Perché si Dimagrisce con il Cancro: Cause e Approfondimenti

Perdere peso non sempre significa migliorare il proprio stato di salute. In altre circostanze, invece, un brusco e inaspettato calo ponderale può essere un sintomo di cui tenere conto per un approfondimento diagnostico.

Una perdita di peso involontaria, pari ad almeno il 10% del proprio peso corporeo, potrebbe essere la spia di un tumore ed in particolare di una neoplasia del tratto gastrointestinale. Diverse ricerche hanno infatti dimostrato che spesso un calo ponderale può precedere una diagnosi di tumore. Ecco perché rilevare un calo ponderale potrebbe essere una caratteristica importante da valutare ai fini di diagnosi precoce.

Quando Preoccuparsi per la Perdita di Peso?

Il calo ponderale può essere spia di una condizione da indagare quando tra i 6 e i 12 mesi si ha un dimagrimento di 5 kg o più oppure del 5% o più rispetto al proprio peso corporeo.

In generale il calo ponderale è un sintomo che tende ad essere sottovalutato dal paziente e dai suoi familiari per lungo tempo. E’ importante poi spiegare ai pazienti che una perdita di peso non volontaria non è normale e dovrebbe indurre a segnalarla al medico.

Allo stesso tempo è bene rassicurarli del fatto che la maggior parte delle persone con calo ponderale non ha un tumore, anche se la possibilità esiste, soprattutto negli over 60 e che è comunque meglio effettuare ulteriori esami.

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Le Cause della Perdita di Peso Involontaria

La perdita di peso inaspettata o, in termini medici, il cosiddetto calo ponderale involontario, è una condizione che potrebbe essere determinata da diversi fattori e scelte, che di per sé non dovrebbero destare alcuna preoccupazione nel paziente.

Le cause di una normale perdita di peso possono essere di due tipi, ovvero di tipo psicosociale e di tipo organico, con cause rispettivamente non oggettivabili oppure oggettivabili. Ci sono poi alcuni casi in cui si verifica una perdita di peso improvvisa e inaspettata.

Una delle cause comuni del calo ponderale di un paziente è l’ipertiroidismo, una condizione per la quale la ghiandola tiroidea produce eccessive quantità di ormoni tiroidei, accelerando il metabolismo e portando a una perdita di peso non intenzionale. Malattie gastrointestinali come la celiachia, l’infiammazione intestinale cronica o la sindrome dell’intestino irritabile, la cirrosi epatica, ulcere gastroduodenali, possono causare malassorbimento di nutrienti, portando a una perdita di peso. Le malattie cardiovascolari, come l’insufficienza cardiaca congestizia, possono portare a una perdita di peso dovuta a una riduzione della capacità del cuore di pompare sangue in modo efficiente.

Tumori e Perdita di Peso

La perdita di peso non intenzionale può essere un sintomo conseguente a diverse forme di tumore. Alcuni tumori sono noti per causare una riduzione importante del peso corporeo, spesso dovuta a diversi meccanismi patologici.

I tumori del tratto gastrointestinale, come quelli dell’esofago, dello stomaco e del colon possono influenzare direttamente la capacità del corpo di assorbire nutrienti, portando a una perdita di peso significativa. Il linfoma e altri tipi di tumori del sistema linfatico possono causare perdita di peso attraverso vari meccanismi, tra cui l’infiammazione sistemica e l’alterazione del metabolismo.

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La perdita di peso involontaria è comunque un sintomo di per sé non specifico, e può essere determinata da molte e diverse patologie.

Esami Indicati in Caso di Forte Perdita di Peso

La valutazione di una perdita di peso involontaria richiede una serie di esami specifici e analisi del sangue per escludere o identificare le cause sottostanti.

L’elettroforesi proteica e il metabolismo del ferro sono importanti per valutare lo stato nutrizionale e rilevare eventuali carenze proteiche. Esami epatici, come le transaminasi, valutano la funzionalità del fegato, mentre la proteina C-reattiva (PCR) e la velocità di eritrosedimentazione (VES) sono marcatori di infiammazione che possono suggerire condizioni infiammatorie o autoimmuni. Gli ormoni tiroidei (TSH, FT-3, F-T4) sono importanti per escludere disturbi tiroidei, comuni cause di alterazioni del peso corporeo. I marker tumorali, come il CEA, Alfa Feto Proteina, CA19-9, CA 125 sono utili per escludere segni indiretti o sospetti di presenza di neoplasia.

La scelta di questi esami è mirata a coprire un ampio spettro di eventuali cause di perdita di peso involontaria; come ad esempio malattie infiammatorie, disfunzioni renali, carenze nutrizionali, problemi epatici, disturbi tiroidei, malattie tumorali.

Cachessia Tumorale: Cos'è e Quali Sono le Cause?

La cachessia consiste in uno stato di graduale indebolimento biologico caratterizzato da una involontaria perdita di massa muscolare, non causata da una dieta. Dal punto di vista clinico, la cachessia può insorgere in associazione a diverse patologie croniche infiammatorie, al cancro, ad infezioni, a cardiopatie e a diverse altre malattie a sviluppo progressivo e con prognosi negativa.

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Lo stato cachettico è tipico di pazienti oncologici man mano che la crescita tumorale avanza. La cachessia tumorale o neoplastica è collegata a prognosi infausta e spesso peggiora la risposta ai farmaci antitumorali. Il tumore del pancreas è tra i tumori che più rapidamente causano cachessia, a differenza del tumore della mammella, che invece la causa meno frequentemente.

La cachessia tumorale rappresenta un fenomeno causato da diversi fattori dipendenti da alterazioni di processi che coinvolgono il sistema nervoso e il sistema endocrino (responsabile della produzione di ormoni). Inoltre, si riscontrano anche alterazioni di meccanismi metabolici all’interno delle cellule che si manifestano poi con il deperimento. Non si tratta quindi di una malattia ereditaria.

Sono diversi i meccanismi che entrano in gioco per innescare la cachessia, tra cui:

  • l’anoressia
  • un’alterazione del metabolismo dei carboidrati, con successiva liberazione di sostanze prodotte sia dal tumore che dall'ospite
  • un’accelerazione dell’insieme di tutte quelle reazioni e di quei processi metabolici con i quali l'organismo scompone le sostanze nutrienti introdotte col cibo in molecole più semplici, liberando energia (catabolismo).

Sintomi della Cachessia Tumorale

L’insorgenza della cachessia nel paziente oncologico è preannunciata da una serie di sintomi:

  • perdita involontaria di peso corporeo maggiore del 5% in 6 mesi;
  • difficoltà a camminare e a muoversi;
  • stanchezza generalizzata e debolezza;
  • alterazione del sonno e mancanza di appetito.

Tali sintomi precedono lo stato depressivo e l’abbandono di sé che subentra in un secondo momento. Talvolta, alcuni pazienti scoprono di essere affetti da un tumore perdendo peso corporeo senza essersi sottoposti a nessuna dieta particolare. Solo questo evento li spinge ad effettuare indagini più approfondite.

Come Affrontare la Cachessia Tumorale

L’esercizio fisico rappresenta il miglior strumento per il paziente oncologico per non cadere nella pericolosa spirale emotiva, causata dalla cachessia, che si può trasformare alla fine in una trappola mortale. L’attività fisica, infatti, in primo luogo può contrastare la cachessia:

  • riducendo lo stato infiammatorio che si diffonde attraverso il sangue;
  • aumentando la massa muscolare e/o modificando il profilo metabolico delle fibre muscolari.

In secondo luogo, invece, può contrastare la malattia perché rappresenta il più potente antidepressivo naturale che permette sia di preservare i muscoli (scongiurando la cachessia) sia di alimentare il buonumore in pazienti affetti da malattie gravi e potenzialmente mortali come i tumori.

Terapie Disponibili per la Cachessia Neoplastica

La terapia migliore per la cachessia è sicuramente l’eliminazione completa del tumore che l'ha causata, risultato purtroppo non sempre ottenibile. Per questo motivo c’è il bisogno di scoprire interventi efficaci per far fronte ad un quadro clinico cachettico.

L'obiettivo finale più evidente degli studi clinici di questo campo oncologico è il miglioramento della qualità della vita. Dal punto di vista clinico, è stato dimostrato che durante la cachessia aumenta la circolazione nel sangue di molecole addette a propagare lo stato infiammatorio, le cosiddette citochine pro-infiammatorie come l’interleuchina 6 (IL6) o il fattore di necrosi tumorale α (TNFα). Queste molecole hanno appunto il compito di innescare e di diffondere il processo infiammatorio.

Il Ruolo del Supporto Nutrizionale

In primis è importante che tutti i pazienti siano seguiti, nel loro percorso di cura, anche sul piano nutrizionale. La perdita di peso deve essere valutata, tenendo traccia dei chili persi e dell’arco temporale in cui ciò si è verificato. È necessario l’attivazione di un supporto nutrizionale completo, che comprenda consigli su dieta e movimento da parte dello specialista e, quando necessario, la prescrizione di supplementi nutrizionali orali.

«Si tratta di prodotti pronti all’uso, utili a supplire e integrare le carenze nutrizionali - spiega Dogliotti -. In questi casi possono essere utili ad esempio proteine per mantenere la massa magra, Omega3, o prodotti formulati che apportano nutrienti essenziali concentrati in poco volume di alimento/bevanda in modo che possano essere tollerati anche da chi soffre di inappetenza.

Quali Medici Specialisti Sono Coinvolti nella Cura di Questa Patologia?

Nella cura della cachessia il paziente può essere seguito dai medici specialisti palliativisti.

Il team completo coinvolto nella cura del paziente tumorale in cui è insorta cachessia prevede oltre ai medici palliativisti, la collaborazione tra più figure come:

  • psicologi
  • nutrizionisti
  • oncologi
  • medici di medicina generale

A questi specialisti, si possono aggiungere anche infermieri, fisioterapisti e volontari.

Ricerca e Speranze Future

La ricerca odierna si sta concentrando non solo su nuovi modi per distruggere il tumore e le metastasi ma anche sul paziente, che viene così debilitato dalla cachessia da non reggere terapie troppo aggressive (anche se potenzialmente efficaci). Il farmaco che si cerca non deve essere solo in grado di preservare la massa muscolare dei pazienti ma anche la forza degli stessi.

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