La questione se Noè fosse vegetariano è un argomento dibattuto, con diverse interpretazioni dei testi biblici. In Genesi 9,2-3, dopo il Diluvio, Dio dice a Noè: "...Il timore ed il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche, in tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere. Quanto si muove ed ha vita vi servirà di cibo. Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue." Questo versetto è spesso interpretato come un permesso di mangiare carne, con la restrizione di non consumare il sangue.
Tuttavia, alcuni studiosi sostengono che il permesso di mangiare carne sia un'interpolazione successiva nei Testi antichi, aggiunta in un periodo di minor profilo spirituale. In Genesi 1,29, prima del Diluvio, Dio dice: "Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto che produce seme: saranno il vostro cibo." Questo versetto suggerisce una dieta vegetariana per l'uomo prima del Diluvio.
Gesù era vegetariano? Interpretazioni e controversie
Anche l'alimentazione di Gesù è un tema controverso. Stando a quanto riportato dai Vangeli sinottici, Gesù non era vegetariano perché in molte circostanze dimostra indifferenza verso la sorte degli animali. Si citano episodi come il miracolo dei pani e dei pesci, la pesca miracolosa, e l'episodio in cui mangia pesce dopo la resurrezione.
D'altra parte, alcuni sostengono che Gesù, come figura rivoluzionaria, si discostasse dalla religione ebraica ufficiale, pur conservando alcune tradizioni. Al tempo di Gesù, la Palestina era piena di movimenti e sette religiose, tra cui gli Esseni, noti per il loro stile di vita ascetico e vegetariano. Gli Esseni non mangiavano carne né bevevano liquidi fermentati, e consideravano importante la compassione verso gli animali.
Il ruolo degli Esseni e dei Vangeli apocrifi
Alcuni studiosi suggeriscono che Gesù avesse legami con gli Esseni. Luca dice che il Bambino cresceva e viveva nel deserto fino al giorno della sua manifestazione, e il deserto, per gli Esseni, era la regione in cui abitavano. Pare che Giovanni Battista abbia avuto contatti con gli Esseni e che lo stesso Giovanni l’evangelista prima di essere discepolo di Gesù sia stato discepolo di Giovanni Battista .
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I Vangeli apocrifi, come il Vangelo Esseno della Pace, presentano un Gesù che promuove la nonviolenza verso gli animali e vieta il consumo di carne: "Chi uccide un animale uccide suo fratello e la carne degli animali uccisi nel suo corpo diventerà la sua stessa tomba."
Le posizioni dei Padri della Chiesa
Diversi Padri della Chiesa Latina e Greca affermavano che Gesù, come tutti gli uomini spirituali del tempo, si asteneva dal mangiare carne.
- S. Girolamo dice: "Dopo che Cristo è venuto non è più consentito mangiare carne."
- S. Giovanni Crisostomo dice: "Noi capi cristiani ci asteniamo dal mangiare carne di animali per sottomettere il corpo…Mangiare carne è innaturale ed impuro."
- Lo stesso S. Pietro, nel Celemente Umilis dice: "Il consumo di carne è innaturale e contaminante quanto la pagana adorazione dei demoni: quando l’uomo vi prende parte diviene compagno di tavola dei diavoli."
- E S. Clemente Romano afferma che Pietro si nutriva solo di pane, ulive ed erbe; Eusebio che Giacomo e Matteo fossero vegetariani; Clemente d’Alessandria e Tertulliano, tra i più influenti pensatori della prima chiesa cristiana, erano ferventi sostenitori dell’alimentazione incruenta.
Tuttavia, la Chiesa cattolica, influenzata da S. Paolo, ha gradualmente accettato il consumo di carne. S. Agostino e S. Tommaso considerano giusto e lecito nutrirsi di carne perché gli animali creati da Dio per i vantaggi dell’uomo. S. Paolo nella prima lettera ai Corinzi dice: “Continuate a mangiare tutto quanto si vende al macello senza informarvi a motivo della vostra coscienza. Se qualcuno dei pagani vi invita, mangiate di ogni cosa che vi viene posta davanti.
La manomissione dei Testi Sacri
Alcuni studiosi sostengono che i Testi Sacri siano stati manomessi per alterare il messaggio originale. S. Girolamo si riferisce al Concilio di Ankara del 325, quando i Vangeli furono alterati per renderli accettabili all'imperatore Costantino. Per ben 19 volte il termine “cibo” fu sostituito con il termine “carne”, alterando di conseguenza il significato del messaggio.
Ad esempio, il miracolo dei pani e dei pesci pare che in realtà si trattasse di pani e di una sorta di polpette fatte con una pianta marina chiamata appunto “pianta del pesce” e che ancora oggi si coltiva in Palestina. Così per la dieta di Giovanni Battista che si dice mangiasse miele e locuste. In questo caso è stata fatta confusione tra due identiche parole greche, una che indica appunto locusta e l’altra focaccia.
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Ordini religiosi e vegetarismo
Se i primi cristiani, gli apostoli e lo stesso Gesù non fossero stati vegetariani da dove viene la regola che ha caratterizzato per molti secoli, e che ancora caratterizza, molti ordini religiosi dalla nascita del cristianesimo in poi? I Nazorei, i Terapeuti, i Montanisti, gli Gnostici, i Manichei, i Nicolaiti, i Càtari, i Trappisti, i Quaccheri, i Mormoni, i Monfortini, i Mennoniti, la Chiesa Avventista del 7° Giorno ecc. Anche la regola dei Benedettini, dei Camaldolesi, dei Certosini, dei Carmelitani, l’Ordine dei Trinitari, dei Domenicani, dei Frati Minori, delle Clarisse avevano o hanno ancora l’obbligo dell’astinenza della carne.
In ben 4 differenti concili la Chiesa cattolica ha sentito la necessità di rinnovare l’obbligo per il clero di nutrirsi di carne pena la scomunica e la destituzione dall’ordine religioso: il Concilio di Ankara nel 314, il Concilio Gangrense nel 324, il Concilio di Braga nel 577 e nel Concilio di Aquisgrana nell’ 816.
Bernardo Gui, frate domenicano e feroce persecutore degli eretici, insegnava a riconoscere un càtaro (vegetariani votati alla nonviolenza): “mettergli in mano un animale ed intimargli di ucciderlo”: se si rifiutava veniva accusato di eresia e condannato a morte.
La prospettiva ebraica sul vegetarianesimo
Rav Roberto Della Rocca ha spiegato come il tema sia molto sentito nell’ebraismo, sia un argomento di attualità che risale, secondo il pensiero ebraico, a tempi davvero lontani: prima del diluvio universale, l’umanità era vegetariana, e così sarà nell’Era messianica.
Il Vegetarianesimo è una filosofia di vita e per questo i grandi maestri sostengono che la cashrut non è solo una dimensione alimentare, ma casher significa “adatto - buono” quindi anche una persona può essere più o meno casher. Secondo una teoria filosofica ebraica, noi possiamo diventare anche ciò che noi mangiamo.
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La sofferenza degli animali (Tza’ar ba’alei Chayym)
Tza’ar ba’alei Chayym, la sofferenza degli animali: evitarla è un comandamento della Torà. Se proprio vogliamo mangiare gli animali, dobbiamo farlo con umiltà e rispetto, non infliggendo sofferenze né durante l’allevamento né con la macellazione.
Le mitzvòt relative agli animali, però, non hanno come fine la protezione degli animali, perché gli animali, come tutta la Creazione, sono al servizio dell’uomo; ma l’elevazione spirituale dell’uomo rispetto alla natura e per instillare nell’uomo un senso di misericordia nei confronti della natura, del creato e delle creature. Per impregnare l’animo umano di qualcosa di divino, cioè la misericordia di Dio relativamente al creato e alle creature.
Rabbi Abraham Isaac Hakohen Kook (1865-1935) fu fra i primi a discutere di questo. Scrive esplicitamente “Controllare non va inteso come il controllo di un dittatore che si incrudelisce sul suo popolo, sui suoi servi, solo per soddisfare i suoi bisogni e la durezza del suo cuore. Guai a una simile legge ripugnante che portasse il sigillo eterno di Colui che è buono in tutto e misericordioso in tutte le sue opere."
La "dieta della Bibbia" e le interpretazioni cristiane moderne
Una delle ultime trovate in fatto di dieta arriva dalla California, dove il reverendo George H. Malkmus, convinto che il moltiplicarsi di malattie come tumori, diabete, infarti, obesità, sia da attribuire a un pessimo stile di vita e di alimentazione, ha inventato la “dieta della Bibbia”. A parte il titolo altisonante, questa dieta altro non è che un regime alimentare molto semplice (per usare un eufemismo … l’espressione più giusta sarebbe “da fame”), incentrato sulla totale eliminazione di cibi animali, ad eccezione del miele puro.
Nell’Antico Testamento troviamo molti riferimenti all’alimentazione dei patriarchi, o almeno alle attività che essi svolgevano e dalle quali potevano ricavare il proprio sostentamento. Isacco coltivava grano (Gn 26,12) e Giacobbe mandò i suoi figli in Egitto durante la carestia per acquistarne (Gn 42-44); Esaù andava pazzo per la zuppa di lenticchie. Da questi passi deduciamo che gli alimenti principali dei patriarchi erano a base di farina e legumi, ma, dato che erano allevatori nomadi, sicuramente mangiavano anche i derivati del latte.
Gesù ha detto: «Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». Si riferiva ai brutti pensieri, alle male parole e alle cattive azioni che escono dal nostro cuore.
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