La triiodotironina (T3) è uno dei due principali ormoni prodotti dalla tiroide, una ghiandola a forma di farfalla situata nella zona anteriore del collo. La tiroide rilascia T3 e tiroxina (T4), che, trasportati alle cellule bersaglio, svolgono diverse attività biologiche. Questi ormoni regolano il metabolismo, influenzando la velocità con cui il corpo utilizza l'energia e come usa le sostanze alimentari per produrre energia.
Funzioni e Importanza degli Ormoni Tiroidei
Gli ormoni tiroidei, per garantire il corretto funzionamento delle varie funzioni fisiologiche, devono mantenersi entro certi limiti: T3 1,1-2,6 nmoli/L, fT3 3-8 pmoli/L; T4 60-150 nmoli/L, fT4 10-25 pmoli/L. I valori considerati normali possono variare tra i vari laboratori di analisi e in alcuni casi possono essere espressi come nanogrammi o microgrammi/dL con numeri completamente diversi.
Dopo la nascita, gli ormoni tiroidei controllano il battito cardiaco, la pressione arteriosa, la respirazione, lo stato di sonno/veglia, la termogenesi e il metabolismo lipidico e proteico, influenzando quindi il peso corporeo. A volte la tiroide lavora troppo (ipertiroidismo) o viceversa troppo poco (ipotiroidismo).
Ipertiroidismo e Ipotiroidismo: Quando la Tiroide Lavora Troppo o Troppo Poco
Circa il 20% della popolazione italiana soffre di alterazioni della funzionalità della tiroide, con un maggior interessamento delle donne. La ghiandola rilascia entrambi quando viene stimolata da un messaggero proveniente dall’ipofisi, il TSH (ormone tireotropo).
In caso di ipertiroidismo, il soggetto sarà molto ansioso, riferirà insonnia, profusa sudorazione, tremori, palpitazioni e ipertensione, dimagrimento eccessivo nonostante l’aumentata sensazione di fame. Molto spesso la dimensione della ghiandola è aumentata, condizione nota come gozzo. In alcuni casi anche il viso assume un tipico aspetto, con gli occhi semichiusi e la lingua ingrossata.
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L’ipertiroideo è infatti spesso molto magro mentre l’ipotiroideo tende ad ingrassare molto facilmente. Spesso, alla base di un’obesità importante, potrebbe anche esserci un problema di ipotiroidismo non corretto. Ma è importante non travisare queste informazioni.
T3 e Dimagrimento: Cosa Bisogna Sapere
Gli ormoni tiroidei non devono essere somministrati per la riduzione del peso. Nei pazienti eutiroidei, il trattamento con levotiroxina non determina riduzione del peso. La levotiroxina ad alti dosaggi non deve essere associata con sostanze usate per la riduzione di peso.
Ipertiroidismo Iatrogeno
L’ipertiroidismo iatrogeno si verifica quando i livelli di ormone tiroideo nel corpo diventano eccessivi a causa di un trattamento medico. L’ipertiroidismo iatrogeno è una condizione che può verificarsi quando la terapia con farmaci come l’Eutirox non viene attentamente monitorata o dosata in modo improprio.
Quando i livelli di ormone tiroideo diventano troppo elevati, possono verificarsi una serie di sintomi spiacevoli, tra cui palpitazioni cardiache, tremori, stanchezza, dispnea, irritabilità e disturbi del sonno. La gestione dell’ipertiroidismo iatrogeno passa attraverso la riduzione della dose del farmaco o la sua assunzione a stomaco pieno oppure prevede la sospensione temporanea del trattamento.
Farmaci Tiroidei: Eutirox e Alternative
L’Eutirox, e altre forme di levotiroxina sintetiche, sono farmaci ampiamente utilizzati per trattare l’ipotiroidismo e alcune forme di gozzo nodulare. Tuttavia, se la dose è eccessiva, può portare ad una alterazione del rapporto T4/T3 e all’ipertiroidismo iatrogeno.
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Sono presenti formulazioni contenenti solo T4, la levotiroxina, o solo T3, la liotironina o l’associazione dei due ormoni, il liotrix. La levotiroxina è utilizzata nella terapia sostitutiva, cioè quando la tiroide non funziona bene o è stata in parte o totalmente rimossa chirurgicamente, ma anche nella terapia soppressiva.
Tiroide Secca
La Tiroide Secca era, fino agli anni ’80 l’unica possibilità terapeutica nei casi di ipotiroidismo. L’uscita in commercio dell’Eutirox ha via via sostituito questa terapia più naturale. Uno dei motivi per cui gli endocrinologi hanno scelto la forma sintetica era proprio il rischio di generare, con la tiroide secca, ipertiroidismo iatrogeno per la presenza di T3 nell’ormone di provenienza animale.
Questa terapia, oggi, può essere utilizzata in pazienti che non rispondono bene all’Eutirox o che preferiscono un approccio più naturale al trattamento dell’ipotiroidismo.
Trattamenti per l'Ipertiroidismo
Se la tiroide funziona troppo, si possono usare dei farmaci che impediscono la formazione degli ormoni tiroidei. Altri invece limitano la reazione biologica necessaria per trasformare lo iodio nei componenti degli ormoni tiroidei. Questi farmaci andrebbero evitati in gravidanza, perché possono superare la barriera placentare riducendo anche l’attività della tiroide del nascituro.
Trattamento con Iodio Radioattivo 131
Quando la tiroide funziona in maniera anomala, essa tende ad accumulare ancora più iodio. Lo Iodio 131 viene indicato nell’ipertiroidismo causato dalla malattia di Graves, dal gozzo multinodulare tossico o nei noduli tiroidei funzionalmente autonomi. Il radio iodio viene anche utilizzato per trattare alcuni tumori della tiroide (carcinoma tiroideo papillare e follicolare), anche in presenza di metastasi.
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La terapia viene somministrata in ambiente ospedaliero e da personale specializzato che stabilisce le dosi di farmaco da usare. Il farmaco viene quasi tutto captato dalla tiroide entro 24/48 ore e qui rimane per circa 6 giorni. Il paziente viene invitato a bere molto frequentemente in modo da eliminare in tempi rapidi i residui di farmaco che si potrebbero accumulare nella vescica.
Non è una terapia priva di effetti collaterali: tra questi i più frequenti sono i disturbi a livello delle ghiandole salivari e lacrimali. Quando è usato per il trattamento del carcinoma tiroideo, si possono osservare alterazioni a livello delle corde vocali con la comparsa di dolore e difficoltà a parlare. Quando viene usato per trattare il carcinoma della tiroide, il radioiodio potrebbe invece essere associato a un aumentato rischio di sviluppare il carcinoma alla vescica.
In ogni caso, il trattamento con lo iodio radioattivo viene solo giustificato sulla base del beneficio che potrebbe essere tratto a fronte del rischio.
Interazioni Farmacologiche e Precauzioni
La levotiroxina può interagire con diversi farmaci, tra cui:
- Farmaci antidiabetici
- Inibitori delle proteasi
- Fenitoina
- Derivati cumarinici
- Preparati a base di digitale
- Orlistat
- Sevelamer
- Inibitori della tirosino chinasi
- Resine a scambio ionico
- Alluminio, ferro e sali di calcio
- Propiltiouracile, glucocorticoidi, beta-simpaticolitici, amiodarone e mezzi di contrasto contenenti iodio
- Farmaci antiepilettici
- Composti contenenti soia
- Chinoloni
È fondamentale informare il medico di tutti i farmaci assunti per evitare interazioni indesiderate.
Effetti Collaterali e Sovradosaggio
Dopo un sovradosaggio si manifestano i sintomi di una brusca accelerazione del metabolismo. Un livello elevato di T3 è un indicatore di sovradosaggio più affidabile che non livelli elevati di T4. La sintomatologia dovuta ad effetti beta-simpaticomimetici intensi (tachicardia, ansia, agitazione ed ipercinesia) può essere migliorata dall’assunzione di un betabloccante. In pazienti predisposti sono stati riportati casi isolati di convulsioni quando è stato superato il limite individuale di tolleranza.
Tra gli effetti collaterali comuni si annoverano patologie del sistema nervoso (cefalea, pseudotumori cerebrali, tremore, irrequietezza, insonnia, agitazione. Sono state riportate anche intolleranza al calore e perdita transitoria dei capelli nei bambini. In tali casi il dosaggio giornaliero deve essere ridotto oppure il farmaco deve essere sospeso per alcuni giorni.
Gravidanza e Allattamento
Il trattamento con la levotiroxina deve essere mantenuto costante, specialmente durante la gravidanza e l’allattamento. I dosaggi necessari possono anche aumentare durante la gravidanza. Poiché gli aumenti di TSH sierico possono avvenire già dalla quarta settimana di gravidanza, le donne gravide che assumono levotiroxina dovrebbero dosare il loro TSH in ogni trimestre e valutare i valori con il proprio medico al fine di confermare che tali valori si trovino entro l'intervallo di riferimento specifico per quel trimestre di gravidanza.
La levotiroxina è secreta nel latte materno durante l’allattamento ma le concentrazioni raggiunte alle dosi terapeutiche raccomandate non sono sufficienti a causare lo sviluppo di ipertiroidismo o la soppressione della secrezione di TSH nel neonato.
Monitoraggio della Terapia
Per accertarsi che la terapia sia adeguata vengono controllati i livelli ematici di TSH e di T4. Nell’ipotiroidismo primario devono essere utilizzati per monitorare la terapia i soli livelli di TSH (misurati con un metodo sensibile). La frequenza dei controlli del TSH, durante la fase di aggiustamento della dose, dipende dalla situazione clinica, ma è generalmente raccomandata ad intervalli di 6-8 settimane fino a raggiungere i livelli desiderati.
Nei pazienti nei quali i livelli del TSH abbiano raggiunto il livello desiderato ed in coloro cui sia stato cambiato il prodotto a base di Levotiroxina o il dosaggio, la concentrazione del TSH dovrebbe essere controllata dopo 8-12 settimane e la posologia adattata in accordo ai risultati ottenuti.
Valori di Riferimento e Interpretazione
Valori di normalità univoci non sono disponibili per la determinazione dell'ormone T3. Gli intervalli di riferimento possono differire, infatti, nei vari laboratori, poiché dipendono da molti fattori, tra i quali età e sesso del paziente, metodi analitici e strumentazione in uso. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto dell'analisi. Occorre ricordare, inoltre, che i risultati devono essere valutati nell'insieme dal medico di fiducia, che conosce il quadro anamnestico del proprio paziente.
Come mostrato in tabella, in presenza di ipotiroidismo i livelli plasmatici di T3 possono anche risultare normali o appena sotto la norma; ciò ci riconduce a quanto detto a inizio articolo, ovvero alla capacità del corpo di modulare la sintesi di T3 a livello periferico in caso di necessità (come succede in presenza di ipotiroidismo).
Numerosi farmaci possono diminuire o aumentare i livelli di T3 totale; tra i primi ricordiamo steroidi anabolizzanti, androgeni, farmaci anti-tiroidei (propiltiouracile e metimazolo), interferone alfa, interleuchina 2, litio, propanololo e fenitoina; sono invece in grado di aumentare i livelli di T3 totale: le pillole anticoncezionali, il clorofibrato, gli estrogeni e il metadone. Per questo motivo, prima di eseguire l'analisi del T3 ematico è importante informare il medico sulle eventuali terapie farmacologiche in corso.
Tiroide Secca: Cos'è e Quando Considerarla
La tiroide secca è costituita da ormoni bioidentici estratti dalla tiroide del maiale appositamente polverizzata. La tiroide umana produce diversi ormoni che regolano praticamente tutte le funzioni dell’organismo. Tra questi ormoni, i più conosciuti e importanti sono T4 e T3.
Nell’ipotiroidismo, cioè la ridotta funzione della tiroide, il farmaco più prescritto è normalmente l’Eutirox o uno dei suoi analoghi (Tirosint in compresse o in forma liquida, il Tiche o il Syntroxine in forma di capsule molli e meglio assorbibili). Sempre però solo t4. Il T4 è in realtà un ormone inattivo, non in grado di esplicare alcuna funzione, le cellule non lo riconoscono. E’ necessario che esso venga trasformato nel T3 che rappresenta l’ormone attivo, l’effettore periferico della funzione della tiroide.
In molti casi, questa conversione non avviene in modo corretto derivandone una riduzione dei livelli di T3 che mantiene il paziente in una condizione di ipotiroidismo subclinico nonostante i valori di TSH, fT4 e fT3 siano valutati nella norma solo perché compresi all’interno del range di riferimento.
Il risultato per molte di queste persone ipotiroidee a cui viene prescritto Eutirox o una delle formulazioni con solo T4 è stanchezza cronica, sonnolenza post-prandiale, gonfiore, aumento di peso, brain fog (annebbiamento del cervello), più una serie di altri disturbi che spesso non vengono correlati alla terapia inadeguata.
Prima che le aziende farmaceutiche producessero ormoni sintetici, l’unica possibilità di curare le patologie ormonali era quella di utilizzare ormoni di provenienza animale (gh bovino nei casi di nanismo ipofisario, gonadotropine della cavalla nei casi di ipogonadismo/ infertilità femminile, corteccia surrenale bovina nell’iposurrenalismo ed estratto tiroideo dal maiale nell’ipotiroidismo). L’avvento degli ormoni sintetici fu una grande conquista per l’endocrinologia. Sarebbe stato più facile produrre ormoni, i dosaggi sarebbero stati molto più precisi, si sarebbe evitato qualunque rischio di contaminazione.
Documentazione Scientifica a Supporto del Trattamento con Tiroide Secca per l’Ipotiroidismo
Il trattamento con tiroide secca per l’ipotiroidismo è sostenuto da una serie di studi e ricerche scientifiche che ne evidenziano l’efficacia e i potenziali benefici rispetto ai trattamenti convenzionali con levo-tiroxina sintetica.
Evidenze a favore del trattamento con Tiroide Secca:
- Miglioramento della qualità della vita: Uno studio randomizzato controllato ha rilevato che i pazienti con ipotiroidismo trattati con tiroide secca hanno riportato miglioramenti significativi nella qualità della vita e nella perdita di peso rispetto a quelli trattati con levotiroxina sintetica (Hoang TD, et al., 2013).
- Maggiore conversione di T4 in T3: La ricerca suggerisce che la combinazione di T4 e T3, come presente nella tiroide secca, può migliorare i sintomi in alcuni pazienti rispetto alla sola somministrazione di T4 (Saravanan P, et al., 2005).
- Possibili benefici della terapia combinata T4/T3: Una meta-analisi ha esaminato vari studi che confrontano la terapia combinata T4/T3 con la monoterapia T4, concludendo che alcuni pazienti possono trarre maggiori benefici dalla terapia combinata, sostenendo indirettamente l’uso di tiroide secca (Grozinsky-Glasberg S, et al., 2006).
Conclusioni
In conclusione, l’ipertiroidismo iatrogeno è una condizione importante da tenere in considerazione durante la terapia con farmaci tiroidei come l’Eutirox e la Tiroide Secca. Una gestione attenta della dose e un monitoraggio regolare dei sintomi e dei livelli di ormone tiroideo sono fondamentali per prevenire e trattare questa condizione in modo efficace e sicuro.