Normativa UNI per l'installazione di pompe di calore: sicurezza e conformità

La transizione ecologica sta spingendo nella direzione dell’elettrificazione dei consumi e il settore è indirizzato in maniera palese verso la progressiva riduzione dell’uso delle caldaie e la sempre maggiore installazione di pompe di calore. L’obiettivo degli impianti di climatizzazione, in linea con direttive europee e nazionali, è la generazione di raffrescamento e riscaldamento con minore impatto sul riscaldamento globale grazie all’uso di energia primaria non fossile.

Al di là di considerazioni puntuali sulla validità di sistemi di incentivazione sempre meno presenti, è anche vero che la normativa EPBD ci spinge nella direzione di un’impiantistica che abbia il suo perno nel circuito frigorifero e nell’utilizzo di sistemi in pompa di calore che un’altra disposizione di legge europea, il Regolamento F-Gas, vuole sempre più spesso equipaggiati con gas refrigeranti a GWP medio o basso ma appartenenti alla categoria degli infiammabili, dall’R32 all’R290.

L’obiettivo che l’Europa si è posta di 50 milioni di pompe di calore entro il 2030 è certamente molto sfidante. Nel perseguirlo occorre tuttavia tener conto che molte di queste apparecchiature contengono gas refrigerante caratterizzato da un profilo di rischio aggiuntivo, quello dell’infiammabilità del refrigerante, rischio di cui installatori e manutentori debbono essere consapevoli per effettuare il lavoro a norma e rilasciare una dichiarazione di conformità adeguata rispetto alle caratteristiche dei nuovi apparecchi.

L'importanza della regola dell'arte e la norma UNI EN 378

Entra infatti in gioco un elemento, quello dell’effettuazione dei lavori a regola d’arte secondo le norme tecniche vigenti. Riportiamo per chiarezza il testo dell’Articolo 6 Comma 1 del Decreto Ministeriale 37 2008, il testo di legge che riguarda appunto questa materia: “Le imprese realizzano gli impianti secondo la regola dell’arte, in conformità alla normativa vigente e sono responsabili della corretta esecuzione degli stessi.

È necessario essere consapevoli che nel caso di questa tipologia di impianti, le pompe di calore, la UNI EN 378 è la norma che fornisce le indicazioni utili sulla questione. Il titolo della norma è infatti chiaramente esplicativo, “Sistemi di refrigerazione e pompe di calore - Requisiti di sicurezza e ambientali”, ma è altrettanto vero che per ammissione di molti soggetti del mondo della formazione la conoscenza approfondita e l’applicazione di questa norma a volte lascia a desiderare.

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Ostacoli alla diffusione della UNI EN 378

Che cosa osta alla sua diffusione? L’ampiezza del campo di lavoro presidiato? La sua complessità? Le implicazioni professionali che la sua applicazione comporta? Non ci addentriamo in questa materia, ma ci soffermiamo su un aspetto che riteniamo possa costituire se non la soluzione, quantomeno un percorso alternativo che supporti il mercato e i tecnici nel dispiego di questa campagna di diffusione della pompa di calore.

Proposta di una nuova norma tecnica per l'installazione di pompe di calore

Da questo spunto nasce la manifestazione di interesse portata al Comitato Termotecnico Italiano (CTI) da Assoclima, CNA Installazione Impianti e Assofrigoristi per la stesura di una norma tecnica dedicata all’installazione di pompe di calore per la climatizzazione domestica, uno strumento che fornirebbe le istruzioni per l’uso alla stregua di quanto fatto dalla 7129 nell’epoca delle caldaie a condensazione per uno sviluppo per così dire conforme e “sorvegliato” dell’utilizzo della pompa di calore.

Certo, questa norma non potrebbe andare a modificare l’impostazione delle installazioni esistenti, ma costituirebbe un riferimento per la nuova generazione di pompe sempre più incrociata dalla necessità di funzionare con refrigeranti oggi prevalentemente A2L, ma domani anche A3.

“Una norma tecnica ha significato e valore nella misura in cui viene recepita e adeguatamente utilizzata. È uno strumento che può solo portare valore aggiunto sia al mercato sia agli operatori sia agli utilizzatori finali.

Il ruolo e i limiti della UNI EN 378

Verissimo, ma la serie di norme UNI EN 378 costituisce un riferimento nato a livello europeo, recepito ovviamente anche in Italia in ragione degli accordi tra CEN ed Enti di normazione dei Paesi Membri. Pur avendo le caratteristiche di una norma di sistema e trattando conseguentemente tutti gli aspetti connessi alla progettazione, installazione ed esercizio, ha dei contenuti generali e l’utilità applicativa è migliorabile.

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È legittimo quindi che agli occhi degli operatori si presenti un problema nel momento in cui c’è un documento come la UNI EN 378 che per sua stessa natura non è orientato ad affrontare i problemi pratici che un operatore riscontra sul campo.

“Altre norme sono nate proprio con l’impostazione di fornire degli standard applicativi: pensiamo a norme come la UNI 10683 prodotta sempre dal CTI o le UNI 7128 e 7129 elaborate dal Comitato Italiano Gas.

“È una vera e propria modalità di stesura, perché questo tipo di norme contiene una serie di prescrizioni, di indicazioni per effettuare il lavoro al meglio delle condizioni, quindi per fornire standard tecnici utili nell’attività sul campo.

Vantaggi di una norma di installazione specifica

“Sicuramente importante per chi è sul campo, ma anche un reale vantaggio anche per i produttori degli apparecchi. Chiunque fabbrichi questi generatori, pompe di calore o caldaie che siano, ha il cospicuo vantaggio di trovare nella norma una linea di indirizzo per avere certezza che l’installazione del loro apparecchio sia eseguita correttamente.

“La pompa di calore è stata oggetto di grande attenzione da parte della normativa comunitaria, perché se ne apprezza il valore di contenimento dell’impatto ambientale, ma la scelta fatta sui gas porta nel circuito a pressione il problema dei gas infiammabili. Il CTI si è occupato anche di seguire lo sviluppo di queste norme, delle norme di prodotto sulle pompe di calore contenenti gas infiammabili, tutta la serie 60335 e ha seguito questo processo in quanto Mirror Committee del CEN.

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Per quella che è stata la nostra percezione, non hanno stravolto le norme esistenti sugli altri gas refrigeranti, ma è altrettanto naturale constatare che già sul tema del prodotto troviamo delle prescrizioni di sicurezza un po’ più stringenti fin dalla fase di progettazione della macchina.

Contenuti di una possibile norma di installazione

“Una norma di installazione per le pompe di calore, con delle specifiche anche per gli apparecchi contenenti fluido refrigerante infiammabile, può contenere indicazioni utili anche sulla manutenzione, così come la UNI EN 378 si addentra a fornire indicazioni specifiche. Queste norme nascono a livello nazionale, da un dialogo con i produttori degli apparecchi, le associazioni di categoria e gli installatori: questo permette di creare una norma che sia come già detto un manuale tecnico, un manuale di installazione con le prescrizioni di sicurezza, con le prescrizioni per la corretta posa, per la corretta manutenzione. Questo è qualcosa che possiamo assolutamente fare e che auspichiamo di fare.

Quale norma UNI prendete come riferimento per gli impianti in pompa di calore ai fini della Dichiarazione di Conformità? Impianti termici, vedi sotto quali possono essere utili nel tuo caso.

  • UNI 9711 impianti termici utilizzanti energia solare .
  • UNI 10381 Impianti aeraulici. Condotte.
  • UNI 10412 Impianti di riscaldamento ad acqua calda.
  • CEI 64-8 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000V in corrente alternata e 1500V in corrente continua.
  • CEI 64-12 Guida per l'esecuzione dell'impianto di terra negli edifici per uso residenziale e terziario.

Nuove norme UNI EN 14511

Pubblicate da UNI quattro norme sulla classificazione, prove e requisiti dei condizionatori e pompe di calore. Ecco i dettagli.

Sono disponibili da UNI e in vigore dal 13 ottobre scorso la parte 1,2,3 e 4 della UNI EN 14511:

  • UNI EN 14511-1:2022 “Condizionatori, refrigeratori di liquido e pompe di calore con compressore elettrico per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti e refrigeratori per cicli di processo con compressore elettrico - Parte 1: Termini e definizioni“;
  • UNI EN 14511-2:2022 “Condizionatori, refrigeratori di liquido e pompe di calore con compressore elettrico per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti e refrigeratori per cicli di processo con compressore elettrico - Parte 2: Condizioni di prova“;
  • UNI EN 14511-3:2022 “Condizionatori, refrigeratori di liquido e pompe di calore con compressore elettrico per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti e refrigeratori per cicli di processo con compressore elettrico - Parte 3: Metodi di prova“;
  • UNI EN 14511-4:2022 “Condizionatori, refrigeratori di liquido e pompe di calore con compressore elettrico per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti e refrigeratori per cicli di processo con compressore elettrico - Parte 4: Requisiti“.

La certificazione energetica degli edifici costituisce ormai un passaggio obbligato in diversi adempimenti tecnici come quelli riguardanti gli sgravi fiscali legati alla detrazione Superbonus.

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