Dopo che il medicinale ha svolto tutte le sue azioni, viene eliminato dal nostro organismo. Per essere eliminato, il farmaco deve possedere delle caratteristiche inverse rispetto alle caratteristiche utili per l'assorbimento; praticamente la sostanza somministrata dovrà diventare idrofila ed inattiva.
Se il farmaco non dovesse presentare caratteristiche idrofile non verrebbe eliminato, ma riassorbito rientrando di nuovo in circolo. Con il ritorno in circolo si aumenta la sua permanenza nell'organismo e naturalmente si aumentano anche tutti gli effetti farmacologici apportati dal medicinale.
Lo scopo del nostro metabolismo è quello di trasformare il composto originale in un metabolita inattivo, più polare della molecola originale e di peso molecolare inferiore. Questo intervento di inattivazione della sostanza farmacologicamente attiva avviene grazie alla presenza di particolari enzimi che si trovano prevalentemente a livello epatico.
Metaboliti: Attivi, Inattivi e Tossici
Alcuni farmaci dopo la fase di metabolizzazione possono dare origine a diversi metaboliti, quindi andare incontro a diversi destini. Non è sempre detto che da una sostanza attiva si origini una sostanza inattiva, ma si possono generare altri composti attivi, inattivi o tossici.
Una cosa importante da citare è che si possono generare dei metaboliti attivi anche da un composto inattivo. Il composto inattivo preso in considerazione è un profarmaco, che in forma originale è inattivo e solo dopo metabolizzazione sprigiona dei metaboliti attivi.
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Fasi del Metabolismo dei Farmaci
Reazioni di fase I e di fase II nella biotrasformazione dei farmaci.
Grazie allo studio del metabolismo si riesce a determinare la posologia del farmaco in funzione della patologia, l'eventuale formazione di altri composti, prevedere le possibili interferenze ed infine prevedere le variazioni di risposta in seguito a trattamenti protratti (induzione e repressione enzimatica).
Localizzazione del Metabolismo
Il metabolismo dei farmaci avviene prevalentemente a livello epatico, ma anche a livello del polmone, del rene, dell'intestino, della placenta e della cute, grazie a particolari enzimi. Quest'ultimi sono presenti un po' dappertutto, hanno un elevato numero e una bassa specificità di subsatrato (riconoscono vari tipi di substrato e hanno una scarsa efficacia catalitica).
Il metabolismo può essere di due tipi: sistemico o presistemico. Si parla di metabolismo presistemico quando un profarmaco prima di entrare in circolo dev'essere idrolizzato o ridotto per ottenere un composto attivo; solo a questo punto il prodotto può essere assorbito e raggiungere il sito d'azione. Nel caso del metabolismo sistemico tutti gli altri enzimi sono localizzati in tessuti che vengono raggiunti dalle sostanze farmacologiche solo dopo che queste hanno espletato la propria azione farmacologica.
Enzimi: Cosa Sono e Dove si Trovano?
Finora si è parlato di enzimi, ma che cosa sono? Dove si trovano? Che funzione hanno?. Questi enzimi sono delle proteine e si possono trovare dappertutto, nel sangue, nell'apparato digerente, nel fegato e nel sistema nervoso centrale.
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Nel torrente circolatorio possiamo trovare gli enzimi esterasi che catalizzano l'idrolisi esterea, nell'apparato digerente si trovano le proteasi e le lipasi, nel fegato si può trovare il sistema enzimatico delle monossigenasi ed infine nel SNC si possono trovare gli enzimi necessari per degradare i neurotrasmettitori.
Tutti questi enzimi si localizzano nei vari tessuti citati precedentemente, ma a livello di ogni organo si trovano generalmente all'interno della cellula. A livello cellulare si possono localizzare nello spazio extracellulare o intracellulare.
Se questi enzimi si trovano nello spazio extracellulare la loro attività è quella di degradare sostanze che possono danneggiare la cellula; infatti vengono anche chiamati enzimi a salvaguardia della cellula. Se invece si trovano nello spazio intracellulare si localizzano soprattutto nei mitocondri, nel citosol e a livello microsomiale.
I micorsomi sono delle vescicole di reticolo endoplasmatico liscio e rugoso che si ottengono artificialmente per centrifugazione. Questo processo di centrifugazione si attua solo quando si vuole fare una suddivisione dei componenti subcellulari di una cellula.
Gli enzimi mitocondriali sono qualitativamente e quantitativamente prevedibili (numero stabilito dal codice genetico della cellula, quindi se ne formerà un certo numero e un certo tipo), invece quelli microsomiali hanno un numero e un'attività variabile.
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