La Dieta Mima Digiuno: Cos'è, Come Funziona e Cosa Mangiare

Hai sentito parlare molto della Dieta Mima Digiuno e degli effetti positivi sulla salute, ma non sai da dove incominciare? Cerchiamo di fare chiarezza su questo regime alimentare.

Cos'è la Dieta Mima Digiuno?

La dieta mima digiuno è un regime alimentare terapeutico estremamente ipocalorico e basato su alimenti di origine vegetale. Il razionale di questo metodo deriva dagli studi del dr. Valter Longo sulla sindrome di Laron e sulle popolazioni longeve del mondo. Questa sindrome porta geneticamente una deprivazione dei recettori dell'ormone somatotropo dunque dell'ormone della crescita.

I suoi primi studi furono effettuati sui topi dove dimostrò che la sua dieta mima digiuno aveva un effetto antitumorale e una riduzione del 50% dei tumori, dimagrimento con una riduzione ponderale di 2 kg soprattutto di grasso viscerale e una riduzione dei fattori di crescita in particolare dei fattori di crescita tumorali. La sperimentazione, dunque, fu allargata a 100 soggetti sani confermando i suoi risultati.

Il razionale di questa dieta è quello di provocare una carenza di proteine e zuccheri e calorie nell’organismo a tal punto che il corpo utilizzi come risorse energetiche alternative al glucosio i corpi chetonici che derivano dal metabolismo degli acidi grassi.

Come Funziona la Dieta Mima Digiuno?

La dieta mima digiuno è un regime alimentare terapeutico estremamente ipocalorico e basato su alimenti di origine vegetale. Ne esistono di diversi tipi: quello utilizzato nello studio italiano, per esempio, consisteva in 5 giorni di alimentazione vegetariana, a basso contenuto di carboidrati e proteine, che prevedeva l’assunzione di un massimo di 600 calorie il primo giorno e di 300 calorie nei giorni dal secondo al quinto.

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Il primo giorno 500 kcal derivano da carboidrati complessi, 500 kcal da grassi sani come olio extravergine di oliva e frutta secca, 100 kcal da proteine vegetali come ad esempio legumi.

Questo ricercatore ha sviluppato un sistema nutrizionale, da rispettare per pochi giorni all'anno, che - secondo studi preliminari - potrebbe garantire un qualche beneficio in termini di aumento dell'aspettativa di vita e miglioramento dello stato di salute generale.

Punti chiave della dieta mima digiuno secondo Valter Longo:

  • Restrizione calorica mirata e controllata.
  • Riduzione dell’apporto di proteine, soprattutto quelle animali.
  • Consumare prevalentemente proteine di origine vegetale a discapito di quelle animali provenienti dalla carne e dai formaggi. Queste attiverebbero i geni promotori della crescita, dell'invecchiamento e talvolta della degenerazione (fino al cancro).

Valter Longo suggerisce di ripetere la dieta mima digiuno ogni 3 - 6 mesi, ma solo sotto stretto controllo medico.

Esempio di Dieta Mima Digiuno Senza Kit

Abbiamo visto nelle righe precedenti un esempio di dieta mima digiuno senza kit.

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Cosa Mangiare Durante la Dieta Mima Digiuno?

Ora che sai la dieta mima digiuno come funziona, bisogna capire cosa mangiare nella dieta mima digiuno. La dieta ha un apporto proteico 0,8 grammi ogni chilogrammo di peso corporeo fino ai 65 anni.

Cosa mangiare, allora, per rispettare la logica della dieta mima digiuno? La carne va praticamente eliminata in età adulta e sostituita da proteine vegetali, contenute nei legumi secchi (ceci, fagioli, lenticchie, piselli…) e nei cereali (quinoa, riso…). Il pesce va mangiato 2-3 volte alla settimana, ma bisogna limitare quello ad alto contenuto di mercurio, come il tonno. Vanno bene invece lo sgombro, le acciughe o le sardine, pesci ricchi di omega 3.

Dieta della Longevità

Nel primo si parla di dieta “della longevità” basato su un regime alimentare che predilige verdure, cereali integrali, proteine di origine vegetale e pesce.

Precauzioni e Considerazioni Importanti

Si premette subito che il protocollo della dieta mima digiuno è stato concepito per essere eseguito sotto stretto controllo medico. Di conseguenza, si sconsiglia di eseguirlo in forma autonoma, soprattutto se in stato di salute non perfetto.

Anche se si chiama “dieta” (ritengo un errore averla definita con questo termine) non c’entra niente con una comune dieta: il suo obbiettivo principale non è far perdere peso, ma attivare un processo di rigenerazione cellulare.

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Verificare di essere idonei alla dieta mima digiuno: la dieta mima digiuno esercita una serie di effetti abbastanza radicali (riduzione ed espansione dei tessuti e degli organi, ad esempio il fegato e i muscoli). Non tutti sono in grado di tollerarla e, per certi individui, può risultare "disagevole". E' assolutamente sconsigliata a chi soffre di certe malattie.

Nonostante questi risultati siano davvero promettenti, è bene sottolineare che la dieta mima digiuno è un regime alimentare estremo e non adatto a tutti.

Periodicamente (da 30 giorni a 4 mesi, in base al soggetto), seguire 5 giorni di alimentazione programmata: il dott Longo ha raccolto in una scatola tutti i cibi da consumare nell'arco di tempo in questione.

Il kit può essere assunto senza la necessità di analisi ematiche, fatto salvo il caso in cui si sia in presenza di condizioni patologiche che richiedano l’approvazione da parte del medico del suo utilizzo. Dopo la Dieta mima digiuno si riprende a mangiare normalmente.

Critiche e Considerazioni Aggiuntive

Analizzando lo studio in questione emergono potenziali lacune nella scelta del campione, che - seppur ben rappresentato per età e sesso - sembra piuttosto vago per quanto riguarda il peso dei soggetti arruolati e i relativi fattori di rischio cardiovascolare.

Una lacuna ancor più grave è l'assenza di un gruppo di controllo sottoposto a dieta identica per apporto calorico ma "normale" per composizione (ad esempio mediterranea oppure ricchissima di proteine animali, dato che queste ultime vengono così demonizzate dalla dieta mima digiuno). Se questa comparazione fosse stata fatta, probabilmente si sarebbero ottenuti risultati analoghi nei due gruppi; infatti, la logica e l'esperienza suggerisono che la restrizione calorica in sé (e il conseguente dimagrimento) sia ben più importante rispetto alla composizione dietetica.

Non mancano, a tal proposito, studi scientifici che indicano come diete ad alto contenuto proteico, ma povere di calorie, si associano a un miglioramento del rischio cardiovascolare e della longevità. Ad esempio, uno studio sui Fulani - etnia nomade dell'Africa occidentale - che segue una dieta povera di calorie ma ricca di proteine animali e grassi saturi e uno stile di vita attivo - ha messo in luce un profilo lipidico indicativo di un basso rischio di malattie cardiovascolari. Infatti, i Fulani nonostante facciano una dieta ricca di proteine animali e grassi saturi, hanno un basso rischio di malattie cardiovascolari.

Il fatto che la dieta preveda l'utilizzo di appositi prodotti commerciali (kit di "pasti pre-confezionati") solleva ulteriori dubbi circa l'imparzialità della magnificazione mediatica dei presunti - e tutti da dimostrare!

Anzitutto, il calo ponderale è parzialmente dovuto alla disidratazione e allo svuotamento delle riserve di glicogeno muscolare ed epatico. Ciò significa che pur essendo tendenzialmente benefica, la dieta mima digiuno si rivela anche debilitante.

In secondo luogo, l'aumento dei corpi chetonici è imputabile ad una condizione di ipoglicemia e ossidazione lipidica. Potenzialmente tossici, questi composti sono il frutto di un metabolismo cellulare compromesso/incompleto (per la carenza di glucosio). Il cervello funziona solo "a zuccheri" (non è in grado di ossidare i grassi), ma può utilizzare i corpi chetonici, anche se in quantità limitate.

Inoltre, il concetto chiave è che un aumento dei fattori di crescita e dell’ormone della crescita GH non è strettamente legato a patologie tumorali. Il GH è un ormone importante per la crescita muscolare e per lo sviluppo dei bambini e dei giovani, pertanto non è sicuramente un ormone negativo per la salute. Pertanto, sono sicuramente le carni animali conservate, salate, trasformate, essiccate, fermentate e affumicate che probabilmente aumentano il rischio di tumore.

Il rilascio di ormone della crescita è parzialmente influenzato dalla quantità di proteine alimentari.

Riferimenti

  • Ageing Res Rev. 2017 Oct; 39: 46-58. Impact of intermittent fasting on health and disease processes Mark P. Mattson, Valter D.
  • N Engl J Med 2019; 381:2541-2551 Effects of Intermittent Fasting on Health, Aging, and Disease de Cabo, Ph.D., and Mark P.
  • Lancet Oncol. 2017 Apr;18(4):431 Fasting: starving cancer.

Dr. Roberto Uliano: Da 20 anni lavoro come nutrizionista nelle città di Napoli e Castellammare di Stabia. Sono consulente e scrittore nel campo delle scienze dell'alimentazione presso diverse testate giornalistiche come viveresaniebelli, silhoutte. Nel 2015 sono stato consulente della testata "Bimbi a tavola", rivista di educazione alimentare per i bambini. Sono docente dal 2011 di nutrizione applicata presso la Scuola di Nutrizione Salernitana.

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