Negli ultimi anni, molte persone hanno adottato l'abitudine di bere acqua e limone al mattino, appena svegli e prima di colazione. Alcuni lo fanno credendo che aiuti a eliminare le tossine e a depurarsi, favorendo la perdita di peso, mentre altri pensano che questa bevanda possa comunque giovare alla salute, trasformandola in un vero e proprio rito quotidiano di benessere. Prendersi cura della propria idratazione fin dal mattino è sicuramente fondamentale, poiché l'acqua svolge un ruolo chiave nel funzionamento dell'organismo, partecipando a numerosi processi e migliorandone l'efficienza.
Ma bere acqua e limone al mattino fa davvero bene? Per rispondere a questa domanda, abbiamo chiesto il parere di un'esperta.
Acqua e Limone al Mattino: Benefici e Verità
L'abitudine di bere acqua e limone al mattino ha suscitato un notevole interesse nel contesto del benessere e della perdita di peso. Alcune persone credono che questa pratica apporti benefici significativi, come migliorare la digestione, aumentare il metabolismo e contribuire alla perdita di peso. Tuttavia, è importante considerare che queste credenze non sono sempre supportate da solide prove scientifiche.
Bere acqua al mattino è indubbiamente benefico, poiché reidrata il corpo dopo il digiuno notturno e può aiutare a stimolare il metabolismo. Inoltre, il limone è una fonte di vitamina C e antiossidanti, che possono sostenere il sistema immunitario e la salute generale.
Tuttavia, non ci sono prove convincenti che mescolare acqua e limone abbia effetti miracolosi sulla perdita di peso o sulla salute in generale. La perdita di peso sana e sostenibile si basa su una combinazione di una dieta equilibrata, esercizio fisico regolare e uno stile di vita sano nel complesso.
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Quindi, mentre bere acqua e limone al mattino può essere parte di una routine di benessere generale, non dovrebbe essere considerato come un rimedio miracoloso per la perdita di peso. È sempre importante consultare un professionista della salute prima di apportare cambiamenti significativi alla propria dieta o al proprio stile di vita.
Acqua e Limone: Fa Dimagrire?
«Ad oggi non abbiamo dati sicuri sul fatto che questa pratica possa davvero portare dei benefici né dati scientifici tali da consigliarla come abitudine quotidiana», afferma la dottoressa Michela Carola Speciani, medico chirurgo esperto in nutrizione applicata. «Al momento sappiamo che il consumo di alimenti e bevande a basso pH, come il succo di limone è un fattore di rischio ad esempio per l’erosione dentale e che il limone e alcuni dei suoi estratti sono ricchi di vitamine e antiossidanti tra cui i flavanoni, che hanno riportato qualche dato positivo dal punto di vista metabolico in studi animali, i cui risultati però non possono essere generalizzati all’uomo con leggerezza», dice l’esperta.
Il Limone Abbassa la Glicemia?
«In alcuni studi sull’uomo, e quindi più affidabili, si è visto invece che l’assunzione di sostanze acide come l’accoppiata acqua e limone prima del pasto riduca la risposta glicemica all’assunzione di amidi, carboidrati presenti ad esempio nella pasta, nel riso e nel pane, ma non nello zucchero. I meccanismi ancora non sono del tutto noti, né lo sono, comunque, gli effetti a lungo termine di questa pratica. Ecco perché non abbiamo attualmente dati sufficienti per suggerirla per migliorare la linea o la salute, mentre ci sono abitudini che sappiamo per certo essere di supporto in questo senso», dice l’esperta.
In sostanza, ci sono studi che sostengono questa tesi ma abbiamo al momento le prove a disposizione nella letteratura scientifica sono ancora poche e quindi insufficienti per dire che il limone abbassa effettivamente la glicemia, come dice anche la nutrizionista Valentina Schirò in questo nostro articolo: “Il limone abbassa la glicemia? La parola alla nutrizionista”.
«Quindi, molto meglio inserire nella prima colazione delle proteine come uova, semi oleosi, preparati proteici a base di soia, pesce, carne o latticini ad alto contenuto proteico quali il formaggio o lo yogurt greco, un'abitudine che spesso si ha raramente; oppure sarebbe bene ridurre il consumo di zuccheri semplici - biscotti, merendine, cornetti, brioche - e dolcificanti, che invece tendono purtroppo a essere presenti fin dal mattino».
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Controindicazioni dell'Acqua e Limone
Esistono delle controindicazioni vere e proprie sul consumo del mix a base di acqua e limone? Chi dovrebbe evitarlo? «Sicuramente chi è particolarmente predisposto all’erosione dentale.
Il succo di limone è il liquido ottenuto dalla spremitura dell'omonimo agrume. Come dice il nome stesso, il limone è il frutto della pianta di limoni, botanicamente classificata nella Famiglia Rutaceae, Genere Citrus e Specie C. x limon; la nomenclatura binomiale dell'albero di limone è Citrus x limon.
Per molti, dire che i limoni sono un “super alimento” è un vero e proprio eufemismo. Non a caso, si sente spesso raccontare di capacità curative strabilianti, talvolta giustificabili ed in altri casi del tutto infondate. E' pur vero che, oltre ad insaporire molte ricette, i limoni vantano anche svariati benefici per la salute. Ad esempio, nel succo di limone sono presenti vitamine e flavonoidi, entrambi dotati di uno spiccato potere antiossidante. Per questo motivo, alcuni specialisti sostengono l'utilizzo di questo alimento nella dieta per la cura di certe patologie o condizioni disagevoli.
10 Benefici del Succo di Limone
Tra i vari benefici del succo di limone, scartando quelli difficilmente sostenibili, possiamo menzionarne almeno 10. Ricordiamo ai gentili lettori che si tratta di capacità nutraceutiche, ben lontane da quel che potrebbe essere l'impatto di un farmaco vero e proprio.
- Prevenzione dei calcoli renali: avviene grazie all'aumento dell'escrezione di citrato nelle urine. Alcuni studi hanno dimostrato che questo effetto potrebbe ostacolare la formazione di calcoli di calcio nei reni
- Lenire il mal di gola: bevendo una miscela di succo di limone e miele, è possibile attenuare il bruciore della faringe infiammata
- Favorire la sazietà: grazie al contenuto in pectina (una fibra solubile) ed acqua, la polpa di limone anticipa il senso di sazietà; trattandosi di un frutto con pochissimi zuccheri, il limone si presta all'obiettivo dimagrante. Ovviamente, l'utilizzo è limitato dai gusti personali e dalla propensione al sapore caratteristico
- Aiuta a ridurre il consumo di caffè: rimpiazzando il caffè con del succo di limone, si riduce l'introito quotidiano di caffeina e se ne facilita la perdita di abitudine al consumo. Questo vale per qualsiasi altra bevanda; tuttavia, pochi altri liquidi vantano un eguale contenuto di vit C
- Riduce il prurito: grazie al suo potere antiinfiammatorio e analgesico, il succo di limone si oppone al potere urticante di alcune erbe e delle punture inflitte dagli insetti.
- Favorisce la digestione: con riferimento al frutto intero, si osservano discrete potenzialità colagoghe, carminative e digestive. Nonostante il pH tendenzialmente acido, manifesta un chiaro effetto alcalinizzante
- Antitumorale: gli studi hanno sostenuto l'attività antitumorale dei triterpeni contenuti nel limone e nel relativo succo; questi composti proteggono le cellule dai danni che possono portare alla formazione di cellule tumorali. Inoltre, la stessa vit C ha un'azione antiossidante e quindi antitumorale
- Antibatterico: il succo di limone svolge un'azione contrastante la crescita batterica; questa è molto utile soprattutto nella conservazione alimentare, ma sembra vantare una discreta selettività sui ceppi nocivi all'interno dell'intestino
- Fonte di potassio: il succo di limone ne offre 80mg/100g di parte edibile. I potassio, fondamentale all'omeostasi globale, è un minerale escreto in grandi quantità dall'organismo (soprattutto con le urine, col sudore e con le feci)
- Antigottoso: gli oligoelementi (sali minerali) del succo di limone tendono a ostacolare l'aggregazione dell'acido urico in cristalli; non è una reazione dose dipendente, ma può aiutare chi soffre nell'accumulo di questo elemento.
Il Ruolo del Sale: Verità e Falsi Miti
Accusato di provocare ritenzione idrica, infiammazione cronica e inestetismi cutanei, il sale è spesso considerato il "veleno bianco" da evitare, o quantomeno limitare, il più possibile. Cosa c'è di vero in questa affermazione? Decisamente nulla e ce lo spiega nel dettaglio la dietista e docente Arianna Rossoni, responsabile del progetto Equilibrio Donna.
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"Che il sale faccia venire la cellulite - afferma la nostra esperta - è un falso mito: ci sono moltissime donne che, proprio per tale ragione, lo hanno ridotto fortemente o addirittura tolto; in realtà, se questo stratagemma funzionasse, dovremmo essere tutte senza".
La scelta, rivelandosi controproducente, può portare addirittura a un peggioramento della situazione: "L'alternanza tra giorni in cui il sale è pressoché assente e altri in cui viene introdotto, anche solo con una pizza nel weekend, crea il cosiddetto ‘effetto cammello', ovvero un accumulo di liquidi spaventoso.
Sale vs Sodio
Innanzitutto va fatta una distinzione tra sale e sodio. A essere pericoloso, infatti, non è il sale utilizzato a livello domestico, ovvero quello aggiunto alle nostre pietanze, quanto piuttosto il sodio impiegato in abbondanza dall'industria alimentare. Il sale viene aggiunto in quasi tutti i prodotti industriali, anche in quelli più insospettabili come biscotti, cereali da colazione e merendine: questo perché è un esaltatore del gusto e aumenta la palatabilità non solo del salato, ma anche del dolce.
Il fenomeno è noto come bliss point, cioè il punto di massima beatitudine indotta da un alimento, quello in cui si crea una vera e propria dipendenza. L'unione di questi tre ingredienti esercita una potentissima stimolazione a livello celebrale: i livelli di dopamina non diminuiscono mai, i circuiti neuronali si alterano e il cibo diventa una droga.
È dunque al sodio che dobbiamo prestare maggiore attenzione: un suo eccesso, soprattutto se accostato a una carenza di potassio e magnesio, può determinare un peggioramento dello stato di salute, in particolare a livello circolatorio e cardiaco.
Una dieta senza sale, invece, non è mai raccomandabile, soprattutto quando le temperature si fanno bollenti e la sudorazione aumenta. Ritenzione e cellulite non migliorano, anzi potrebbero addirittura peggiorare, e si potrebbe incorrere in abbassamenti di pressione e capogiri.
Le Proprietà del Sale
Troppo spesso demonizzato e tacciato di essere la causa principale di cellulite e ritenzione idrica, il sale è, invece, vitale per la nostra salute. Si tratta del principale catione extracellulare ed è fondamentale per lo svolgersi di diversi meccanismi fisiologici, come la trasmissione degli impulsi nervosi, lo scambio dei liquidi, l'assorbimento di nutrienti e la regolazione della pressione arteriosa.
"Chimicamente scritto come NaCl - specifica la nostra esperta -, il sale è composto da sodio e cloro. Nutrienti essenziali per il nostro organismo, ma in piccolissime quantità, insieme regolano l'equilibrio idroelettrolitico del corpo e dell'acqua intra ed extracellulare; servono nella trasmissione del segnale nervoso e nella comunicazione di tutti i distretti corporei".
Questo accade perché il Raas, o Sistema renina-angiotensina-aldosterone, che si occupa del bilancio idroelettrolitico, funziona proprio grazie al sodio. Se si introduce una minore quantità di sale, questo sistema lavorerà per trattenerlo (e di conseguenza per trattenere più acqua); viceversa, se ne consumiamo la "giusta" quantità, avremo una riduzione di cellulite, gonfiore, infiammazione e problemi pressori.
Il sale va anche a migliorare un tono di ipotensione, molto frequente nelle donne per via di una predisposizione estrogenica. "Soprattutto d'estate, quando fa molto caldo, tendiamo a essere stanche e spossate, ed eliminare il sale può peggiorare la situazione; un pizzico di sale, sciolto in un bicchiere di acqua, può essere un aiuto molto rapido nel caso in cui la pressione cali vertiginosamente".
Un apporto leggermente superiore rispetto alla stagione invernale aiuta a evitare questi sbalzi pressori; oltre a questo, può essere utile alternare un'acqua con una quantità minima di minerali a due, tre bicchieri al giorno di un'altra più mineralizzata e con un'effervescenza naturale (non dettata da anidride carbonica, ma dalla presenza di sali minerali).
In un'alimentazione non processata il quantitativo di sodio e di cloro è molto basso. Un tempo il sale veniva utilizzato per conservare in modo naturale diversi alimenti, tipo la carne; in epoca moderna, invece, abbiamo iniziato a sfruttarlo per la sua capacità di insaporire e rendere più gustose numerose preparazioni affinché corpo e cervello ne siano dipendenti.
"Penso all'aggiunta del sale in tantissimi cibi processati - ci spiega la dottoressa Rossoni - dove viene usato come insaporitore per accentuarne la sapidità". Ed ecco che ritorniamo al concetto di bliss point, "quel connubio tra grasso, dolce e salato che crea appunto una esplosione di gusto nel corpo.
Sale e Ipertensione
"Il problema del sale è che, in persone sensibili al sodio, va a creare uno stato di alterazione dell'equilibrio idroelettrolitico tale per cui aumenta il carico portale sul cuore, andando così a incentivare problemi di pressione o cardiaci". Va, però, sottolineato che tali problematiche riguardano persone già sensibili al sodio, quindi con una predisposizione genetica, o ipertese.
"Molti, invece, credono che sia il sale a creare ipertesione. Non è proprio così: deve essere già presente una predisposizione di base", puntualizza Arianna. Con il tempo, nelle linee guida, si è cominciato ad affermare che, per sconfiggere l'ipertensione, era opportuno togliere il sodio: questo allo scopo di tutelare la salute di tutti. Sbagliato.
"Alcune persone ipertese, pur eliminando completamente il sale, non riscontrano nessun beneficio proprio perché non sono sensibili al sodio".
Eliminare il Sale Significa Maggiore Ritenzione Idrica
Se decidiamo di eliminare o limitare il sale, allo scopo di ridurre gonfiore, infiammazioni e migliorare l'estetica della nostra pelle, stiamo commettendo un grave errore: abbiamo visto che il corpo, proprio per sopperire a tale perdita, farebbe in modo di trattenerne il più possibile.
E ancora di più se, contemporaneamente, beviamo litri di acqua e consumiamo grandi quantità di verdure contenenti potassio e altri sali. Meno sale, dunque, equivale a maggiore ritenzione idrica e a un innalzamento della pressione sanguigna; di conseguenza, avremo un aumento del liquido extracellulare e le cellule stesse, letteralmente sotto pressione a causa dell'aumento del liquido che le circonda, inizieranno a produrre fattori pro-infiammatori.
Il rischio è che finiremmo per gonfiarci ancora di più e, soprattutto per le donne, "di andare a peggiorare uno stato di ipotensione, conseguente stanchezza e ritenzione dei liquidi".
Cosa Fare per Evitare Ciò?
Innanzitutto aggiungere un bel pizzicotto di sale, insieme a qualche goccia di succo di limone o pompelmo, alla tua bottiglietta di acqua: in questo modo otterremo una bevanda ottima per reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione (soprattutto nel periodo estivo e in questi giorni di caldo torrido).
Condisci, poi, i tuoi piatti con la giusta quantità di sale, indispensabile per conferire agli alimenti gusto e sapidità, ma soprattutto acquista un ottimo sale da cucina: sceglilo biologico e marino integrale, dunque non raffinato e ricco di preziosi nutrienti.
Il Sale è un Integratore Naturale per il Corpo
Abbiamo visto che il migliore integratore possibile, soprattutto in estate, è appunto l'acqua con l'aggiunta di un pizzico di sale marino integrale. Utilizzare i classici integratori multivitaminici o di magnesio e potassio serve a poco: con la sudorazione, infatti, perdiamo principalmente acqua e cloruro di sodio, e in quantità molto inferiore gli altri macro e oligoelementi.
Anche un'eccessiva quantità di acqua può portare a disidratazione. Quindi cosa fare? Bere la giusta quantità di acqua, meglio a boli e non a piccoli sorsi, e unire delle piccole quantità di sale ai liquidi ingeriti o agli alimenti consumati.
Ma Quanto Sale?
Generalmente si parla di un rapporto di acqua e sale che sia di 1:1, ovvero un grammo di sale per ogni litro di acqua, in particolare se si è sportivi. L'altra domanda è: come capire se mi sto idratando a dovere?
La classica indicazione del bere 2 litri di acqua al giorno non è corretta: questa quantità va infatti personalizzata e contestualizzata. Se si pratica attività sportiva, o la giornata è particolarmente afosa, ecco che non sarebbero sufficienti; al contrario, se in inverno, può rivelarsi eccessiva.
La variabile da monitorare è la pipì: questa andrebbe fatta circa 6-8 volte al giorno e dovrebbe essere di colore giallo paglierino chiaro, ma non trasparente.
Acqua e Sale al Mattino: Benefici e Controindicazioni
Considerato il ruolo essenziale del sale per la nostra salute, la pratica di assurmene una determinata quantità al mattino insieme all'acqua può avere un senso? "Assolutamente sì - ci rassicura la dottoressa Rossoni -; è ottimo per smuovere il ristagno dei liquidi, e io lo uso come presidio per linfedema, un gonfiore e un accumulo localizzati nei tessuti molli, cellulite e ritenzione. Lo sconsiglio solo in caso di ipertensione e gestosi".
Bere acqua e sale è, quindi, un'ottima pratica quotidiana nel caso in cui si voglia ridurre uno stato infiammatorio e migliorare circolazione e inestetismi cutanei; è indicato anche per gli sportivi, soprattutto per chi svolge attività aerobiche che causano una forte sudorazione (corsa, nuoto, bici), e durante la stagione estiva, quando le temperature si fanno bollenti e si perdono quantità considerevoli di sali minerali.
In questi casi può essere utile aggiungere a una bottiglietta di acqua, oltre al sale, anche un po' di succo di limone o pompelmo, così da realizzare un integratore del tutto naturale e anche a costo zero.
Usare i classici integratori multivitaminici o di magnesio e potassio serve infatti a poco: con la sudorazione perdiamo principalmente acqua e cloruro di sodio, e in quantità molto inferiore gli altri macro e oligoelementi.
Anche bere un'eccessiva quantità di acqua può portare a disidratazione, così come a peggiorare uno stato di infiammazione cronica e gonfiore.
Qual è la Soluzione?
Bere la giusta quantità di acqua: non focalizzarti sui classici due litri al giorno, ma, piuttosto, osserva il colore della tua pipì e apporta eventualmente delle modifiche se troppo scura o viceversa eccessivamente limpida; non sottovalutare anche la stagione in cui ti trovi: il fabbisogno sarà diverso in estate rispetto all'inverno, per esempio.
Ma quanto sale aggiungere all'acqua? "Consideriamo un bicchiere di acqua da 300-400 ml a cui aggiungere un pizzico di sale, quello che ci sta tra due dita", specifica Rossoni.
Attenzione ai Prodotti Industriali
A essere pericoloso, in realtà, non è il sale usato in cucina per realizzare i nostri piatti, quanto piuttosto il sodio impiegato in abbondanza dall'industria alimentare. Aggiunto in quasi tutti i prodotti ultra-processati, anche in quelli più insospettabili come biscotti e cereali da colazione, è un esaltatore del gusto: non solo del salato, ma anche del dolce.
È quindi a questo ingrediente che dobbiamo prestare maggiore attenzione: un suo eccesso, soprattutto se unito a una carenza di potassio e magnesio, può determinare un peggioramento dello stato di salute, in particolare a livello circolatorio e cardiaco.
Cosa Fare Allora?
Scegliere un'alimentazione il più semplice e naturale possibile, composta principalmente da prodotti freschi, poco lavorati e processati, e ad alto valore biologico: quindi tanta frutta e verdura, proteine nobili, cereali integrali e grassi buoni, derivanti principalmente da olio extravergine di oliva, ghee e avocado.