"Perché sono vegetariano" propone una selezione originale di saggi brevi, lettere, diari e articoli di Lev Tolstoj.
La Conversione al Vegetarianismo
Poco nota all'interno della biografia di Tolstoj è infatti la sua "conversione" al vegetarismo, che lo scrittore russo espliciterà ne "Il primo gradino", un saggio breve che Piano B ripropone dopo molti anni di assenza dalle librerie italiane. Incisivo e attualissimo, può essere ritenuto oggi uno dei testi fondamentali del moderno movimento vegetariano.
Oltre a "Il primo gradino", sono qui riproposte una serie di scritti brevi su temi affini e intimamente legati a quelli del vegetarismo: rifiuto della caccia, nonviolenza, rispetto per tutte le creature viventi.
Per moltissimi anni, a partire dagli anni del suo rivolgimento spirituale, fra il 1870 e il 1880, e fino alla sua morte, avvenuta nel 1910, Tolstoj si nutrì esclusivamente di verdure, pane e legumi.
Lo scrittore e filosofo russo decise di non mangiare carne negli ultimi 23 anni della sua vita, scelta etica dettata dal rifiuto della violenza e dalla convinzione in una coesistenza pacifica basata sull'unione di tutti gli esseri.
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Motivazioni Filosofiche e Ideologiche
Alla base di una simile risolutezza stavano delle profonde motivazioni filosofiche e ideologiche, in cui lo stoico distacco dalle passioni, di tradizione pagana, incontrava l’ideale cristiano del sacrificio e della rinuncia, e si fondeva con esso in un unico principio filosofico, secondo cui l’astinenza si pone come primo passo di un lungo percorso di elevazione spirituale.
Ma c’è un’altra ragione per cui lo scrittore di Jàsnaja Poljàna si dichiara convinto sostenitore della scelta vegetariana, ed è il suo rifiuto della violenza o, in senso più ampio, il suo intimo e inestinguibile sentimento di amore per la vita, la sensazione di potersi appropriare del significato pieno e profondo dell’esistenza proprio attraverso il conseguimento di un’armonia con la natura.
Lo scrittore russo parte dai grandi filosofi e da concetti religiosi per elaborare riflessioni etiche. Generosità, amore, giustizia sono tutte importanti virtù in una vita morale ma la prima virtù da cui l’uomo deve partire è saper dominare se stesso per non essere preda di desideri irrefrenabili.
Tolstoj scrive che i carnivori elaborano la tesi che sia un diritto mangiar carne perchè il medico dice che un’alimentazione vegetariana indebolisce l’organismo.
L’astinenza dalla carne, la sobrietà nell’alimentazione e un “relativo digiuno” si ricollegano alla prima virtù, al primo scalino per una vita morale e cioè il controllo di sè.
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E se l’uomo cerca seriamente e sinceramente di progredire verso il bene, la prima cosa di cui si priverà sarà l’alimentazione carnea.
L'Influenza di Tolstoj su Gandhi
Lo stesso Gandhi fu fortemente influenzato da Tolstoj. L’ideale nonviolento tolstojano, com’è noto, fu di ispirazione a Gandhi, il quale dichiarò di aver creduto nella nonviolenza proprio grazie alla lettura, nel 1894, del saggio Il Regno di Dio è in voi.
Rifiuto della Violenza e Amore per la Vita
Tutte le forme di violenza apparivano ai suoi occhi come tra loro interconnesse: la guerra, la caccia, la macellazione, il sopruso dell'uomo sull'uomo.
Tolstoj sosteneva che «l'uomo dovrebbe dimostrarsi superiore agli animali non torturandoli, ma provandone compassione, non fare ad una creatura vivente ciò che non vorremmo fosse fatto a noi. Non uccidere, non causare sofferenza, non provocare morte».
Il vegetarianesimo come atto di compassione e l'amore verso tutte le creature viventi viene da lui considerato come primo passo per un'ascesa spirituale: «Gli uomini non considerano meschino mangiare animali perché dei falsi maestri li hanno convinti che gli animali sono stati creati da Dio per essere sfruttati dagli uomini. Ma è una menzogna».
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E ancora: «Se solo tutti gli uomini che si cibano di carne dovessero uccidere animali in prima persona, la maggior parte degli esseri umani smetterebbe di mangiarne. Se si vuole mangiare la carne si vada nei macelli a vedere».
In conclusione, secondo lo scrittore russo: «Se l'uomo cerca di progredire verso il bene deve partire dall'abolire un'azione contraria alla morale come l'assassinio animale»."
Contro la Caccia
Il libro nell’ultima parte si concentra sulla caccia. La caccia è uno “svago nobile e virile” che permette una connessione con le leggi della natura. Il cacciatore non ha pena per le sue vittime? Il cacciatore non può mostrare pietà perchè la pietà è debolezza e per la caccia bisogna essere forti.
Tolstoj scrive che la pietà è il sentimento che più ti eleva all’amore, perchè è il sentimento che sposta gli occhi verso gli altri esseri, che permette di immedesimarsi nella sofferenza altrui.
La Modernità del Pensiero di Tolstoj
La questione del vegetarianismo era stata centrale nel dibattito culturale europeo dell’Ottocento, come attesta il grande interesse riscosso, in tutto il vecchio continente, dall’opera dell’inglese H. Williams, The Ethics of Diet, pubblicata nel 1878. Il presente saggio apparve qualche anno dopo, nel 1892, proprio come prefazione all’edizione russa dell’opera di Williams.
La straordinaria modernità del pensiero del grande filosofo russo si allaccia con forza alle più calde questioni che percorrono, a più di un secolo di distanza, la nostra società.
Tabella: Cronologia della Vita e delle Opere di Tolstoj
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1828 | Nascita a Jàsnaja Poljàna |
| 1852 | Pubblicazione di "Infanzia" |
| 1862 | Matrimonio con Sonja Andrèevna Bers |
| 1869 | Pubblicazione di "Guerra e Pace" |
| 1877 | Pubblicazione di "Anna Karenina" |
| 1870-1880 | Crisi spirituale e conversione al vegetarianismo |
| 1910 | Morte |
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