Quando ci si ritrova davanti alla sfida della perdita di peso, spesso i risultati ottenuti sono ben al di sotto delle nostre aspettative, e questo può causare un senso di continuo scoramento. Tuttavia, la scienza sta facendo luce sui complessi meccanismi ormonali che influenzano il nostro metabolismo e, di conseguenza, la nostra capacità di perdere peso.
Cos'è l'Ormone della Crescita (GH)?
L’ormone della crescita, detto anche ormone somatotropo (GH, growth hormone), è un ormone proteico composto da una sequenza di 191 amminoacidi. Si tratta dell’ormone della crescita scoperto agli inizi del secolo scorso, le cui funzioni principali sono l’accrescimento corporeo di cellule (ossa e tessuti) e la regolazione dei processi metabolici. Viene originato dal corpo soprattutto durante le prime ore di sonno e la sua produzione, che raggiunge il picco nel corso dell’adolescenza, diminuisce via via con il passare degli anni. In tutte le fasi della vita produciamo tale ormone ma le quantità in un adulto sono di gran lunga inferiori rispetto ad esempio a un adolescente.
Anche se la sua funzione primaria è quella di promuovere l’accrescimento (da cui il nome), l’effetto dell’ormone della crescita si definisce nel suo complesso “anabolico”, cioè di stimolo della costruzione dei tessuti, degli organi e dell’organismo nel suo insieme: questa azione si realizza sia in modo diretto che tramite un fattore di crescita insulino-simile di tipo I o somatomedina C, cioè un ormone che fa intermediario.
Le Funzioni dell'Ormone della Crescita
Oltre agli effetti sulla crescita staturale, l’ormone della crescita ha numerosi altri effetti che hanno portato a cambiare il suo nome in “ormone somatotropo” per meglio sottolineare la sua molto più complessa azione sistemica:
- Metabolismo delle proteine
- Metabolismo dei glucidi (carboidrati)
- Metabolismo dei lipidi (grassi)
- Metabolismo osseo/minerale
- Regolazione idrica e della funzione renale
Come Funziona l'Ormone della Crescita?
L’ormone della crescita è prodotto dal lobo anteriore dell’ipofisi - la cosiddetta adenoipofisi: una ghiandola endocrina che produce ormoni situata alla base del cranio, posta sotto il diretto controllo dell’ipotalamo.
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La produzione del GH è controllata principalmente da due ormoni secreti dall’ipotalamo: uno che ne stimola il rilascio (GHRH), e un altro che ne inibisce la produzione (somatostatina). Anche altri ormoni regolano il meccanismo di produzione, tra cui il fattore di crescita insulino-simile 1 (IGF-1), importante soppressore della produzione di GH, e la tiroxina, i glucocorticoidi e la grelina, stimolatori del rilascio di GH.
L’ipofisi non rilascia l’ormone di crescita in modo costante, ma a intermittenza, in picchi che variano in base all’ora del giorno, all’età e al sesso, alternando periodi di rilascio a periodi di inattività. Il rilascio massimo avviene ogni giorno nella prima metà della notte.
La produzione fisiologica del GH è bassa nei bambini, aumenta progressivamente fino a raggiungere il picco massimo intorno ai 15 anni nelle ragazze e ai 16 nei ragazzi e diminuisce lentamente con il progredire dell’età.
Fattori che Influenzano la Secrezione di GH
La produzione di ormone della crescita da parte dell’ipofisi è regolata dall’ipotalamo attraverso ormoni mediatori ad azione stimolatoria ed inibitoria.
Fattori Positivi
Oltre al sonno, stimolano la secrezione di ormone della crescita:
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- Esercizio fisico
- Traumi
- Stato nutrizionale
L’ormone della crescita agisce su specifici recettori cellulari stimolando la sintesi delle proteine, la demolizione dei grassi (lipolisi) e ostacolando l’azione insulinica. È inoltre in grado di determinare ritenzione di sodio, potassio e acqua.
Gli effetti sull’accrescimento delle ossa sono il risultato di queste diverse azioni e della mediazione di fattori di crescita specifici.
Fattori Negativi
In presenza di alcuni fattori o condizioni il rilascio dell’ormone della crescita può diminuire.
Altri fattori che possono influenzare negativamente nelle persone sane il rilascio di GH sono:
- Iperglicemia
- Disturbi del ritmo sonno-veglia
- Obesità, in particolare il grasso addominale
- Alti livelli di cortisolo
Il Ruolo dell'Ormone della Crescita nella Perdita di Peso
I ricercatori dell’Università di San Paolo in Brasile hanno scoperto che l’ormone della crescita gioca un ruolo essenziale nella conservazione dell’energia durante la perdita di peso. In altre parole, la perdita di peso innesca un aumento dei livelli di GH dell’ipotalamo, che attiva i neuroni AgRP, rendendo più difficile la perdita di peso e intensificando il senso di fame. Il mondo scientifico era già a conoscenza del ruolo di un ormone, la leptina, nella risposta dell’organismo alla perdita di peso. Le cellule adipose producono leptina, che inibisce il senso di fame. Quando perdiamo peso, i livelli di leptina nel sangue diminuiscono e questo ci porta a sentire di più la fame.
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Esistono diverse strategie alimentari che possono stimolare gli ormoni “attivi” del metabolismo, quelli con azione quindi “dimagrante” quindi quelli tiroidei, adrenalina, GH, glucagone e modulare quelli “frenanti”, che ostacolano invece la perdita di peso, come insulina e cortisolo in eccesso. Il digiuno intermittente, che ci consente di stimolare il GH (ormone della crescita) ci fa preservare i muscoli e mobilitare le riserve di grasso e di conseguenza perdere peso è una delle migliori strategie alimentari per attivare questi ormoni.
Strategie per Stimolare l'Ormone della Crescita
Per favorire il mantenimento di livelli fisiologici di GH è utile:
- Seguire un’alimentazione sana ed equilibrata
- Perdere il peso in eccesso
- Fare esercizio fisico
- Dormire in modo regolare
- Avere uno stile di vita sano, caratterizzato da un adeguato numero di ore di sonno, unito ad una migliore qualità dello stesso.
Anche una dieta a basso indice glicemico utile per mantenere glicemia e insulina sotto controllo evitando picchi glicemici e migliorando la sensibilità insulinica è un metodo efficace. Inoltre, una dieta a basso indice glicemico può migliorare la sensibilità alla leptina, facendo in modo che l’organismo risponda meglio al segnale di sazietà.
Riattivare un metabolismo bloccato o rallentato richiede un approccio strategico che coinvolga alimentazione, movimento, ormoni e riposo. Innanzitutto, è necessario seguire una dieta ipocalorica che preveda però tutti i macronutrienti necessari al nostro organismo per funzionare nel migliore dei modi, quindi carboidrati, proteine e grassi. Gradualmente andranno poi aumentate le calorie che provengono da fonti nutrienti, come proteine magre, grassi sani e carboidrati complessi. Per riattivare un metabolismo sopito, è bene rinforzare i muscoli attraverso un allenamento di forza. Se la massa muscolare è metabolicamente attiva, maggiore sarà il dispendio energetico a riposo. Infine, un ruolo fondamentale lo gioca il riposo. Un sonno insufficiente è strettamente legato a un aumento dei livelli di cortisolo (l'ormone dello stress) e a disfunzioni ormonali che possono rallentare il metabolismo. Infine, una cattiva qualità del sonno può compromettere il bilancio di leptina (ormone della sazietà) e grelina (ormone della fame), portando a una maggiore fame e accumulo di grasso
Allenamenti Consigliati per Riattivare il Metabolismo
Ogni gesto che compiamo attiva un complesso meccanismo che coinvolge muscoli e ormoni, spingendo il corpo a lavorare meglio e in modo più efficace. Ecco perché, anche per iattivare il metabolismo, il movimento è essenziale. L'allenamento fisico è cruciale per accelerare il metabolismo perché stimola la massa muscolare, responsabile principale del consumo energetico basale, ossia quante calorie bruciamo anche a riposo. In questo senso, gli allenamenti più efficaci sono quelli di tonificazione muscolare, con resistenze, carichi esterni o a corpo libero, che mantengono attivo il metabolismo anche diverse ore dopo la sessione. Da non sottovalutare il movimento quotidiano: pur non influenzando direttamente il metabolismo basale, aumenta significativamente il consumo calorico giornaliero (TDEE - Total Daily Energy Expenditure), sostenendo così indirettamente un metabolismo più attivo e facilitando il dimagrimento
Errori da Evitare
Regimi alimentari troppo restrittivi, stress cronico, sedentarietà sono abitudini che rallentano o bloccano il metabolismo. Saltare i pasti e ricorrere a diete ipocaloriche eccessivamente restrittive può portare il corpo a entrare in modalità “risparmio energetico”. Questo rallenta il metabolismo e ostacola i progressi nella perdita di peso o nel miglioramento della composizione corporea. In situazioni di carenza calorica, il corpo non solo riduce il consumo di energia ma inizia anche a “rompere” i muscoli per ottenere energia (attraverso un processo chiamato catabolismo muscolare). Poiché il muscolo è metabolicamente attivo (brucia calorie anche a riposo), perdere muscoli abbassa ulteriormente il metabolismo
Carenza di Ormone della Crescita
La mancanza di ormone della crescita, condizione peraltro rara rispetto alle forme più frequenti di bassa statura, si caratterizza per un ridotto accrescimento staturale nei bambini. Il deficit di ormone della crescita può presentarsi in forma molto variabile e il quadro clinico è condizionato dalla gravità del deficit ormonale (isolato o associato a quello di altri ormoni ipofisari) e dall’età di insorgenza.
La maggior parte dei casi di deficit di ormone della crescita non riconosce una trasmissione ereditaria e non si associa a processi patologici dell’ipofisi o dell’ipotalamo. Oltre all’effetto sulla crescita staturale, la terapia migliora la composizione corporea (aumento della massa magra a scapito di quella grassa) e l’assetto lipidico, riducendo così il rischio cardiovascolare; migliora la mineralizzazione ossea e incide notevolmente sul benessere psicofisico.
Indicazioni alla Terapia Sostitutiva
Il trattamento sostitutivo è indicato solo in quei bambini con bassa statura in cui sia stato correttamente documentato un deficit di ormone della crescita. La cura del deficit dovrebbe iniziare il più precocemente possibile, in quanto permette di prevenire l’instaurarsi di uno scarto staturale importante. Maggiore è l'età del bambino, minore è il tempo disponibile per la cura in quanto si riduce l’apertura delle cartilagini di accrescimento.
Il trattamento viene continuato fino al raggiungimento di un’altezza accettabile o a fronte di un significativo rallentamento della velocità di crescita (che coincide con la saldatura delle cartilagini di crescita). Nei casi più gravi di deficit, il trattamento sostitutivo deve essere invece protratto per tutta la vita, posti gli importanti effetti metabolici controllati dall’ormone oltre la crescita staturale.
Effetti Collaterali
Quando il bambino ha effettivamente un deficit di ormone della crescita ben dimostrato, i dosaggi sono adeguati e monitorati periodicamente, gli effetti collaterali sono pochi, quasi sempre transitori e risolvibili. Pertanto, l’utilizzo dell’ormone in queste condizioni è considerato sicuro. Indubbiamente i bambini sottoposti a trattamento con ormone della crescita devono essere seguiti periodicamente dagli appositi Centri di riferimento e per qualche periodo anche dopo la sospensione della terapia.
Fattori che Influenzano la Crescita
Per una crescita normale sono necessari numerosi fattori.
Alimentazione
La necessità più ovvia è una nutrizione adeguata, sia in termini di quantità ma anche di qualità degli alimenti, sia prima che dopo la nascita. Anche se la denutrizione rallenta ovviamente la crescita, occorre ricordare che la crescita “normale” risente negativamente anche degli stati di eccessiva nutrizione che portano all’obesità.
Le richieste nutritive per una crescita normale variano in rapporto all’età, al sesso, al grado di attività e a numerosi altri fattori. Il cibo deve essere non solo mangiato, ma anche assorbito e utilizzato in modo adeguato dall’organismo.
Malattie croniche o recidivanti, e talvolta gli effetti collaterali dei trattamenti richiesti per la cura, possono influenzare negativamente anche la crescita, visto che un buono stato di salute è necessario per una crescita ottimale.
Stili di Vita dei Bambini, Ansia e Stress
Inoltre, per una buona crescita è importante che il bambino non abbia eccessivi stress psicologici o emotivi. Esiste infatti un rapporto evidente tra le condizioni psicologiche di un bambino, lo sviluppo mentale e intellettivo e la sua crescita staturo-ponderale.
È ben documentato che l’interazione tra mente e corpo può portare ad una soppressione della produzione e azione dell’ormone della crescita, che può essere rimossa dopo aver allontanato il bambino dall’ambiente e dagli agenti negativi. Situazioni di infelicità, solitudine, paura o ansia che sorgono per esempio in rapporto a stati di tensione familiare, insicurezza, difficoltà scolastiche, ecc.