Sai che cos’è il wasabi? Il wasabi (Eutrema japonicum o Wasabia japonica), o ravanello giapponese, è una pianta che appartiene alla famiglia delle Brassicacee, la stessa di cui fanno parte i cavoli, la senape e il ravanello.
Conosciuto anche come namida, lacrima, il suo rizoma (parte di fusto che rimane nascosta sotto terra) ha un sapore simile al rafano e la sua piccantezza, che può far lacrimare gli occhi, ricorda quella del peperoncino Scorpion, uno dei più pungenti e forti in assoluto.
In Italia, il wasabi è noto sotto forma di pasta cremosa di un bel colore verde che accompagna, insieme alla salsa di soia in cui si diluisce al momento dell’uso, il sushi, il sashimi, il pesce crudo in genere e la tempura (verdure o pesce fritti, avvolti in croccante pastella) serviti nei ristoranti giapponesi.
Non sempre però questa crema è fatta con il vero wasabi.
Attenzione alle adulterazioni
Il wasabi è una pianta molto pregiata e difficile da coltivare di cui si usano il rizoma e le foglie (in insalata o per aromatizzare altri piatti e anche il pane).
Leggi anche: Quanti Carboidrati nella Dieta Low Carb?
Il suo costo è abbastanza elevato e, di conseguenza, la pasta che si mangia nei ristoranti giapponesi può essere in realtà rafano mescolato a coloranti e additivi.
Wasabi: dove si compra
Chi desidera un wasabi di qualità, come quello servito nei migliori ristoranti giapponesi, può trovarlo on line, sia come pasta sia in polvere.
In genere, i prodotti acquistabili nei supermercati o nei negozi etnici sono realizzati con una piccola parte di wasabi e un’elevata percentuale di rafano. Il consiglio è quindi di leggere sempre gli ingredienti del prodotto che si intende acquistare.
I principi attivi e valori nutrizionali del wasabi
Il suo particolare sapore è dovuto agli isotiocianati, molecole a cui il wasabi deve le sue proprietà. Oggi tali elementi sono particolarmente studiati per la loro azione antitumorale.
Tra questi isotiocianati si trova la sinigrina, una potente sostanza antibatterica, utile per migliorare la diuresi e contrastare ritenzione e cellulite.
Leggi anche: Quinoa: un'alternativa salutare
Il wasabi contiene inoltre ottime quantità di vitamina C antiossidante, che consente una migliore assimilazione del ferro e necessaria per la produzione di collagene, la proteina che mantiene tonici i tessuti e contrasta la formazione di rughe.
Sono inoltre presenti vitamine A, benefica per la vista e la pelle, e del gruppo B essenziali per il sistema nervoso, il cervello e anche per il metabolismo degli zuccheri.
Tra i minerali ricordiamo che il wasabi è una buona fonte di calcio, potassio, zinco, ferro e magnesio.
Valori nutrizionali per 100g di wasabi
- 109 kcal
- 23,5g carboidrati
- 4,8g di proteine
- 0,63g grassi
10 benefici che derivano dal consumo regolare di wasabi
- Aiuta a digerire.
- Contrasta l’invecchiamento precoce.
- È antidolorifico e aumenta la soglia di resistenza al dolore. È quindi utile in caso di dolori articolari e/o reumatici, fibromi algia dolori di diversa origine.
- Drena e depura l’organismo, in particolare il fegato, prevenendo disturbi e malattie di vario genere e pure ritenzione idrica e cellulite.
- Distrugge i microrganismi dannosi per l’organismo, svolgendo un’azione antibiotica.
- Contribuisce all’eliminazione dell’Helicobacter pylori, il batterio che causa di gastrite e ulcera gastrica.
- È ipoglicemizzante, ovvero riduce i livelli di glicemia nel sangue se questi sono elevati.
- Riduce i livelli di colesterolo “cattivo” LDL nel sangue.
- Contrasta la formazione di catarro ed è utile in presenza di raffreddore, influenza e sinusite.
- Il wasabi fa anche dimagrire. Questo rizoma ha infatti proprietà termogeniche, ciò significa che aumenta la temperatura del corpo e, grazie a ciò, stimola il metabolismo a bruciare più calorie. Assumere una piccola pallina di wasabi di qualità al giorno ti consente di usufruire di tutte le sue proprietà, anche di quelle snellenti.
Ok per i celialici ma attenzione alla soia
Il wasabi non contiene glutine ed è quindi adatto ai celiaci. Tuttavia, poiché viene aggiunto alla salsa di soia, che in genere lo contiene, chi è intollerante al glutine deve richiedere una salsa di soia gluten free per poterlo usare senza rischi.
Wasabi: come lo adoperano i giapponesi?
Nel suo paese d’origine, il Giappone, il wasabi viene usato fresco e grattugiato sulle pietanze, unito non più di 15 minuti prima del pasto, così da poterne conservare le numerose proprietà salutari.
Leggi anche: Carboidrati: la guida completa
Viene anche fatto essiccare, per produrre una polvere da utilizzare in modi diversi, sia per la famosa pasta verde, ma anche per realizzare ottimi snack con le arachidi e i piselli oppure, secondo le nuove tendenze, per arricchire il cioccolato.
Della pasta di wasabi esistono alcune varianti, in particolare una di colore verde scuro, mediamente piccante, più comune nel nostro paese e detta Daruma Wasabi, e una di colore verde chiaro, molto più piccante, amata in Giappone e meno diffusa in Italia, chiamata Mazuma Wasabi.
La pasta di wasabi: preparala così
Una volta acquistato il rizoma fresco, taglia le foglie (potrai usarle per aromatizzare zuppe e insalate), lavalo e lascialo asciugare all’aria aperta.
Grattugiane la quantità desiderata e forma una piccola palla.
Fai riposare per 10 minuti, in modo che il sapore si rafforzi, quindi servi in tavola.
Il rizoma grattugiato perde le sue proprietà e l’aroma piccante in circa 15-30 minuti.
Se hai a disposizione la polvere, diluiscila con una pari quantità di acqua e mescola fino a ottenere un mix omogeneo.
Dopo aver toccato il wasabi, non strofinare gli occhi.
Tre usi insoliti del wasabi
- Provalo con il popcorn: prepara in casa il popcorn senza aggiungere sale e spolverizzalo con un pizzico di polvere di wasabi.
- Con il cioccolato: oggi è prodotto anche in Italia, 2 quadratini a fine pasto ti aiutano a digerire meglio e soddisfano la voglia di dolce senza danni per la linea.
- Come aperitivo: puoi servire arachidi e piselli al wasabi.
Il sushi e la dieta: cosa sapere
Fresco, goloso e diventato ormai parte dei gusti occidentali sebbene provenga dalla tradizione giapponese: il sushi è sempre più diffuso in Italia, tra ristoranti (pochi) in cui assaporarne la versione autentica, e quelli che offrono l'opzione all you can eat, ovvero un menu a prezzo fisso in cui è possibile ordinare piatti senza limite di quantità, con la sola condizione di finire tutto quello che si ordina.
In questo caso, è evidente come il sushi non possa essere una scelta idonea se si segue una dieta ipocalorica.
Il sushi adatto ad un regime ipocalorico volto alla perdita di peso è concesso, purché non contenga maionese, glasse, salse o panature.
Nei menu all you can eat si trovano diverse varietà e composizioni: roll, zuppe, sashimi.
Il sushi presenta valori nutrizionali diversi a seconda degli ingredienti utilizzati. In generale rappresenta una valida scelta proteica: è un'ottima fonte di proteine magre, contenute nel pesce e nei frutti di mare.
Il riso fornisce, invece, carboidrati complessi, mentre le verdure contengono vitamine, minerali e fibre.
Il sushi è un termine ampio poiché comprende molte opzioni di ingredienti diversi.
Il sashimi, quindi fette di pesce crudo come tonno, salmone, orata, branzino e gambero, serviti con zenzero e wasabi, è un piatto ricco di proteine magre.
Il sushi vegetariano, inoltre, è molto nutriente.
Ad esempio, un ingrediente comune negli involtini di sushi vegetariani è l'avocado che contiene grassi monoinsaturi sani e fibre.
L'ingrediente base della maggior parte dei sushi è il pesce, che fornisce proteine, mentre il riso contiene amido resistente.
Uno studio mostra che la combinazione di proteine con amido resistente, come con il sushi, aumenta l'azione di bruciarei grassi, e contribuisce alla sensazione di sazietà.
Inoltre, è meglio mangiare pesce fresco piuttosto che cotto per perdere peso.
Ad esempio, se consumato crudo, il tonno è un'ottima fonte di proteine magre senza grassi.
Scegliendo roll o maki preparati con gli ingredienti giusti, il sushi può essere un'opzione ipocalorica.
I rotoli di maki con verdure o pesce che non includono salse aggiuntive o maionese, come gli involtini di tonno o cetriolo, hanno meno calorie (meno di 200 calorie per sei pezzi).
Nella dieta chetogenica, riso e zucchero non sono ammessi: ecco perché il sushi non é concesso.
Tutti i tipi di sushi con il riso, frutta, panatura.
Il Sashimi è una delle opzioni migliori da ordinare se si segue una dieta chetogenica.
In ogni All you can eat é possibile ordinare delle piccole porzioni di carne grigliata, che di solito ha poche o niente salse.
Edamame é un fagiolo a basso contenuto di carboidrati (circa 6 gr per 100 grammi). Molto saporito e ottimo per la cheto.
Nei ristoranti giapponesi hanno sempre gli Edamame disponibili, e li consiglio come spezza fame.
La Zuppa Miso é una zuppa molto leggera, prodotta con tofu e verdure.
Le alghe sono spesso usate per arricchire insalate e ricette. I carboidrati nelle alghe sono circa 10 gr per 100 grammi di prodotto. Non tanto visto che le porzioni sono molto piccole.
Il wasabi ha meno di 2 grammi di carboidrati per 10 grammi, ed é chetogenico.