Insetti Come Fonte Alternativa di Proteine: La Ricerca di Vittorio Bava

Con l’aumento della popolazione mondiale e del reddito medio globale, sta crescendo anche il consumo di proteine animali. Gli allevamenti a terra e in acqua richiedono quantità sempre maggiori di proteine e diventa sempre più difficile ottenerle in maniera sostenibile. Gli insetti rappresentano una fonte alternativa di proteine molto sostenibile, ma poco considerata finora. Il potenziale per lo sviluppo di questo nascente settore è enorme, sebbene vi sia ancora poca chiarezza legislativa.

La Crescente Domanda di Proteine Animali

Queste due dinamiche sono particolarmente rilevanti quando si pensa al consumo di proteine animali che è correlato con la popolazione e con il reddito: chi esce dalla povertà di solito incrementa il proprio consumo di carne e pesce, a cui aspirava durante gli anni più duri. Questo fenomeno rappresenta un enorme problema di sostenibilità, infatti attualmente l’80% della superficie agricola è destinata a foraggi e alimenti per animali. Gli allevamenti sono responsabili di circa il 20% delle emissioni di gas serra globali, maggiore che per le automobili; infatti, il metano, prodotto dalla digestione dei grandi animali è un gas serra quattro volte più potente dell’anidride carbonica.

Inoltre, per produrre la farina di pesce, uno degli ingredienti fondamentali per la nutrizione di pesci e animali monogastrici (principalmente avicoli e suini), è già utilizzato più di un terzo di tutto il pescato. Si è così innescato un circolo vizioso: più pesce viene pescato e meno ne rimane per la riproduzione; meno pesce c’è e più il prezzo sale; più il prezzo sale e più alto è l’incentivo a pescarne di più, spesso anche illegalmente, sforando le quote pesca.

L’aumento della domanda di carne e pesce porrà delle sfide colossali all’umanità, perché al momento non si hanno abbastanza risorse per riuscire ad espandere la produzione di animali senza creare gravi problemi ambientali. L’impedimento principale per l’espansione della produzione animale sono le proteine, necessarie per l’accrescimento degli animali allevati. È imperativo, quindi, trovare soluzioni alternative a quelle attuali.

Vittorio Bava e Diptera: Una Soluzione Innovativa

Chi lo ha detto che i migliori fuggono all’estero? Chi resta ha più coraggio! Vittorio Bava, laurea in economia, un’esperienza importante in Google e nel mondo del marketing digitale ed una grande passione per il mondo della biologia. L’idea arriva durante un viaggio in Asia: “Nel 2013, chiusa l’esperienza con Google e quella di una prima start up che avevo co-fondata, ho deciso di andare da Tokyo a Melbourne minimizzando l’uso degli aerei, per vedere quello spicchio del Pianeta. Ho quindi avuto modo e tempo di scoprire la cultura asiatica e sono rimasto colpito dall’uso che quelle popolazioni fanno degli insetti a scopo alimentare.”

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Dunque Bava inizia ad approfondire le potenzialità di questa fonte alimentare: “L’idea non è nuova ma fuori dall’Asia, al di là del mercato di nicchia delle palestre (integratori nutrienti e costosi) o dei piatti stravaganti, è davvero difficile pensare di convincere le persone a mangiare insetti. Però poi, studiando meglio il mercato potenziale, mi sono accorto che le opportunità migliori erano nell’alimentazione animale, dove c’è una vera e propria crisi delle proteine”.

Ecco che Diptera, l’azienda fondata dal giovane italiano che non ha scelto opportunisticamente di approdare all’estero in strutture già belle e pronte a sfruttare le sue competenze, è capace di soddisfare le necessità vitali del mondo dell’allevamento, guardando alla sostenibilità economica ed ambientale delle attività produttive. “Oggi più di un terzo del pescato è usato per produrre farine alimentari e non si può pensare di aumentare la produzione. Come sfamare quindi almeno cinque miliardi di persone che escono dalla povertà? Anche la via vegetale non può essere percorsa: oggi già il 70% dei terreni coltivabili è usato per foraggi ed il margine è quindi esiguo. La risposta potrebbe essere allevare insetti in maniera sicura, efficiente, automatizzata.”

Continua il giovane imprenditore: “Mentre valutavo proposte nel campo del marketing digitale, un amico a cui avevo parlato della mia idea mi segnala la Global Social Venture Competition, un concorso internazionale indetto da HAAS School of Business di Berkeley, e organizzato in Italia dall’Alta scuola impresa e società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. L’obiettivo è favorire imprese a forte rilevanza sociale o ambientale. Decido di scrivere un business plan e di partecipare. A febbraio del 2014 Diptera vince il premio per la “best green and circular economy idea”.

“Il nostro è il primo stabilimento di questo tipo in Italia: per realizzarlo ci siamo attenuti alle normative europee ed abbiamo preso spunto dai nostri concorrenti internazionali. Il dialogo con le autorità è costante, proprio perché si tratta di un campo nuovo, dove anche le norme non sono del tutto chiare. Il nostro processo è innovativo e diverso da quello di altre aziende che operano in questo settore perché è per la maggior parte automatizzato: in questo modo si abbattono i costi di produzione ma soprattutto si ha maggiore flessibilità ed efficienza. Per la Fao sono l’alimento del futuro, ma prima che arrivino sulle nostre tavole gli insetti potrebbero presto finire nelle ciotole dei nostri animali domestici. L’idea di utilizzarli come mangimi è di Diptera, start-up vincitrice dell’edizione 2014 del Premio Nazionale per l’Innovazione (Pni) nella categoria Agrifood-Cleantech, dedicata ai progetti innovativi in campo agricolo e ambientale.

Dipendente Google in Irlanda fino al 2012, Bava ha avuto l’idea durante un viaggio nato per trovare nuove ispirazioni imprenditoriali. Meta scelta l’Asia, continente in cui gli insetti sono cibo abituale. “Avevo già mangiato gli insetti (chapulines, dei grilli fritti che si sgranocchiano per accompagnare l’aperitivo in Messico), ma in Asia sono rimasto colpito dalla diffusione di questo alimento”, racconta il fondatore di Diptera. “Facendo delle ricerche ho scoperto che negli Usa si vendono già delle barrette proteiche per sportivi a base di farina di grilli, a cinque dollari l’una. Ho pensato che fosse una bella idea e il mercato sembrava una nicchia profittevole. Però poi mi sono accorto che c’è un mercato ben più grande nei mangimi per animali, e il cosiddetto yuck-factor (il rifiuto istintivo di mangiare insetti, ndr), così diffuso fra gli occidentali, non sarebbe stato un problema per l’alimentazione animale. D’altronde, cosa mangiano i volatili o i pesci allo stato brado?

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Per la produzione, Diptera utilizzerà inizialmente larve di Hermetia Illucens, comunemente detta mosca soldato nera. “Questa specie è l’ideale per i mangimi perché durante lo stadio larvale mangia voracemente, ingrassando a vista d’occhio, e le larve sono piene di proteine e grassi. Gli insetti verranno nutriti con scarti dell’industria alimentare, riutilizzando così risorse che altrimenti verrebbero destinate alla discarica, con conseguente inquinamento geologico e atmosferico. Ma questo è solo uno dei vantaggi che deriverebbero da questo tipo di produzione.

“Quello principale è che le farine proteiche a base di insetti possono essere prodotte a costi inferiori rispetto alle farine di pesce”, sottolinea Bava. “A livello nutrizionale, le proteine sono le stesse della farina di pesce, sia come percentuale sia come profilo aminoacidico. Per quanto riguarda la sostenibilità, i prodotti a base di insetti hanno numerosi vantaggi: nella misura in cui sostituiscono gli insostenibili prodotti a base di pesce, permettono il ripristino della fauna marina; inoltre si riducono le emissioni dovute al trasporto di milioni di tonnellate di materiale dal Sud America, da cui l’Europa importa il 90% delle farine di pesce. Dopo il successo al Pni, Diptera è al lavoro per dare il via alla produzione su larga scala, la cui partenza è prevista per il primo o il secondo trimestre del 2015. Il processo sarà largamente automatizzato, in modo da garantire un prodotto di alta qualità e con costi contenuti. Come spiega Bava ci sono tuttavia ancora alcuni ostacoli a carattere legislativo da superare. Fortunatamente le cose si stanno muovendo, nel tardo 2015 dovrebbe arrivare una disciplina dedicata agli invertebrati che risolva ogni dubbio”.

Bava precisa infatti che per il momento è possibile usare mangimi a base di insetti esclusivamente per animali domestici, da pelliccia e da zoo, ma dal prossimo anno dovrebbe esserne esteso l’utilizzo anche per gli animali d’allevamento come pesci, uccelli e suini. Rimangono tuttavia esclusi i ruminanti. “La parte difficile di questo business è produrre su scala industriale”, conclude Bava.

Diptera produrrà ingredienti per mangimi - farine proteiche e lipidi - a partire dagli insetti. Questa nuova tipologia di mangimi è perfetta per sostituire quelli attualmente utilizzati che sono a base di pesce. Il progetto parte dal presupposto che ogni anno a livello globale oltre 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate. La maggior parte di questo spreco avviene prima ancora di raggiungere il consumatore (fonte: FAO). Gli insetti offrono un modo efficientissimo di riutilizzare queste risorse (principalmente scarti di produzione, rimanenze di mercati ortofrutticoli e dettaglianti, scarti di lavorazione dell’industria della trasformazione) “convertendole” in proteine e grassi utilizzabili nella nutrizione animale.

Sostituendo i prodotti a base di insetti a quelli a base di pesce si hanno numerosi vantaggi: si evita un ulteriore impoverimento della vita marina; si riducono le emissioni dovute al trasporto di centinaia di migliaia di tonnellate di prodotti (il 90 per cento delle farine/oli di pesce usate in UE è importato dal Sud America); si evita che gli scarti alimentari finiscano in discarica; si riduce l’inquinamento atmosferico e idrogeologico. Inoltre, offrendo un prodotto più economico, si ripristinano i margini dei mangimifici e degli allevatori, messi in difficoltà dalla recente impennata del prezzo della farina di pesce.

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Tabella Comparativa: Farina di Pesce vs. Farina di Insetti

Caratteristica Farina di Pesce Farina di Insetti (Diptera)
Costo di produzione Alto Inferiore
Sostenibilità Bassa (impoverimento fauna marina) Alta (riutilizzo scarti alimentari)
Emissioni di trasporto Alte (importazione da Sud America) Basse (produzione locale)
Valore nutrizionale Alto (proteine e profilo aminoacidico) Equivalente alla farina di pesce

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