è dimostrata molto tollerata dai pazienti.
- Migliorare la qualità del sonno: Oltre a rispettare un tempo sufficiente per il riposo notturno, potrebbe essere utile praticare abitudini, che consentano di ottimizzare la qualità del sonno, come ad esempio limitare l'eventuale sonnellino diurno, andare a letto e alzarsi alla stessa ora.
- Ridurre lo stress: Il paziente affetto da fibromialgia dovrebbe, per quanto possibile, evitare o limitare gli sforzi eccessivi, le attività troppo gravose e lo stress emotivo, concedendosi quotidianamente del tempo per rilassarsi, senza ricorrere a drastici cambiamenti della consueta routine.
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