Nutrizione degli Anziani Allettati: Linee Guida e Consigli

L’invecchiamento è un processo naturale e complesso che porta a cambiamenti nel corpo, incluso il cervello. Dopo i 50 anni, si osserva una riduzione di statura e peso, aumento della massa grassa (soprattutto addominale), riduzione della massa muscolare e magra, demineralizzazione delle ossa e diminuzione dell’acqua corporea. Questi cambiamenti possono peggiorare le prestazioni fisiche e la salute.

Quando la riduzione della massa magra limita le attività quotidiane, si parla di sarcopenia. Le manifestazioni includono riduzione di forza, potenza, resistenza muscolare, equilibrio e abilità motorie. L'obesità sarcopenica, caratterizzata da carenza di massa magra ed eccesso di massa grassa, colpisce 1 persona su 5 sopra i 50 anni ed è associata a un aumentato rischio di disabilità, malattie e mortalità.

Sarcopenia e obesità possono influenzare negativamente lo stato di salute, riducendo il metabolismo basale e il dispendio energetico quotidiano. Abitudini alimentari sane, attività fisica moderata, sonno adeguato e astensione da fumo e alcolici sono cruciali per un invecchiamento sano e attivo.

L’alimentazione e la nutrizione sono aspetti importanti per la salute degli anziani, contribuendo a contrastare la vulnerabilità legata all'età e prevenire carenze nutrizionali dovute alla riduzione dell’appetito e altri problemi, con il rischio di malnutrizione.

Il Fabbisogno Nutrizionale nella Terza Età

L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno crescente nelle società occidentali. In Italia, le persone con più di 65 anni hanno un’aspettativa di vita raddoppiata rispetto al secolo scorso e rappresentano circa il 20% della popolazione. Tra questi, ci sono anziani in buona salute e anziani fragili con patologie.

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Le differenze sono dovute alla costituzione genetica e all’interazione con l’ambiente, inclusi dieta, attività fisica, abitudine al fumo e alcol, ed esposizione a rischi professionali. Questi aspetti influenzano per circa il 70% la durata e la qualità della vita.

La dieta è una leva importante per limitare i rischi. L’attenzione all’alimentazione per gli anziani è cresciuta negli ultimi anni. In generale, la dieta degli anziani non differisce qualitativamente da quella degli adulti, anche se il fabbisogno energetico e l’appetito diminuiscono con l’età a causa di alterazioni sensoriali, problemi masticatori e modificazioni gastroenteriche. Solo specifiche condizioni, come sedentarietà, disabilità o alterazioni funzionali, richiedono accorgimenti dietetici specifici.

Non esiste un alimento completo che racchiuda tutti i nutrienti necessari. Per garantire un adeguato apporto nutrizionale, è essenziale scegliere un’alimentazione varia ed equilibrata. Mantenere un peso corporeo ottimale è fondamentale, tenendo conto dei rischi legati alla malnutrizione per difetto.

È importante garantire un completo apporto di tutti i nutrienti con una dieta varia ed equilibrata e soprattutto non escludere alcun alimento. Per un uomo anziano il fabbisogno energetico giornaliero si aggira intorno alle 2.000 kcal, mentre per la donna è tra 1.700 e 1.800 kcal.

La Dieta Mediterranea nella Terza Età

Oltre alla quantità, è importante la qualità degli alimenti. La dieta mediterranea è un riferimento anche in età geriatrica, con benefici tanto più significativi quanto più precocemente adottata. Una revisione di studi pubblicata nel 2024 sulla rivista Npj Aging ha mostrato che l’effetto protettivo della dieta mediterranea sull’incidenza di nuovi casi di tumore, anche se non sulla mortalità, si registra anche nella popolazione anziana. Nella maggior parte degli studi considerati, i ricercatori avevano indagato la relazione tra la dieta e 3tre dei 4quattro tumore più diffusi: quello del seno, del colon-retto e della prostata.

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Diversi meccanismi spiegano l'effetto protettivo della dieta mediterranea sul rischio oncologico. Grazie all’alto contenuto di flavonoidi, acidi grassi omega-3 e acido folico, può ostacolare l'infiammazione subclinica, ritardando l'invecchiamento cellulare che può portare alla formazione di tumori. Un’altra ipotesi riguarda un miglior controllo della glicemia e al conseguente minore rischio di sviluppare il diabete. Il diabete di tipo 2, la forma che colpisce di più gli anziani, è infatti associato a un rischio maggiore di sviluppare alcuni tipi di tumore, tra cui quelli di pancreas, fegato, endometrio, colon-retto, seno e vescica.

Le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti della dieta mediterranea possono avere un impatto sulla lunghezza dei telomeri, rallentando il processo di accorciamento che avviene con l'età. I benefici della dieta mediterranea si registrano anche nella terza età, rendendo utile rivedere le proprie abitudini alimentari.

Alcuni Consigli per la Tavola

La dieta mediterranea negli anziani prevede integrazioni rispetto alle indicazioni generali per gli adulti. È cruciale il consumo di acqua, circa 1,5 litri al giorno, per contrastare la tendenza alla disidratazione, l'aumento delle perdite urinarie e la riduzione complessiva dell’alimentazione. Il consumo di alimenti come brodo, passato di verdure, tè e tisane senza zucchero può aiutare a integrare un’adeguata quantità di acqua giornaliera.

I macronutrienti devono essere gli stessi di tutte le altre fasi della vita. La dieta deve includere carboidrati (pane, pasta, riso, farro, orzo) a ogni pasto principale, per un totale di 4-5 porzioni al giorno, e 3-5 porzioni al giorno di frutta e verdura di stagione. Gli alimenti ricchi di zuccheri semplici devono essere consumati con moderazione, soprattutto a causa del rischio di diabete di tipo 2. Se si ha l’abitudine di dolcificare caffè, tè, tisane e latte, è consigliabile non superare i 2-3 cucchiaini al giorno di zucchero, preferendo dolcificanti naturali come quelli a base di stevia.

Nonostante il calo dell’appetito, è fondamentale assumere ogni giorno 2 porzioni di alimenti del gruppo “carne, pesce e uova", limitando la carne rossa e gli insaccati, e privilegiando pesce (fonte naturale di omega-3), carni bianche e uova. I legumi possono sostituire un secondo piatto a base di carne o pesce oppure costituire un piatto unico insieme ai cereali. Mantenere un adeguato apporto di proteine è fondamentale per preservare la salute dei muscoli e delle ossa e, di conseguenza, prevenire la sarcopenia.

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I condimenti dovrebbero essere preferibilmente di origine vegetale e di alta qualità. L’olio extravergine di oliva è naturalmente ricco di vitamine e di antiossidanti naturali e può garantire un adeguato apporto di lipidi. Sono invece da limitare i condimenti di origine animale, come burro, strutto, panna. Quanto agli altri grassi, gli anziani dovrebbero prediligere alimenti con un modesto contenuto di grassi saturi e colesterolo, come il latte parzialmente scremato e lo yogurt magro, i formaggi preferibilmente freschi (evitando quelli fusi, che potrebbero creare problemi nella masticazione) e le carni magre (pollo, tacchino, coniglio, vitello). Per quanto riguarda il pesce, che dicevamo essere una fonte naturale di omega-3, sono da evitare quelli preimpanati e prefritti.

Gli alcolici vanno consumati con moderazione, preferendo birra e vino, e non superando 1 unità alcolica al giorno (330 ml di birra e 125 di vino). Il sale va limitato, preferendo quello iodato, ed evitando preparati per brodo ricchi di grassi vegetali idrogenati e glutammato monosodico, incentivando piuttosto l’uso di spezie ed erbe aromatiche.

Pianificazione dei Pasti

È importante dedicare il giusto spazio alla pianificazione dei pasti, stilando un menù settimanale o giornaliero per evitare pasti incompleti a causa della scarsa disponibilità di ingredienti, del poco tempo a disposizione o dell’impossibilità di fare la spesa.

Il Decalogo della Longevità

Per facilitare il mantenimento di un buono stato di salute anche nel corso della terza età riportiamo il cosiddetto decalogo della longevità stilato dal Ministero della salute. Si parte dalla tavola, per tenere in considerazione anche altri fattori della vita sociale.

  • Variare gli alimenti, ma non rinunciare a frutta e verdura - Evita la monotonia in cucina con pasti leggeri e frequenti e 5 porzioni giornaliere tra frutta e verdura, per prevenire le carenze vitaminiche e di sali minerali;
  • Riconoscere e comunicare i segnali della malnutrizione - Ai segnali di riduzione dell’appetito, calo del peso, frequente stanchezza e maggiore suscettibilità alle infezioni, consultare il proprio medico;
  • Non restare a secco - Bere acqua anche quando non si avverte il senso di sete, per evitare la disidratazione;
  • Imparare a distinguere i carboidrati semplici da quelli complessi - Per mantenere costanti i livelli di glicemia (la concentrazione di zucchero nel sangue), preferire i carboidrati complessi, come cereali, pane, pasta, rispetto a quelli semplici di zucchero, dolci e bevande zuccherate.

Alimentazione per Pazienti Allettati

Per i pazienti allettati è fondamentale seguire una corretta alimentazione per evitare l’accumulo di peso e ridurre il rischio di patologie come le piaghe da decubito. Molti anziani allettati soffrono di patologie correlate all’alimentazione, come il diabete. Somministrare i giusti alimenti nelle corrette porzioni e tempi assicura una vita migliore.

La perdita muscolare nei pazienti allettati, unita a uno scarso apporto di nutrienti, causa la sarcopenia, riducendo le funzioni aerobiche del muscolo e la forza muscolare. Per ridurre il rischio di perdita muscolare, è fondamentale una dieta ricca di proteine ad alto valore biologico e ferro. Le proteine vanno distribuite durante la giornata, preferendo quelle di origine animale a pranzo e quelle derivanti dagli ortaggi (legumi) sotto forma di passato, che sono facilmente digeribili.

È fondamentale garantire la giusta quantità di acqua (almeno un litro e mezzo al giorno) per i muscoli e il cervello, anche se gli anziani spesso hanno poca sete. Le piaghe da decubito sono una possibile complicazione dell’immobilità. La dose raccomandata di proteine è di 0,8 g per kg di peso, ma può aumentare fino a 1 grammo per kg nei soggetti allettati.

Vanno limitati gli alimenti ricchi di grassi (soprattutto saturi) e zuccheri. I formaggi possono essere consumati se a ridotto contenuto di colesterolo (Parmigiano Reggiano, Grana Padano, ricotta fresca). A colazione, preferire fette biscottate e marmellata alle merendine industriali.

Definire un “piano dietetico” quotidiano è fondamentale, poiché le necessità dei pazienti disfagici possono modificarsi nel tempo. La disfagia, comune nelle persone con patologie neurologiche (ictus, Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla), si manifesta nel 30-45% dei pazienti. Prima di iniziare a mangiare, il paziente deve essere correttamente posizionato, preferibilmente seduto diritto con sostegno per avambracci e piedi a terra.

Il paziente deve mangiare lentamente, rispettando il volume consigliato per ogni boccone e assicurandosi che sia stato completamente deglutito prima di introdurne un altro. Il pasto non può durare più di 45 minuti per evitare stanchezza e rischi di inalazione. È importante evitare distrazioni e assicurarsi che il paziente non cambi posizione durante la somministrazione del cibo. Per almeno 15 minuti dopo il pasto, il paziente deve rimanere seduto, e successivamente è indispensabile provvedere a una corretta igiene orale con garza sterile o spazzolino a setole morbide imbevuti di bicarbonato di sodio.

Se devono essere somministrate delle formulazioni solide (compresse o capsule), chiedere preventivamente consiglio su come rendere il farmaco orale omogeneo e facilmente deglutibile.

Cambiamenti Fisiologici e Necessità Alimentari

Con l’età, le necessità alimentari cambiano a causa delle modifiche dell’organismo e delle patologie che si sviluppano. Si verifica una riduzione del metabolismo e un’alterazione del senso del gusto e dell’olfatto, che possono ridurre la voglia di mangiare. La perdita dei denti altera la masticazione, e sembra che le protesi dentarie riducano anche la capacità di percepire i sapori.

In Italia, la popolazione è sempre più anziana, e oltre 1 ultrasessantacinquenni su 2 ha una patologia cronica. Un’alimentazione sana, un’attività fisica frequente e l’evitamento di fumo e alcolici sono fondamentali per una migliore qualità della vita. È essenziale garantire la varietà della dieta per l’apporto dei diversi macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) e micronutrienti (proteine e minerali).

La carenza di alcuni nutrienti (proteine, vitamine, minerali) ha ripercussioni sull'organismo, in particolare sul sistema immunitario e muscolo-scheletrico. Le linee guida per un’alimentazione sana nell’anziano si sovrappongono a quelle dell’adulto, richiedendo un ricco apporto di verdure e frutta (5 porzioni al giorno) e cereali integrali (3 porzioni al giorno), proteine magre (2 porzioni al giorno), grassi sani (30 grammi al giorno) e acqua (8-10 bicchieri al giorno). Si consiglia di ridurre i grassi e gli zuccheri (incluse le bevande zuccherate) in modo proporzionato all’attività della persona.

Sono da preferirsi i grassi insaturi, da olii vegetali (meglio l’olio extravergine d’oliva), semi, frutta secca e pesci grassi (aringa, salmone, sgombro, anguilla), senza superare i due cucchiai al giorno. Fondamentali le proteine, da preferirsi uova, latticini magri, legumi (fagioli, piselli, ceci, lenticchie, fave), alimenti economici e sani, oltre a pesce, carni bianche e legumi, mentre sono da assumere al massimo una volta a settimana le carni rosse, i salumi o gli affettati.

Vitamine e Minerali essenziali:

  • Vitamina D: Combatte la perdita di tessuto osseo, la depressione e altri disturbi.
  • Calcio: Essenziale per la salute delle ossa e contribuisce alla prevenzione di alcuni tipi di cancro.
  • Vitamina C: Migliora l’assorbimento del ferro quando assunta con alimenti che ne sono ricchi.
  • Potassio.
  • Vitamina B12: Attenzione alla carenza, che colpisce circa il 20% degli anziani.

A causa della riduzione del gusto, dell’olfatto e dell’appetito, gli anziani spesso preferiscono alimenti più saporiti, come dolci, fritti, cibi ricchi di grassi saturi o molto salati. È bene ridurre l’assunzione di questi cibi, che favoriscono l'insorgenza di malattie croniche come diabete e disturbi cardiovascolari. Gli alcolici sarebbero sempre da evitarsi.

Se l’alimentazione non è sufficiente, si possono utilizzare formule alimentari (latti artificiali modificati per l’adulto), anche se la loro utilità è incerta. La disfagia consiste nell’incapacità più o meno grave di deglutire e colpisce circa il 45% degli ultrasettantacinquenni. In generale, è consigliato assumere cibi abbastanza morbidi o liquidi da poter essere assunti con un cucchiaio, bere molto, mangiare con lentezza e assumere molti pasti poco abbondanti nel corso della giornata. Attenzione ai cibi con doppia consistenza, come la pastina in brodo. In caso di disfagia per liquidi, è bene addensare i liquidi affinché abbiano la consistenza di un budino.

La persona con demenza può dimenticarsi di mangiare e avere altri problemi concomitanti che le impediscono di nutrirsi a dovere. In questi casi, è bene fornirle cibi che le piacciono in forma liquida, semiliquida o tagliata a piccoli pezzi. Occorre nutrirla lentamente, alternando il pasto a piccoli sorsi d’acqua. Non bisogna mai insistere nel caso non voglia mangiare.

Malnutrizione e Supplementi Nutrizionali

La malnutrizione allunga i tempi di convalescenza dalle malattie perché rende le terapie meno efficaci. L’anziano che vive da solo è più a rischio, tendendo a mangiare meno e limitando gli acquisti alimentari a pochi prodotti dallo scarso valore nutrizionale. Basso reddito, dentizione inadeguata e depressione peggiorano ulteriormente questo quadro.

Una revisione di studi sul tema del 2023 ha stimato che quasi 1 paziente su 2 in Italia è a rischio malnutrizione. Al momento del ricovero in ospedale, la malnutrizione arriva a interessare quasi la metà delle persone over 65 con malattie croniche. Ad esempio, dal 20 al 50% dei pazienti con insufficienza cardiaca (scompenso) ha perdita di massa muscolare e il 20% di chi ha subito un ictus sviluppa una sindrome da deperimento entro un anno dall’evento acuto.

“Particolarmente a rischio sono i pazienti che soffrono di tumore" e, considerato che in Italia i pazienti con malattia oncologica sono 3 milioni, “il deficit nutrizionale colpisce almeno mezzo milione di persone”. Anche fattori socio-economici espongono al rischio di malnutrizione.

I supplementi nutrizionali orali sono prodotti destinati alla prevenzione o al trattamento della malnutrizione, integrando o sostituendo la normale alimentazione quando necessario. Una ricerca del 2019 ha mostrato che i supplementi nutrizionali orali riducono il rischio di complicanze e di nuovi ricoveri, migliorando la prognosi e la risposta ad alcune terapie, con una riduzione dei costi sanitari di gestione della patologia nell’ordine del 5-12%. Altri studi hanno mostrato che la terapia con supplemento nutrizionale orale può migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti anziani malnutriti.

L’alimentazione negli anziani debilitati o allettati è particolarmente importante, poiché è fondamentale che queste persone siano idratate e assumano le giuste quantità di nutrienti. Oltre ai supplementi orali, da assumere secondo indicazione medica, può essere utile usufruire di una dieta liquida o semiliquida, con alimenti facili da deglutire.

Persone con grave anoressia, stenosi o fistole digestive, gravi problemi di deglutizione non possono essere alimentate normalmente. La difficoltà o l’impossibilità a ricevere naturalmente una corretta e adeguata alimentazione viene oggi sopperita con trattamenti di nutrizione artificiale. Si tratta di una procedura terapeutica che garantisce il bisogno nutrizionale di pazienti non più in grado di alimentarsi autonomamente. Entrambe necessitano di precisi protocolli terapeutici e di monitoraggio, personalizzati a seconda del singolo paziente.

L’assunzione non adeguata di cibo rende più lunga e difficile la guarigione da infezioni e il recupero dopo interventi chirurgici. Le uova sono un’ottima fonte di proteine, si cucinano facilmente, non necessitano di particolare masticazione e, insieme al formaggio tenero, potrebbero elevare notevolmente il valore qualitativo dell’alimentazione di una persona anziana, senza aumentare il colesterolo. Dati recenti infatti hanno dimostrato che le uova non alzano la colesterolemia e che, peraltro, ridurre il colesterolo negli anziani aumenta la mortalità complessiva.

Se il soggetto è ospedalizzato si può ricorrere alle varie tecniche di nutrizione artificiale, come la somministrazione di formule liquide tramite sottili sonde che giungono fino allo stomaco o alla nutrizione per via endovenosa.

Tabella dei Fabbisogni Nutrizionali Giornalieri per Anziani

Nutriente Uomini (65+) Donne (65+)
Energia (kcal) Circa 2000 1700-1800
Acqua Almeno 1.5 litri
Proteine 0.8-1 g per kg di peso corporeo
Carboidrati 4-5 porzioni al giorno (cereali integrali)
Grassi Circa 30 g (grassi insaturi)
Frutta e Verdura 3-5 porzioni al giorno

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