Melograno: Valori Nutrizionali e Adattabilità alla Dieta Chetogenica

Da tempo, i libri sulla dieta chetogenica dominano le vendite di Amazon Book. Questo regime alimentare, nato negli Stati Uniti negli anni Venti per trattare pazienti epilettici resistenti ai farmaci, è oggi popolare tra le celebrità attente alla forma fisica.

Il programma promette un potente reset metabolico, che riduce il grasso e scolpisce il corpo senza intaccare la massa magra. Per chi è preoccupato per le differenze tra la cultura alimentare italiana e quella statunitense, il libro del biologo nutrizionista Maurizio Tommasini, "La Chetodieta", offre una soluzione per comporre un menu bruciagrassi sfruttando il cibo mediterraneo.

«Per prima cosa vanno sottolineate le similitudine tra i due regimi alimentari», spiega il nostro esperto. «Entrambi portano in tavola abbondanti verdure ed erbe aromatiche, oltre a pesce, ad alcuni latticini e all’irrinunciabile olio extravergine di oliva. Ancora, tutti e due condividono l’obiettivo di ridurre l’apporto energetico e ottenere il dimagrimento mantenendo il corpo in buona salute senza eccessive rinunce. Da qui l’idea di mettere insieme gli aspetti positivi dell’uno e dell’altro, dando vita alla chetomediterranea».

Principi Fondamentali della Dieta Chetogenica

«Obiettivo numero uno del programma nutrizionale cheto è quello di limitare la disponibilità di carboidrati, obbligando il corpo a sfruttare i grassi come fonte d’energia principale. Ciò comporta la produzione di corpi chetonici, derivati dai lipidi, che diventano a loro volta il carburante preferito di alcuni organi, tra cui il cervello», prosegue il dottor Tommasini.

«Nelle prime settimane di dieta l’assunzione giornaliera di carboidrati deve essere inferiore ai 30 g: per questo motivo è necessario ridurre o eliminare il consumo dei cibi che sono più ricchi di questi nutrienti, come per esempio cereali e pseudocereali (grano, avena, riso, mais, segale, farro, orzo, miglio, grano saraceno e quinoa), legumi, frutta (a eccezione di avocado, lamponi, limoni e mirtilli). Sono da bandire anche le patate di ogni tipo, i peperoni e le carote cotti, il miele e lo zucchero (sia bianco, sia di canna) e i dolcificanti artificiali».

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Linee Guida della Chetogenica all’Italiana

Nella versione italianizzata della chetogenica è possibile consumare senza limitazioni la maggior parte degli ortaggi (importanti per garantirsi un apporto ottimale di micronutrienti e fibre), abbinandoli a carne magra preferibilmente bianca, pesce, uova, alcuni formaggi (feta, fiocchi di latte, grana e parmigiano), semi e frutta secca oleosa (fonti di grassi buoni).

«I carboidrati, pilastro della dieta mediterranea, vengono ridotti al minimo solo nella fase di reset (vedi paragrafo precedente, ndr), poi vengono reintrodotti gradualmente fino a essere presenti stabilmente sia a pranzo sia a cena durante il mantenimento», puntualizza l’ideatore del programma.

«Da non dimenticare poi l’idratazione, preferendo acqua naturale oligominerale (con residuo fisso intorno a 400-500 mg/l) e tisane senza zucchero. Niente divieti per caffè e tè (amari) e cioccolato fondente (almeno all’85%). E per assicurarsi una buona motilità intestinale possono in alcuni casi tornare utili integratori di sali minerali, vitamine, probiotici e prebiotici, anche se la cosa migliore è fare regolarmente attività fisica».

Attenta: la chetomediterranea non è una dieta che concede strappi alle regole. «Questo perché, quando si supera la soglia dei carboidrati concessi, si esce dallo stato di chetosi, perdendo così alcuni dei vantaggi caratteristici del metodo», avverte il dottor Tommasini.

«Nulla di grave, comunque, se poi si torna subito in carreggiata, permettendo all’organismo di ricominciare a usare in maniera preferenziale i corpi chetonici come fonte di energia. Ma bisogna essere consapevoli del fatto che eccedendo con i carboidrati si perde tempo e si riduce l’entità dei risultati».

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Benefici Aggiuntivi della Chetogenica

Oltre a farti perdere peso, questo programma alimentare ha anche un effetto antiage: «Si è visto che seguire la chetodieta ha effetti paragonabili a quelli riscontrati nel digiuno intermittente», afferma l’esperto.

«In primo luogo una riduzione importante dei processi infiammatori a carico di diversi tessuti, in particolar modo di quelli del sistema nervoso centrale, principale utilizzatore dei corpi chetonici: queste molecole migliorano l’efficienza energetica delle cellule e in più agiscono come segnali capaci di ritardare i processi di invecchiamento».

Altro vantaggio: «Noterai una sensazione di fame attenuata, cui si accompagna uno stato d’animo positivo. La somma di lucidità ed energia è il miglior incentivo a continuarla fino al raggiungimento dell’obiettivo peso-forma prefissato», conclude Tommasini.

Il Melograno nella Dieta Chetogenica

Il melograno è un frutto con circa 15.0 grammi di carboidrati netti per 100g. Se consumato con moderazione, questo alimento può essere incluso nella tua dieta chetogenica, nonostante il suo quantitativo notevole di carboidrati netti.Questo alimento ha un impatto ingrassante medio e non dovrebbe contribuire all'aumento di peso se non eccedi nelle quantità.

Il melograno è un frutto ricco di vitamina A e C. Non apporta colesterolo e, in compenso, è un’ottima fonte di minerali come fosforo, manganese, zinco e rame. È un prodotto ricco di antiossidanti e polifenoli, è però sconsigliato ai soggetti che soffrono di diabete mellito tipo 2 e ipertrigliceridemia. Utile per curare la stitichezza è anche un regolatore di pressione sanguigna.

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Il frutto di melograno appartiene al VI e VII gruppo fondamentale degli alimenti - cibi ricchi di vitamina A, cibi ricchi di vitamina C. È anche ricco d'acqua, fibre, fruttosio, sali minerali e antiossidanti non vitaminici - ad esempio di natura fenolica.

Valori Nutrizionali del Melograno (per 100g)

Nutriente Valore
Energia 52-60 kcal
Acqua 80%
Zuccheri 13%
Fibre 3-4%
Proteine 1%
Lipidi 0,5-1%
Potassio 250 mg
Fosforo 22 mg

I frutti di melograno si prestano alla maggior parte dei regimi alimentari. Ovviamente, fanno eccezione le persone obese o malate. Il melograno, pur non contenendo livelli eccessivi di calorie, va comunque limitato - soprattutto in forma di succo o spremuta - nella dieta contro l'obesità.

Non solo, apportando prevalentemente fruttosio, troppo melograno potrebbe nuocere a chi soffre di diabete mellito tipo 2 e ipertrigliceridemia. La presenza di fibre contribuisce a prevenire e curare la stipsi, oltre a modulare l'assorbimento intestinale - riduzione dell'assorbimento dei grassi, rallentamento della captazione degli zuccheri - e migliorare il senso di pienezza gastrica - in merito a quest'ultimo, è anche necessario ricordare che il fruttosio rappresenta il glucide meno efficacie nello stimolo metabolico di sazietà.

Non ha controindicazioni per la celiachia, per l'intolleranza al lattosio e all'istamina - non è nemmeno istaminoliberatore. Pur non apportando quantità rilevanti di purine, nell'iperuricemia è comunque da assumere in porzioni ragionevoli; l'eccesso di fruttosio può ostacolare lo smaltimento dell'acido urico con le urine.

Buona fonte di acqua e potassio - minerale alcalinizzante coinvolto nell'eccitabilità muscolare, con funzione modulatoria sulla pressione sanguigna - la melagrana è consigliata nella dieta di chi perde molti liquidi, soprattutto in condizioni di attività motoria elevata.

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