Il fiume Calore è tra i più importanti corsi d’acqua dell’Italia meridionale. Spesso chiamato anche fiume Calore Irpino o Beneventano, per distinguerlo dal fiume Calore Lucano, questo corso d’acqua trova origine dal monte Accellica, montagna dell’appennino campano, e in particolare, nel territorio del comune di Montella, nella provincia di Avellino, all’interno del parco regionale dei Monti Picentini.
Il fiume prosegue poi il suo corso verso nord fino a Castelfranci, raggiungendo poi Taurasi e Apice. In quest’ultimo territorio questo corso d’acqua riceve le acque dell’affluente Ufita. Dall’incontro con questo fiume prosegue poi il suo percorso verso ovest attraversando Benevento, il Camposauro e la pianura della valle Telesina fino alla confluenza nel fiume Volturno. Il fiume Calore è il principale affluente del fiume Volturno e percorre la regione della Campania per circa 108 km.
Origine del Nome
Il nome di questo fiume campano presenta un’origine particolare. Secondo lo storico Alfonso De Blasio, il nome deriverebbe dal termine osco “calore”, con il significato di “fiume” che “scorre” e avrebbe la particolare caratteristica di acquisire una temperatura più alta rispetto agli altri affluenti. Durante il suo passaggio nel territorio del Beneventano, il fiume Calore avrebbe la particolare caratteristica di acquisire una temperatura più alta rispetto agli altri affluenti. Da questa particolarità, in passato è nata l’usanza di fare il bagno nelle sue acque ritenute benefiche per problematiche come i reumatismi. E da tutto questo deriverebbe dunque anche lo stesso nome del fiume.
Vi è però anche un’altra teoria in merito al nome del fiume Calore, il quale sembra derivare da una radice di matrice indoeuropea, in seguito erroneamente interpretata dagli studiosi locali, fino ad arrivare al nome che tutt’ora caratterizza il fiume campano.
Le Sorgenti del Calore Irpino
Una delle fonti del Calore Irpino si trova su un versante del Monte Accellica, dalla parte di Montella, in provincia di Avellino. Camminare per ore in montagna alla ricerca delle sorgenti di un fiume è tra le esperienze più naturali possibili e al contempo mistica per chi ha un po’ di spirito da cercare. Un luogo naturalistico straordinario, incontaminato, che racconta migliaia di anni di eventi, e dove per fortuna le acque del fiume sono cristalline, tanto da poterle bere, come lo era un tempo per buona parte del percorso del fiume. Che oggi, in altre zone, come nel Medio Calore, vive una condizione spesso mortificante.
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Identifichiamo tre gruppi di sorgenti: la Scorzella, Candraluni (Candraloni) e l’Aceleca (Accellica). Questo gruppo di sorgenti inizia a l’acqua re la Maronna (circa 1100 metri sul livello del mare), il luogo è facilmente visitabile da chiunque sull’altopiano di Verteglia. L’oro blu raggiunge l’Acqua re la Preta, dove non ci sono sorgenti. Lungo il percorso del neonato fiume Calore troviamo ora un nuovo dislivello. Questa differenza di quota è stata modificata dall’uomo per le proprie necessità. Troviamo evidenti segni nel ponte del Fascio e le paratie ai suoi piedi. Di fatto questo ponte non serve all’attraversamento dell’acqua per l’uomo, ma permette alla tubatura proveniente dalle sorgenti dell’Accellica di continuare tranquillamente il suo percorso.
Il sentiero, con segnaletica Cai, si inerpica fino alle sorgenti del Calore per circa due ore e mezza, cinque chilometri tra salite e cammini ondulati segnati da piccoli ponti, muschi, alberi, case in pietra e vacche al pascolo.
Portata delle Sorgenti
Il gruppo de la Scorzella fornisce un massimo di circa 300-375 litri al secondo. Di questi tra 70 e 75 sono prelevati dall’acquedotto e tutto l’esubero (tra 200 e 300 l/s) viene rilasciato al corso naturale. Dall’Aceleca arriverà sempre acqua! Queste sorgenti non vanno mai in secca. Dai Candaluni si prelevano dal 1959, da un minimo di 18-20 l/s ad un massimo di 40-45 l/s, a servizio di altri comuni.
La captazione alle sorgenti de li Candraluni è avvenuta intorno al 1956, con i fondi e i progetti della Cassa per il Mezzogiorno.
Il Percorso del Fiume
Il fiume nasce dai tipici corsi d’acqua a carattere montano, l’acqua che scorre incastrata tra le rocce, ha dato origine a fenomeni particolarmente suggestivi. Il fiume raggiunge il Beneventano, la Valle Caudina, la Valle Telesina ricevendo come affluente principale il Sabato e a Castel Campagnano, poco dopo Amorosi, si versa nel Volturno. Prende le fattezze di un fiume dalla portata considerevole, che poco alla volta nel suo percorso si ingrossa, dal Monte Accellica, nel territorio del comune di Montella, in Irpinia. Si dirige poi di nuovo verso nord fino ad Apice, dove riceve le acque dell’Ufita.
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Il fiumiciattolo continua a scorrere verso valle e salta, creando la cascata della Tufara. L’acqua proveniente da queste sorgenti costituisce lo zoccolo di quello che viene definito “acquedotto orientale” e alimenta comuni di Nusco e Lioni.
Eventi Storici
La valle del Calore Irpino, nel tratto compreso tra la piana di Apice, dove tocca i comuni di Venticano e di Mirabella Eclano, e quella di Telese, a causa della sua posizione di sbocco di gran parte delle vie di comunicazione tra Puglia, Campania, Irpinia e Molise, fu in passato teatro di importanti eventi bellici.
- Battaglia di Benevento del 275 a.C.
- Seconda guerra punica del 214 a.C.
Il fiume viene citato anche da diversi autori classici (Tito Livio, Vibio Sequestre e Appiano) ed è oggetto di diversi articoli di cronaca antica. Merita un cenno il Ponte Vanvitelli, chiamato anche Ponte di Calore, dal nome del fiume che sormonta, si trova a Benevento, collega la parte bassa della città con il centro storico. Fino alla fine degli anni Sessanta, era l’unica strada per poter accedere alla zona alta della città, ed era transito obbligato per le automobili ed i pedoni. Il ponte storico, infatti, costituì più volte un’opportuna diga durante le piene del fiume Calore.
La Flora e la Fauna della Valle del Calore
Il Calore, oltre ad essere importante dal punto di vista paesaggistico e idrografico, è importante per l’aspetto naturalistico, grazie alle sue acque fredde (in contraddizione al suo nome), limpide e tortuose. Per questo sono l’habitat ideale per le trote fario. Ogni anno si organizza il 17 agosto, una gara di pesca. Inoltre, in alcuni punti, è il regno della lontra europea, un esemplare raro e quindi protetto. Lungo il fiume è possibile trovare anche salamandre, ricci e diverse famiglie di uccelli.
Anche la flora è ricca e variegata. Si possono trovare foglie di lauroceraso, orchidee selvagge, piante officinali ecc. Possiamo asserire senza dubbio che la valle del Calore è un esempio lampante di biodiversità. A conferma di ciò l’area è stata dichiarata Sito di Interesse Comunitario, Zona a Protezione Speciale, Riserva Integrale, Area Natura 2000.
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Le Gole del Calore
Fra le bellezze naturali presenti in valle ci sono le Gole del Calore. Si sono formate grazie all’azione del fiume, il quale, soprattutto nella parte alta, si insinua tra le pareti alte (fino ad una decina di metri) e rocciose. Nella sua discesa verso il mare forma ben cinque gole e/o vallate.
- La prima si forma tra i dislivelli del monte Cervati, a monte del paese di Piaggine
- La seconda tra il comune di Valle dell’Angelo e la località Lazzine
- La terza gola si trova a valle del paese di Laurino e, a differenza delle prime due, è caratterizzata da una fitta vegetazione.
- La quarta si divide tra i paesi di Magliano Nuovo e Felitto
- La quinta gola viene subito dopo ed è interamente nel comune di Felitto
Quella più suggestiva dell’intero percorso è sicuramente la quarta, tra Felitto e Magliano. Le gole danno il meglio di sé, offrendo uno spettacolo di rara bellezza e natura incontaminata. E’ in questo tratto che troviamo anche le marmitte dei giganti, dei pozzi che si sono formati nelle rocce a causa dell’erosione fluviale dovuta ai mulinelli durante le piene.
Sempre in questo tragitto troviamo altre due opere della natura, il ponte di petratetta, un ponte naturale che si è formato grazie ad un enorme macigno incastrato tra le pareti lungo il greto. Rappresenta una delle poche possibilità di passare da un lato all’altro del fiume. La seconda opera è la grotta di Bernardo. Ben nascosta dalla fitta vegetazione, la leggenda narra che la grotta deve il suo nome ad un brigante che l’avrebbe abitata.
Non mancano poi opere fatte dagli uomini, come il ponte medievale di Magliano Nuovo, un ponte a schiena d’asino antichissimo. E’ uno dei quattro ponti medievali sul fiume Calore. Sono presenti anche la diga e i resti della centrale idroelettrica di Remolino. Dopo la quinta gola il fiume non è più imprigionato e quindi non troviamo altre gole.
Accesso e Pesca
Per raggiungere il fiume Calore:
- Uscita Avellino EST dalla Napoli-Bari. Proseguire, direzione Avellino, sulla tangenziale e imboccare Ofantina BIS direzione Lioni. Dopo circa 15 Km all'altezza di Parolise imboccare direzione Chiusano/San Mango Sul Calore/Paternopoli facendo molta attenzione a non imboccare per Volturara/Lioni/Reggio Calabria.
- La stazione ferroviaria più vicina è quella di Paternopoli, sulla linea Avellino-Rocchetta, con collegamenti per Avellino (2 corse giornaliere sia nel periodo invernale che estivo).
- Paternopoli è raggiungibile anche mediante autobus, sulla linea Avellino-Paternopoli, con collegamenti per Avellino (9 corse giornaliere) e da Paternopoli (10 corse giornaliere).
Il fiume ha una portata molto variabile: in inverno abbondante, in estate molto meno. In acqua corrente il fondale è ciottoloso e in alcuni punti addirittura roccioso e può rendere l'azione di pesca una vera e propria avventura! Le sponde sono ricche di abbondante vegetazione. In estate la portata diminuisce drasticamente e la qualità delle acque non è proprio delle migliori!
Pesci presenti: Cavedani di ottima taglia molto diffidenti nel periodo estivo, Barbi, Scardole, Alborelle nel periodo estivo, Capitoni di notte. Si pratica lo Spinning. I bigattini sono vietati. Per i cavedani nel periodo estivo usate frutta fresca: more ciliegie ecc... Marzo aprile maggio per la trota. Nel periodo estivo cavedani e alborelle.
Piene del Fiume Calore
Nei periodi autunnali e invernali, a causa delle frequenti precipitazioni, il fiume Calore è soggetto a importanti piene, mentre invece nel periodo estivo succede l’esatto contrario, ossia si creano delle secche proprio a causa delle scarse precipitazioni e del caldo.
Nella storia sono conosciute alcune importanti piene del fiume, sfociate in disastrose alluvioni. Tra queste ricordiamo quella della notte del 2 ottobre 1949, e quella della notte del 15 ottobre 2015, quando la città di Benevento venne largamente alluvionata.
Panorami da Ammirare
Durante il suo lungo percorso, il fiume Calore offre la visione di incantevoli panorami e maestosi luoghi naturali. Tra questi possiamo citare ad esempio alcune profonde e inaccessibili gole, oppure grandi cascate, o ancora tratti di fiume puri e limpidi con rocce e natura incontaminata. L’ideale quindi per fare delle lunghe passeggiate e trascorrere dei momenti in pieno relax.
Dei paesaggi più belli da ammirare lungo il percorso del fiume Calore abbiamo ad esempio le gole del Calore, tra Magliano e Felitto. Queste gole sono percorribili grazie a un apposito sentiero attrezzato e agli occhi di chi arriva a visitarle appaiono meraviglie della natura come cascate, grotte, spianate, gorghi e ponti naturali, frutto del millenario scorrere delle acque del fiume tra le rocce.
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