La panna cotta vegana si prepara in pochi minuti.
Ingredienti e Preparazione
Procuratevi il latte di cocco intero: lo trovate anche nella grande distribuzione, solitamente in lattine. Utilizziamo l'agar-agar per realizzare una ricetta 100% vegan.
Versate in un pentolino il latte di cocco intero, lo zucchero, l'agar-agar e l'aroma di vaniglia (o il baccello di vaniglia inciso). Scaldate il latte a fuoco basso mescolando, senza portare a bollore. Quando inizia a sobbollire spegnete il fuoco.
Tagliate delicatamente i lamponi a rondelle. Riempite gli stampini con il latte caldo mescolato con i lamponi tagliati. Fate scivolare un po' di rondelle di lampone sulle pareti dello stampino, cercando di lasciarle aderenti ai bordi per ottenere l'effetto visivo della foto.
Mettete gli stampini in frigorifero a rassodare per 2-4 ore.
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Come Sformare e Servire
Per sformare gli stampini è sufficiente infilare un coltellino intorno ai bordi per "staccare" facilmente il budino. Se trovate difficoltà, provate a immergere in acqua bollente lo stampino, poi capovolgete. Servite con lamponi freschi e marmellata di lamponi o frutti di bosco.
Se temete che non regga al taglio, potete fare delle monoporzioni nei bicchieri.
Alternativa: Cheesecake Vegano al Caffè
Per la base, snoccioliamo e tritiamo grossolanamente i datteri. Mettiamo i datteri nel mixer assieme agli altri ingredienti e tritiamo. Stendiamo il composto ottenuto sul fondo della tortiera, formando anche i bordi alti circa 3,5 cm.
Per la panna cotta vegana al caffè, prepariamo il caffè. Scoliamo gli anacardi e frulliamoli assieme al caffè, al latte di soia, allo sciroppo d’agave, alla vaniglia e al sale, fino ad ottenere una crema liscissima. Aggiungiamo l’agar agar all’acqua dentro a un pentolino, portiamo a bollore e mescoliamo ancora un minuto. Trasferiamo l’acqua con l’agar agar nel frullatore, frulliamo nuovamente e trasferiamo una parte del composto ottenuto nella tortiera, e un’altra nello stampo per la decorazione della torta.
Per la ganache, scaldiamo in un pentolino la panna di soia con il cardamomo. Sciogliamo il cioccolato fondente a bagnomaria. Mescoliamo i due ingredienti e stendiamo uno strato sottile (0,5 cm circa) di ganache nella tortiera.
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Per il crumble al cacao e sale di Maldon, preriscaldiamo il forno a 180 °C. Mescoliamo farina, cremor tartaro, zucchero, sale e cacao. Aggiungiamo i liquidi, cioè olio di semi e latte di soia, e impastiamo fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.
Per la panna cotta vegana alla vaniglia, mescoliamo tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo. Trasferiamoli in un pentolino e portiamoli a bollore sempre mescolando. Una volta raggiunta l’ebollizione, continuiamo per un minuto a fiamma bassa. Trasferiamo nella tortiera avendo cura di lasciare una bordatura minima.
Prepariamo la base, stendiamola nella tortiera e abbattiamo. Prepariamo la panna cotta al caffè e stendiamola sopra la base, conservandone una parte con cui riempire lo stampo decorativo, poi abbattiamo. Prepariamo il crumble. Prepariamo la panna cotta alla vaniglia e stendiamola sopra la ganache, abbattiamo. Estraiiamo la panna cotta al caffè dallo stampo decorativo e posizioniamola in cima alla torta, al centro.
La Semplicità in Cucina
Vi confesso che non capisco perchè la gente si complichi la vita con ingredienti assurdi, talvolta con un sapore discutibile, oppure dia ricette che prevedono di mettere il dolce in freezer per ore (e quindi ritrovarsi con un mattone invece che con una torta), quando la chiave di tutto per me è la semplicità. Non ho voluto aggiungere agar agar per addensare, ma ho preferito una consistenza più soffice, quindi non vi aspettate il classico cheesecake budinoso.
Carlotta Perego e Cucina Botanica
Le ricette che trovi qui sono tratte da Vegetale insieme di Carlotta Perego (Gribaudo editore, 19,50 €), insegnante di cucina vegana e fondatrice di Cucina Botanica: un manuale ricco di proposte per tutte le occasioni (testi di Carlotta Perego, fotografie di Blessed Brands Studio).
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Chi è Carlotta Perego?
La storia di Carlotta Perego, monzese, classe 1993, è la storia di un successo arrivato in poco più di due anni, grazie alla rete e a una passione profonda e sincera per la cucina vegetale e vegana in particolare.
Nella sua formazione professionale troviamo anche gli studi presso la scuola fondata e diretta dal californiano Matthew Kenney, vera star mondiale della cucina vegetale, che ricordiamo anche sul palco del congresso di Identità Golose nel 2016. «Fino a pochi anni fa facevo tutt'altro - ci racconta - lavoravo nella moda, vivevo a Firenze, e siccome non conoscevo nessuno in quella città mi ero iscritta a un corso di cucina. Cucina vegana, perché avevo già fatto questa scelta per la mia alimentazione. Quel corso mi fece appassionare ancora di più a una cosa che già mi interessava come la cucina: guardavo l'insegnante di quel corso e pensavo che il suo fosse un lavoro meraviglioso. E un giorno mi dissi che ero ancora giovane, che potevo mettermi in gioco, cambiare vita. Sì: ho fatto delle ricerche online e ho trovato la sua scuola, che allora si chiamava PlantLab, adesso ha cambiato nome (Food Future Institute, ndr). L'ho conosciuto in maniera abbastanza superficiale, lui non è stato il mio insegnante, ma lo conobbi quando fui presa come stagista nel suo ristorante, che si trovava al piano di sotto dell'edificio in cui aveva sede la scuola.
Kenney è un imprenditore di grande successo, molto impegnato, con tanti ristoranti diversi in USA e in giro per il mondo, quindi non era spesso al ristorante e ancora meno in cucina. Però quando ho avuto a che fare con lui, ho sempre avuto di fronte una persona molto gentile, interessata, attenta, che sapeva ascoltare. Mi ricordo che la prima volta in cui lo incontrai, all'inizio del mio stage, mi fece raccontare un po' della mia storia.
Sicuramente l'approccio della scuola di Kenney è molto dedicata a formare professionisti del settore del fine dining: ci si concentra principalmente su creazioni molto ricercate, raffinate, ottenute con tecniche complesse e all'avanguardia. Il mio obiettivo personale, quando sono tornata in Italia, era un altro. L'importanza dell'estetica di un piatto. Matthew conduce una ricerca maniacale in questo senso e ci ha sempre spiegato come un piatto debba sempre generare sorpresa quando viene presentato al cliente.
Inizialmente, tornata in Italia, avevo intrapreso la strada delle lezioni private di cucina. Poi ho avuto l'idea di aprire due profili su Instagram e su Youtube: ho capito ben preso che quello che può sembrare semplice in quel contesto, non lo è affatto. Non basta prendere uno smartphone e farsi un paio di video: devi studiare, capire come filmare, come montare i video, come stimolare l'attenzione del pubblico, è necessario apprendere le regole del self marketing. Il fatto di non rivolgersi a una nicchia. Sono community trasversali, frequentate da moltissime persone che non sono né vegane, né vegetariane, ma che vogliono conoscere meglio questi argomenti. Magari per curiosità, per il desiderio di mangiare meglio, per venire incontro a qualche intolleranza: mi rivolgo a un pubblico eterogeneo e non cerco mai di indottrinare nessuno. La cosa fondamentale per me è che un piatto vegano, se fatto bene, può piacere a chiunque.
Sì, oltre alle ricette ho voluto dedicare una sezione all'esplorazione degli elementi della cucina vegetale. Volevo prendere per mano il lettore, spiegare in modo chiaro di cosa volevo parlare, rispondere a domande che sono molto frequenti, come se esistano dei possibili effetti negativi della soia, un quesito che ho capito dalle interazioni online essere davvero comune. Oppure come avere il giusto rapporto con i carboidrati in un'alimentazione vegana, altra domanda ricorrente.
Cucina Vegana: Oltre i Pregiudizi
Tante persone pensano che i vegani mangino solo insalata, cereali sconditi e qualche verdura cruda. Niente di più lontano dalla realtà. L’alimentazione vegana, al contrario di ciò che spesso si pensa, è estremamente varia e ricca di nutrienti. Serve solo qualche conoscenza di base e tanta, tantissima fantasia.
Delle infinite varietà di verdure, cereali e legumi esistenti e commestibili, noi ne utilizziamo solo una minima parte. Lo facciamo spesso per abitudine, perché non appartengono alla nostra tradizione e probabilmente perché non sappiamo dove reperirli o come cucinarli. Basterebbe conoscerli per renderci conto che è possibile combinare gli ingredienti per realizzare un’infinità di piatti sempre diversi, salutari ed estremamente gustosi, con una spesa davvero molto bassa.
Le verdure e i legumi sono infatti tra gli alimenti più economici che possano esistere e non abbiamo necessariamente bisogno di prodotti industriali, confezionati e avvolti nella plastica per poterci alimentare bene.
Libri di Cucina Vegetale Consigliati
- Veg no stress di Ilaria Busato, Mondadori, 2023
- Qualcuno ha detto… cucina vegetale? di Andrea Capodanno, Fabbri editori, 2023
- L’insostenibile leggerezza del vegetale di Riccardo e Luca Di Pazza, Rizzoli, 2023
- Un pizzico di Joy di Sarah Joyce, Rizzoli, 2023
- Veggie Situation. The Breakfast Club di Veggie Situation, Gribaudo, 2022
- Cucina Botanica. Vegetale insieme. Le ricette di Cucina Botanica da condividere di Carlotta Perego, Gribaudo, 2022
- Cucina botanica. Vegetale facile veloce di Carlotta Perego, Gribaudo, 2021
- Mangia vegetale vivi con gioia di Alessia Posca Rodriguez, Eric Staltari (Elefante Veg), Sperling & Kupfer, 2021
- E le proteine dove le prendi? di Elisabetta e Federica Pennacchioni (Il Goloso Mangiar Sano), Gribaudo, 2021
- L’anti-dieta. Per raggiungere e mantenere il tuo peso naturale bastano poche e semplici abitudini. di Silvia Goggi, Rizzoli, 2021
- È facile diventare un po’ più vegano. Fai del bene al pianeta cambiando la tua alimentazione di Silvia Goggi, Rizzoli, 2020